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Il futuro della sanità nell’Ulss 4, intervista al Direttore Generale Mauro Filippi

Dott. Mauro Filippi Ulss 4

Nella nostra intervista al Dottor Mauro Filippi, Direttore Generale dell’Ulss 4, ripercorriamo i successi e i progetti ambiziosi che stanno plasmando il panorama sanitario nel Veneto Orientale. Dalla tecnologia rivoluzionaria del robot chirurgico Da Vinci alla visione strategica per il futuro, scopriamo come l’Ulss 4 sta guidando l’innovazione e l’eccellenza nell’assistenza sanitaria, affrontando sfide uniche e creando modelli di cura all’avanguardia.

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• Dottor Filippi, lei è stato recentemente riconfermato Direttore Generale dell’Ulss 4, qual è un progetto realizzato di cui va particolarmente fiero?

Direi diverse cose, è difficile fare una selezione, sicuramente l’aver recuperato l’attività che durante il periodo pandemico era in qualche modo rimasta ferma e si era rallentata; l’attività sia di ricovero, che chirurgica, che l’attività specialistica. Quindi complessivamente, se dobbiamo utilizzare un unico termine, direi il recupero delle prestazioni dopo la pandemia.

Però bisogna anche che io ricordi i tanti progetti che siamo riusciti nei primi tre anni a proporre alla Regione del Veneto, al Presidente e all’Assessore, anche con il supporto degli Amministratori locali e dei Consiglieri di riferimento come il Consigliere Barbisan, che è il Consigliere del territorio, che sono stati accolti favorevolmente dalla Regione e che adesso stiamo mettendo a terra.


• L’Ulss 4 è anche dotata del robot chirurgico Da Vinci, che ha reso la vostra chirurgia paragonabile a quella dei principali ospedali veneti.

Sì, il Robot Da Vinci è arrivato nel 2020. Io lavoravo già in questa Azienda, però il Direttore Generale era il dottor Bramezza, che è stato bravo a portare a casa questa attrezzatura che purtroppo nel 2020 non è potuta partire nella sua massima potenzialità proprio a causa della pandemia. Oggi invece il robot Da Vinci, che viene utilizzato soprattutto per le attività di chirurgia e urologia, è in piena operatività. Sicuramente è una tecnologia di altissimo livello, che poche regioni possono vantare, come il Veneto in tutti i più grandi ospedali. Noi facciamo oltre 250 interventi di robotica complessa, poi c’è anche l’attività per via laparoscopica, l’attività meno invasiva, che non è quella tradizionale, e complessivamente facciamo oltre 16.000 interventi chirurgici all’anno nelle nostre sale operatorie con l’attività chirurgica. Parte di questa attività viene svolta proprio a Portogruaro, che è l’ospedale chirurgico di riferimento, definito tale con le ultime schede ospedaliere (quella dell’anno 2019).


• Quali sono i progetti dell’Azienda Sanitaria del Veneto Orientale in serbo per il prossimo biennio?

Ce ne sono tanti per la verità, devo dire che c’è stata una particolare attenzione da parte di tutti sulle potenzialità e lo sviluppo di questa Azienda, che è un’Azienda particolare per collocazione, per caratteristiche geografiche e anche per finalità rispetto alla tipologia di utenze che vi afferisce. Qui è stata in qualche modo illuminata la Regione del Veneto, con il supporto dei Consiglieri di riferimento, degli Assessori, il già citato Consigliere Barbisan Fabiano del nostro territorio e l’Assessore Calzavara, che hanno lavorato per far sì che l’Azienda rimanesse in qualche modo com’era prima della riforma, acquisendo il Comune di Cavallino.

Tornando ai progetti, ci sono due tronconi importanti: il primo riguarda gli ospedali, i finanziamenti per tutti e tre gli ospedali attraverso il masterplan – l’ospedale di Portogruaro, di San Donà e quello di Jesolo – che consentiranno di rifare praticamente delle strutture nuove, e di trasferire su queste strutture nuove le degenze che oggi sono collocate nella parte più vecchia degli ospedali.

Poi c’è la grande partita degli interventi sul territorio finanziati con il PNRR. Abbiamo quasi 21 milioni di euro che finanziano gli interventi con il PNRR, che riguarda anche l’acquisizione di grandi tecnologie. A Portogruaro abbiamo inaugurato pochi mesi fa con l’Assessore e con il Consigliere Barbisan la TAC, il prossimo mese inaugureremo la nuova risonanza magnetica, quindi due grandi apparecchiature nell’arco di pochi mesi. A Jesolo è stata inaugurata la TAC, l’anno scorso, a San Donà l’anno precedente. Quindi tanti investimenti da poter mettere in campo per le nostre strutture, sia ospedaliere che territoriali.

Poi nel territorio si gioca la sfida della sanità del futuro. Adesso stiamo lavorando con i nostri professionisti e la Regione del Veneto che ci accompagna, proprio nei modelli organizzativi dell’assistenza territoriale, quelli definiti dal DM 77. Con la Regione del Veneto ci sono tanti altri tavoli di lavoro avviati, dal recupero liste d’attesa, alla riorganizzazione dell’attività di ricovero, all’attività chirurgica. Quindi c’è veramente tanto lavoro, ma la sanità veneta non a caso è una sanità d’eccellenza, una sanità di richiamo non solo nei confronti delle altre regioni, ma abbiamo anche cittadini che vengono dall’estero, come nel caso dei turisti nella nostra situazione, e anche altre aziende, che sono meta di destinazione turistica, hanno tanta attività svolta proprio a favore di cittadini che non sono italiani, ma scelgono la nostra regione per curarsi.

Una delle ragioni per cui questa Azienda è rimasta con la sua caratteristica, con la riforma del 2019, è proprio data dal fatto che in questo territorio abbiamo un’elevata affluenza turistica durante l’estate, ma non solo durante l’estate; vediamo che anche durante il periodo invernale, soprattutto laddove ci sono i proprietari di seconde case, nelle spiagge abbiamo persone che arrivano da altre aziende, da altre regioni. Noi durante l’anno abbiamo circa 23 milioni di presenze turistiche in questo territorio. Solo la regione Veneto ne fa 70, quindi il 30% arriva in questo territorio, ragione per cui ci siamo organizzati nel tempo per accogliere e trattare dal punto di vista sanitario, non solo nell’emergenza, anche quei turisti che hanno patologie croniche e che vogliono farsi una vacanza in totale sicurezza. Su questo c’era stata un grande collaborazione con le Amministrazioni locali, con i Sindaci del litorale e con la Regione del Veneto, la quale sostiene anche finanziariamente il progetto “Vacanze in Salute”, che il è nostro progetto organizzativo che si dispiega lungo tutto il litorale, con l’apertura di un punto di primo intervento e i potenziamenti delle dialisi. Quindi una grande attività che ci vede da sempre partecipi sia la componente politica, che ci supporta nella programmazione, sia nella parte erogativa con le Amministrazioni locali, con il volontariato, con il terzo settore e soprattutto con le associazioni di coloro che lavorano nel turismo, quindi con tutto il comparto turistico che ha tutto l’interesse che questa sia una sanità che funziona, perché diventa anche di richiamo per i loro clienti.

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