Italian flag
IstruzioneItaliaSlide-main

ADHD e DSA: il Coordinamento Docenti chiede una riforma al Ministro Valditara

3 minuti di lettura

L’aumento delle diagnosi di ADHD e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) non è un’epidemia, ma un’emersione di una realtà a lungo invisibile. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene nel dibattito pubblico, proponendo una riforma strutturata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per affrontare la questione in modo sistemico e costituzionalmente orientato.

ROMA. “Non siamo di fronte a un’epidemia, bensì all’emersione di una realtà a lungo invisibile”, afferma il CNDDU. L’incremento delle diagnosi riflette una maggiore capacità di riconoscimento clinico e una più diffusa consapevolezza culturale, piuttosto che una proliferazione dei disturbi. I dati sulla prevalenza dei DSA e dell’ADHD in età scolare richiedono pertanto responsabilità, non allarmismo. Ogni percentuale rappresenta una biografia educativa concreta, un diritto che può essere garantito o ritardato, una traiettoria di crescita che può essere sostenuta o compromessa.

Il Coordinamento sottolinea la rilevanza giuridica della questione, richiamando gli articoli 3, 32 e 34 della Costituzione, che delineano l’impegno della Repubblica a rimuovere gli ostacoli all’eguaglianza sostanziale, tutelare la salute e garantire un’istruzione accessibile a tutti. “Quando la diagnosi di ADHD giunge mediamente tra i nove e i dieci anni, quando i percorsi valutativi si protraggono per mesi o anni, quando le famiglie si confrontano con una frammentazione tra scuola, servizi sanitari ed enti amministrativi, non siamo soltanto dinanzi a inefficienze procedurali. Siamo dinanzi a una compressione differita di diritti fondamentali”, denuncia il CNDDU.

Il ritardo diagnostico produce effetti negativi cumulativi, tra cui insuccesso scolastico, erosione dell’autostima, stigmatizzazione e conflittualità relazionale. Le evidenze sugli accessi ai pronto soccorso pediatrici per disagio psicologico dimostrano che il mancato riconoscimento precoce può favorire evoluzioni più complesse e talvolta pericolose. La prevenzione non è un’opzione organizzativa: è un dovere costituzionale.

Sul piano pedagogico, il CNDDU invita la scuola a superare il paradigma della normalizzazione, riconoscendo che l’apprendimento è un processo incarnato, relazionale ed emotivamente situato. Le neuroscienze educative confermano che la regolazione emotiva precede quella cognitiva e che l’interesse autentico costituisce la leva primaria dell’attenzione. Una scuola che pretende uniformità comportamentale come condizione preliminare per apprendere rischia di produrre esclusione. Una scuola dei diritti umani, al contrario, organizza la differenza e la trasforma in risorsa educativa.

Per affrontare queste sfide, il Coordinamento propone una riforma sistemica fondata sulla tempestività garantita e sulla continuità integrata. In particolare, il CNDDU chiede al Ministro Valditara di promuovere un intervento normativo che riconosca formalmente la diagnosi precoce dei disturbi del neurosviluppo come presupposto essenziale per l’effettività del diritto allo studio. Tale intervento dovrebbe prevedere un termine massimo uniforme sul territorio nazionale per la conclusione dei percorsi diagnostici in età evolutiva, integrando tale previsione nel quadro dei livelli essenziali delle prestazioni, così da sottrarre la tempestività alla discrezionalità territoriale.

Inoltre, il CNDDU propone l’istituzione di un modello stabile di integrazione istituzionale tra scuola e sistema sanitario, fondato su équipe territoriali permanenti e su protocolli operativi condivisi, in grado di assicurare continuità documentale, coordinamento degli interventi e coerenza tra piano educativo e piano terapeutico. L’obiettivo non è moltiplicare adempimenti, ma ridurre la frammentazione, garantendo una presa in carico unitaria e tempestiva.

Il riconoscimento giuridico della condizione di studente con neurodivergenza dovrebbe tradursi nell’elaborazione di una Carta nazionale dei diritti dello studente neurodivergente, quale atto di indirizzo vincolante capace di definire standard minimi uniformi di tutela, tempi certi di attivazione delle misure educative e criteri omogenei di applicazione sul territorio nazionale. Una simile iniziativa non avrebbe solo valore simbolico, ma costituirebbe uno strumento di garanzia sostanziale, riducendo le diseguaglianze territoriali e rafforzando la certezza del diritto.

Infine, il CNDDU sottolinea l’importanza di un investimento strutturale nella formazione obbligatoria e permanente del personale docente, affinché le competenze in materia di neurodiversità, regolazione emotiva e didattica inclusiva diventino parte integrante della professionalità ordinaria e non patrimonio episodico di singole esperienze virtuose.

“La crescita delle diagnosi non rappresenta una fragilità del sistema, ma un segnale di maturazione collettiva”, conclude il CNDDU. La vera prova di responsabilità istituzionale consiste nel trasformare questa consapevolezza in architettura normativa stabile, capace di prevenire il disagio, garantire eguaglianza sostanziale e valorizzare la pluralità dei modi di apprendere.

La scuola italiana è chiamata oggi a dimostrare che l’eguaglianza non coincide con l’uniformità, ma con la capacità dello Stato di organizzare la differenza in modo competente, tempestivo e giuridicamente garantito. È su questo terreno che si misura la credibilità costituzionale del nostro sistema educativo.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
ItaliaSlide-mainSport

Il Fioretto femminile domina le classifiche

1 minuti di lettura
La noalese Martina Favaretto numero 1 del ranking mondiale, seguita da Batini ed Errigo. Prima anche Alberta Santuccio nella spada Il Dream…
Città Metropolitana di VeneziaItaliaMestreNewsSlide-mainSportVenezia

Reyer vince ancora

1 minuti di lettura
Un ottimo primo tempo chiuso sul +18, poi la rimonta israeliana dopo l’infortunio di Santucci. Infine il secondo allungo reyerino. Termina 64-79…
AttualitàIntervisteMarca TrevigianaSlide-mainTrevisoVideo

VIDEO | Dopo i disordini a Milano dilagano fake news che paralizzano diverse città. L’intervento di Mario Conte

3 minuti di lettura
Si diffondono sui social e sulle chat di gruppo una serie di fake news riguardo aggressioni programmate e manifestazioni violente, numerose città…