Salvare la data rappresenta solo l’antefatto virtuoso che porterà questa sera, sabato 17 ottobre alle ore 21.00 a Tombolo (Pd) nel Nuovo Auditorium “A. Vighesso”, al concerto che annovera dentro di sè il progetto di rielaborazione ed omaggio in chiave prog alle colonne sonore RAI seventies. Con l’introduzione di Pierpaolo Lamanna
C’è stata una stagione, nei favolosi anni 70, in cui la RAI produceva serie TV, anzi sceneggiati, termine d’antan che deteneva in serbo la rappresentazione televisiva suddivisa in più puntate, capaci di tenere incollati al tubo catodico milioni di spettatori. Trasposizioni di grandi classici della letteratura o soggetti originali, tutti accomunati da vera maestria e ricerca del dettaglio di assoluto livello, partendo da storie forbite e sceneggiature, passando per gli attori protagonisti, fino ad arrivare alle musiche e alle sigle che spesso diventavano addirittura hit da classifica, brani di culto che ancora oggi sbloccano ricordi ed evocano attimi, momenti, per arrivare a farci porgere la classica domanda: “dove l’ho già sentita questa?”. Interrogativo erede principale di quella democrazia evocativa che un brano riesce in maniera del tutto naturale a trasmettere.
Ed è proprio a questa stagione, perfetta e avvolgente nella sua matrice volitiva ancorchè culturale, che si rivolge il progetto *L’OMBRA DELLA SERA*, un ensemble di musicisti di assoluto spessore, un progetto affettuoso e conservativo che, lontano dalla classica nostalgia vuole, mettendo al centro un’attenta genesi, partendo da temi originali reinterpretati fare riaffiorare alchimie, atmosfere e contesti, stati d’animo e tutto quell’andirivieni emotivo che solo la musica d’autore riesce a donare. La Band è composta da:
FABIO ZUFFANTI: BASSO / EFFETTI
AGOSTINO MACOR: TASTIERE E ORCHESTRAZIONI
ALESSANDRO CORVAGLIA: VOCE E TASTIERE
MARTIN GRICE: SAX E FLAUTO
ANDREA ORLANDO: DRUMS
Per chi conosce la scena del progressive rock questi nomi risulteranno certamente familiari, trattandosi quasi interamente de LA MASCHERA DI CERA, veterani della scena ed ottimi interpreti, che, uniti dall’amore per gli sceneggiati del filone del giallo e del mistero hanno omaggiato la stessa, donando non una semplice riproposizione ma una vera e propria reinterpretazione in cui i temi principali diventano anche lunghe suite sinfoniche, il tutto accompagnato da proiezioni che ne completano l’esperienza.
Lama Mauro
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