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Un nuovo grande protagonista nel già ricco cartellone della rassegna “Dal Vivo” firmata da Veneto Jazz in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto: Giovanni Allevi si esibirà in “Piano Solo” giovedì 12 marzo (ore 20.45) al Teatro Del Monaco di Treviso

 

Compositore, direttore d’orchestra e pianista, Giovanni Allevi ha stregato con le sue note milioni di giovani che, affascinati dal suo esempio, si sono avvicinati alla musica colta e all’arte creativa della composizione. Due diplomi con il massimo dei voti in Pianoforte al Conservatorio di Perugia e in Composizione al Conservatorio di Milano. Una laurea con lode in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”. Jeans, t-shirt, scarpe da ginnastica: questo il look con cui Allevi va incontro al suo pubblico nei teatri più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall di New York all’Auditorium della Città Proibita di Pechino. Numerose sono le tesi di laurea a lui dedicate. L’agenzia spaziale americana NASA gli ha intitolato un asteroide.

 

Con il concerto di piano solo di Giovanni Allevi, sono quindi quattro gli appuntamenti firmati da Veneto Jazz per la rassegna “Dal Vivo” che dal Teatro Goldoni di Venezia è approdata anche nel palcoscenico trevigiano. Da febbraio a marzo in cartellone il rito dei Dervisci rotanti “Galata Mevlevi Ensemble” (6 febbraio), la cantante israeliana Noa con Letters to Bach, riscritte sulla musica del grande compositore; (18 febbraio) e Paolo Fresu con Tempo di Chet, con le musiche tratte dell’omonimo progetto teatrale dedicato a Chet Baker (21 aprile). 

 

Biglietti

Platea 40€ + diritto di prevendita
Palchi I, II, III ordine centrali 40€ + diritto di prevendita Palchi I, II, III ordine laterali 35€ + diritto di prevendita Palchi IV ordine 35€ + diritto di prevendita
Loggione 30€ + diritto di prevendita
Loggione scarsa visibilità 12€ + diritto di prevendita 

I biglietti sono disponibili in prevendita a partire dalle ore 12.00 di lunedì 20 gennaio nel circuito Ticketone, nel circuito del Teatro Stabile del Veneto e alla biglietteria del Teatro Del Monaco di Treviso.

 

Prevendite

www.ticketone.it
www.teatrostabileveneto.it

 

Biglietteria Teatro Del Monaco 

Tel. +39.3791201100
[email protected]teatrostabileveneto.it

 

Orari

dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00 domenica e lunedì chiuso
giornate con spettacolo:
dal martedì al sabato: dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 a inizio spettacolo domeniche con spettacolo: dalle 15.00 a inizio spettacolo.

“La promessa” parla di memoria. Di una memoria tenuta gelosamente in serbo da uno degli ultimi sopravvissuti a una catastrofe chiamata Olocausto.

 

Un anziano professore è, da qualche tempo, costretto a vivere in una casa di riposo, dove la vita si riduce a una sereno scivolare verso l’oblio. Ha fatto promettere a sua nipote di non andare a trovarlo. Farsi vedere in quella situazione equivale ad abdicare a una dignità che lui ritiene essenziale. Quella goccia di divinità che ciascuno si porta dentro.
Lo spettacolo inizia con l’arrivo di Lil, la nipote, nel residence. Lo scontro con un medico che a un primo approccio appare come la rappresentazione della banalità del male. Portatore sano di una burocratica esistenza, al servizio di un sistema che trasforma i pazienti in clienti.
Giuseppe, il protagonista, ha chiesto alla nipote di venire a trovarlo. La solleva della sua promessa. Le chiede aiuto. La memoria lo sta abbandonando. Ed è qualcosa che lui non si può permettere.
Qualcuno deve scrivere quello che lui si è promesso di dire al mondo, quello che ciascuno dei sopravvissuti all’inferno del lager ha giurato di continuare a raccontare.

Abbiamo tutti bisogno degli altri. Siamo… necessari. Dobbiamo sopravvivere, non per noi stessi, ma per mettere in guardia tutti quanti…. È questo il compito. Per questo Dio ci ha tenuto in vita. Perché dobbiamo raccontare al mondo quello che è successo. È il nostro dovere. E non possiamo permetterci di morire, o di perdere la memoria… Lo capisci? Ricordare, raccontare… è il nostro modo di mettere in guardia gli altri. Come fanno gli animali… È il nostro grido di allarme. Il nostro urlo. Affinché chi viene dopo di noi possa scansare il pericolo… riconoscere il mostro… “

 

Il resto è la narrazione della lotta disperata dell’individuo – in questo caso un anziano professore innamorato della letteratura classica – del simbolo potente della volontà dell’uomo di tutelare con ogni mezzo non solo la dignità della sua esistenza, ma anche quella di coloro che vengono dopo di lui.
Perché l’orrore è lì, sempre in agguato, in attesa che la memoria abbassi la guardia.

 

Martedì 14 gennaio 2020 – Aula Magna, ore 18.00

Ateneo Veneto, Consolato Uruguay di Venezia, Figli della Shoah, Associazione MilanoFestivaLetteratura

 

“La promessa”

testo e regia di Milton Fernandez

Interpreti: Ilaria Nadin, Aldo Stella, Antonio Paiola

Saluto di Claudio Scarpa e Gianpaolo Scarante

Lunedì 13 gennaio debutta il progetto “Nonno… vieni con me?” – patrocinato dal Comune di Mogliano Veneto. Una serie di attività creative e culturali per bimbi e nonni insieme, per giocare, ridere, fare, pensare, sorprendersi e conoscersi (o ri-conoscersi) in compagnia del clown Romualdo. Insomma, una vera avventura!

 

Il progetto si apre con “A caccia del Tesoro”, una rivisitazione delle famose avventure dei pirati di Stevenson, ospitata al Centro Ricreativo Anziani, così se qualcuno arriva senza il nonno lo può trovare lì!

 

Tra musica, narrazione, canti, pirati e capitani, barche e locande… ci saranno colpi di scena e risate a non finire!
È preferibile prenotare al 331.1044697.

 

Al Teatro Goldoni la favola senza tempo di J. M. Barrie trasporta grandi e piccini sull’ Isola che non c’è grazie al solo potere dell’immaginazione

 

Dopo la magia delle feste, al Teatro Goldoni di Venezia continuano gli appuntamenti della rassegna Famiglie a Teatro dello Stabile del Veneto, il cartellone di pensato per i più piccoli, da 3 fino a 10 anni, e le loro famiglie.
Domenica 12 gennaio (ore 16.00) sul palcoscenico veneziano arriva la favola senza tempo di Peter Pan firmato da Giorgio Scaramuzzino, Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci.

 

Nello spettacolo nato dalla collaborazione tra il Teatro Nazionale di Genova e la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, nove attori scatenati e tante canzoni dal vivo raccontano sulla scena l’entusiasmante avventura del protagonista del romanzo di J. M. Barrie. Un classico che non conosce età né periodi storici e vuole essere un invito per tutti, grandi e piccini, a liberare le ali della fantasia perché il sogno e l’immaginario non dovrebbero mai spegnersi nel cuore di nessun essere umano.

 

 

Lo spettacolo

“Solo i bambini, i pazzi e gli innamorati possono vedere le fate”. Dice così Peter Pan a un’incredula Wendy prima di convincerla a volare con lui verso l’Isola che non c’è. La capacità di immaginare, che ha il suo picco proprio nell’infanzia, è fondamentale per l’essere umano. Eppure, in un mondo bombardato da immagini, paradossalmente diventa sempre più difficile sviluppare questa attitudine. Con pochi elementi scenici che danno vita di volta in volta alla nave dei pirati, alla cameretta di Wendy e al mare dell’Isola che non c’è, i bambini diventano coprotagonisti della storia, spesso coinvolti e invitati a sognare.

A teatro continueremo ad essere bambini non per voltare le spalle alla realtà, ma per uscire dalla sala con un briciolo di leggerezza e originalità in più, come toccati dalla polvere delle fate.

 

 

Info

TEATRO NAZIONALE DI GENOVA, FONDAZIONE TEATRO RAGAZZI E GIOVANI ONLUS

drammaturgia: Giorgio Scaramuzzino, Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci

con: Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci, Celeste Gugliandolo

musiche: Paolo Silvestri

regia: Giorgio Scaramuzzino

scene e costumi: Lorenza Gioberti

luci: Aldo Mantovani

tecnica utilizzata: teatro di narrazione

età consigliata: dai 5 ai 10 anni

durata: 55′ senza intervallo

 

teatrostabileveneto.it

 

 

Photo Credits: Federico Pitto

Il tradizionale appuntamento con il balletto russo quest’anno al Goldoni va in scena sulle musiche di Tchaikovsky

 

Il Natale è un periodo di tradizioni e al Teatro Goldoni, come ogni anno, anche per questo 26 dicembre non poteva mancare il classico spettacolo del balletto di Mosca. Sarà la prestigiosa compagnia Russian Classical Ballet, diretta da Evgeniya Bespalova e Denis Karakashev a portare in scena in un doppio appuntamento, alle ore 16.00 e alle 20.30, Lo Schiaccianoci, un grande classico danzato sulle musiche che hanno reso immortale il genio Pyotr Tchaikovsky.

 

Basato sulla fiaba Lo schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A. Hoffmann, il balletto racconta la storia di una ragazza che sogna di incontrare un principe. In una selvaggia battaglia contro il Re dei Topi, lo Schiaccianoci si ritrova in pericolo. Clara, superando le sue stesse paure, entra in questa battaglia e lancia la sua scarpa, annientando la terribile creatura. Rotto l’incantesimo lo Schiaccianoci diventa un bellissimo principe. Mentre la fredda notte copre la città di fiocchi di neve lo Schiaccianoci porta Clara nel suo regno, il Regno dei Dolci, dove la Fata dello Zucchero condivide la gioia con tutti i bambini che, come Clara, possono continuare a sognare. Una storia meravigliosa, uno spettacolo da non perdere che scatena l’immaginazione di grandi e piccini per portarli nel regno della fantasia.

 

La compagnia del Russian Classical Ballet

È composta da un cast di ballerini diplomati nelle più prestigiose scuole coreografiche: Mosca, San Pietroburgo, Novosibirsk, Perm. Corpo di ballo e solisti, provenienti dalle principali Compagnie russe, formano un ensemble nel quale preparazione accademica ed esperienze internazionali si sposano con l’irriverenza di talenti emergenti nel panorama della danza classica moscovita.

 

Info utili

musiche Pyotr Ilyich Tchaikovsky

coreografie Marius Petipa e Lev Ivanov

libretto Marius Petipa e Vasili Vainonen basato sulla fiaba di E.T.A. Hoffmann

scenografie Russian Classical Ballet

costumi Evgeniya Bespalova

direzione Artistica Evgeniya Bespalova

 

Teatro Goldoni | Venezia

26 dicembre 2019

Ore 16.00

Ore 20.30

durata 1h 45’ con intervallo

teatrostabileveneto.it

Domani sera alle ore 21.00, al Teatro Busan di Mogliano Veneto la Stagione di Prosa 2019-2020 prosegue con Barzellette, il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini. Le barzellette del titolo sono le storielle che un capostazione raccoglie dai viaggiatori sconosciuti che transitano senza lasciare traccia nella stazione terminale in cui lavora. Qui, un becchino attende un morto “di lusso”, un emigrante che ha fatto fortuna all’estero e che sta tornando al paese per farsi seppellire. Incastonate in una struttura narrativa sempre aperta all’improvvisazione, le barzellette di Celestini attraversano mondi e culture, descrivono popoli e mestieri e ci ricordano che possiamo ridere di tutto, soprattutto di noi stessi.

 

Nate come libro con l’editore Einaudi, le Barzellette in teatro diventano uno spettacolo aperto, soprattutto alla collaborazione con i musicisti, uno spettacolo ogni sera diverso, con una storia di base che fa da cornice ma che lascia libero sfogo all’improvvisazione. Le barzellette pescano nel torbido, nell’inconscio, ma attraverso l’ironia permettono di appropriarcene per smontarlo e conoscerlo. E poi la loro forza sta nel fatto che l’autore coincide perfettamente con l’attore. Non c’è uno Shakespeare delle storielle. Chi le racconta si prende la responsabilità di riscriverle in quel preciso momento. Ma anche l’ascoltatore diventa implicitamente un autore. Appena ascoltata, può a sua volta diventare un raccontatore e dunque un nuovo autore che la cambia, reinterpreta e improvvisa.

Le barzellette hanno attraversato il mondo e le culture vestendosi dell’abito locale, ma portando con sé elementi pescati ovunque. La stessa struttura di una storiella sarda che racconta la lite tra vicini la ritroviamo in una barzelletta cecoslovacca sull’invasione russa del ‘68. I carabinieri italiani in Francia diventano belgi. I tirchi sono scozzesi o genovesi e, un po’ ovunque, ebrei. Le barzellette sugli afroamericani quando arrivano in Italia finiscono sul corpo degli zingari. Se ne racconti solo un paio rischi di fare il gioco dei razzisti. Ma se ne metti in fila tante dimostri che nelle storielle c’è anche una grande compassione. Ci ricordano infatti che possiamo ridere di tutto e soprattutto di noi.

Chi è Ascanio Celestini

È attore, regista e autore teatrale italiano (Roma, 1972). È considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione. I suoi spettacoli, preceduti da un approfondito lavoro di ricerca, hanno la forma di storie narrate in cui l’attore-autore assume il ruolo di filtro con il suo racconto, fra gli spettatori e i protagonisti della messa in scena. Tra i suoi spettacoli, Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini (1998); Radio clandestina (2000); Fabbrica (2002); Scemo di guerra. Roma, 4 giugno 1944 (2004); La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico (2005); Live. Appunti per un film sulla lotta di classe (2006); Il razzismo è una brutta storia (2009); Pro patria (2012); Discorsi alla nazione (2013). Nel 2007 ha girato il documentario Parole sante, incentrato sul tema del lavoro precario, e contemporaneamente è uscito con lo stesso titolo il suo primo album di canzoni; è del 2010 il suo primo lungometraggio, La pecora nera, tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, racconto sull’esperienza dei manicomi e sull’alienazione dell’odierna società dei consumi, cui ha fatto seguito nel 2015 la pellicola cinematografica Viva la sposa. Tra le sue pubblicazioni più recenti, la raccolta di racconti Io cammino in fila indiana (2011), Pro patria (2012), Un anarchico in corsia d’emergenza (con M.L. Gargiulo, 2015) e Barzellette (2019).

Biglietti

20,00 € intero | 18,00 € ridotto

Acquisto e prevendite

Biglietteria Cinema Teatro Busan, via Don Bosco 41, Mogliano Veneto (TV).

La biglietteria è aperta: tutti i giorni ad esclusione del martedì dalle 17 alle 19, la domenica dalle 16 alle 19.30 e 30 minuti prima di ogni proiezione cinematografica.

Online su www.cinemabusan.it.

Informazioni

+39 041.5905024 | +39 334.1658994 | [email protected]

 

 

Photo Credits: Musacchio-Ianniello-Pasqualini

Secondo appuntamento de i Martedì dell’Avogaria, rassegna dedicata al meglio della nuova drammaturgia italiana. Questa sera, ore 21.00, nello storico teatro lagunare, lo spettacolo per la regia di Pier Vittorio Mannucci con Gledis Cinque e Nick Russo

 

Il dramma del potere in una libera riduzione da un classico di William Shakespeare. Domani, Martedì 26 novembre 2019, ore 21.00, presso il Teatro a l’Avogaria di Venezia (Dorsoduro 1607, Corte Zappa) va in scena “House Macbeth” per la regia di Pier Vittorio Mannucci con Gledis Cinque e Nick Russo. Una piece nell’ambito de “I martedì” de l’Avogaria, rassegna che porta in laguna le produzioni più interessanti della nuova scena teatrale.

 

Lo spettacolo si concentra sulla relazione tra Lord e Lady Macbeth, una coppia enigmatica e sfuggente il cui rapporto muta di colpo quando delle voci vomitate dall’inferno suggeriscono che Lord Macbeth possa farsi re. La prospettiva del potere incrina la loro relazione, e al tempo stesso la rafforza, unendoli nel perseguire l’obiettivo del trono, che a poco a poco si trasforma in un’abominevole ossessione. La loro vita diviene un racconto dell’orrore, un tormento continuo che li intrappola in una rete di delitti e accuse reciproche, dando vita a una notte della ragione dove la realtà si fa inconsistente, e incubi e spettri divengono orribilmente concreti; una realtà dove nulla è ciò che sembra, e dove chiunque può essere vittima e carnefice. Il Macbeth è solitamente presentato come il dramma del potere, ma è soprattutto la storia di una coppia. Questa idea ha guidato la realizzazione di House Macbeth: un adattamento che segue fedelmente e senza alcuna interpolazione il testo shakespeariano, focalizzandosi però sul rapporto tra Lord e Lady Macbeth, vero cuore della tragedia e fulcro dell’azione drammatica, attorno al quale ruotano tutte le altre vicende. Senza la spinta della moglie, Macbeth non si imbarcherebbe mai nella sua impresa delittuosa. La sua ascesa al potere è a tutti gli effetti un’opera a quattro mani, una cattedrale costruita sul sangue e sulle lacrime della coppia, che sacrifica il proprio amore sull’altare di un’ambizione irresistibile che si trasforma

 

lentamente in un’ossessione che travolge le barriere della sanità mentale. Il potere diviene un amante che seduce entrambi, scatenando una follia unica e duplice. Come un tarlo che divora il legno, questo amante divora lentamente la loro vita domestica, trasformandola in un thriller psicoanalitico dove l’urlo e il furore non riescono più a nascondere verità inconfessabili e taciute da tempo.

 

Prenotazione

Gli spettacoli, con inizio alle ore 21.00, sono prenotabili telefonicamente ai numeri 041.0991967 – 335.372889 o via mail all’indirizzo [email protected]com.

Info: sito

Venerdì 29 novembre, alle ore 21.00, al Teatro Busan di Mogliano Veneto la Stagione di Prosa 2019-2020 prosegue con Geografie di Giovanni Comisso: cronaca di un viaggio letterario di Nicola De Cilia. Uno spettacolo prodotto dallo stesso Teatro Busan in occasione del 50° anniversario della morte di Giovanni Comisso.

 

Uno spettacolo-lettura scenica per la regia di Giuseppe Emiliani, interpretato da Margherita Mannino e Francesco Wolf, che è un viaggio alla scoperta del Comisso “abitatore”, attraverso sei tappe: Treviso, dove Comisso è nato e ha vissuto a lungo; il Piave, dove ha trascorso lunghe estati durante l’infanzia e l’adolescenza, scoprendo la natura selvaggia di quei luoghi; il Carso durante la Prima guerra mondiale e Fiume con D’Annunzio, momenti fondamentali per la sua maturazione; Chioggia e l’Adriatico, percorso sul veliero del capitano Gamba; la casa di Zero Branco, dove ha vissuto a contatto con la terra e i contadini per più di vent’anni; infine, il ritorno a Treviso.

 

Ogni capitolo racconta la casa e il paesaggio naturale e antropologico, qual è stato ai tempi dello scrittore e qual è ora; indaga sul significato che quei muri e quel luogo hanno assunto sia nella vita sia nell’opera di Comisso, ricostruendo la fitta rete di relazioni che su quella scena ha praticato. Intreccia storie, aneddoti, divagazioni in una narrazione divertita e sapiente, che insegue nel loro susseguirsi le vicende dello scrittore trevigiano e del suo ramingo abitare.

 

Di Comisso sappiamo infatti che la casa ha sempre avuto una particolarissima importanza, e altrettanto intenso è stato il rapporto con i luoghi in cui le case sorgevano: entrambi hanno lasciato nei suoi scritti tracce significative e rivelatrici. Le case di Comisso fungono da catalizzatori, a un tempo, di paesaggi e di relazioni umane, senza tuttavia che la narrazione si esaurisca tra le loro pareti. Per questo, una ricognizione sul terreno, in senso letterale e letterario, equivale a un’indagine nel profondo dell’opera e del personaggio, condotta da un punto di osservazione inusuale, che si apre su visioni e connessioni ancora inesplorate.

 

Tale sguardo “laterale” consente inoltre, di esplorare la fitta rete di relazioni che in quel particolare scenario Comisso ha intessuto e di cui si è alimentato. Basti citare i nomi di Filippo De Pisis, Goffredo Parise, Nico Naldini, Giuseppe Mazzotti, Gino Rossi, Arturo Martini. Ne affiora una comunità artistica, letteraria e umana, quale è raro trovare così strettamente legata a un territorio.

 

Nicola De Cilia, scrittore e critico letterario, è nato a Treviso, dove tuttora abita. Ha collaborato con diverse riviste, in particolare “Lo straniero” e “Gli asini”, dirette da Goffredo Fofi. Per Marsilio sono usciti saggi su Parise e il cinema, su Pasolini e la televisione e su Pasolini e la poesia dialettale. Nel 2015 ha pubblicato il libro inchiesta Pedagogia della palla ovale. Un viaggio nell’Italia del rugby (edizioni dell’asino) e nel 2016, per i tipi della Rubbettino, il romanzo Uno scandalo bianco. Per le Edizioni dell’asino ha un’antologia dei viaggi in Italia di Comisso, Viaggi nell’Italia perduta (edizioni dell’Asino, 2017). Nel 2018 è uscito per l’editore Ronzani, Saturnini, malinconici, un po’ deliranti. Incontri in terra veneta, in cui sono raccolti saggi e interviste con scrittori e poeti del Veneto.

 

 

Biglietti

18,00 € intero | 16,00 € ridotto

 

Acquisto e prevendite

Biglietteria Cinema Teatro Busan (via Don Bosco 41, Mogliano Veneto).

La biglietteria è aperta tutti i giorni a esclusione del martedì dalle 17 alle 19, la domenica dalle 16 alle 19.30 e 30 minuti prima di ogni proiezione cinematografica.

Online su www.cinemabusan.it

 

Informazioni

+39 041.5905024 | +39 334.1658994 | [email protected]

Il ritorno di Marco Paolini sul palcoscenico trevigiano inaugura la stagione di prosa del Teatro Mario Del Monaco

 

 

Dopo il successo nei teatri Goldoni di Venezia e Verdi di Padova, dal 22 al 24 novembre Marco Paolini torna sul palcoscenico trevigiano del Teatro Mario Del Monaco per inaugurare la stagione di prosa con lo spettacolo Nel tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse. Scritto dall’attore veneto insieme a Francesco Niccolini con un cast di sei attori e musicisti sapientemente guidati da Gabriele Vacis, la cui regia si dimostra capace di superare divisioni nette tra musica e parole per creare un’unica grande partitura teatrale, lo spettacolo porta in scena le memorie di un Ulisse non più guerriero, ma calzolaio per parlare dell’oggi attraverso i miti di un tempo.

 

 

Lo spettacolo

Smessi i panni del guerriero sono ormai dieci anni che Ulisse perpetua il suo peregrinare, camminando verso non si sa dove con un remo in spalla. Impossibilitato a sottrarsi a un destino di morte e violenza voluto dagli dei, l’eroe di Omero si autoinfligge la più dura delle punizioni, rinunciando al trionfo e all’immortalità e obbligandosi a un nuovo esilio. Il protagonista è dunque un pellegrino solitario e invecchiato, che non ama svelare la propria identità e che tesse parole simili al vero. Si nasconde, racconta fandonie, s’inventa storie alle quali non solo finisce col credere, ma che diventano realtà e addirittura mito.

Alla regia Paolini ritrova Gabriele Vacis, che gioca con tutti gli artisti presenti in scena, superando divisioni nette tra musica e parole per creare un’unica grande partitura teatrale, dove ogni singolo interprete diventa funzionale al racconto. Un affondo nel contemporaneo, un “de profundis” che annuncia l’inevitabile fine degli eroi.

 

 

Note dell’autore

«Con quanti, ma soprattutto con quali dèi ha a che fare un uomo oggi? Non penso ovviamente alle solide convinzioni di un credente, ma al ragionevole dubbio di chi guardando al tempo in cui vive, pensa con stupore e disincanto alle possibilità di accelerazione proposte alla razza umana. Possibilità di lunga vita, possibilità di potenziamento mentale e fisico, possibilità di resistenza alle malattie, eccetera… Restare umani sembra uno slogan troppo semplice e riduttivo, troppo nostalgico e rassicurante quando diventare semi-dèi appare un traguardo possibile, almeno per la parte benestante del pianeta. Ulisse per me è qualcuno che di dèi se ne intende e davanti alle sirene dell’immortalità sa trovare le ragioni per resistere.»

Marco Paolini

 

 

Note di regia

«L’Ulisse che vorremmo raccontare è quello che ha già vissuto tutte le sue peripezie, è un vecchio di oggi: ancora molto in gamba, consapevole ma senza futili illusioni. È un saggio confuso e disorientato che ha bisogno di continuare a comprendere, nonostante tutto. È un Ulisse che, finalmente, prova ad ascoltare sua moglie, suo figlio, che prova a comprendere persino gli dèi capricciosi che si sono giocati il suo destino. Per questo, in scena, Marco non sarà solo. Sartre diceva che l’inferno sono gli altri. Questo anziano Ulisse ha bisogno di comprendere quell’inferno che sono gli altri.»

Gabriele Vacis

 

 

 

Photo Credits: Gianluca Moretto

Tutti in scena! A partire dal 13 novembre, sarà inaugurato un corso gratuito di teatro per ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni.

L’incontro si terrò a cadenza settimanale, tutti i mercoledì dalle 16.30 alle 18.00, presso la biblioteca comunale.

 

Gli incontri proseguiranno fino a giugno 2020.
L’incontro informativo si terrà martedì 5 novembre alle ore 18.30.

Info:
0422.632371
[email protected]tv.it

 

 

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