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Sostenibilità, fede e artigianato: tre concetti fortemente connessi che devono orientare oggi l’operato dei diversi attori sociali.

 

Per avviare una riflessione su questa tematica, l’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti, promotrice del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, con Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, in stretta collaborazione con la Diocesi di Vittorio Veneto, organizza l’incontro dal titolo Per la cura della Casa Comune. La “Laudato sì” e le sfide della sostenibilità.

 

L’appuntamento è questa sera alle 18.00 al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso).

 

Inserito nel ricco programma delle iniziative collaterali al XXXVII Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti, si aprirà con i saluti di Roberto De Martin, presidente del prestigioso riconoscimento, Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Imprese Veneto, e con il saluto di Monsignor Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto; quindi la parola passerà ai due relatori, Simone Morandini, teologo ed esperto di etica ambientale, e Ermete Realacci, fondatore di Symbola, network che riunisce personalità del mondo scientifico, accademico, istituzionale, associativo e imprenditoriale che promuovono azioni concrete, per aumentare la coesione sociale, il benessere e la competitività del Paese. Modererà l’incontro Don Alessio Magoga, direttore de L’Azione.

 

La Laudato sì e le sfide della sostenibilità. Conversazione al Parco Gambrinus di san Polo di Piave

La riflessione si svilupperà a partire dai contenuti fondamentali dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco (2015), un’analisi attenta dei legami fra clima e sviluppo, che esprime la profetica e attenta consapevolezza di un papa che accetta il consenso degli scienziati sui cambiamenti climatici, che dichiara la necessità di un’alleanza tra scienze e religioni per la cura dell’ambiente in cui siamo chiamati a vivere. 

 

Con questo appuntamento prosegue l’attenzione e la riflessione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” verso l’ambiente e i cambiamenti climatici, dopo che lo scorso settembre ad Asiago (Vicenza) ha inaugurato un nuovo percorso, il progetto Mazzotti contemporaneo, volto a individuare personalità contemporanee che si spendono per invertire la marcia promuovendo comportamenti sostenibili.  

 

Per informazioni

Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”
Tel. 0422.855609
[email protected]
www.premiomazzotti.it

CentroMarca Banca guarda al futuro riscoprendo le bellezze della cultura del passato
Il Museo Bailo di Treviso è stato il protagonista del terzo convegno riservato a Soci e Clienti di CentroMarca Banca sul tema nella finanza sostenibile. Una finanza capace di sviluppare un doppio vantaggio, quello sotto il profilo ambientale e quello relativo ai rendimenti. Le aziende quotate in borsa che si impegnano a migliorare lo stato delle cose presenti, attraverso un’economia sana, sono ben viste dal sistema finanziario, tanto da produrre rendimenti doppi rispetto a quelle tradizionali in quanto vanno a calmierare il rischio e a migliorare il futuro delle prossime generazioni.
“Il ruolo della nostra Banca va ben oltre la sua vocazione finanziaria. Sentiamo la necessità che tutte le nostre scelte siano prese con rigore e con la piena coscienza delle conseguenze che ne possono derivare sulla nostra comunità, ha dichiarato il Direttore Generale di CentroMarca Banca Claudio Alessandrini. – Vogliamo e dobbiamo sapere dove vanno a finire i nostri risparmi quando li investiamo. Perché attraverso l’investimento sostenibile e responsabile possiamo produrre un grande cambiamento. Una strategia che seleziona le imprese e le istituzioni in cui investire sulla base di criteri, sociali e ambientali e anche di buon governo. Per questa strategia abbiamo scelto di collaborare con Raiffeisen perché secondo noi rappresenta, con le sue linee di investimento, un valido esempio di attenzione a questi aspetti unito anche a importanti risultati economici”.
Solo attraverso la responsabilità del singolo si può raggiungere l’obiettivo globale di limitare il surriscaldamento del nostro Pianeta.
“Troviamo tante persone che si impegnano quotidianamente nel non acquistare plastica, nel differenziare nel comprare l’auto elettrica e poi paradossalmente i propri risparmi vanno a finire a quelle aziende che contribuiscono alla emissione di CO2, dalle quali partono tutti i drammatici cambiamenti che stanno avendo luogo. Da oggi c’è un nuovo modo di agire, la finanza sostenibile”, ha aggiunto Fabio Cappa di Raiffeisen Capital Management.

Operare all’insegna della sostenibilità

È necessario guardare al futuro mantenendo attiva una riflessione, uno studio e un confronto con il passato attraverso la cultura. Per questo motivo CentroMarca Banca, prima del Convegno organizzato in collaborazione con Bcc Risparmio & Previdenza di Iccrea, ha organizzato una visita guidata per i suoi ospiti all’interno il Museo Bailo di Treviso, ove troviamo alcune delle migliori opere dell’800 trevigiano. Quelle di Luigi Serena che ritrae l’animazione della vita cittadina, Guglielmo Ciardi, Arturo Martini e Gino Rossi, amici e colleghi dell’avanguardia trevigiana a Venezia e all’estero. Ma anche le opere di Nino Springolo e le bellezze dell’arte del post Seconda guerra mondiale in Veneto.
Un’iniziativa particolare quella di CMB che ha voluto essere un punto di trait d’union tra quello che le persone hanno fatto nel passato e quello che altre persone stanno facendo a beneficio delle generazioni future.
Sostenibilità è per noi un must – ha detto il Presidente di CentroMarca Banca Tiziano Cenedese. – Non è una parola nuova, è un modo di operare che ha un’anzianità di oltre 130 anni esattamente l’età della nostra Banca”.
Un convegno analogo si era svolta la scorsa settimana a Ca’ della Nave a Martellago e ha visto la partecipazione di Soci e Clienti particolarmente interessati.
“Crediamo fortemente di poter costruire il nostro futuro. Possiamo fare in modo che il futuro sia migliore della situazione attuale”, ha concluso il Direttore generale Claudio Alessandrini.

Una storia di eccellenza, dal Veneto per il mercato globale, in cui l’azienda Panotec di Cimadolmo, già proprietaria del primo brevetto per la produzione di scatole su misura, ha dato prova del suo know-how onorando il retaggio dell’ingegneria Made in Italy

 

Siamo nella Marca Trevigiana, a Cimadolmo, a due passi dal Piave. È qui che ieri, giovedì 10 ottobre, una delle tante eccellenze della nostra provincia ha dato prova di imprenditorialità e del suo spirito di innovazione, a misura di futuro.

 

L’azienda cimadolmese, già modello di riferimento nell’industria del packaging, ha presentato in anteprima mondiale la sua ultima novità, costata due anni di studi. Si tratta di OPERA, un capolavoro di tecnologia innovativa, con cui l’azienda di Cimadolmo si dice pronta a rivoluzionare il sistema di imballaggio tradizionale, con un’impronta green.

 

Con questa rivoluzionaria linea di imballaggio sarà infatti possibile produrre scatole su misura e 100% rispettose dell’ambiente, ottimizzando i volumi di spedizione e gli spazi che attualmente vengono riempiti con materiale plastico.

 

Tutto merito dell’innovativa intelligenza artificiale, combinata ad anni di esperienza nel settore, che ha reso possibile brevettare una macchina di straordinaria flessibilità e all’insegna dell’ecosostenibilità. Grazie alla scansione tridimensionale e a un alto grado di automazione, OPERA riesce in modo autonomo ad analizzare il componente da imballare, a posizionarlo e a costruirgli attorno una scatola del minimo volume necessario, riducendo gli sfridi quasi a zero.

 

In un mondo sempre più attento alla salvaguardia e alla sostenibilità ambientale, questa attenzione è un notevole sollievo per il nostro Pianeta.

 

Alla serata di presentazione ha partecipato anche il sindaco di Cimadolmo Giovanni Ministeri. Dopo essersi complimentato con i vertici aziendali per la loro straordinaria capacità di guardare al futuro, che da sempre rappresenta il valore aggiunto di questa azienda, ha speso un duro commento in merito al ruolo dello Stato nei confronti delle realtà brillanti e sinonimo di innovazione, come Panotec: “Chi pone un freno ai grandi inventori non è solo la burocrazia – e in Italia siamo bravi in questo – ma è anche il fatto che un imprenditore si ritrova da solo a combattere contro un mercato altamente competitivo, che dovrebbe invece dargli garanzie e protezione giuridica.

In questo caso lo Stato non esiste e lascia solo chi crea posti di lavoro e innovazione, rendendosi partecipe della sua innovazione solo a parole.

Ciò che è ancora più grave è che lo fa vivere nella solitudine, non lo appoggia e non lo aiuta nella ricerca. È indispensabile invece che le istituzioni valorizzino in maniera più incisiva il grande coraggio e lo spirito di innovazione degli imprenditori.

La burocrazia e il disinteressamento nel creare un sistema equo uccide l’impresa. Quante ditte sono fallite perché non aiutate giuridicamente dallo Stato? Uno Stato che non riesce a creare garanzie normative né a tutelare l’impresa, che rischia così ogni giorno di crollare. In tutto questo c’è però chi ancora oggi riesce a creare innovazione, rispecchiando in toto lo spirito di impresa italiano. Panotec, come altre realtà imprenditoriali del Veneto, è il fiore all’occhiello per cambiare questo sistema”.

 

Queste le parole di Giovanni Ministeri, cimadolmese solo d’adozione, ma che ha molto a cuore questo paesino, i suoi cittadini e imprenditori!

Ha fatto il suo ingresso in diocesi solo domenica, ma si è subito ritrovato con un’agenda fitta di impegni.

Il vescovo Michele Tomasi è giunto nel capoluogo trevigiano nella vigilia dell’anniversario della morte di Giuseppe Toniolo, fondatore della Settimana sociale dei cattolici italiani. Il tema scelto per il 2019 è quello dell’ecologia integrale, tema caro anche al nuovo vescovo altoatesino, che ha alle spalle anni di insegnamento di dottrina sociale della Chiesa.

 

Così, nella 33^ Settimana sociale dei cattolici trevigiani, il Seminario vescovile di Treviso è stato teatro e promotore di quattro eventi che hanno chiamato il pubblico a partecipare in dibattiti e riflessioni per salvaguardare la Terra, la nostra Casa comune.

 

Dettato dalla consapevolezza che il nostro Pianeta è oggi sempre più minacciato, il programma si è aperto lunedì 30 settembre con l’incontro “Laudato Sì, la Rerum Novarum del XXI secolo. Il compito che ci sta davanti”, cui sono intervenuti Monsiglior Gianfranco Agostino Gardin, amministratore apostolico di Treviso, e don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale sociale e del Lavoro.

 

Il giorno seguente, martedì 1° ottobre, si è parlato invece di cambiamenti climatici all’incontro “Interpellati dall’emergenza climatica”, affrontato da Matteo Mascia della fondazione Lanza.

 

 

Il vescovo ha introdotto l’incontro di lunedì 7 ottobre “La nostra responsabilità. Nuovi stili di vita nella Chiesa e nella società” e si è focalizzato sulla responsabilità privata dei cattolici rispetto ai cambiamenti climatici, conducendo una profonda riflessione sui comportamenti da adottare in vista dello sviluppo di una ecologia integrale.

“Per noi fedeli, che crediamo la natura voluta e data con l’uomo dentro, la conversione ecologica deve essere la base di ogni scelta”, ha detto Tomasi.

 

Insieme a lui ha preso parte al dibattito anche Cecilia Dall’Oglio, coordinatrice di Gccm – Global Catholic Climate Movement (Movimento cattolico globale per il clima) per Italia ed Europa.

 

 

Sala Longhin si è presentata gremita di gente anche nella serata conclusiva di ieri, martedì 8 ottobre, dal titolo “Economia, sviluppo e sostenibilità”.

 

Anche questo incontro è stato arricchito dalla presenza del vescovo, che ha dialogato insieme a Giorgio Santini, presidente di Asvis Veneto e a Paolo Ermano, docente di Economia all’università di Udine.

 

Questo appuntamento di chiusura, in collaborazione con l’associazione “Partecipare il presente”, si è incentrato sul tema della sostenibilità.

 

Per la Chiesa l’ecologia integrale è un argomento molto importante, come ampiamente trattato anche nella meravigliosa Enciclica Laudato Sì scritta da Papa Francesco. Un argomento che sta particolarmente a cuore anche alla città di Treviso, e la numerosa partecipazione agli eventi promossi nella 33^ Settimana sociale dei cattolici trevigiani ne è stata la prova.

È stato posizionato questo pomeriggio alla scuola primaria Povoledo (in via Asseggiano, 163 a Mestre) il “camino cattura CO2”, quale premio per l’impegno di sostenibilità dimostrato nel corso dell’anno con il progetto “La mia Scuola va in Classe A”, finanziato dal PON Metro 2014-2020, Asse 2 – Mobilità lenta.

 

Lo stesso verrà fatto anche negli altri plessi coinvolti, mercoledì 6 giugno alle ore 10 alla Calamandrei e alle 15.45 alla Querini e venerdì 8 alle ore 10 alla Filzi.

 

Si tratta dell’ultima iniziativa, prima della chiusura delle scuole, del progetto “La mia Scuola va in Classe A”, che nel corso di questo secondo anno di attuazione ha realizzato da un lato numerose attività di sensibilizzazione al cambiamento della mobilità scolastica (“Modal Split”, il Decalogo del ciclista-pedone-scuolabus, la lavagna partecipata al Green Mile, “A Scuola con gli Amici” e “Bike To School”), e dall’altro diversi interventi di riqualificazione, decisi insieme alla comunità scolastica e agli uffici tecnici del Comune di Venezia, tra i quali l’arretramento della recinzione per creare spazi per tutti, la sistemazione di incroci e la realizzazione di marciapiedi.

 

Il progetto verrà replicato, a partire dal prossimo settembre, con altre scuole primarie di Venezia con i fondi del “Programma Sperimentale Nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”: parallelamente a questo nuovo percorso continuerà il monitoraggio con le scuole coinvolte finora.

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