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Matteo Melchiorre: uno scrittore si racconta. Montagne, alberi, strade antiche e superstrade

1 minuti di lettura

È stata per noi una felice scoperta quella di Matteo Melchiorre in veste di scrittore.
L’ascolto del programma Fahrenheit, che si occupa di letteratura su Rai radio3, ci fece conoscere nel 2016 l’autore di un libro titolato “La via di Schenèr. Un’esplorazione storica nelle Alpi“ (Marsilio 2016). Una scrittura brillante, un racconto che mette in risalto la curiosità e la serietà scientifica di uno scrittore che di mestiere fa lo storico, e che nel raccontare usa l’ironia mettendo in scena con sguardo disincantato i personaggi che incontra nella sua ricerca di un’antica strada di collegamento tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Austro Ungarico. Il territorio indagato, tra Feltrino e Primiero, è quello ove il Nostro ha vissuto e ancora oggi considera la sua dimora principale. Un libro che ha ottenuto i giusti riconoscimenti, tra cui i premi letterari “Mario Rigoni Stern” e “Cortina” nel 2017.
 
A partire dalla scoperta di questo autore, nel 2016, inevitabilmente inciampavamo su altri titoli di Melchiorre, scritti in precedenza e a noi sconosciuti: Requiem per un albero (Spartaco 2004, 2007), La banda della superstrada Fenadora-Anzù (con vaneggiamenti sovversivi) (Laterza 2011), mentre Storia di alberi e della loro terra (Marsilio 2017) è stato pubblicato pochi mesi fa.
 
Queste ulteriori letture ci facevano capire quanto avevamo già intuito col primo libro, e cioè l’amore per un ambiente e un paesaggio come quelli natii, venuti a contatto con una contemporaneità che, almeno in parte, li stravolge.
Assieme a paesaggio e ambiente, anche le persone che abitano i luoghi vengono a mutare abitudini e punti di vista. Insomma, storia, botanica, antropologia, e strampalati atteggiamenti ribellistici, condiscono queste pagine e rendono divertente la lettura e le modalità di affrontare temi seri che dovrebbero essere al centro della nostra attenzione. Il condizionale non è a caso, visto che per molti, purtroppo, questa che viviamo pare sia l’unica realtà possibile.
Ha lavorato come ricercatore all’Università Ca’ Foscari e allo Iuav di Venezia e svolge attualmente la sua attività presso l’Università degli Studi di Udine. Si occupa di storia economica e sociale del tardo Medioevo e di edizione di fonti. Autore di numerose monografie storiche e di articoli scientifici pubblicati su riviste del settore o in volumi miscellanei. Ama la manualità, in particolare è appassionato di falegnameria.
L’appuntamento è domani, 6 marzo, alle 20:45, al centro sociale di Mogliano Veneto, in piazza Donatori di sangue.
Ingresso libero.

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