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Si chiamava Alpaca

Un’altra vittima, un altro doveroso appello. La triste storia di Alpaca ha suscitato una forte emozione e l’avvio di una raccolta firme per fermare la silenziosa strage di animali.

Marghera – C’era un dolcissimo micione che chiedeva solamente di vivere, nonostante il destino avesse deciso di dargli una vita senza famiglia, senza una cuccia, senza il calore di una carezza, senza una casa dove vivere amato e protetto. Si chiamava Alpaca e cercava di sopravvivere in una zona pericolosa, tra le vie Dell’Atomo e Dell’Elettricità, tra i binari dei treni e auto velocissime.

Si chiamava Alpaca

“Il suo sguarda era dolcissimo, era una creatura che ti faceva sciogliere il cuore. Lo so perché a me è successo quando l’ho osservato il giorno in cui ho scattato questa foto” racconta una volontaria che spesso si reca dai mici di quella colonia felina per dar loro cibo e coccole.

Alpaca, uno splendido micione, è morto schiacciato dalle auto, dalla velocità delle auto che corrono nonostante i divieti, mettendo a repentaglio la vita dei felini ma anche quella di eventuali passanti o ciclisti. Di lui è rimasta solamente una macchia di sangue sull’asfalto. Alpaca ”abitava” nella colonia felina censita dal Comune di Venezia e accudita dai volontari.

La colonia felina

Con il termine di “colonia felina” si intende un luogo dove due o più gatti vivono in libertà in un determinato territorio, senza che ve ne sia la proprietà da parte di alcuna persona. Possono essere alimentati e accuditi da privati, singoli o associati, denominati referenti di colonia. Questi possono richiederne il riconoscimento al Comune o al Servizio veterinario dell’Azienda per i servizi sanitari.

Ogni colonia felina è patrimonio pubblico e viene tutelata dalla legge, art. 281/91, fatto salvo che anche il singolo gatto, vivente in libertà, deve essere tutelato, curato, accudito e sterilizzato.

La petizione

I volontari hanno inviato varie richieste al Comune affinché installi dei dissuasori di velocità o dei dossi rallentatori per indurre gli automobilisti a limitare la velocità. Ma per un motivo o per l’altro, questi non sono stati ancora installati.

I volontari riferiscono che sono passati più di 2 anni da quando c’è stato un incontro tra loro e l’Amministrazione comunale, a seguito di una petizione, firmata da quasi 20mila persone.

Ora il gruppo A-mici Venezia Mestre ha rilanciato la raccolta firme per una petizione finalizzata a chiedere al Sindaco di Venezia di installare dei dissuasori di velocità o dei dossi rallentatori, così da salvare questi animali. Tutti possono firmare, fallo anche tu https://www.change.org/p/luigi-brugnaro-salviamo-i-gatti-di-marghera/u/32314568?fbclid=IwAR1hDyECN9fhLOyDKlt2Ck72HP8y7MH4-60nRollp5ezXGcSvbC6otYlBhk

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