Nasce oggi una nuova rubrica. Allenamenti e partite permettendo, saranno i giocatori della Gemini a raccontarsi e raccontare. Con uno scritto piuttosto che con un video, sceglieranno loro, in assoluta libertà, in che modo esprimere i loro “pensieri a spicchi”, come il pallone che amano tanto.
MESTRE – Un modo nuovo per conoscere i giovani atleti che il pubblico mestrino ha imparato ad amare e che segue con affetto, sia al Taliercio sia nelle partite fuori casa con il sesto uomo della curva.
Si comincia con K, al secolo capitan Andrea Mazzu Mazzucchelli, che abbiamo scoperto essere un valente scrittore con un futuro da giornalista.
Ma ognuno dei ragazzi della Gemini ha una sua peculiarità, che impareremo a conoscere in questa stagione lunghissima.
Vi accorgerete che si parlerà di basket ma non solo.
Perché, come ha detto solo due giorni fa Gianmarco Tamberi, capitano della nazionale azzurra di atletica, davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è fondamentale “sottolineare l’importanza di riconoscere la nostra umanità. Siamo prima di tutto persone con pregi, difetti e sentimenti. La nostra maniacale ricerca della perfezione nello sport non ci rende immuni dagli errori e dalle difficoltà. Ma è proprio questo che ci rende autentici, è proprio questo che ci aiuta a connetterci con il pubblico e ci rende d’ispirazione per tanti giovani. Vorrei con grande umiltà chiedere a tutti, dai media ai tifosi, di guardare a noi atleti non solo come degli esecutori di prestazioni, ma come degli ambasciatori di valori. Valori di perseveranza e di dedizione. E soprattutto di guardarci come degli esseri umani”.
Quindi, spazio agli esseri umani del Basket Mestre, con immensa gratitudine per la disponibilità e la voglia di “mettersi in gioco” in un campo totalmente nuovo.
cricol
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