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La Scuola del Mosaico di Spilimbergo

3 minuti di lettura

Una meraviglia da scoprire

Quando si arriva a Spilimbergo, in  prossimità della Scuola del Mosaico, si notano sia sulle pareti che nel cortile, delle opere in mosaico, che già allietano la vista.

Se poi si entra nell’istituto, si scoprono dei corridori e dei pavimenti pieni zeppi di opere d’arte musiva, che ripercorrono i modelli , greci e romani, nonché quelli bizantini fino ad arrivare a quelli che riproducono opere di arte moderna e quelle di nuova concezione.

Ma l’emozione più grande si prova entrando in una delle classi di mosaico, dove si trovano i banchi inclinati, un tronco di legno con sopra una punta in ferro, le scatole con dentro i vati tipi di pietra per comporre il mosaico e tante opere musive degli allievi che riempiono le pareti.

Infatti in questo istituto vi sono studenti che provengono da tutto il mondo, che poter frequentare i tre anni di corso, vengono talvolta ospitati anche dalle famiglie del luogo.

Nel primo anno si studiano e si  riproducono i mosaici antichi, greci e romani; nel secondo quelli bizantini; nel terzo si riproducono opere d’arte moderne o se ne inventano di nuove. Si possono anche frequentare dei corsi semestrali, che danno diritto ad un attestato, oppure degli stage con dei mosaicisti famosi.

Ma come è nata questa istituzione?  È stata fondata nel 1922  per offrire opportunità di studio e di lavoro ai giovani, su iniziativa di Lodovico Zanini (delegato della Società Umanitaria di Milano a Udine) e di Ezio Cantarutti (Sindaco di Spilimbergo). 

Bisogna ricordare che Spilimpergo è situata nei pressi di Aquileia, sito musivo romano e paleocristiano, e di Venezia, culla della tradizione del mosaico bizantino. 

Inoltre raccoglie la tradizione dei mosaicisti e dei terrazzieri della pedemontana friulana, che dal Cinquecento in poi hanno tracciato nel mondo le vie del mosaico con le loro significative realizzazioni musive: dalla Library of Congress di Washington ai lavori musivi del War Memorial di Camberra, agli interventi dell’Opera di Parigi, dovuti – questi ultimi – a Gian Domenico Facchina, mosaicista e imprenditore di Sequals (Pordenone), che ha messo a punto la tecnica musiva a rovescio su carta, che ha permesso di commissionare anche grandi mosaici da inviare all’estero. Infatti in uno dei corridoi dell’istituto, vi è un grande mosaico parietale  che illustra i luoghi più importanti del mondo dove sono stati commissionati delle opere della scuola.

Le emozioni continuano camminando tra i corridoi e visitando le aule. Ci si rende conto allora la scuola ha una triplice funzione: didattica, promozionale, produttiva. 

Sul piano didattico la formazione triennale prevede l’insegnamento di diverse discipline tutte funzionali al mosaico: alle ore dedicate al laboratorio di mosaico e di terrazzo, si affiancano lezioni di disegno e teoria del colore, computer grafica, storia del mosaico, tecnologia dei materiali e disegno geometrico, per far sì che lo studente – che ottiene la qualifica di mosaicista – sia autonomo nelle scelte e nelle proposte, e allo stesso tempo sia in grado di rispondere a tutte le richieste. A Scuola s’insegnano e s’imparano le tecniche del mosaico con tutte le loro regole e peculiarità (tipologia romana, bizantina, moderna, contemporanea) ma si pongono anche le basi per creare, per fare ricerca e sperimentazione.

Sul piano promozionale la Scuola Mosaicisti del Friuli organizza e partecipa a mostre e manifestazioni in ogni dove. Pubblica cataloghi. Organizza corsi d’introduzione al mosaico. Numerosi sono gli appuntamenti espositivi che illustrano il percorso formativo degli studenti e l’attività dell’Istituto.  

Sul piano produttivo, la Scuola è un punto di riferimento per importanti lavori musivi. 

La professionalità e la competenza, riconosciute anche dal marchio di qualità, promuovono la richiesta di mosaici in Friuli, in Italia e nel Mondo, progettati e realizzati dalla Scuola Mosaicisti del Friuli. 

Fin dalle sue origini la Scuola ha infatti realizzato lavori di grande prestigio.

Note sono le realizzazioni musive al Foro Italico di Roma negli anni trenta, i mosaici delle Centrali Idroelettriche di Friuli e Veneto negli anni cinquanta, gli interventi negli edifici di culto, l’esecuzione e posa dei mosaici dell’Hotel Kawakyu di Shirihama in Giappone e del Santo Sepolcro di Gerusalemme negli anni novanta, per non dimenticare gli interventi musivi più attuali, capaci di valorizzare il mosaico come espressione della contemporaneità (Saetta iridescente a Ground Zero a New York, 2004; Cielo e laguna a Graz in Austria, 2010; Polittico di San Lorenzo a L’Aquila in Abruzzo, 2010; Sacra Famiglia a Pordenone, 2013). 

Come si può evincere dalle eccellenze che vi si trovano, è affascinante scoprire come un made in Italy così prezioso ed unico si possa trovare anche nei luoghi simbolo del nostro mondo e come ne valga la pena comprendere il know how che l’ha resa così celebre e richiesto.

Questa scuola di eccellenza merita quindi una visita. Già 40.000 persone all’anno sono state accolte tra le sue stanze. La scuola è sempre visitabile, ma il sabato e la domenica è possibile farlo con una guida, che ne svelerà i segreti.

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