A un anno dalla sua scomparsa, Padre Francesco Ruffato è stato ricordato ieri, in un incontro svoltosi all’M9-Museo del 900, a Mestre
Il grande Auditorium era strapieno ieri pomeriggio per il convegno, o meglio per il ricordo affettuoso di tanti che conservano l’eredità culturale e spirituale di Padre Ruffato.
Frate francescano, giornalista, animatore culturale, ideatore di grandi progetti
A raccontare aneddoti e opere del frate francescano, nato a Santa Cristina in Colle (PD) nel 1932, sono stati Gianfranco Bettin, Giampietro Capogrosso, Ennio Chiodi, Massimo D’Onofrio, Alberto Laggia, Rossella Neri, Edoardo Pittalis, Alessandro Toffolo e Giuliano Vaona. Inoltre, hanno suonato e cantato gli artisti della Polifonica Benedetto Marcello diretta dal maestro Alessandro Toffolo.
Padre Luigi Francesco Ruffato è stato giornalista, docente di religione, autore di pubblicazioni e testi per opere teatrali e musicali, animatore culturale, musicale e sociale. Ha fondato il Centro Culturale Padre Kolbe, la Polifonica Benedetto Marcello e la Scuola Superiore Biennale di Giornalismo. Quest’ultima è stata poi intitolata ad Arturo Chiodi, storico docente.
E ancore, Televita, il servizio di telesoccorso per gli anziani, e l’ostello per le donne immigrate, servizi innovativi in quegli anni, in una città in rapida crescita.
Gli anni dal 1976 al 2001 sono stati cruciali per Mestre. Padre Ruffato, con le sue intuizioni che è riuscito a trasformare in grandi attività e cambiamenti, ha lasciato un segno indelebile nel tessuto sociale della città.
La scuola di giornalismo Arturo Chiodi
Non era sfuggito a Padre Ruffato che non ci fosse una scuola di giornalismo. E così, detto e fatto, come suo stile, creò la Scuola Superiore Biennale di Giornalismo del Centro Culturale Padre Kolbe di Mestre. Il primo docente fu Arturo Chiodi, al quale, dopo la scomparsa, è stata intitolata la scuola.
Il figlio, Ennio Chiodi, ha recentemente curato un libro a Lui dedicato: “Arturo Chiodi. In ricordo di un uomo libero e coerente”.
L’uomo Ruffato
Tutti gli intervenuti hanno tracciato un ricordo dell’uomo Ruffato come di una persona di grande cultura, di grande fede ma anche di un uomo a cui non piaceva trovare ostacoli nei suoi progetti.
“Veniva da te non per presentarti un progetto ma per dirti come dovevi farlo” ha raccontato Gianfranco Bettin allora pro sindaco di Mestre. Ma Padre Ruffato si comportava così con tutti: non ti chiedeva se potevi fare qualcosa ma solamente se potevi farla subito.
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