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Carta Carbone sa ancora sorprendere

3 minuti di lettura


il festival si è concluso con un attivo di 6000 spettatori

Il sipario è calato sulla XIII edizione di CartaCarbone e la prima cosa che ci viene da dire è questa manifestazione sa ancora sorprendere.

Sono state contate 6.000 presenze in cinque luoghi di Treviso, oltre 50 ospiti, 30 appuntamenti, più di 60 volontari e una regola che vale fin dalla prima edizione, l’ingresso gratuito, a parte la prima fila che dà un diritto di prelazione e il privilegio di vedere i propri beniamini da vicino. Ma i numeri da soli non raccontano le emozioni vissute e le storie ascoltate.

Anche quest’anno Carta Carbone ha cominciato dai ragazzi. Per la Giornata delle scuole, le richieste delle scuole sono state così tante (più di 400 presenze!) che Andrea Maggi ha replicato l’incontro, per permettere a tutte le classi di partecipare.

Gli studenti hanno raccontato le loro paure: non avere sogni, restare soli, non realizzarsi nella vita e nel lavoro. L’Odissea è diventata un modo per capire il proprio progetto e portarlo avanti senza temere gli errori, aggiustando la rotta strada facendo.

Inoltre i ragazzi della scuola media di Casier hanno raccontato che La scrittura è un superpotere. Ma anche i “nonni” del Cohousing di Borgo Mazzini hanno condiviso con il pubblico i loro ricordi in Stanze e giardini. L’attenzione di Carta Carbone a tutte le fasce di lettori è perciò concreta.

Ma è da segnalare anche che numerosi sono gli appuntamenti che hanno registrato il sold out: in pochissimo tempo sono andati esauriti gli incontri con Francesco Costa, Antonio Caprarica e Nicola Lagioia. Anche la serata di sabato in omaggio a Francesco Guccini ha riempito la sala in ogni ordine di posti, in un clima di intimità e quasi di raccoglimento.

Il bello di questa edizione è stata la varietà. Si è passati dalla narrativa alla poesia, dal giallo ambientato nel Friuli del Settecento alla musica, senza dimenticare l’attualità. La Storia collettiva è arrivata attraverso le storie individuali: il Libano in guerra di Maradona Youssef, la madre di Myrta Merlino, le donne rimaste ai margini della Grande Guerra di Elisa Bellero.

Molto spazio alle donne fuori dagli schemi, da Amalia Guglielminetti raccontata da Emanuela Canepa alle muse per nulla passive di Francesca Scattolin. E per chi non voleva soltanto ascoltare, sabato mattina c’erano i laboratori: Prontuario di scrittura con Antonio Varchetta e Immagina con Carolina Zaninotto, per mettersi alla prova con la scrittura, ma anche con il disegno, la pittura e il gesto.

E domenica sera Mauro Corona ha chiuso il festival con Felice, accompagnato dal canto degli uccelli riprodotto da Costante Biz, detto Poiana. Ha strappato più di una risata alla platea e alla fine ha chiesto indulgenza per le proprie fragilità.

Ecco quindi come CartaCarbone sa ancora coinvolgere il pubblico. Il suo segreto è senz’altro quello di accogliere le persone con i volontari, che sono l’anima del festival: hanno accolto il pubblico e gli autori, gestito i flussi, risolto ogni imprevisto, sempre col sorriso.

Ma il segreto del successo va anche alle autrici e agli autori, ai moderatori e alle moderatrici, a chi ha condotto i laboratori: hanno dato voce a ogni incontro.

Bisogna anche tenere presente chi sostiene il festival, condividendone la scelta della gratuità e a tutti i partner, come Banca delle Terre Venete, il Comune di Treviso, la Provincia di Treviso, RetEventi, Regione del Veneto, Ca’ Foscari, Fondazione Cassamarca, il Museo Salce, la Camera di Commercio Treviso Belluno Dolomiti, il Comune di Casier, EnEA, @Work, Ghea, Marsterworks, Microstudio, Working for Sustainability, Il Portolano-Scuola di Scrittura, Treviso Festival, L’Aprisogni, CosmoRose, Pro Loco Tarvisium, Trattoria Due Mori, Med Vino e Cucina, Azienda agricola Ca’ Mauro, Da Pino.

Ma anche il pubblico ha fatto la sua parte, avendo prenotato, arrivando puntuali, mettendosi pazientemente in coda e iscrivendosi alle liste d’attesa; così le sale si sono riempite di gente motivata ed interessata, che ha saputo emozionarsi. Senza il pubblico infatti CartaCarbone sarebbe rimasto solo un programma.

E adesso?
CartaCarbone non finisce qui: a novembre torna SiA – Sostenibilità in Azione, con Ca’ Foscari. Perciò, per non perdervi nulla, seguite su Instagram e Facebook e la newsletter del festival.

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