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Vista l’emergenza COVID-19, anche Enrico Monti – titolare della sartoria specializzata in produzione di camicie su misura, che aveva aperto il nuovo negozio a Preganziol sul Terraglio al n. 222 solo qualche giorno prima del blocco – ha dovuto in questi giorni cercare una nuova strategia nel tentativo di combattere una situazione tragica a livello commerciale, che purtroppo nelle previsioni si protrarrà per molto tempo.

 

La scelta inevitabilmente è caduta sulla produzione di camici e mascherine. Queste ultime nascono in quanto anche la Tessitura Monti di Maserada sul Piave ha convertito una parte della produzione allo stesso scopo e ha creato un prodotto specifico in cotone che ha passato i test con tutti i requisiti, ed è ora in attesa di approvazione ministeriale.

 

 

Enrico Monti utilizza lo stesso tessuto per la creazione delle sue mascherine che possono essere ulteriormente personalizzabili con iniziali o loghi aziendali. È possibile anche il servizio a domicilio sicuramente molto apprezzato.

 

La seconda strada che la camiceria Monti intende percorrere è dedicata alla produzione di camici e tute da lavoro, visto che a quanto sembra ci sarà l’obbligo di utilizzo di questo capo anche per moltissime categorie.

 

Il mercato non propone una grande offerta se non di capi per la maggior parte Made in China, senza personalizzazioni o creati senza una certa cura.

 

Il mercato di riferimento della sartoria Monti è la sartoria su misura con la vendita al dettaglio di camicie pronte e su misura Made in Italy. Attività che la sartoria Monti si augura possa presto riprendere.

 

Un laboratorio creativo di sartoria per le donne che vogliono imparare le tecniche base per fare un capo di abbigliamento e/o piccole riparazioni. È attivo da ieri nei locali della ex scuola elementare di Dosson su iniziativa del Comune di Casier e della Caritas interparrocchiale.

Un progetto voluto dall’assessore ai Servizi sociali Luca Sartorato per avviare un percorso di integrazione sociale per le donne in difficoltà col mondo del lavoro. In particolare donne con reti di appoggio deboli, con figli minori o che stanno attraversando delle difficoltà nella loro vita quotidiana. Grazie alla presenza di un’assistente sociale, di una sarta, di un mediatore linguistico-culturale e dei volontari l’arte sartoriale diventa un mezzo di promozione sociale e culturale.

Il progetto sperimentale durerà un anno, è gratuito e prevede due incontri alla settimana; ha come obiettivi la promozione dell’aggregazione fra donne del territorio e donne migranti, l’integrazione interculturale e intergenerazionale, il sostegno della creazione di contesti familiari sani, la creazione di un luogo accogliente di aggregazione basato sull’aiuto reciproco, il confronto, la solidarietà e la condivisione di esperienze.

 

Nello specifico amministrazione comunale e Caritas vogliono far acquisire e sviluppare delle competenze particolari che possano favorire un’integrazione del reddito familiare e che allo stesso tempo siano fruibili anche nel contesto domestico. Alle donne inserite nel laboratorio sarà trasmessa la costanza nell’impegno, condizione necessaria per il mantenimento di un lavoro. Saranno stimolate nella ricerca e nel potenziamento delle proprie capacità, della propria autonomia e nel superamento delle difficoltà linguistiche.

Le iscrizioni al laboratorio si ricevono all’ufficio Servizi Sociali del Comune di Casier, in via Roma 2. Il progetto prevede anche un servizio gratuito di baby sitting durante il corso.

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