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“La Regione continua a incentivare la produzione vinicola e in particolare quella di Prosecco, poi però tonnellate di uva vengono buttate perché le cantine sono ‘sature’. È uno spreco irresponsabile e uno schiaffo a chi tira la cinghia”. È quanto afferma Andrea Zanoni, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta Zaia, chiedendo quali azioni intenda intraprendere per evitare il ripetersi di casi analoghi, oltre a una correzione di rotta per quanto riguarda le politiche di sostegno al settore vitivinicolo.

 

“Quest’anno le condizioni meteo sono state particolarmente favorevoli per la vendemmia, ma non è l’unica ragione dell’eccesso di produzione. Grazie ai cospicui finanziamenti della Giunta Zaia, sono aumentate le superfici viticole e lo scorso 9 ottobre l’assessore Pan ha annunciato lo stanziamento di altri 2,4 milioni per la ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti, portando il totale a 18,9 milioni. Il 13 settembre lo stesso Pan aveva ufficializzato l’assegnazione di 12,5 milioni di euro per la promozione all’estero della viticoltura veneta. Negli ultimi cinque anni sono state distribuite risorse a pioggia: vogliamo sapere quante di preciso e se la Regione intende continuare su questa strada, rischiosa anche da un punto di vista del mercato, togliendo preziosi fondi ad altri comparti”.

 

“Inutile girarci attorno, l’uva è troppa – spiega Zanoni – alcune cantine riescono a smaltirla in parte con la produzione di vini a basso costo, ma la soluzione più celere è quella di distruggerla con vendemmiatrici meccaniche. In un recente video realizzato dall’attore Nicola Canal, appare lo stesso Zaia che, a proposito di un grappolo dimenticato in un vigneto delle colline trevigiane, dichiara ‘Qui non si butta via nulla, qui non si spreca nulla!’, in antitesi a quanto visto in Sicilia con il governatore che commentava ‘Che schifo’ a proposito delle arance lasciate a terra. Adesso ‘che schifo!’ lo dico io. Probabilmente Zaia dovrebbe girare sul serio tra vigne e cantine, anziché limitarsi alle comparse. All’inaccettabile spreco alimentare, l’uva andrebbe destinata alle mense dei poveri o ai tanti cittadini bisognosi, sono poi collegati gravi episodi, documentati da video, di sversamento nei piazzali del mosto e di inquinamento di corsi d’acqua naturali dovuto allo scarico illegale di alcune aziende vitivinicole lungo la fascia collinare che va da Valdobbiadene a Conegliano. Continuano a sommarsi problemi – attacca ancora il consigliere trevigiano – ma l’ambiente già ha pagato un dazio pesante all’espansione della monocoltura del Prosecco, che ha creato squilibri negli ecosistemi di un territorio collinare e di pianura assai fragile, con l’inquinamento delle falde acquifere”.

 

“La Regione – conclude – deve farsi carico di questa situazione, che nei prossimi anni potrebbe ulteriormente aggravarsi con l’entrata in produzione dei nuovi impianti messi recentemente a dimora”.

200mila litri di spumante sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Treviso a un’azienda vinicola con sede nella Marca.

Lo spumante recava in etichetta l’indicazione di produzione italiana, mentre a un esame si è rivelato preparato con uve extracomunitarie.

 

La violazione ha provocato, oltre al sequestro del vino, anche l’applicazione di una multa di 240mila euro.

Se fosse stato messo in commercio, lo spumante avrebbe riempito gli scaffali della grande distribuzione con 260mila bottiglie, per un valore di circa 800mila euro.

 

Fonte: Ansa

I Vigili del Fuoco di Treviso sono intervenuti oggi a Cimadolmo per ripulire e lavare la sede stradale in via Lungo Piave.

 

L’asfalto era stato coperto totalmente e per un buon tratto da un liquido viscido, formato da un miscuglio di uve e mosto perso da un trattore che stava trasportando il carico in una cantina.

 

L’intervento si è reso necessario per evitare scivolamenti molto pericolosi.

 

L’estate sembra finalmente arrivata e con essa i primi caldi e i primi frutti della bella stagione. Ma quali sono i frutti che possiamo trovare nei mercati? E, soprattutto, quali sono le loro proprietà?
Sicuramente molti già sapranno che consumare frutta di stagione porta con sé dei vantaggi considerevoli: si evitano i pesticidi, si rispetta l’ambiente e il ciclo della terra, si beneficia appieno delle proprietà presenti nella frutta.

 

Anguria. Se pensiamo all’estate il primo frutto che viene in mente è l’anguria a cui è associato la parola “dissetante”. Ma perché? La parte commestibile dell’anguria è, infatti, composta dal 91% di acqua e da circa il 6% di zuccheri. In essa, poi, troviamo composti come il licopene (pigmento che consente la colorazione rossa), carotenoidi, vitamina A, l’amminoacido citrullina e modeste quantità di potassio e vitamina C. Il consumo di citrullina, vitamina C, carotenoidi e licopene contribuisce alle capacità antiossidanti del nostro organismo e, oltretutto, aiuta a migliorare la resistenza a uno sforzo sportivo del 6% in più.

 

Ciliegia. Ammettiamolo: il suo colore rosso e la sua dolcezza sono irresistibili per chiunque. Nelle ciliegie è possibile trovare: zuccheri (fruttosio e glucosio), vitamina C, A, E e K, minerali (calcio, potassio, magnesio e fosfato) e le antocianine. Le antocianine sono dei pigmenti che danno al frutto una colorazione che può andare dal rosso al blu e, nel nostro organismo, svolgono il ruolo di antiossidanti. Nonostante le proprietà antiossidanti delle ciliegie, esse contengono 13g di zuccheri su 100 g di frutto, quindi attenzione alle scorpacciate!

 

Fragola. Anche le fragole sui banchi del mercato sono un segnale che la bella stagione è arrivata. Pochi sanno che le fragole sono tra i frutti più consumati nel mondo. Sono fonte di antiossidanti: vitamina C, composti fenolici e carotene. Studi effettuati su persone che consumano fragole hanno evidenziato che esse sono coinvolte nelle prevenzione di infiammazioni, stress ossidativo, malattie cardiovascolari, diabete, cancro e obesità.

 

Pera. Combinare le pere al cioccolato è pura poesia e i pasticceri lo sanno bene… Nella composizione nutrizionale delle pere troviamo il fruttosio (zucchero presente nella frutta), minerali (come potassio, magnesio e calcio), amminoacidi essenziali (leucina, lisina e isoleucina) e una buona quantità di composti fenolici. Il componente della pera, su cui gli scienziati si sono maggiormente soffermati, è però l’acido malico. In pazienti che soffrono di continua formazione di calcoli renali, esso garantisce, infatti, una protezione efficace.

 

Susina. Pablo Neruda decise di dedicare una poesia alla susina definendola come il frutto della memoria. La susina contiene: antiossidanti, carboidrati, vitamine e minerali (sodio, potassio, magnesio, calcio, zinco e ferro). Per la sua grande quantità di minerali, essa è raccomandata alle donne che hanno mestruazioni irregolari o in menopausa.

 

Uva. L’uva è il frutto che anticipa la fine dell’estate. Essa contiene alti livelli di polifenoli che studi di laboratorio hanno dimostrato essere coinvolti nella riduzione dello stress ossidativo, nell’aumento della risposta infiammatoria nonché avere benefici sulle malattie cardiovascolari. Anche qui attenti però allo zucchero!

 

Spesso qui abbiamo parlato di antiossidanti. Cosa sono? Perché risultano essere così importanti? Gli antiossidanti sono delle molecole in grado di svolgere la funzione di “scudo” nei confronti dei radicali liberi che si formano durante i normali processi del nostro organismo, ma non solo. I radicali liberi, la cui formazione può anche essere aumentata dal fumo di sigarette e dall’eccessiva esposizione al sole, sono molecole che derivano principalmente dall’ossigeno e dall’azoto. La loro instabilità li rende pericolosi per qualsiasi molecola del nostro organismo: DNA, proteine, lipidi e carboidrati. Il nostro organismo è quindi sempre esposto al continuo attacco da parte dei radicali liberi, ma, niente paura, la natura viene in nostro soccorso con le molecole antiossidanti presenti nella frutta estiva!
Quindi quest’estate “a tutta frutta”!

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