Cerimonia al Lido con Comune e Anpi per onorare l’insegnante e partigiano, caduto il 20 settembre 1944 a Lozzo di Cadore guidando la Resistenza
VENEZIA– La mattina di sabato 20 settembre, davanti alla lapide al Lido, il Comune di Venezia e la sezione Anpi Sette Martiri hanno reso omaggio a Sandro Gallo, insegnante e partigiano caduto nella lotta di liberazione. Alla cerimonia di deposizione della corona d’alloro erano presenti l’assessore Michele Zuin, il presidente della Municipalità di Lido Pellestrina Emilio Guberti, alcuni consiglieri e numerosi cittadini.
La vita e la resistenza
Nato insegnante a Pieve di Cadore, poi docente al liceo scientifico “Benedetti” di Venezia, Gallo fu arrestato nella notte di Capodanno del 1942 dopo un alterco con un fascista in Piazza San Marco. Venne inviato al confino, ad Avezzano e successivamente alle isole Tremiti.
Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, il Comitato di Liberazione Nazionale di Belluno gli affidò il compito di organizzare la lotta armata in Cadore. Il 20 settembre 1944, a Lozzo di Cadore, guidando una pattuglia di quattro garibaldini contro una colonna motorizzata tedesca, trovò la morte insieme a due compagni.
Le parole delle istituzioni
«Siamo qui per ricordare chi ha lottato per la libertà, che oggi esercitiamo grazie ai sacrifici di persone come Sandro Gallo: uomini e donne contrari alla guerra e alla ricerca della pace», ha dichiarato l’assessore Zuin, sottolineando la responsabilità di tutti nel difendere ogni giorno pace e libertà.
Il presidente della Municipalità Emilio Guberti ha voluto rivolgere un messaggio soprattutto ai giovani: «Oggi non vogliamo celebrare solo un ricordo, ma offrire un monito perché non si ripeta quanto accaduto. Esprimere idee e ideali deve avvenire in un clima di libertà, non più nella clandestinità».
Una memoria viva nel Lido
Il nome di Sandro Gallo continua a vivere nella città: a lui sono dedicati la via principale del Lido di Venezia e la Sala Consiliare della Municipalità di Lido Pellestrina.
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