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Tutti in scena! A partire dal 13 novembre, sarà inaugurato un corso gratuito di teatro per ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni.

L’incontro si terrò a cadenza settimanale, tutti i mercoledì dalle 16.30 alle 18.00, presso la biblioteca comunale.

 

Gli incontri proseguiranno fino a giugno 2020.
L’incontro informativo si terrà martedì 5 novembre alle ore 18.30.

Info:
0422.632371
[email protected]tv.it

 

 

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Al Teatro Goldoni si alzi il sipario! Questa sera (ore 20.30) con il ritorno sul palcoscenico veneziano di Marco Paolini e lo spettacolo Nel tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse, il Teatro Stabile del Veneto inaugura la nuova stagione 2019/2020. Scritto dall’attore veneziano insieme a Francesco Niccolini con un cast di sei attori e musicisti sapientemente guidati da Gabriele Vacis, la cui regia si dimostra capace di superare divisioni nette tra musica e parole per creare un’unica grande partitura teatrale, lo spettacolo porta in scena le memorie di un Ulisse non più guerriero ma calzolaio per parlare dell’oggi attraverso i miti di un tempo.

 

 

La dedica a Cesare De Michelis

Una stagione speciale questa che, in occasione del 40esimo anniversario dalla riapertura dello storico teatro veneziano, e che lo Stabile del Veneto ha voluto dedicare a Cesare De Michelis.

Da sempre grande studioso del Settecento veneziano, con particolare attenzione al teatro e a Goldoni, di cui ha portato in luce la straordinaria attualità e modernità, Cesare De Michelis è stato presidente del comitato per l’Edizione nazionale delle Opere di Goldoni, istituito nel 1993, e che ha a oggi portato alla pubblicazione, con Marsilio, di 57 volumi.

“È tempo di prendere atto che Goldoni è stato ed è un grande riformatore, è tempo di riconoscere la sua autentica e sorprendente modernità” scriveva l’editore e bibliofilo veneziano nel saggio Goldoni nostro contemporaneo. Con questo spirito ha, infatti, intrapreso il meritevole e ambizioso progetto di restituzione dell’edizione critica dell’intera opera goldoniana, che quest’anno proseguirà con la pubblicazione della commedia I due gemelli veneziani, in occasione della nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto che debutterà nel 2020 per la regia di Valter Malosti.

 

Lo spettacolo di apertura

Ad inaugurare la stagione è lo spettacolo Nel tempo degli dei di e con Marco Paolini, che tornerà poi ad essere nuovamente ospite dello Stabile del Veneto al Teatro Verdi di Padova dal 13 al 17 novembre e al Teatro Mario Del Monaco il 22 novembre per l’apertura della stagione di prosa trevigiana.

 

Smessi i panni dell’eroe sono ormai dieci anni che Ulisse perpetua il suo peregrinare, camminando verso non si sa dove con un remo in spalla. Impossibilitato a sottrarsi a un destino di morte e violenza voluto dagli dei, l’eroe di Omero si autoinfligge la più dura delle punizioni, rinunciando al trionfo e all’immortalità e obbligandosi a un nuovo esilio. Il protagonista è dunque un pellegrino solitario e invecchiato, che non ama svelare la propria identità e che tesse parole simili al vero. Si nasconde, racconta fandonie, s’inventa storie alle quali non solo finisce col credere, ma che diventano realtà e addirittura mito. Alla regia Paolini ritrova Gabriele Vacis, che gioca con tutti gli artisti presenti in scena, superando divisioni nette tra musica e parole per creare un’unica grande partitura teatrale, dove ogni singolo interprete diventa funzionale al racconto. Un affondo nel contemporaneo, un “de profundis” che annuncia l’inevitabile fine degli eroi.

Con un’anteprima per le scuole (25 ottobre) e una grande festa per la città Comune di Treviso e Teatro Stabile del Veneto, sabato 26 ottobre, danno il via al programma della lirica 2019/2020

 

Con una delle stelle più luminose del firmamento dell’opera mondiale, Madama Butterfly, si alza il sipario sulla stagione lirica 2019/2020 del Teatro Mario del Monaco di Treviso.
Sabato 26 ottobre alle ore 20.00 il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto riaprono, infatti, la storica sala trevigiana portando in scena la tragedia giapponese in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, ispirata dal racconto omonimo di John Luther Long e dal dramma omonimo di David Belasco.

 

Anteprima per le scuole

La serata della prima è preceduta da un evento d’eccezione pensato per i giovani spettatori. Il 25 ottobre gli studenti e i docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado a indirizzo musicale, dei conservatori e degli istituti musicali nell’ambito del Progetto Sipario verranno guidati all’ascolto e alla comprensione dell’opera per poi assistere all’anteprima. Il progetto formativo ideato dal Teatro Stabile del Veneto e Comune di Treviso, è frutto della collaborazione con Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Conservatorio A. Steffani di Catelfranco Veneto e Soroptimist International Club Treviso, intende offrire a studenti e insegnanti occasioni di conoscenza e approfondimento di una selezione di spettacoli che compongono la stagione lirica trevigiana.

 

Per tutti gli appassionati, inoltre, sabato 26 ottobre (ore 19.00) è prevista al Ridotto del Teatro Comunale Mario del Monaco una conferenza sull’opera condotta da Elena Filini.

 

Prodotta dal Teatro del Monaco insieme al Teatro Pergolesi Spontini di Jesi (AN) e al Teatro Comunale di Ferrara, diretta da David Crescenzi sul podio della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana per la regia di Matteo Mazzoni, l’opera racconta la storia dell’amore tormentato tra il tenente della marina americana Pinkerton e la geisha Cio-Cio-San dando forma alle affascinanti atmosfere del lontano oriente evocate in modo mirabile da Puccini.

 

Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti

Il soggetto giapponese attivò l’interesse che Giacomo Puccini provava nei confronti dell’elemento esotico, ingrediente che agli inizi del ‘900 era ampiamente sperimentato nella teatralità d’epoca. Per caratterizzare l’atmosfera interrogò artisti e personalità della cultura nipponica, annotò melodie su pentagrammi ascoltate da dischi provenienti da Tokyo, consultò pubblicazioni che riportavano canti originali. Una cura maniacale nel ricreare un mondo musicale che fondesse oriente e occidente ampiamente ripagata dal successo dell’opera, che è ancora oggi, ad oltre un secolo di distanza, tra le più riprodotte al mondo.

 

Protagonisti dell’opera, rappresentata per la prima volta il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala di Milano, sono il soprano Silvia Pantani nel ruolo di Cio-Cio-San alias Madama Butterfly, la giovanissima sposa giapponese del tenente della Marina americana Pinkerton, interpretato dal tenore Francesco Fortes. Il mezzosoprano Ilaria Ribezzi è Suzuky, il baritono Italo Proferisce interpreta il ruolo del console Sharpless. Completano la compagnia di canto Katia Di Munno e Margherita Hibel che si alternano nel ruolo di Kate Pinkerton, Claudio Zazzaro (Goro), Dielli Hoxha (Il principe Yamadori – Il commissario imperiale), Andrea Tabili (Lo zio Bonzo), Luca Giorgini (Lo zio Yakusidé), Andrea Cutrini (L’ufficiale del registro), Eleonora Nota (La zia), Carmela Osato e Yue Wu nel ruolo della cugina, So Hyun Lee e Lucia Conte si alternano invece nel ruolo della madre.

 

Durante l’intervallo, la famiglia del Teatro Del Monaco festeggia la riapertura del teatro cittadino insieme al suo pubblico con un brindisi offerto dalla Confraternita del Raboso del Piave.

 

Con l’inizio della stagione 2019/2020, inoltre, prendono il via gli Aperitivi Off in cui alcuni dei più importanti protagonisti del mondo dell’opera e del teatro raccontano il loro rapporto con gli autori in cartellone nel foyer del Teatro Comunale Mario Del Monaco.

Una vita per il teatro” è il titolo del primo appuntamento previsto domenica 27 ottobre alle ore 11 con Enza Ferrari.

Note di regia

Nella vita di tutti i giorni, nei libri, nei film e naturalmente in molte opere liriche, spesso ci troviamo di fronte a storie d’amore: storie d’amore belle, felici come la primavera ed altre tormentate, a volte con tragici finali, come ancora ai giorni nostri si legge purtroppo nelle pagine di cronaca nera. Ecco, Madama Butterfly non è una vera storia d’ amore, per una storia d’amore bisogna essere in due. Siamo agli inizi del ‘900 a Nagasaki nel Giappone musicale inventato da Puccini; un giovane tenente della Marina degli USA, Pinkerton, decide di allontanare la solitudine tipica della vita da soldato comprando una casa in collina con dentro una giovane ragazza, appena quindicenne, da sposare come formale copertura per normalizzare la compravendita di giovani fanciulle tra i ricchi stranieri e le classi sociali più basse. Butterfly ha quindici anni, orfana di padre, viene da una famiglia di nobili origini, caduta ormai in povertà e per sopravvivere si è adattata a fare la geisha; non sogna altro che incontrare un uomo vero, magari uno straniero, un eroe venuto addirittura dal mare, luogo mistico dei sogni e dei peggiori incubi per la cultura nipponica, che venga apposta a salvarla, a portarla via. Si incontrano, lui rimane scioccato dalla grazia, dalla gentilezza e dall’educazione di quella piccola bambolina così affascinante, proprio perché diversa da tutto quello che aveva visto fino a quel momento e la desidera ardentemente; lei invece, trovando finalmente la risposta a tutti i suoi sogni, si perde nell’amore.

Matteo Mazzoni

La rassegna prende il via il 12 novembre 2019 nello storico teatro veneziano con lo spettacolo pluripremiato ed irriverente “Sic Transit Gloria Mundi” di Alberto Rizzi con Chiara Mascalzoni

 

 

Sei appuntamenti con il meglio della drammaturgia contemporanea nazionale. Al via il 12 novembre 2019, ore 21.00, presso il Teatro a l’Avogaria di Venezia (Dorsoduro 1607, Corte Zappa) il nuovo ciclo de “I martedì” de l’Avogaria, rassegna che porta in laguna le produzioni più interessanti della nuova scena teatrale.

Una donna per Papa. Questa inedita prospettiva è al centro dello spettacolo di apertura: Sic transit gloria mundi. Un monologo irriverente, scritto e diretto da Alberto Rizzi con Chiara Mascalzoni per raccontare il ruolo della donna nel mondo occidentale attraverso la storia femminile nella chiesa cattolica con l’immaginaria e possibile, per quanto improbabile, elezione di una donna al soglio di Pietro. Una riflessione sull’esclusione delle donne dal sacerdozio, ma più in generale per analizzare le ragioni storiche, teologiche e religiose della sudditanza della donna all’uomo nella chiesa e nel cattolicesimo laico. Si passerà dal ruolo della donna nel passato della chiesa, per arrivare ad una biografia inventata della prima papa e infine una storia alternativa e possibile della chiesa attraverso le donne. Uno spettacolo che è una critica surreale ed estrema al maschilismo della chiesa e quindi al maschilismo del mondo laico. Con un linguaggio semplice, e una regia accattivante e originalissima, ha conquistato premi di settore nelle più importanti rassegne italiane (Endas, Premio Cervi, Doit Festival, Contemplazioni, Italia dei Visionari) e internazionali (New York festival, Avignone Off) oltre ai favori indiscussi della critica e l’affetto incondizionato del pubblico, tra cui quello dell’Avogaria che lo ha premiato come miglior rappresentazione dell’anno scorso.

 

 

Con No kids (19 novembre) di e con Manuela Fischietti, si parla della conflittualità fra due luoghi comuni: l’essere madre contro l’essere single, compagna, moglie, amante. Un viaggio che ha come oggetto la maternità e come punto di partenza la scoperta dell’essere incinta: un flusso di pensieri che rappresentano il mondo dentro e fuori la gravidanza. No Kids è la storia di una donna in balia dell’idiozia della TV, dell’asburgico tradizionalismo meridionale, dell’isolamento forzato dalle altre donne libere e in carriera. Un ipotetico prima, durante e dopo la gravidanza passando dal rifiuto della maternità alla sua accettazione, attraversando le degenerazioni possibili dell’essere madre.

 

 

Una libera riduzione di un classico di Shakespeare al centro di House Macbeth (26novembre), per la regia di Pier Vittorio Mannucci con Gledis Cinque e Nick Russo. Lo spettacolo si concentra sulla relazione tra Lord e Lady Macbeth, una coppia enigmatica e sfuggente il cui rapporto muta di colpo quando delle voci vomitate dall’inferno suggeriscono che Lord Macbeth possa farsi re. La prospettiva del potere incrina la loro relazione, e al tempo stesso la rafforza, unendoli nel perseguire l’obiettivo del trono, che a poco a poco si trasforma in un’abominevole ossessione. La loro vita diviene un racconto dell’orrore, un tormento continuo che li intrappola in una rete di delitti e accuse reciproche, dando vita a una notte della ragione dove la realtà si fa inconsistente, e incubi e spettri divengono orribilmente concreti; una realtà dove nulla è ciò che sembra, e dove chiunque può essere vittima e carnefice.

 

 

Dicembre (3) si apre con la più rappresentata fra le opere di Dario Fo e Franca Rame: Coppia Aperta, quasi spalancata: un atto unico dalla forte comicità e ironia che mette a nudo le dinamiche delle relazioni sentimentali, in un contesto grottesco ma mai inverosimile. Una libera riduzione con Giulia Pivetta Stefani e Valentino Bettega per la regia di Anna de March. La coppia moderna ha bisogno di aprirsi. Non ha bisogno di fedeltà assoluta. Crede nell’amore libero. Non può limitarsi al romantico duo, lui e lei insieme per sempre. Predilige il triangolo, il quadrilatero, il pentagono, o per lo meno le forme complesse. Non si vergogna. Parla, discute ed è favorevole al dibattito ideologico. La coppia moderna è una Coppia aperta.  Se non fosse, che a volte vi si presentano delle odiose reticenze. Magari, ci si sente traditi, sottostimati, gelosi. L’uomo o la donna, potrebbero decidere di non indossare l’abito nuovo per la festa del nuovo millennio sessualmente disinibito, ma di ri-indossare il completo monocromatico e convenzionale riposto nell’armadio, per stravolgere il processo evolutivo e decidere di affermare nuovamente la propria posizione. In breve, incazzarsi.
 
3Some in scena il 10 dicembre, di Tommaso Fermariello per la regia di Martina Testa, racconta la storia d’amore di due ragazzi: Diego, youtuber di successo, e Pier, ansioso commesso di una libreria. Quando al primo viene diagnosticato un cancro le loro vicende prendono una piega grottesca e tragicomica. Diego infatti decide di non curarsi secondo la medicina tradizionale ma, dopo svariate ricerche su internet, sogna di andare in Russia in una costosissima clinica, la Clinica della Nuova Medicina Europea, dove promettono miracolose guarigioni. Nel frattempo si unisce a loro una ragazza, misteriosa, attraente e svampita, che va a vivere con loro e diventa parte integrante della coppia.

Chiude la rassegna il 17 dicembre, Mangia! scritto e interpretato da Anna Piscopo e diretto da Lamberto Carrozzi. Lo spettacolo narra del confuso e tragicomico flusso di coscienza di una ragazza sprovveduta che sogna di affrancarsi dall’emarginazione che vive nella provincia in cui è nata trovando un lavoro nella Capitale. La piece è una tragedia dai tratti grotteschi, vista e vissuta dagli occhi allegri di una giovane donna di paese che, ritrovandosi in una realtà più provinciale e meschina di quello che ha lasciato, reitera fino al fallimento le convinzioni e i comportamenti malati che le ha passato la madre e il contesto sociale di provenienza. È un racconto di formazione che narra la progressiva perdita dell’innocenza della protagonista e il suo finire in pasto a un mondo che non dà sconti ai più deboli.

 

 

Gli spettacoli, alle ore 21.00, su prenotazione telefonica ai numeri 041.0991967 – 335.372889 o via mail all’indirizzo [email protected]com.

Ulteriori info: sito

 


L’Associazione Teatro a l’Avogaria, nasce nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondatore del Teatro Universitario Ca’ Foscari di Venezia e dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia. In più di quarant’anni di attività ha prodotto oltre sessanta spettacoli tra cui la “Commedia degli Zanni”, rappresentata con successo sui più importanti palcoscenici internazionali. Riconosciuta come uno dei centri di formazione professionale di riferimento nel Triveneto, ogni anno organizza corsi, dedicati ad appassionati e professionisti, su discipline quali recitazione, Commedia dell’Arte, dizione, storia del teatro, canto, tecnica dell’interpretazione.

Tutto il fascino di un eroe capace dall’antichità ad oggi di stregare poeti, scrittori e musicisti, e tutta la complessità delle passioni, dei rimpianti, dei sentimenti, delle fragilità e delle paure che convivono in un uomo qualunque. È il personaggio di Orfeo così come riletto dai giovanissimi allievi della scuola di teatro “Tema Cultura Academy”, bambini e ragazzi dai 7 ai 20 anni che domenica 20 ottobre alle 11.30 porteranno sul palcoscenico del Teatro Olimpico di Vicenza lo spettacolo “Dalla parte di Orfeo”. Dopo “Apologia di Socrate. La verità è come l’acqua” e “Ecuba. Ares: il Dio della carneficina”, quel viaggio nei significati senza tempo trasmessi da storie arrivate dal passato che ha caratterizzato la rassegna teatrale “La tragedia innocente” – promossa nell’ambito del 72° Ciclo di Spettacoli Classici “Muoiono gli Dei che non sono cari ai giovani”, con la direzione artistica di Giancarlo Marinelli – arriva al suo capitolo conclusivo.

 

Quello di domenica è infatti l’ultimo dei tre appuntamenti del ciclo di tragedie classiche fatte da ragazzi per ragazzi. Al centro della scena, un aldilà scevro da qualsiasi forma di misticismo, una sorta di casa di riposo, la dimensione in cui Orfeo può manifestare senza freni ciò che nella vita teneva confinato nell’inconscio: «Il nascondimento di sé – commenta Giovanna Cordova, direttrice artistica della scuola di teatro “Tema Cultura Academy – è tipico degli adolescenti e della loro insicurezza a mostrarsi per timore del giudizio altrui. Al contrario, quando si liberano di inibizioni e paure riescono non solo a raccontarsi, ma anche ad interrogarsi sulle ragioni dietro interrogativi ingombranti. Come ad esempio la domanda alla base della nostra rielaborazione del mito: perché Orfeo si è voltato verso la sua Euridice, pur sapendo che l’avrebbe persa per sempre? È stato per troppo amore o, invece, per egoismo?».

Il 29 settembre, il 13 e il 20 ottobre un cast di 36 bambini e ragazzi dai 7 ai 20 anni sarà in scena con gli spettacoli della rassegna “La tragedia innocente”, promossa nell’ambito del 72° Ciclo di Spettacoli Classici “Muoiono gli Dei che non sono cari ai giovani”. Un intero ciclo di tragedie fatte da ragazzi per ragazzi per la prima volta all’interno dei Classici

 

 

Un teatro patrimonio mondiale Unesco, 36 bambini e ragazzi dai 7 ai 20 anni, tutta la potenza espressiva dei significati senza tempo trasmessi dalle tragedie classiche. Sono questi gli ingredienti dei tre spettacoli de La tragedia innocente, rassegna teatrale che il 29 settembre, il 13 e il 20 ottobre andrà in scena al Teatro Olimpico di Vicenza nell’ambito del 72° Ciclo di Spettacoli Classici “Muoiono gli Dei che non sono cari ai giovani”, con la direzione artistica di Giancarlo Marinelli.

Tre spettacoli nel corso dei quali a vestire i panni dei protagonisti saranno i giovanissimi allievi della scuola di teatro Tema Cultura Academy.

 

È la prima volta che un intero ciclo di tragedie classiche fatte da ragazzi per ragazzi viene ospitato all’interno dei Classici. Giovani che parlano ai giovani di sentimenti universali, veicolati da storie che arrivano dal passato, grazie alle quali scoprire chiavi di lettura utili per comprendere il presente. La verità, l’odio, la rabbia, la vendetta, l’amore, l’egoismo: raccontando l’uomo e le sue fragilità, le tragedie classiche guidano i ragazzi nel viaggio alla scoperta della loro identità. «I giovani di oggi – commenta Giovanna Cordova, direttrice artistica della scuola di teatro Tema Cultura Academy – non si accontentano delle favole. Vivono in un’epoca che ha scatenato in loro interrogativi ingombranti e sono assetati di risposte. È per questo che i testi di Platone, di Euripide, di Ovidio, così lontani nel tempo ma dai contenuti così attuali, se riletti in chiave contemporanea, possono guidarli nel loro cammino verso l’età adulta. Il teatro è per i ragazzi una palestra di vita. Dà loro lezioni che, potentissime, dal palcoscenico arrivano ai loro coetanei seduti in platea».

 

 

La rassegna teatrale

Ad aprire la rassegna teatrale domenica 29 settembre alle 17 sarà lo spettacolo “Apologia di Socrate. La verità è come l’acqua”. In questo adattamento del testo di Platone, a prendere le difese del Maestro saranno i fanciulli, voci innocenti che si leveranno in coro contro falsità e protervia, accesi da quel desiderio di ribellione che contraddistingue la loro età. Simbolo della verità sarà l’acqua, per sua natura incontenibile, in continuo divenire, trasparente e pura proprio come sono i ragazzi.

 

Il secondo appuntamento è fissato per domenica 13 ottobre alle 17 quando andrà in scena “Ecuba. Ares: il Dio della carneficina”, una spirale di violenza senza fine, frutto di un’insaziabile quanto oscura voglia di sangue e di vendetta. Una tragedia che apre a un interrogativo la cui potenza è rimasta immutata nei secoli, dalla devastazione di Troia fino a quella della Promenade des Anglais passando per l’11 settembre: perché?

 

L’ultimo capitolo della rassegna è affidato allo spettacolo “Dalla parte di Orfeo”in programma a partire dalle 11.30 di domenica 20 ottobre. Personaggio dalle mille sfaccettature, che dall’antichità ad oggi non ha mai smesso di affascinare, Orfeo è qui un uomo normale, costretto a convivere con un dramma a cui il pubblico proverà a dare una risposta: perché si è voltato verso la sua Euridice, pur sapendo che l’avrebbe persa per sempre? Per amore o, invece, per egoismo?

 

 

Informazioni

http://www.temacultura.it/

http://www.temacultura.it/altri-spettacoli-teatrali/

Direttrice artistica “Tema Cultura Academy” Giovanna Cordova – 346.2201356

[email protected]

 

Biglietti

I biglietti per gli spettacoli sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza, in Viale Mazzini 39, a Vicenza, aperta per la campagna abbonamenti da lunedì 23 a mercoledì 25 settembre dalle 9.30 alle 13; da martedì 1 a sabato 5 ottobre dalle 9.30 alle 13 (tel. 0444.324442 – [email protected]), online su tcvi.it e in tutti gli sportelli di Intesa Sanpaolo (ex Banca Popolare di Vicenza) e al Teatro Olimpico un’ora prima degli spettacoli.

 

Il prezzo dei biglietti degli spettacoli de La tragedia innocente è di 12 euro (intero), 10 euro (ridotto over 65) e 8 euro (ridotto under 30). Per le scuole è previsto un biglietto unico a 5 euro.

 

 

Photo Credits: Alessandro Bevilacqua

L’offerta formativa è articolata in diversi corsi di durata annuale da ottobre a maggio

 

Una offerta formativa completa che spazia dalla tradizione all’innovazione. Si muovono su questi due binari i corsi di recitazione del Teatro all’Avogaria di Venezia (Dorsoduro 1617), le cui iscrizioni sono aperte.

 

I workshop si terranno presso lo storico spazio teatrale veneziano nato nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondatore del Teatro Universitario di Venezia, Cà Foscari, che fin dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia.

Programma didattico articolato in diversi workshop di durata annuale da ottobre 2019 a maggio 2020

Il Corso di Recitazione e Pratica Scenica è un percorso formativo che fornisce ai partecipanti le conoscenze fondamentali dell’arte della recitazione e la possibilità di misurarsi direttamente e quotidianamente con l’esperienza del palcoscenico. Nella prima parte studio degli elementi base quali recitazione, dizione, commedia dell’arte, canto, danza mentre nella seconda sarà chiesto agli allievi interessati alla drammaturgia e alla regia di scrivere e dirigere un breve testo per i loro colleghi che diventerà materiale dei saggi di fine anno scolastico sotto la supervisione del regista Stefano Pagin.

 

Il laboratorio I “Linguaggi Teatrali” utilizza il “Metodo Strasberg” per indagare tutto ciò che è relativo alla sfera teatrale, dal gesto alla parola, dalla manipolazione alla relazione con le persone e con lo spazio, permettendo a ognuno di liberare la personale e naturale creatività. Vengono perciò forniti stimoli idonei a prendere coscienza dei propri mezzi espressivi, sollecitando l’uso di tutti i sensi a disposizione.

 

Il laboratorio II “Mondo del Dramma” invece rappresenta il secondo livello ed è aperto a tutti coloro che abbiano già una formazione teatrale. Esso si rivolge a chi intende raggiungere una più completa formazione, indagando aspetti della tecnica recitativa o della produzione teatrale in forma di esercitazione mirata e di approfondimento. Al termine del Laboratorio è prevista la messa in scena di uno spettacolo.

 

Per chi volesse avvicinarsi per la prima volta al Teatro, è inoltre disponibile un Corso Propedeutico di tre giorni ( 9 ore complessive) tenuto dal regista Stefano Pagin per introdurre gli allievi alla pratica scenica secondo il metodo della Scuola Giovanni Poli. Il Corso si terrà a ottobre ed è dedicato a chi intende iscriversi al Corso di Recitazione, non ai Laboratori.

 

 

Giovanni Poli è ricordato come una delle figure più importanti per la riscoperta della Commedia dell’Arte, tornata sulle scene grazie alle sue ricerche su testi del Cinquecento e alle rappresentazioni della Compagnia de l’Avogaria presentate al pubblico di tutto il mondo.

 

 

Per tutte le informazioni e iscrizioni:

sito
[email protected]
Tel. 041.0991967 – 335.372889

“Ci definirono persino barbari accusandoci di voler chiudere il Teatro di Treviso. Oggi siamo qui a presentare un rilancio senza precedenti, con il Mario Del Monaco inserito da luglio nella rete virtuosa del Teatro Stabile del Veneto e con un cartellone 2019-2020 di estrema qualità, oltre che innovativo. Come dico sempre, forse correndo da soli si fa più strada, ma facendo squadra si arriva più lontano. Regione Veneto, Comune di Treviso, Teatro Stabile del Veneto e Teatro di Treviso hanno saputo unire le forze e questa nuova offerta culturale di strada ne farà tantissima. Di certo Treviso sta vivendo un nuovo rinascimento”.

 

Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, intervenendo, oggi a Treviso, alla presentazione della nuova stagione della stagione di prosa, danza e lirica 2019/2020 del Teatro Mario Del Monaco di Treviso, assieme, tra gli altri, al Sindaco di Treviso, Mario Conte, al Presidente del Teatro Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto, e al Direttore, Massimo Ongaro.

 

Il cartellone 2019-2020, accompagnato dal logo “Una Stagione Spaziale” raffigurante un astronauta ritratto con, sullo sfondo, la platea e il palco del teatro, conta su 25 titoli per oltre 50 serate di spettacolo e tante novità in arrivo nei prossimi mesi. La stagione sarà aperta il 25 ottobre con la messa in scena di Madama Butterfly con  l’Orchestra Filarmonica Marchigiana. La stagione teatrale partirà con Marco Paolini che, da 22 al 24 novembre, torna sul palcoscenico trevigiano con il suo ultimo spettacolo, “Nel tempo degli dei” per parlare dell’oggi attraverso il mito di Ulisse. E poi tanti grandi nomi, come Umberto Orsini, Sebastiano Lo Monaco, Ale e Franz, Giorgio Alberti e Barbara Bobulova, Corrado Abbati, e le registe e attrici Serena Sinigaglia e Teresa Mannino.

 

“Anche se nella classificazione dei teatri a Roma non se ne sono accorti, ma faremo in modo che rimedino in fretta – ha detto poi Zaia – questo è un cartellone di caratura nazionale. Accettiamo la competizione nazionale nella quale sapremo dire la nostra in termini di qualità e di organizzazione, augurandoci che il Ministero, assegnando il Fondo Unico per lo Spettacolo, voglia tenere conto della qualità e non della spesa storica”. 

Mercoledì 24 luglio la Sesta Commissione della Regione Veneto ha convocato Arteven per una audizione. Dopo che il Presidente Massimo Zuin e il Direttore Pierluca Donin hanno relazionato sulle attività di Arteven dell’ultimo triennio, comunicando i quasi seicentomila spettatori paganti nel territorio e consegnando il nuovo dossier che celebra i 40 anni di organizzazione di spettacoli di teatro e danza del Circuito nel Veneto.

 

 

I Consiglieri hanno posto alcune interessanti domande anche in riferimento ai progetti del Teatro Stabile del Veneto. Non sono mancate le risposte, che hanno illustrato come i progetti dello Stabile debbano essere supportati da un buon accordo tra i due soggetti, che permetta ai cittadini di partecipare alla cultura dello spettacolo dal vivo anche se residenti in piccole comunità.

 

 

Si è ribadito che il lavoro di Arteven si sviluppa nei piccoli Teatri, costituendo la più capillare rete di spazi, luoghi e Teatri d’Europa, grazie alla possibilità di gestire grandi palcoscenici.

 

 

Il Direttore ha poi descritto i progetti dedicati agli studenti delle Scuole Superiori, con oltre duecento Istituti organizzati per ospitare lezioni teatrali all’interno dell’orario scolastico, e annunciato il prossimo progetto che affronterà i pericoli di Internet già segnalati addirittura nella trasmissione “Le iene”.

 

 

Grande attenzione al nuovo progetto al nastro di partenza che vede gli spettatori abbonati farsi mecenati a favore degli under 30, cedendo il proprio posto quando sono impossibilitati a vedere uno spettacolo. Il progetto chiamato ironicamente “biglietto sospeso” sarà testato nella stagione 2019/2020 e sarà completamente gestito via web e social.

 

 

Dalla Sesta Commissione è partito un invito al Circuito a collaborare con un Centro Studi alla luce della sua grande esperienza territoriale, attestata da una indubbia efficienza che vanta un bilancio di sette milioni di Euro all’anno realizzato da quattordici operatori con una performance personale eccezionale. Il Direttore Donin (che è anche coordinatore degli altri Circuiti italiani) ha parlato a lungo della funzione di Arteven e anche della fragilità di un sistema che, grazie alla Regione Veneto, è osservato sul piano nazionale e come il MIBAC lo ritenga tra i più meritevoli inserendolo nel primo Cluster del finanziamento dello Stato. I Consiglieri si sono complimentati per l’esposizione e per il grande lavoro realizzato dalla rete dei teatri del Veneto, considerata un patrimonio per la diffusione delle cultura regionale.

 

 

Photo Credits: Facebook @Arteven

“R…esistere: 13 buoni motivi per rinunciare al suicidio”

Mercoledì 31 luglio gran finale per la quarta edizione della rassegna teatrale curata da Giovanna Cordova.

Caterina Simonelli e Giacomo Vianello saranno i protagonisti di uno spettacolo sorprendente

 

 

Un ragazzo e una ragazza, la stessa decisione: farla finita. Poi si incontrano e tutto viene rimesso in discussione. Per l’ultimo appuntamento della quarta edizione della rassegna di spettacoli, letture sceniche e incontri musicali Tema Cultura Festival curata da Giovanna Cordova, il palcoscenico allestito alla Filanda Motta di Mogliano Veneto ospiterà Caterina Simonelli e Giacomo Vianello nei panni dei giovani protagonisti dello spettacolo “R…esistere: 13 buoni motivi per rinunciare al suicidio” (produzione IF Prana), in programma domani, mercoledì 31 luglio, alle 21.

 

Vincitore del bando Giovani in Scena 2013 (FTS e Teatro Metastasio Stabile della Toscana), finalista al Festival sulla Resistenza 2014 (Gattatico)e finalista al playFestival 2.(Atir Teatro Ringhiera), lo spettacolo racconterà il disagio che attanaglia le nuove generazioni, in bilico tra mancanza di prospettive e quell’insopprimibile voglia di progettare nonostante il precariato renda impossibile pensare a un futuro o immaginarsi in una relazione.

 

Quel malessere che fa sembrare ai due giovani protagonisti il suicidio l’unico rimedio possibile. Almeno fino a quando i loro destini non si incrociano.

 

Alle 20.30 aperitivo con gli artisti.

 

Tema Cultura Festival è una delle iniziative della rassegna Metropolis promossa dal Comune di Mogliano Veneto.

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