La sospensione e i silenzi caratterizzano la pittura di Wilhelm Hammershøi, il pittore danese più importante della sua epoca
Prodotta da Dario Cinorelli editore e promossa da Fondazione Caliparo in collaborazione con il Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi con il sostegno di Intesa San Paolo e il patrocinio dell’Ambasciata della Danimarca in Italia fino al 29 giugno a Rovigo, Palazzo Roverella.
Curata da Paolo Bolpagni la mostra, in 100 dipinti, perfettamente allestita in un percorso espositivo intento a sciorinare epoca e opere, riesce immediatamente a cogliere il suo manifesto intellettivo e la poetica del silenzio.
Il silenzio e gli spazi deserti, quasi raffigurati per poter mostrare nella sottrazione profonde solitudini che ammiccano inevitabilmente alla latitanza emotiva, quella autentica, senza sconti. Ed è proprio in questo asettico mood che Vilhelm Hammersshøi gioca il suo match più importante, quello che decide il suo stile univoco e la sua celeberrima identità.

La pittura dell’artista danese, docile, intima e inquieta, tocca l’apice emozionale negli interni, con arredi che non lasciano fronzoli e spazi essenziali scevri da ogni orpello ma altresì con le splendide figure femminili ritratte di spalle, tra queste Ida Ilsted, moglie e musa dell’artista che diventa iconica nel suo desueto ritratto. E interroga le nostre fantasie intente ad immaginare quello che si dovrebbe vedere in una raffigurazione canonica. Trascinando emozioni e quesiti fuor di metafora.
Il sottile filo pittorico tra Hammershøi e la corrente degli artisti a lui contemporanei provenienti da Francia, Belgio, Olanda e Scandinavia permettono di cogliere al meglio la differenza del genio danese, intento da par suo in ogni sua opera a confezionare una condizione reale, pur attraverso una pittura attenta a descrivere ed allontanare ogni elemento dissuasivo. Quasi a voler donare adombrando l’inutile.
Ed è forse la perfetta attesa, unita al consueto silenzio, a voler avvolgere la pittura di Hammershøi di quella preziosa malinconia sempre attenta ad essere presente e protagonista. Egocentrica ma mai invasiva, sempre pronta a lasciare spazio, quasi fosse un bon ton artistico che oggi possiamo apprezzare in tutta la sua fiera interezza.
Photo Credit by StudioEsseci
Instacult di Mauro Lama
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