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Regione. Samart Working. Bando da 2mln di euro per formare dipendenti

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SMART WORKING:  DONAZZAN, “DALL’EMERGENZXA COVID A UN NUOVO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DELLA PA – BANDO DA 2 MLN DI EURO PER FORMARE I DIPENDENTI E MIGLIORARE GLI STRUMENTI

 

Nei due mesi di lockdown  il 73 per cento del personale delle Regioni e degli enti locali ha lavorato da remoto: una sperimentazione forzata, che ha fatto decollare  lo smart working oltre ogni previsione, e che ora la Regione Veneto vuole valorizzare e consolidare. Questo l’obiettivo del bando promosso dall’assessorato regionale al Lavoro che stanzia 2 milioni di euro del programma operativo FSE per promuovere la riorganizzazione dei processi lavorativi nella PA, rafforzare la cultura digitale dei lavoratori, ridisegnare gli spazi fisici, incrementare le diverse competenze e, soprattutto, potenziare la dotazione strumentale a supporto.

 

Potranno concorrere al bando le amministrazioni pubbliche e gli enti di formazione accreditati. I progetti, possibilmente in partenariato, vanno presentati alla Regione entro il prossimo 30 luglio.

 

“Usciamo dall’emergenza, facendo tesoro di quanto la Pubblica Amministrazione ha sperimentato e innovato – dichiara l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan – Il Veneto sta già sperimentando dal 2018 il lavoro agile, con quasi un centinaio di lavoratori in modalità ‘smart’, avendo aderito al progetto europeo ‘Vela’ insieme ad alcune regioni pilota. Grazie agli investimenti digitali fatti, e al grande senso di responsabilità messo in campo da dipendenti e dirigenti che nei mesi di lockdown hanno lavorato da remoto, la Regione ha dato continuità ai propri compiti istituzionali. Ora vogliamo valorizzare questa esperienza, che ha scalfito luoghi comuni e contribuito a superare molti pre-giudizi, per rafforzare la capacità istituzionale degli enti, avvicinarli ancor più ai cittadini attraverso servizi e procedure più veloci e più efficienti. Lavoro agile non significa ‘io resto a casa’, ma lavorare per obiettivi, con progetti, conciliando al meglio diverse funzioni. Il primo passo non può che essere un investimento sulle persone per far crescere la cultura digitale dei nostri dipendenti”.

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