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Essere donna, essere libera: oltre le polemiche, contro gli stereotipi

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Suor Anna Monia Alfieri: “Non è accettabile che una madre in politica venga giudicata più di un padre. Serve una società che riconosca la libertà femminile in ogni ambito”

ROMA – Le polemiche nate attorno al viaggio della premier Giorgia Meloni con la figlia a New York mi hanno colpita per la loro meschinità. Non tanto per il fatto in sé, quanto per ciò che rivelano: se al posto di una donna ci fosse stato un uomo, avremmo assistito allo stesso dibattito? Ne dubito. È il segno evidente di quanto gli stereotipi di genere siano ancora radicati e condizionino il nostro modo di pensare.

Come religiosa, vivo ogni giorno il peso di pregiudizi che vorrebbero confinare la mia vocazione in ruoli docili e silenziosi. Il mio impegno civile, educativo e istituzionale spesso non corrisponde all’immagine che molti si aspettano da una suora. Eppure, è proprio in questa libertà di scelta che si manifesta la dignità della persona.

Lo stesso vale per tutte le donne che cercano di conciliare vita privata e professionale. Troppe ancora rinunciano al lavoro per mancanza di servizi, come gli asili nido gratuiti. Troppe vengono escluse da opportunità perché considerate “meno disponibili” rispetto ai colleghi uomini. E troppe, ancora oggi, si sentono costrette a scegliere tra maternità e carriera.

Ma non è la donna a dover cambiare. È la società che deve evolvere. Serve un welfare che sostenga davvero le famiglie, politiche che promuovano l’occupazione femminile, e una cultura che riconosca il valore della libertà di ciascuno. Non possiamo più accettare che la realizzazione personale debba avvenire in un solo ambito. La fatica di conciliare più ruoli è reale, ma non deve diventare un ostacolo insormontabile.

Le donne impegnate oggi nella politica, nella ricerca, nel lavoro sono la prova vivente che gli stereotipi non reggono alla realtà. Sono un esempio per le ragazze, un incoraggiamento a non fermarsi. E sono la dimostrazione che la parità non è un’utopia, ma una responsabilità condivisa.

Uscire dagli stereotipi significa liberare energie, pensieri e possibilità. Significa dare nuova linfa alla società. Per questo invito tutti – uomini e donne – a riflettere, a scegliere, e ad agire. Perché la libertà non è un privilegio: è un diritto.

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