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La cittadinanza casalese è invitata a partecipare al dibattito con il sindaco Stefano Giuliato, il Comandante della Stazione Carabinieri Mar. Magg, Salvadore Vena e il Comandante Polizia Locale Alfredo Nobili sulla situazione del nostro territorio, le cautele e le prevenzioni da adottare e i progetti di sorveglianza.

 

Calendario incontri

Giovedì 5 dicembre ore 20.30 a Casale Sul Sile
presso l’Auditorium – Via Vittorio Veneto 10
Lunedì 9 dicembre ore 20.30 a Conscio
presso sala “El Graner”
Mercoledì 18 dicembre ore 20.30 a Lughignano
presso sala polivalente “S. Martino”

 

“Il progetto ha anche un valore sociale”: è questo il significato che il portavoce dei coordinatori Salvatore Bellino vuole mettere in luce riguardo al Controllo di Vicinato.

 

Dopo la firma del protocollo d’intesa tra Comune di Mogliano e Prefettura di Treviso, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, Sindaco Bortolato e Assessore alla Sicurezza Albanese, insieme al Comandante della Polizia Municipale Stefano Forte, si sono incontrati con i coordinatori per una riunione programmatica.

 

L’Amministrazione comunale ha anche predisposto un nuovo modulo di adesione, con l’aggiornamento alle più recenti norme riguardanti la privacy. “Il coinvolgimento dell’Amministrazione comunale porterà nuove numerose adesioni e il progetto diventerà veramente efficace – afferma Paolo Di Giorgio uno dei coordinatori che si occupa della formazione degli aderenti. – Sarà curata la grafica del nuovo logo, il nuovo nome, l’anagrafe degli aderenti e sarà finalmente installata una valida cartellonistica”.

 

Per la lettura e la compilazione del modulo da parte degli aderenti al progetto, sono state organizzate quattro giornate, con orario diversificato per permettere a tutti di trovare il momento adatto per informarsi e dare la propria adesione.

 

Ieri, martedì 26 novembre, si è svolto presso la galleria Aldo Moro, negli spazi del “Quartiere Est”, il primo incontro.

Prossimi appuntamenti: giovedì 28 novembre dalle 10 alle 12, lunedì 2 dicembre dalle 18 alle 19.30, giovedì 5 dicembre dalle 10 alle 12 sempre presso Quartiere Est, galleria Aldo Moro a Mogliano. Gli interessati devono essere muniti di documento d’identità.

 

Chi volesse fare tutto autonomamente potrà scaricare il modulo dal sito del comune e consegnarlo compilato e firmato presso il Punto Comune, oppure inviarlo per posta elettronica alla polizia municipale al seguente indirizzo: [email protected]tv.it.

 

“Sarebbe comunque bello incontrarci nelle serate programmate, per conoscerci meglio e per condividere cordialmente il successo del progetto” è l’invito dei coordinatori.

 

 

Silvia Moscati

In data odierna la Giunta Comunale di Mogliano Veneto ha dato avvio al progetto “Controllo del Vicinato”, aderendo al Protocollo d’intesa della Prefettura di Treviso.

 

Il Sindaco Davide Bortolato ha dichiarato: “Le promesse vanno mantenute, dopo appena qualche mese dall’elezione abbiamo già provveduto ad aderire al progetto sul Controllo del Vicinato.
La logica di collaborazione orizzontale tra cittadini e istituzioni, che ispira il progetto, viene accolta e valorizzata dal nostro Comune, che presenta un tessuto sociale naturalmente teso alla condivisione, al rispetto e all’aiuto degli altri. Favorire i contatti tra vicini nell’ottica di una partecipazione condivisa, nel rispetto dei ruoli, significa migliorare le condizioni di sicurezza urbana del territorio.”

 

“Nella sostanza – ha aggiunto l’assessore alla Sicurezza, Carlo Albanese –  il progetto di Controllo del Vicinato prevede che i cittadini possano contribuire attivamente alla segnalazione di una serie di situazioni, peraltro puntualmente definite dal Protocollo d’Intesa, comunicandole al Corpo di Polizia Locale e alle Forze dell’Ordine, allo scopo di aumentare le condizioni generali di sicurezza della nostra Città. Una Città più sicura è una Città più viva. Un luogo adeguato dove far crescere i nostri ragazzi.”

 

 

Cos’è il Controllo del Vicinato

Il “Controllo del Vicinato” è uno strumento di prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini che eseguono un controllo informale dell’area di residenza.
La vera sicurezza urbana si ha nei luoghi ove è presente una forte coesione sociale e buoni rapporti di vicinato.
Attraverso il “Controllo del Vicinato” i residenti e i commercianti prestano attenzione a tutto ciò che avviene nell’area ove si svolge la propria vita quotidiana segnalando, per il tramite dei coordinatori, al Corpo di Polizia Locale o alle Forze dell’Ordine, situazioni di pericolo o situazioni di degrado urbano.

 

Le segnalazioni potranno, ad esempio, riguardare:
– presenza di mezzi di trasporto o persone palesemente sospetti;
– eventuale fuga sospetta di mezzi di trasporto o persone;
– presenza in luogo pubblico di auto, moto o biciclette che si sospettano rubate;
– persone in stato confusionale o in evidente difficoltà;
– presenza di ostacoli pericolosi sulle vie di comunicazione;
– interruzione dei servizi di fornitura di energia;
– situazioni significative di degrado urbano e disagio;
– atti vandalici;
– gravi fenomeni di bullismo.

L’attività di “Controllo del Vicinato” si limita all’osservazione e alla segnalazione al Corpo di Polizia Locale o alle Forze dell’Ordine, per il tramite dei coordinatori.
Non si dovranno pertanto assumere iniziative personali o comportamenti imprudenti che possano determinare pericolo per sé o per gli altri.

 

Come aderire al “Controllo del Vicinato”

Il “Controllo del Vicinato” è l’occasione di collaborare attivamente con le Istituzioni per contribuire a un territorio più sicuro, più solidale, più partecipe.

Il modulo di adesione potrà essere presentato, compilato in ogni sua parte, al Punto Comune (in piazzetta del Teatro) oppure trasmesso tramite PEC a [email protected] o via e-mail a [email protected].

Nella giornata di giovedì 8 agosto, il Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto, operando in stretta sinergia con la Questura di Venezia, e coadiuvato nell’occasione dal Reparto Prevenzione Crimine e dal Nucleo Cinofili di Padova, ha attuato una serie di mirati controlli finalizzati a contrastare ogni forma di illegalità ed abusivismo nella stazione ferroviaria di Mestre e nelle zone limitrofe.

 

“Summer Clean Station”

L’attività di controllo, denominata “Summer Clean Station”, che si è svolta sull’intero territorio nazionale presso 10 delle principali stazioni ferroviarie (Bari Centrale, Bologna Centrale, Firenze S.M.N., Genova P. Principe, Milano Centrale, Napoli Centrale, Palermo Centrale, Roma Termini,  Torino Porta Nuova, Venezia-Mestre), ha concretizzato quanto disposto dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza. Con questa operazione si è voluto accrescere il livello di sicurezza rispetto alle infrastrutture ferroviarie che, in questo periodo di ferie estive, vedono il maggior afflusso di turisti e viaggiatori che utilizzano il treno per raggiungere le località di villeggiatura o le città d’arte. 

 

In questo contesto è stata data esecuzione a un’attività straordinaria di controllo di viaggiatori e bagagli, sia all’interno della stazione di Mestre, che nei sottopassi ciclopedonali e nelle aree immediatamente vicine di Mestre e di Marghera, spesso frequentate da persone dedite ad attività illecite. 

 

188 persone controllate

Nell’operazione sono state impiegate 11 pattuglie, con 32 agenti operanti complessivamente.

Le persone controllate sono state 188, due delle quali sono state denunciate per inottemperanza al foglio di via obbligatorio e per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.

 

Nello specifico una di queste, una giovane già gravata da precedenti per reati contro il patrimonio e inerente gli stupefacenti, ha cercato di sottrarsi al controllo, opponendo resistenza e cercando di darsi alla fuga. La stessa, rintracciata e successivamente identificata dagli operanti, è stata deferita in stato di libertà ai sensi dell’art. 337 del C.P., oltre che per l’inosservanza al provvedimento del divieto di ritorno nel territorio comunale di cui  è risultata destinataria.

 

Nel corso dell’attività, infine, per una persona è stato emesso un D.A.S.P.O urbano, provvedimento antidegrado e a tutela della sicurezza dei cittadini.

Ci sono volute una richiesta danni presentata da Studio3A per conto dei familiari e una petizione popolare. Ora finalmente gli enti preposti (il Comune di Venezia su autorizzazione di Veneto Strade) si sono decisi a mettere in sicurezza l’intersezione tra via Padana e via dell’Avena, a Marghera. Proprio qui, l’11 novembre scorso ha perso la vita, a soli 26 anni, Alvise Donà.

 

In questi primi giorni di agosto sono stati posizionati un semaforo a chiamata per l’attraversamento dei pedoni e il relativo segnale stradale. Seguiranno a breve l’attivazione del dispositivo e il “disegno” delle strisce sull’asfalto.

I fatti

Alvise, perito informatico, che abitava in centro storico a Venezia, quella sera stava appunto attraversando la strada per raggiungere la fermata dell’autobus e andare in centro a Mestre per incontrare la sua fidanzata, quand’è stato falciato da una Mercedes che procedeva a velocità sostenuta, condotta da A. D. A., un oggi 53enne di Chioggia. Un impatto terribile che non gli ha lasciato scampo. In quel tratto il limite vigente è di 90 km/h.

Un tratto di strada pericoloso

La tragedia ha riaperto le polemiche sull’estrema pericolosità e anche la contraddittorietà di quel tratto di viabilità. Via Padana infatti, sino ad un centinaio di metri a monte del punto d’urto, ha carattere di strada urbana ed è gravata dal limite di velocità di 50 km/h.

 

Oltrepassato il cartello di “fine centro abitato” di Marghera, diviene una strada extraurbana a tutti gli effetti, gestita da Veneto Strade, e soggetta, mancando una diversa segnalazione, a limite generico di categoria (90 km/h per le auto, appunto), nonostante l’ambito urbano in cui è inserita non muti; quantomeno sino ad oltre l’intersezione con via dell’Avena, in corrispondenza della quale è accaduto l’incidente e dove si trovano le fermate degli autobus extraurbani di servizio alla zona industriale/artigianale di via Colombara/via dell’Avena.

 

Non si contano gli incidenti, anche gravi e mortali come quello occorso al giovane veneziano, di cui è stata teatro quella intersezione, che è un passaggio obbligato per centinaia di pendolari dato che dalla parte opposta si trova la fermata Actv. Una situazione resa ancora più insidiosa dalla mancanza sul tratto stradale in questione, per ben più di centro metri, di attraversamenti pedonali segnalati, con la conseguenza che per i pedoni l’unica possibilità per raggiungere il margine opposto è quella di attraversare la carreggiata di corsa. Una “impresa” che purtroppo, quella sera, non è riuscita ad Alvise.

 

Una petizione per Alvise

Dopo la sua morte, che ha profondamente scosso tutta la città, dalla community Facebook Buongiorno Marghera è così partita una petizione, #IoFirmo #AlviseDonà #ViaPadanaSicura, cui hanno aderito centinaia di cittadini e attività commerciali del luogo. Le firme raccolte sono state inviate alle autorità competenti in attesa di riscontri. A dare la “scossa” è stata senz’altro anche la richiesta danni che Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, ha presentato pochi giorni fa, il 17 luglio, sia a Veneto Strade, come Ente gestore della strada, sia al Comune di Venezia, dove ricade, chiedendo contestualmente le rispettive coperture assicurative.

 

I familiari della giovane vittima, infatti, attraverso la responsabile dell’area consulenti personali sinistri gravi, Daniela Vivian, si sono affidati a Studio3A per essere assistiti e, oltre alla compagnia di assicurazione della vettura che l’ha investito e il cui conducente è stato indagato per omicidio stradale, si è ritenuto di chiamare in causa anche gli Enti pubblici interessati, proprio in virtù delle annose carenze di sicurezza di quell’arteria, tanto più in presenza di una fermata dell’autobus. Prima di procedere, peraltro, Studio 3A ha affidato una perizia ad hoc a un esperto ingegnere cinematico che ha concluso inequivocabilmente come “in quel tratto, nonostante la oggettiva pericolosità e la presenza di fermate di autobus, sono totalmente assenti attraversamenti pedonali segnalati e/o un limite di velocità compatibile con un arresto tempestivo dei veicoli in presenza di pedoni in carreggiata. Ciò non è conseguenza di oggettive difficoltà operative, ma semplicemente di una inaccettabile inerzia da parte degli enti preposti alla gestione della strada”.

 

La sorella ringrazia tutti ma commenta: “Troppo tardi”

Sta di fatto che ora sono finalmente apparsi il semaforo a chiamata e il cartello di attraversamento pedonale, implicita ammissione che quell’intersezione necessitava di interventi urgenti di messa in sicurezza. “Ringrazio tutti voi, a nome mio e dei miei genitori, per la solidarietà avuta nei nostri confronti e per non aver lasciato cadere la cosa nel vuoto – ha commentato sulla pagina di Buongiorno Marghera la sorella del giovane, Annalisa Donà, a cui non resta che la consolazione che la morte del fratello non sia stata del tutto vana. Grazie alla mobilitazione che ne è seguita, potranno essere evitati altri drammi. Ma con un immenso rammarico: “Se quel semaforo fosse stato messo a tempo debito, viste tutte le segnalazioni fatte per la pericolosità di quella maledetta strada, – conclude Annalisa – mio fratello sarebbe ancora vivo”. Come spesso capita, infatti, la risposta della pubblica amministrazione è arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo per il ragazzo, e di questo fatale ritardo i familiari di Alvise e Studio3A chiederanno conto.

Installate, collaudate e a pieno regime le 26 telecamere in via Camporese acquistate dall’Ater di Venezia.

 

Un paio di giorni fa, durante i collaudi, le forze dell’ordine hanno chiesto all’azienda di poter acquisire dei filmati perché, nella zona, si era verificato un furto in orario serale all’interno di un’automobile. Un segnale che i nuovi occhi elettronici si riveleranno molto utili nella zona.

 

Speranzon: “Ora gli inquilini si sentono più sicuri”

Il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, commenta: “Ora gli inquilini si sentono più sicuri. Abbiamo risposto alla richiesta di videosorveglianza che ci era stata posta dal Comitato Quartiere Pertini, facendoci carico di una spesa che reputo un investimento, per la sicurezza degli inquilini e per contrastare danneggiamenti e situazioni di degrado al patrimonio dell’Azienda. Gli occhi elettronici sono da una parte un deterrente per contrastare i malintenzionati e dall’altro uno strumento per riuscire a dare un volto e delle responsabilità a chi delinque”.

 

In via Camporese sono stati appesi anche i cartelli che indicano come ora l’area sia videosorvegliata. Le 26 telecamere sono costate all’Azienda territoriale di edilizia residenziale veneziana 34 mila euro, a questa spesa si aggiungono i costi di gestione, come la fibra ottica e la manutenzione in caso di danni. Una ditta specializzata sarà presto incaricata di gestire l’impianto di videosorveglianza e autorizzata ad estrapolare le immagini quando ce ne sarà bisogno. Gli occhi elettronici sorvegliano le proprietà immobiliari e i terreni di proprietà dell’Ater che vanno dal civico 1 al civico 73, e il sistema tecnologico all’avanguardia permette di zoomare e fermare immagini e dettagli particolari, targhe di automobili comprese.

 

La richiesta di un sistema di videosorveglianza all’Ater era partita dagli inquilini del Comitato Quartiere Pertini a novembre scorso, attraverso una lettera che spiegava la necessità di prevenire situazioni di degrado e vandalismi purtroppo frequenti nella zona.

 

“I residenti del Quartiere Pertini – aggiunge Speranzon – erano messi a dura prova da continui episodi di microcriminalità che andavano dai furti nelle abitazioni e auto alla presenza di soggetti poco raccomandabili in orario notturno. Ora con questa spesa sarà permesso agli inquilini di vivere in un quartiere più sicuro. Non c’è dubbio che l’impianto di videosorveglianza dissuaderà la presenza di eventuali bulli, vandali, piuttosto che occupanti abusivi”.

 

Nel quartiere, grazie alla sinergia tra l’Ater di Venezia e il Comitato Quartiere Pertini, si sono anche ridotte le occupazioni abusive: negli alloggi pubblici del quartiere al momento ce n’è solo una.

 

Sul fronte delle manutenzioni è stato approvato, nei mesi scorsi, un progetto esecutivo per il rifacimento dei tetti di quattro palazzine in via Camporese (per un totale di 64 alloggi) per prevenire il problema delle infiltrazioni. Un intervento che avrà un costo complessivo di 288.612,00 euro e sarà finanziato per 201.433,70 con fondi regionali e per 87.178,30 con fondi dell’Ater.

 

A breve, inoltre, l’Ater potrà assegnare 17 appartamenti grazie alla graduatoria che arriverà dal bando del Comune di Venezia sugli alloggi pubblici. Per altre 7 case sono in corso piccoli lavori di manutenzione che termineranno a breve, rendendoli disponibili entro l’anno. Altri quattro alloggi invece necessitano di importanti lavori di ristrutturazione, per i quali è stato richiesto un finanziamento regionale di 146.700 euro.

La Polizia stradale da diversi anni è impegnata in numerosi progetti di educazione stradale, con l’obiettivo di informare i cittadini dei pericoli della strada. Lo scopo è prevenire comportamenti a rischio attraverso la conoscenza e l’interiorizzazione delle norme del Codice della Strada.

 

Il personale della sezione Polizia stradale di Venezia ha collaborato con le scuole, gli enti e le associazioni del territorio veneziano, nell’ambito di vari progetti finalizzati alla diffusione del tema della sicurezza stradale. Durante l’anno scolastico 2018/2019 ha incontrato così circa 2500 tra bambini e giovani che frequentano gli istituti scolastici di diverso grado.

 

 

Il progetto BiciScuola

Il progetto BiciScuola, nato dalla collaborazione tra la Polizia Stradale e gli organizzatori del Giro d’Italia, ha permesso agli alunni delle scuole primarie Morante di Mira e Farsetti di Santa Maria di Sala, aderenti all’iniziativa, di partecipare alle lezioni di educazione stradale sul corretto uso della bicicletta e delle regole da rispettare, tenute dai Poliziotti della Stradale di Venezia.

 

Gli interventi hanno dato la possibilità ai piccoli ciclisti di imparare attraverso appositi giochi didattici le regole basilari della strada, uno dei più apprezzati quello della identificazione di segnali alieni, creati appositamente per mettere alla prova le conoscenze acquisite.

 

Il progetto Icaro

Il progetto Icaro, giunto alla 19^ edizione, promosso dal Ministero dell’Interno in collaborazione con la Facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma nell’ambito delle iniziative volte alla diffusione ed al potenziamento della cultura della sicurezza stradale, ha portato all’interno delle classi delle scuole primarie Schiavinato di San Donà di Piave e Toti di Musile di Piave i tutor della Polizia Stradale che hanno curato il programma di sensibilizzazione diretto agli studenti attraverso la proiezione di video-testimonianze per i più grandi e di video-cartoon ed esercizi per i più piccoli.

 

Altri progetti

A questi progetti di valenza nazionale si sono aggiunti gli appuntamenti che in sede locale ormai si ripetono annualmente, tra i quali sono da ricordare gli interventi alle giornate della prevenzione alcologica, organizzate in collaborazione con il Servizio Educazione e Promozione della Salute dell’ULSS 13, presso gli Istituti Istruzione Superiori Statali di Dolo e Mirano, rivolti agli studenti delle classi quarte che stanno per conseguire la patente di guida. Questi incontri/dibattito hanno dato la possibilità al personale della Polizia Stradale ed agli alunni di confrontarsi su tematiche scottanti inerenti il tema della sicurezza stradale quali gli incidenti stradali a seguito di assunzione di bevande alcoliche e sostanze psicotrope. Durante l’anno scolastico hanno avuto luogo altri appuntamenti con le scuole che hanno richiesto un intervento di Educazione Stradale finalizzato a favorire comportamenti adeguati e sicuri per la strada ed in automobile, tra cui l’incontro con i bambini della scuola primaria D. Valerio di Favaro Veneto e la scuola dell’infanzia Rodari di Scorzè, i cui bambini si sono cimentati in una simulazione con le loro biciclette all’interno di un percorso predisposto in collaborazione con le insegnanti, con tanto di cartelli stradali e di poliziotti agli incroci. 

 

Il 19 novembre 2018 in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada, si è tenuto un incontro presso l’auditorium dell’ITCS Lazzari di Dolo durante il quale i poliziotti della Stradale ha affrontato alcuni aspetti legati alla prevenzione dei comportamenti a rischio dell’incidentalità stradale in collaborazione con il personale dei Vigili del Fuoco che ha illustrato le modalità di approccio a tali eventi sotto l’aspetto della sicurezza.

 

Inoltre, la Polizia stradale di Venezia ha tenuto diversi incontri presso enti quali Poste Italiane e ENEL per trattare il rischio “incidentalità”, sia in itinere che in servizio, e per diffondere conoscenze volte a ridurre gli infortuni del mondo del lavoro.

 

Infine da quest’anno ha preso il via una collaborazione con l’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità (ANFFAS) per promuovere la sicurezza sulle strade.

Si è svolta tra il 26 e il 27 giugno, nelle stazioni rientranti sotto la giurisdizione del Compartimento Polizia Ferroviaria del Veneto, su disposizione del Dipartimento di P.S. una giornata di controlli straordinari denominata “Rail Action Day – ACTIVE SHIELD” finalizzata ad aumentare ulteriormente i livelli di sicurezza in tutti gli scali ferroviari. In particolare in quelli di Venezia Mestre e Venezia Santa Lucia, caratterizzati da un costante e rilevante flusso di viaggiatori in via di ulteriore aumento con l’inizio della stagione estiva.

 

In questo contesto sono stati eseguiti capillari controlli sia verso i viaggiatori in arrivo ed in partenza che ai bagagli portati al seguito dagli stessi estendendo le verifiche sia all’interno che nelle aree immediatamente esterne agli scali.

 

Detta operazione ha visto impegnato personale del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto che, coadiuvato dal Nucleo dei Cinofili anti-esplosivo e antidroga di Padova, ha attuato una serie di mirati controlli su passeggeri e bagagli.

 

74 complessivamente gli agenti impegnati del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto; 15 le stazioni sottoposte a controllo; 61 i treni controllati; 325 le persone sottoposte a controlli d’identità; 86 i bagagli controllati; 2 depositi bagagli controllati all’interno delle stazioni e 2 persone denunciate in stato di libertà per possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti  immediatamente sequestrata 

 

Le attività sopraccennate sono state ottimizzate grazie all’utilizzo degli smartphone di ultima generazione in dotazione alle pattuglie per il controllo in tempo reale dei documenti ed estese ai bagagli anche con il ricorso all’ausilio delle unità cinofile e dei metal detector.

Il Questore di Venezia ha disposto l’intensificazione dei servizi antiborseggio in relazione al maggior flusso turistico del periodo, per contrastare il fastidioso reato.

 

Ieri mattina due donne sono state rintracciate nei pressi di Rialto durante le ore di maggior afflusso dei turisti. Riconosciute dai poliziotti sotto copertura, impiegati nei controlli antiborseggio, sono state fermate e identificate: un’italiana di 30 anni che si accompagnava ad una bosniaca di 29 anni, numerosi i precedenti per borseggio accertati dalla polizia.

 

Su di loro pende un foglio di via del Questore emesso nel 2018 che vieta il ritorno nel comune di Venezia per tre anni, pertanto gli agenti le hanno denunciate alla Autorità Giudiziaria.

Continuano con intensità le attività antidroga della Polizia locale in tutte le aree sensibili della terraferma veneziana. Nel tardo pomeriggio di martedì, verso le ore 18.30, gli uomini del Nucleo operativo hanno tratto in arresto un ventiquattrenne di cittadinanza nigeriana, E.P., per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

 

L’episodio è avvenuto nei pressi dell’abitazione disabitata in via Rizzardi 37, a Marghera, uno stabile costantemente tenuto sotto controllo dalla Polizia Locale per le sue frequentazioni da parte di sbandati e spacciatori e inserito all’interno del programma di controllo territoriale “Oculus”.

 

Gli uomini del Nucleo avevano notato la presenza dell’uomo mentre stava scavalcando la recinzione esterna dell’immobile per portarsi in via Rizzardi. Dopo avergli intimato di fermarsi, l’uomo si è dato alla fuga verso il sottopasso ciclopedonale. Gli agenti lo hanno rincorso fino a raggiungerlo. E.P. ha quindi opposto resistenza ai pubblici ufficiali intervenuti, tra cui un agente della Guardia di Finanza arrivato a supporto.

 

Il fuggitivo ha tentato ripetutamente di mordere gli operatori prima di essere definitivamente ammanettato e tratto in arresto. Nel corso dell’operazione un agente della Polizia locale è stato ferito ad una mano e ha perso molto sangue: per lui 6 giorni di prognosi.

 

L’arrestato, con permesso di soggiorno per motivi umanitari in fase di rinnovo, aveva diversi precedenti di polizia per spaccio e rissa. Dopo avere trascorso la notte nella camera di sicurezza del Servizio Sicurezza urbana, l’uomo è stato portato davanti al giudice; lì il magistrato ha convalidato l’arresto rimettendolo in libertà fino al processo fissato ad ottobre.

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