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Come distruggere una pensionata in due mosse

4 minuti di lettura

Il caso di un’anziana che si è vista pignorare un importo di 10.000 euro dall’Agenzia delle Entrate, che le ha quasi prosciugato il conto, completato dal fermo amministrativo dell’auto. La richiesta di un lavoro

ITALIA. Metti che una persona, una donna di 70 anni pensionata, che riceve mensilmente dall’Inps un importo di € 658 e sul conto corrente ha qualche risparmio per sopravvivere, debba sottoporsi a delle cure dentali impegnative. I soldi che ha sul conto, sono frutto della vendita del suo appartamento grande che ha sostituito con uno molto più piccolo, per poter ricavare dalla differenza di costo un po’ di liquidità per vivere. Ma questi risparmi non sono sufficienti per pagare le cure dentali di cui ha bisogno, e allora decide di chiedere un prestito e si rivolge a una finanziaria.

Dopo un colloquio e la consegna delle certificazioni riguardanti le sue entrate e la proprietà della casa in cui risiede, e, si suppone, la verifica di eventuali pendenze, le viene concesso il prestito. Questo le verrà accreditato circa 5 giorni dopo, le dicono.

La sorpresa

Una decina di giorni dopo, per verificare l’accreditamento, la signora passa di sera al bancomat della sua banca e fa un’interrogazione sui movimenti del suo conto.

La striscia, degli ultimi movimenti e il saldo, esce e anche la scheda bancomat ma la donna rimane con gli occhi bloccati sul suo saldo. La vista le si è appannata. Non indossa gli occhiali per la lettura e rimane per un po’ di tempo a fissare l’importo cercando di leggere bene.

Nel frattempo la scheda bancomat, emettendo un leggero suono, viene risucchiata dentro la fessura. L’anziana tenta di riaverla premendo a caso tutti i tasti possibili presenti sulla facciata del bancomat, inutilmente.

Si riconcentra sulla striscia di carta. Vede che l’importo del prestito è stato accreditato ma qualche voce dopo, c’è una scritta: pignoramento …e un importo di quasi  €10.000,00.

E’ tardi sono quasi le 9 di sera ma la donna chiama disperata ma a quell’ora può solo chiamare un’amica. Racconta e si dispera, fanno mille ipotesi fino a tarda notte.

Può essere una truffa, o cosa? Accanto la voce c’è un ID e un numero. Le ipotesi sono tante, l’unica cosa è rivolgersi alla banca la mattina dopo, le dice l’amica.

La donna ha problemi di cuore e prende 2 pastiglie al giorno, una al mattino e una la notte. Ma non bastano e tutte le ore sono segnate dall’insonnia e dalla tachicardia. Vive da sola, o meglio con i suoi 2 gatti.

Al mattino la donna si reca subito in banca dal direttore e chiede numi. Questo le dice che la sera prima, verso la chiusura sono arrivati ben 6 pignoramenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Che l’avrebbe chiamata più tardi la mattina. L’uomo non si rende conto che notte abbia passata la donna e come sia sofferente.

La competenza è di Venezia, perché la donna risiedeva lì anni prima. E’ venerdì e quel giorno, 21 novembre, a Venezia si festeggia la Madonna della Salute. Quel giorno non può recarsi negli uffici di persona perché sono chiusi. Può solo prendere un appuntamento telefonico, online.

Così prende i primi appuntamenti possibili, uno all’ufficio riscossioni e uno allo sportello dell’agenzia di Venezia e uno a Treviso, nella cui provincia risiede. Non si sa mai. Il primo appuntamento è solo per il mercoledì successivo, alle 8,26.

L’appuntamento

Quando si reca lì, dopo 6 notti e 5 giorni vissuti nell’angoscia e solitudine più totali, è ormai distrutta moralmente e fisicamente. E lì scopre che la sua auto ha un fermo amministrativo.

Le vengono stampate le cartelle inevase e scopre, lei che non ha mai avuto un’attività imprenditoriale propria e nemmeno un lavoro “vero, lei che è sopravvissuta negli ultimi 25 anni con piccole collaborazioni giornalistiche e un po’ di “carità” del padre, e un minuscolo assegno divorzile, di avere un debito complessivo di quasi 14.000,00 Euro, composto da cartelle che spaziano dal 2008 ai giorni attuali, principalmente composti da multe mai ricevute, da bollette di un ente di bonifica, varie ed eventuali. Segno che contraddistingue la maggioranza di queste: la vecchiaia!

Scopre anche che non è possibile, almeno così le dice l’impiegato, rottamare le cartelle e che se vuole sbloccare i soldi e il fermo auto, deve fare una rateizzazione e pagare la prima rata. Ma alcuni importi dell’ente di bonifica, non sono rateizzabili e dunque deve pagarli immediatamente. Questi ammontano a circa 1.000,00 euro dunque bisogna trovarli e pagare immediatamente.

La donna chiede anche la rateizzazione che può essere fatta in 7 anni ma la prima rata sarà più alta di quelle successive. Nella mattinata, vendendo qualche oggetto d’oro, la donna riesce a far su la somma di circa 1.500,00 necessaria per sbloccare i soldi nel conto corrente e il fermo amministrativo dell’auto. Ma non per sbloccare la sua ansia. Ora la donna è trattata con farmaci adeguati.

Le verifiche

Le cartelle da verificare sono ben 37 e spaziano in 18 anni. Le domande a riguardo sono molteplici, una fra tutte: come mai solo adesso? E se alcuni di queste fossero state saldate come fare a dimostrarlo dopo così tanti anni e 3 traslochi? E se ci fossero degli errori? E se alcune non fossero dovute? Come si può dimostrarlo?

L’unica certezza per ora è la rateizzazione in 7 anni per € 200 euro mensili. Con una pensione di 658 euro e un’altra rata del finanziamento per le spese dentali, se ne va giusta giusta metà pensione.

La richiesta

L’aiuto che chiede ora la signora tramite i social e i media è il seguente: “Vorrei trovare un lavoro che mi permetta di vivere e pagare i miei debiti. Posso dare ripetizioni d’italiano a bambini e adulti, e di matematica a bambini dei primi cicli scolastici. Potrei fare la commessa in un negozio, la cassiera in una pizzeria, tenere della contabilità in un ufficio. Sono disponibile a lavorare di sabato e domenica e anche di notte (ho già fatto il portiere di notte in un albergo). Ho buona dimestichezza con il computer e altri mezzi tecnologici, ho la patente e l’auto, parlo l’inglese e lo scrivo ma sono un po’ fuori allenamento”.

Chiunque abbia qualcosa da proporre alla signora può contattare la nostra Redazione.

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