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Barry Mason, moglianese doc, è uno speaker affermato di Radio Padova. Molte sono le sue interviste a personaggi politici o dello spettacolo. L’ultima in ordine di tempo è quella fatta a Vladimir Luxuria, che ci ha cortesemente concesso per la pubblicazione

 

“Io ho cominciato a truccarmi e a mettere dei vestiti femminili a 17 anni. Una volta stavo seduta su una panchina di piazza Cavour, nel centro della mia città, Foggia. E in quel momento passava mio padre, insieme a un amico che mi indicò, dicendo guarda quello là. Mio padre si girò e scoprì che quello là era suo figlio. E scopriva che in quel momento ero figlia. Ricordo lo sguardo gelido di mio papà e io, che in quel momento mi si era bloccato il respiro”.

 

A raccontarlo è Valdimir Luxuria, già parlamentare e leader della comunità LGBT italiana, commentando in diretta al Morning Show di Radio Padova, il caso di un ragazzino di Ravenna chiuso a chiave per giorni dalla famiglia che lo aveva minacciato di rimpatriarlo nel Paese d’origine, la Tunisia, per convertirlo da una eventuale omosessualità che il giovane aveva confessato di sentire dentro di sé. Il ragazzino si è rivolto ai Carabinieri, che ora stanno indagando i genitori per sequestro di persona e abuso dei mezzi di correzione.

 

“Ricordo che a fatica tornavo a casa – ha aggiunto Vladimir Luxuria – non avevo il coraggio di affrontare appunto i miei genitori. Quando sono arrivata a casa ricordo ancora le urla di mio padre contro mia madre: se la prendeva con lei dicendo è colpa tua perché l’hai educato così.
È brutto quando tu per una tua condizione, che tu non puoi cambiare perché tu sei così sei nata così,  pensi di non meritare più l’amore di chi ti ha messo al mondo. È una sensazione bruttissima che per fortuna io ho elaborato, i miei genitori hanno elaborato e oggi abbiamo un rapporto bellissimo. È importante avere un buon rapporto in famiglia perché c’è tanta cattiveria in giro. E quando torni a casa e trovi dei genitori che ti capiscono è molto confortante”.

 

“Tornando al caso di Ravenna – ha concluso Vladimir Luxuria – non è che tu risolvi la situazione o trasformi tuo figlio da gay in etero richiudendolo in casa. Non risolvi proprio un bel nulla. Il genitore vero è il genitore che ama il figlio che mette al mondo anche se non ubbidisce a quelle aspettative che si è fatto su di lui. Di questi casi ce ne sono, ci sono stati casi anche di genitori che hanno chiamato un esorcista, è successo in provincia di Lecce. Il Papa ha parlato recentemente di psichiatra? A volte il Papa usa parole di chiusura a volte di di apertura. Ricordo quando disse: Chi sono io per giudicare. Anche quando ha parlato di psichiatra, ha detto che non bisogna mai usare violenza, mai discriminare”.

“Fare previsioni è sempre difficile, ma non credo che questo Governo durerà per la legislatura”. Lo ha detto intervenendo questa mattina al Morning Show di Radio Padova, l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, rispondendo a una domanda del conduttore Barry Mason.
“Mi sembra che le difficoltà economiche che la sua azione ha provocato – aggiunge Paolo Gentiloni riferendosi all’attuale Governo – e che purtroppo si incrociano anche con un rallentamento dell’economia dell’Eurozona, renderanno impossibile mantenere anche gli ultimi tentativi delle promesse elettorali che sono state fatte. E questo non credo che renderà la vita del Governo particolarmente lunga. Dopodichè speriamo che si riesca a fare almeno una legge di bilancio perchè siamo al 17 di dicembre e ancora non ne abbiamo notizia”.
Venendo alla politica interna al Pd Paolo Gentiloni smentisce eventuali ritorni di accordi con Massimo D’Alema, come paventato in maniera ostile dall’ex ministro Carlo Calenda.
“Io credo che un po’ di rinnovamento è necessario – ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni riferendosi a sè stesso – se tu hai svolto un ruolo così importante come quello del Presidente del Consiglio, e poi alla fine gli elettori hanno espresso il loro verdetto…” e lo stesso ragionamento vale anche per Massimo D’Alema, che ha portato l’ex ministro Carlo Calenda a lanciare strali su twitter. “D’Alema non rispunta per niente. Se rispuntasse D’Alema avrebbe ragione da vendere anche Calenda”.

In diretta al Morning Show di Radio Padova, il vice presidente del Consiglio è tornato sul tema degli aiuti alle popolazioni colpite dall’alluvione

 

“Sono passate alcune ore e già questa settimana ci sarà un Consiglio dei ministri. Senza fare nuove leggi contiamo di mettere a disposizione i primi interventi in tutta Italia, che è un intervento che non ha precedenti e poi arriverà tutto ciò che serve”.
A ribadire l’impegno del Governo per le esigenze delle popolazioni colpite dall’alluvione che ha prostrato le popolazioni delle dolomiti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenendo in diretta ieri mattina al Morning Show di Radio Padova.

 

 

“Sull’autonomia ci stanno lavorando bene da mesi il presidente della giunta del Veneto Zaia e quello della Lombardia Attilio Fontana – ha aggiunto Matteo Salvini e rispondendo alle domande su una eventuale autonomia d’emergenza per il Veneto, lasciando alla Regione quota parte dell’Iva come avviene alle regioni a Statuto Speciale – se chiedete a loro sono più sul pezzo di quanto possa essere io, il mio impegno è quello che entro la fine di quest’anno arrivi la questione autonomia in Consiglio dei Ministri“.

 

Sulla questione sollevata dalla stampa della rinuncia a 800 milioni di euro pronti in sede di Banca Europea degli investimenti per finanziare proprio opere di prevenzione di alluvioni e calamità naturali, Salvini ha detto: “Non conosco la vicenda; mi sembra strano che un ministro a fronte di 800 milioni che gli possono essere prestati dica “no grazie, non mi interessa”. Ne parlerò con il ministro. Se ci sono questi 800 milioni di euro e ci sono dei progetti utili e intelligenti è ovvio che verranno presi”.

 

Sulle competenze regionali che sono prevalenti rispetto a quelle nazionali in una Regione come il Veneto, governata dalla Lega negli ultimi 25 anni, Salvini ha chiarito il suo ragionamento sui fiumi da dragare e gli “alberelli” da tagliare. “Ieri sono stato con il sindaco di Rocca Pietore e con quello di San Pietro di Cadore, e non mi chiedono di chi è la colpa su quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto; mi chiedono di fare qualcosa adesso e quindi come Regione e come Governo stiamo lavorando da ore per capire cosa fare adesso”.

“Macron che fa il buono l’anno scorso alle frontiere con l’Italia ha respinto 40mila immigrati, quindi è un buono molto particolare”. A dirlo è Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio e ministro dell’Interno, intervenendo questa mattina in diretta a Radio Padova durante il programma Morning Show.

 

“È un ipocrita chiacchierone che si muove solo per interesse economico – ha aggiunto Matteo Salvini, riferendosi sempre a Macron – l’Italia ha fatto, ha soccorso, e ha pagato più che a sufficienza e quindi lezioni di solidarietà non ne prendiamo da nessuno”.

 

Sui recenti casi di scritte “Morte ai negri, viva Salvini” comparse a Mogliano Veneto (Treviso) e il manichino nero impiccato a un albero a Jesolo (Venezia) con una scritta che riconduce a Forza Nuova, Matteo Salvini ha aggiunto: “Io ho perso il conto del Salvini muori, Salvini crepa, Salvini infame, etc. Non è un cretino che scrive su un muro una cosa da demente che mi cambia la giornata. Sono i numeri dei reati, quelli sì, l’anno scorso ci sono stati 24mila reati commessi da cittadini stranieri che sono quindi 700 al giorno. È un numero impressionante che io vorrei ridurre”.

 

Quanto alla gestione della nave Diociotti, Salvini chiarisce: “La Cei l’ho chiamata io, non è che si siano chiamati da soli. Irlanda, Albania e vescovi sono stati contattati da noi. L’Europa per l’ennesima volta si è girata dall’altra parte ed ha fatto finta di niente. Ci siamo rivolti fuori dall’Europa con l’Albania e abbiamo chiamato anche altri Paesi che potranno essere utili nei prossimi eventuali, spero di no, sbarchi, e abbiamo chiamato la Chiesa cattolica perché a parole proclama accoglienza e generosità, si è fatta anche economicamente carico di queste persone che poi ricollocherà di sua volontà nelle sue strutture”.

 

Infine, sulle contestazioni a Rocca di Papa, Salvini ha concluso: “A quelli di Rocca di Papa dico che una volta tanto non pagano gli italiani. Rocca di Papa è solo un punto di passaggio perché poi i vescovi si sono impegnati a distribuire in loro strutture, e a loro carico in gruppi di tre o quattro”.

 

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