Tre giorni dedicati alla famiglia, alla scuola e al Paese
ROMA – Parlare di Pluralismo educativo. Fare il punto della libertà di scelta dello studente, della famiglia, dei docenti rispetto al tipo di scuola da scegliere in base al progetto formativo.
È questo l’obiettivo di un convegno, organizzato dalle presidenze nazionali USMI( Madre Maria Micaela Monetti) e CISM (p. Luigi Gaetani), che si terrà a Roma, nei giorni 19, 20 e 21 settembre prossimi, presso la sede di Via Zanardelli (19 settembre) e l’Università Santa Croce (20-21 settembre.)
L’intento che gli organizzatori si prefiggono è quello di riflettere e, contemporaneamente, lanciare un allarme sul tema del pluralismo educativo in Italia, tema indissolubilmente legato alla garanzia del diritto dei genitori ad esercitare la loro libertà di scelta educativa nei confronti dei figli. L’obiettivo di questo confronto è l’impegno a consentire una nuova e vitale presenza di scuole pubbliche paritarie, soprattutto in quei luoghi dove più forte è il bisogno di riscatto culturale, sociale ed economico.
All’interno degli eventi che animeranno la Tre giorni si colloca la tavola rotonda del 20 settembre 2024, dalle ore 09.30 alle 13.00, presso l’Università Santa Croce,alla quale parteciperanno esponenti della classe politica di diversa estrazione culturale, oltre a quella del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Sua Em. Card. Matteo Maria Zuppi.
La libertà di scelta
La libertà di scelta educativa, come ogni vera libertà, presuppone la responsabilità del singolo nell’esercizio della propria libertà e genera, al contempo, altre libertà.
Nel caso specifico, le libertà generate sono tre:
- quella della/o studentessa/e di apprendere, sentendosi posta/o al centro e chiamata/o a farsi protagonista del proprio percorso formativo;
- quella della/del docente di scegliere di lavorare in una scuola che riflette le proprie convinzioni personali e professionali sull’educazione e, conseguentemente, di partecipare in prima persona al mantenimento del carattere distintivo della propria scuola;
- quella della famiglia, messa nelle condizioni di poter scegliere liberamente il percorso educativo per i propri figli, come previsto dalla nostra Costituzione.
Creare ambienti aperti
Ciò non significa, ovviamente, creare separazioni o realtà settoriali all’interno dell’educazione dei giovani: al contrario, vuol dire creare ambienti aperti, luoghi di elaborazione del pensiero secondo determinate impostazioni di fondo e creare le condizioni di un dialogo fra le reciproche posizioni. La nostra società, definita fluida, dove tutto è sempre più artificiale, dove domina una impostazione relativistica del pensiero, ha proprio bisogno di questa chiarezza e di questa molteplicità di offerte formative. Ecco il valore della scuola pubblica paritaria.
Affermare il diritto alla libertà
Lo Stato, che indossa le vesti di unico gestore del servizio di istruzione, vuole indirizzare le menti dei suoi cittadini più giovani, cittadini adulti del domani. Rispetto a ciò, affermare il diritto alla libertà di scelta educativa vuol dire che le scuole tutte potrebbero elaborare molteplici progetti con un aumento della qualità dell’offerta formativa accessibile a tutti, senza alcuna discriminazione economica.
Non è un caso che in quelle regioni dove sono state avviate politiche di sostegno alla libertà di scelta educativa, gli standard di apprendimento degli studenti, così come ci dicono i dati INVALSI, siano superiori alla media nazionale e siano in linea con gli standard europei.
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