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La notte scorsa, mezz’ora circa dopo la mezzanotte, i Vigili del fuoco sono intervenuti in via Brunacci a Marghera per l’incendio di un’autofficina: nessuna persona è rimasta ferita.

 

Le squadre dei pompieri, accorse da Mestre e Mira con due autopompe, due autobotti l’autoscala e quattordici operatori, sono in breve tempo riusciti a circoscrivere le fiamme evitando un incendio generalizzato.

 

Il rogo ha danneggiato alcuni veicoli che si trovavano all’interno e molte attrezzature tecniche. Una bombola di acetilene è stata coinvolta dall’incendio e sono intervenuti gli specialisti del nucleo NBCR (nucleare biologico chimico radiologico) per metterla in sicurezza e iniziare le procedure di bonifica, che sono proseguite anche questa mattina. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei Vigili del fuoco.

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L’odissea di un 65enne di Musile di Piave, dipendente di Autovie Venete

 

Possibile che un dipendente di una società autostradale, che come un’altra decina di colleghi si è ritrovato la vettura e altri beni distrutti da un incendio divampato nel cantiere di un’importante opera pubblica, senza alcuna responsabilità da parte sua, stia ancora aspettando il risarcimento degli ingenti danni, per quasi diecimila euro, da un anno e mezzo?

 

A denunciare l’assurda vicenda un sessantacinquenne di Musile di Piave e Studio3A, che lo assiste. L’uomo, dipendente di Autovie Venete, è uno dei malcapitati rimasti gravemente danneggiati dal rogo scoppiato il 23 agosto 2018, durante la pausa pranzo, a Ronchis (Udine), nei pressi di via Beccia e del vecchio casello della A4 di Latisana, nei container adibiti a uffici e a “campo base” dei cantieri per la realizzazione della terza corsia.

 

      

 

I danni

Le fiamme, originatesi con ogni probabilità a causa di un corto circuito, per fortuna non hanno causato feriti, ma i danni materiali sono stati rilevanti. L’impiegato, in particolare, ha perduto alcuni oggetti e strumenti di lavoro, andati completamente distrutti all’interno dei container – un tablet, un paio di occhiali da vista e un orologio -, ma soprattutto è stata coinvolta nell’incendio anche la sua Lexus IS 220 D, che era parcheggiata nel piazzale antistante gli uffici, così come un’altra decina di vetture, e che pure è stata irrimediabilmente danneggiata con altri oggetti che c’erano dentro.

 

Tutto tace

Il sessantacinquenne ha sporto subito denuncia presso la stazione dei carabinieri di San Donà di Piave e ha seguito fedelmente tutte le indicazioni ricevute dalla Tiliaventum, l’impresa di Pozzuolo del Friuli contraente generale dei lavori per la terza corsia, che ha aperto due sinistri (uno per i veicoli e uno per gli altri oggetti) con le proprie compagnie assicurative per gli eventi in questione, Generali e UnipolSai, fornendo i nominativi dei periti assicurativi a cui fare riferimento. Il dipendente ha anche prodotto una propria perizia, affidata a un esperto, del danno, quantificato in 9.879 euro tra gli oggetti distrutti (duemila euro) e la vettura, di cui si sono stimati il valore di mercato al momento dell’incendio, i costi radiazione e smaltimento, il passaggio di proprietà per un nuovo veicolo, eccetera: ripararla, infatti, era del tutto anti-economico, il preventivo prospettato da un carrozziere superava i diecimila euro. E ha inviato tutti i documenti richiesti, ma senza risultato.

 

Ultime notizie

A quel punto il danneggiato, per essere assistito nell’iter risarcitorio che si stava rivelando molto più complesso del previsto e del dovuto, si è affidato a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha proceduto con svariati solleciti. Ma ad oggi, a un anno e mezzo di distanza dell’incendio, il sessantacinquenne, che nel frattempo ha dovuto acquistare un’altra auto, non ha ancora visto un centesimo. L’ultima notizia, ricevuta a dicembre dal perito di Generali, è che della liquidazione del danno dovrebbero farsi carico direttamente Autovie Venete, ma da allora il nulla. Al punto che si sta valutando di procedere con una clamorosa citazione in causa dei soggetti che devono rispondere del danno.

Alle 12 circa di ieri i Vigili del fuoco sono intervenuti in via Rizzo a Dolo per un incendio divampato in una casetta adibita a ricovero attrezzi agricoli e poi esteso alla facciata dell’attigua abitazione. Decine le chiamate alla sala operativa del 115 per l’alta colonna di fumo visibile a distanza.
I Vigili del fuoco, arrivati da Mira e da Mestre con 3 automezzi e 9 operatori, sono riusciti  a circoscrivere le fiamme, evitando il coinvolgimento dell’intera abitazione. Le cause del rogo sono al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco. Le operazioni di soccorso sono terminate dopo circa tre ore.

 

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Ieri sera, le facciate di Ca’ Farsetti – Ca’ Loredan, sede del Comune di Venezia, e quella del Teatro La Fenice si sono illuminate dei colori della bandiera francese, come gesto di solidarietà verso la cattedrale di Notre Dame gravemente danneggiata da un incendio.

 

 

“Venezia, nella sua storia di città cosmopolita, ha sempre tenuto importanti relazioni culturali e commerciali con la capitale della Francia e le immagini dell’incendio che ha distrutto buona parte di Notre Dame ha lasciato, in tutti noi, grande tristezza e sgomento”. Commentano così la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano e il sovrintendente della Fenice Fortunato Ortombina.

 

 

“Abbiamo rivissuto quei tragici momenti del gennaio 1996, quando un terribile rogo ha completamente distrutto il nostro teatro. In una notte un pezzo della nostra città era andato in fumo ma da quelle ceneri, come il mitologico uccello, abbiamo saputo farlo risorgere e riportarlo agli antichi fasti. Con questo spirito e con la piena condivisione da parte del sindaco Luigi Brugnaro che, fin dalle prime allarmanti notizie di ieri sera, ha voluto manifestare la propria vicinanza agli amici francesi, abbiamo deciso di accendere il tricolore blu, bianco e rosso sulla facciata di due palazzi simbolo della vita cittadina. Tutti noi veneziani vogliamo arrivi alla Francia il nostro abbraccio e il nostro sostegno. Venezia è sorella di Parigi oggi e per sempre”.

 

Il rogo è scoppiato questa mattina, alle 6.15 circa, in un’abitazione disabitata di via Caravaggio a Mestre

 

Vigili del Fuoco sono intervenuti per l’incendio divampato questa mattina presto a Mestre. Le squadre dei pompieri arrivate con un’autopompa serbatoio, un’autobotte, un’autoscala e nove operatori hanno spento le fiamme di alcuni cumuli di masserizie e rifiuti all’interno della casa.

 

L’abitazione viene spesso utilizzata come rifugio per i senzatetto. Le cause dell’incendio probabilmente accidentali sono ancora al vaglio dei tecnici dei vigili del fuoco.

Le operazioni di completo spegnimento e messa in sicurezza della casa, sono terminate dopo circa tre ore.

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