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Nell’ambito delle iniziative Comunali di Casale SI-Cura, atte a promuovere azioni di prevenzione e promozione alla salute a livello locale, nei mesi scorsi si è iniziato a gettare le basi del progetto “PARTECIPAZIONE E PREVENZIONE”, con l’obiettivo di mettere al servizio delle Cittadine la diagnosi precoce, quale strumento per aumentare la prevenzione per il tumore al seno.

 

Grazie al sostegno finanziario di alcune aziende del territorio, il Comune è riuscito a coltivare e far crescere questo progetto sociale traducendolo in uno strumento efficace.
Il tumore al seno rappresenta la neoplasia femminile più frequente in Italia, colpisce 1 donna su 8 e continua a rappresentare un grande pericolo, soprattutto a causa della scarsità di informazioni a riguardo, motivo che rappresenta una delle principali per cui viene riscontrato in ritardo.

 

Prossimamente in piazza All’Arma dei Carabinieri sarà presente una clinica mobile per visite senologiche, ecografie e mammografie completamente gratuite.
La clinica mobile è allestita con spazi ambulatoriali e con strumenti tecnologici di ultima generazione (mammografo digitale, ecografo portatile, workstation di refertazione, strumenti di teleradiologia), utili a consentire l’effettuazione di tutti gli esami di diagnostica senologica clinica e strumentale per la diagnosi precoce dei tumori al seno.

 

L’iniziativa è rivolta alle Cittadine di Casale sul Sile, Conscio e Lughignano tra i 35 e 49 anni, che NON hanno eseguito le stesse indagini negli ultimi 12 mesi.

Da oggi, la Asl Roma 6 entra a far parte delle 13 strutture identificate dalla Regione Lazio per operare la somministrazione degli anticorpi monoclonali (Mabs) anti Covid-19 a pazienti risultati positivi all’esordio della malattia, con sintomi lievi-moderati e specifici fattori di rischio.

 

Cosa sono i monoclonali?

Si tratta di anticorpi prodotti grazie a tecniche di immunologia cellulare e ingegneria genetica, specifici contro un solo antigene (in questo caso la proteina spike del virus Sars-CoV-2).

 

“Nell’ultimo anno – afferma il direttore generale di Asl Roma 6, Narciso Mostarda – la pandemia ha messo a dura prova la tenuta delle strutture ospedaliere” e ha determinato “la creazione di posti letto dedicati che hanno inevitabilmente ridotto le risorse per le altre patologie, con squilibri nella gestione di malattie croniche, acute e nella diagnosi precoce di malattie severe”.

 

Come riposta il quotidiano SIR, la situazione di emergenza che si è venuta a creare ha spinto la ricerca scientifica a concentrarsi su due fronti: la prevenzione, con lo sviluppo dei vaccini, e la terapia, con farmaci utili a evitare la progressione della malattia verso una forma più severa e a rischio vita.

 

Gli studi effettuati finora suggeriscono che l’utilizzo dei Mabs anti-Sars-CoV-2 in contesti precoci risulti associato al calo delle ospedalizzazioni, delle visite e degli accessi in Pronto soccorso.

 

“Con l’attivazione del Centro per la somministrazione degli anticorpi monoclonali – conclude Mostarda – l’Ospedale dei Castelli entra a far parte di un network di Istituti di ricerca e di Università che partecipano alla fase iniziale della somministrazione di cure innovative per la popolazione”.

 

Fonte: www.agensir.it

Prende il via oggi un ciclo di seminari organizzati dal Presidio Ospedaliero Casa di Cura “Giovanni XXIII” sulla piattaforma YouTube, rivolti ai dipendenti del Gruppo SAVE con l’obiettivo di favorire la conoscenza su tematiche di prevenzione e benessere psicofisico.

L’iniziativa si inserisce nell’ampio programma di welfare che il Gruppo SAVE ha sviluppato per i suoi dipendenti e che in questo periodo, particolarmente complesso, si è focalizzato sul supporto alla persona.

“Mal di schiena e cervicale: le cause e la prevenzione”, questo il tema del primo incontro tenuto dal Dott. Alessandro Mario Munari, fisiatra Responsabile del Servizio di Medicina Fisica Riabilitativa, da Michele Vanin e Matteo Tempestilli, fisioterapisti Servizio di Medicina Fisica Riabilitativa del “Giovanni XXIII”, e da Tommaso Zentilin, preparatore atletico Pordenone Calcio.

Abitudini posturali scorrette assunte in ambito lavorativo possono generare problemi da sovraccarico, rendendo manifeste alcune situazioni fisiche che possono però essere corrette con specifici esercizi fisici e impostando adeguatamente la propria posizione di lavoro. Seguiranno nuovi seminari focalizzati su temi di medicina generale, affidati a specialisti delle diverse discipline.

 

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Basta un piccolo, semplice gesto per proteggere te stesso, chi ami e anche chi non conosci: indossare la mascherina, anche all’aperto. In questo particolare momento, ciascuno di noi è chiamato fare la sua parte.

 

Le Associazioni delle PMI della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Treviso mettono a disposizione dei propri associati dei servizi sanitari a tariffa convenzionata presso “Giovanni XXIII” di Monastier di Treviso, Presidio Ospedaliero di grande eccellenza veneta e nazionale. I sanitari della struttura a “domicilio” nelle aziende per fare test e tamponi.
Si è svolto Lunedì 13 Luglio u.s., presso la sede di Monastier di Treviso, l’atto della firma di una Convenzione tra Apindustria Venezia e Confapi Treviso con il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier (TV), alla presenza dei rispettivi Presidenti Marco Zecchinel, Federica Polloni e dell’Amministrazione Delegato del Giovanni XXIII Gabriele Geretto, del Presidente di Sogedin Massimo Calvani e del Vice Presidente Sogedin Fabrizio Calvani.

 

Cosa prevede l’accordo

È un accordo volto a favorire l’accesso, per oltre 14.000 persone tra lavoratori delle 500 aziende associate e i propri familiari, ad alcuni importanti servizi sanitari quello raggiunto tra le Associazioni delle Piccole e Medie Imprese della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Treviso con il Covid Free Hospital “Giovanni XXIII”, per mezzo della stipula della convenzione che riguarda specifiche prestazioni. Tra queste: screening Covid-19 con Test sierologico venoso e tampone, Servizio di Medicina del Lavoro, costruzione di piani welfare e un nuovo progetto sulla prevenzione che riguarderà tutti i dipendenti e i loro familiari. Previsto inoltre il convenzionamento con enti bilaterali Confapi coadiuvato da attività divulgativa/informativa alle Aziende
Partendo dal primo servizio, la necessità di discriminare nell’universo della infezione Coronavirus fra soggetti malati, portatori del virus o soggetti che lo hanno avuto, anche in forma asintomatica o paucisintomatica, è oggi di rilevante e fondamentale necessità.

 

I due test di screening che verranno effettuati sono: il prelievo venoso e il tampone faringeo e qualora l’azienda lo richiedesse la struttura di Monastier è in grado di effettuare, attraverso i propri sanitari, i prelievi direttamente nelle aziende consentendo quindi ai lavoratori di evitare viaggi con minor costi e riduzione dei tempi.
Il Servizio di Medicina del Lavoro, poi, si propone di tutelare la salute dei lavoratori delle aziende nelle quali è nominato un Professionista, attraverso una serie di attività volte a prevenire le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro.
Oltre all’esecuzione delle visite mediche preventive e periodiche del personale dipendente, esso si occupa di tutte le alterazioni legate all’attività lavorativa, gli incidenti e i conseguenti infortuni che possono verificarsi sul luogo di lavoro, provvedendo a rilasciare il “certificato medico del lavoro” o idoneità lavorativa al lavoratore visitato.
La convenzione prevede pure lo sviluppo di un nuovo “progetto prevenzione”: una serie di incontri dedicati alla salute e alla prevenzione. Esso ha come obiettivo unico e mirato la salvaguardia della salute della persona attraverso la diagnosi precoce delle patologie con strumentazione, quella presente nel Presidio Ospedaliero di Monastier, di ultima generazione e ad alto livello tecnologico; tutto ciò, con la competenza dei professionisti presenti consente di individuare in fase precoce neoplasie che potrebbero mettere a repentaglio la salute della persona.

 

Prevenzione, sensibilizzazione e informazione al centro del progetto

Circa i nuovi piani di welfare e tutte le disposizioni approvate, esse dimostrano un’attenzione crescente per il benessere e la qualità della vita dei collaboratori, e a godere dei servizi di welfare sono quindi anche le loro famiglie. Considerato il valore consentito da ciascun dipendente e le prestazioni sanitarie comprese nel welfare, la Struttura sottopone, pertanto, una serie di screening utilizzabili dal dipendente e dal familiare.
Con gli enti bilaterali della Confederazione nazionale delle Associazioni delle Piccole e Medie Industrie private, infine, si espandono ed integrano i convenzionamenti, grazie all’interazione tra uffici competenti.
Soddisfatti del risultato raggiunto, il Presidente di Apindustria Venezia, Marco Zecchinel, commenta: “Da tempo la nostra associazione supporta gli imprenditori in un percorso di diffusione del benessere all’interno dell’azienda e per i dipendenti, coinvolgendo anche le loro famiglie. La nostra esperienza dimostra che le imprese che credono in questa filosofia ne ricavano un concreto beneficio in termini di soddisfazione e miglioramento della performance del lavoratore.
“Casa di Cura Giovanni XXIII” è una struttura all’avanguardia, in grado di fornire un’ampia gamma di servizi sanitari e diagnostici; la convenzione che ci pregiamo di firmare oggi è un ulteriore passo nel perfezionamento della proposta di welfare che poniamo a disposizione della platea dei nostri associati.”

 

La Presidente di Confapi Treviso, Federica Polloni, sottolinea: Ad un anno dal ritorno della nostra associazione nella provincia di Treviso questa convenzione rappresenta un ulteriore ed importante passo che assume una duplice valenza; da un lato la continuazione di un percorso di crescita che mira alla costruzione di sinergie e network tra e con le aziende del territorio di cui la Giovanni ventitreesimo’ rappresenta un’eccellenza e punto di riferimento indiscusso. Dall’altro, la cui importanza accresce alla luce della recente emergenza sanitaria che non possiamo ancora considerare superata, la volontà di affiancarsi ad un partner che permetta di valorizzare ulteriormente l’attività a supporto dei nostri associati sui temi della salute e prevenzione. Dobbiamo aiutare le nostre aziende ad essere pronte e sempre più preparate nell’affrontare situazioni che possono comprometterne la continuità aziendale affiancandole in maniera concreta nella tutela dei loro collaboratori e della loro salute.”

 

Il dottor Maurizio D’Aquino, Primario di Medicina del Presidio “Giovanni XXIII”, apporta il proprio contributo alla discussione: “Le indagini di medicina preventiva consentono di individuare nelle persone sane fattori di rischio soprattutto per la patologia cardiovascolare, e quindi casomai modificabili, e possono essere fatte diagnosi precoci di patologie nascoste anche asintomatiche. Patologie che se individuate in tempo si possono curare efficacemente e questo può quindi salvare la vita al paziente.
Nelle persone che hanno avuto il covid-19, che ne avranno poi la testimonianza sierologica – visti gli screening che il Giovanni XXIII, qualora venisse richiesto è in grado di andare ad effettuare direttamente nelle aziende – c’è la possibilità dal punto di vista curativo di andare a migliorare gli eventuali danni a carico del loro organismo, considerando che la maggior parte di esse possono sviluppare un problema di natura respiratoria”.

 

“Ringraziamo per la fiducia che le Associazioni ci hanno accordato. Siamo una realtà che da 50 anni è a servizio della collettività e negli ultimi decenni grazie a figure sanitarie di alto livello siamo diventati punto di riferimento per pazienti che arrivano da tutta Italia – fa sapere Gabriele Geretto, Amministratore Delegato del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier-. La nostra missione è quella di far star bene le persone andando incontro alle loro esigenze mettendo a disposizione la competenza dei nostri professionisti e la tecnologia all’avanguardia che insieme consentono diagnosi precoce di patologie importanti e umanità nelle cure”
La stipula della Convenzione rientra all’interno di una più ampia progettualità associativa locale, la quale mira a fornire servizi specifici e puntuali alle proprie aziende iscritte, partendo dalle loro singole e particolari necessità e richieste, traducendole in provvedimenti e atti concreti a loro beneficio.
Il ruolo dell’associazione di categoria, infatti, è quello di ascoltare e risolvere le problematiche di chi tutti i giorni fa impresa con sacrificio e determinazione, credendo fortemente nel valore di fare squadra e nella necessità di costruire relazioni forti e durature con gli stakeholder economici ed istituzionali del territorio.

L’umanitario e filosofo L. Ron Hubbard scrisse: “Un’oncia di prevenzione vale una tonnellata di cura”

 

La Chiesa di Scientology ha creato un centro risorse online costituito per fornire informazioni di base su ciò che si può fare per contribuire a mantenere se stessi e gli altri in buona salute, sulla pulizia e igienizzazione, su come occuparsi della malattia e dei suoi sintomi e la struttura delle epidemia. È possibile scaricare tutto il materiale, compresi gli opuscoli, da consultare e condividere con altre persone.

 

Perché la prevenzione è importante?

Si ritiene che alcune malattie siano causate da batteri o virus dannosi, comunemente chiamati germi. Le infezioni causate da germi possono essere lievi, come il comune raffreddore, ma altre possono essere gravi o addirittura mortali, come l’influenza, l’intossicazione alimentare e la faringite streptococcica.

 

I germi possono essere passati da persona a persona, ad esempio quando si tossisce, si starnutisce o ci si stringe la mano. I germi possono essere trasmessi anche toccando qualcosa che è stato toccato da una persona infetta, come ad esempio il ripiano di un bancone. La diffusione dei germi può avvenire anche attraverso il consumo di alimenti o bevande infetti.

 

Ciò che potrebbe non essere noto è che esista la possibilità di contagio durante il periodo di incubazione, ovvero il periodo precedente a che la persona mostri dei sintomi e si renda conto di essere malata. Pertanto le precauzioni di sicurezza devono essere sempre in vigore per ridurre il rischio di diffusione di malattie.

 

Mantenere una buona igiene personale è un modo efficace per prevenire la diffusione di germi e per prevenire la trasmissione di malattie contagiose.

 

Lavarsi spesso le mani è uno dei modi più efficaci per prevenire la diffusione dei germi.

Laviamoci quindi le mani regolarmente, in particolare dopo le seguenti attività:

a. Soffiarsi il naso, tossire o starnutire

b. Usare il bagno

c. Prima, durante e dopo la preparazione del pasto

d. Prima e dopo aver mangiato

e. Prima e dopo essersi presi cura di una persona malata

f. Prima e dopo il trattamento di un taglio o di una ferita

g. Dopo che ci si è occupati della spazzatura

h. Dopo aver toccato un animale, il suo cibo o i suoi escrementi

 

Quando ci laviamo le mani, usiamo sapone e acqua calda. Strofiniamo le mani a fondo per almeno venti secondi, poi sciacquiamole e asciughiamole usando una salvietta pulita oppure asciugale all’aria. Usiamo una salvietta per chiudere il rubinetto. Usiamo igienizzanti per le mani con almeno il 60% di alcol, anche se non sostituiscono il lavaggio delle mani.

 

Limitare la condivisione di oggetti personali

Per evitare la diffusione di germi, non bisogna condividere utensili, bicchieri, tazze o altre stoviglie. Non bisogna condividere neanche asciugamani, biancheria da letto, pettini, spazzole, rasoi o altri oggetti personali.

5. Evitare di toccarsi il viso con le mani.

6. La pelle funge da barriera contro i germi; tuttavia gli occhi, il naso e la bocca sono più vulnerabili. Lavarsi quindi le mani a fondo prima di toccarsi il viso, di mangiare o di bere.

7. Evitare le persone malate e insistere che si isolino dagli altri fino a quando non si siano riprese e non abbiano più sintomi.

A Treviso l’iniziativa toccherà le case di cura “Giovanni XXIII” a Monastier,“Park Villa Napoleon” a Preganziol e l’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione a Motta di Livenza

 

Le case di cura aderenti ad Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) si illumineranno di rosa in occasione della prossima festa della donna, dando così il via simbolicamente a una serie di iniziative organizzate dalla sezione giovani della associazione per la prevenzione del carcinoma alla mammella che si snoderanno lungo tutto il 2020. A Treviso l’iniziativa toccherà le case di cura “Giovanni XXIII” a Monastier, “Park Villa Napoleon” a Preganziol e l’“Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione” a Motta di Livenza.

 

Al via #INSIEMEÈPIUFACILE, con la prima iniziativa è “CHECKYOURBREAST

“Questa campagna – spiega la presidente di Aiop giovani Veneto Francesca Puntin – nasce dalla consapevolezza che sui temi importanti come quello della prevenzione al cancro sia necessario fare rete tra noi perché la buona sanità non dipende dalle singole strutture, ma dalla capacità di agire compatti per l’interesse comune. Ed è per questo che #insiemeèpiùfacile si articola in una serie di iniziative rivolte a far conoscere vari temi legati alla salute. La prima, CheckYourBreast, avrà inizio in occasione della festa della donna, è improntata alla prevenzione del cancro alla mammella”.

 

L’iniziativa riguarderà le case di cura del Veneto, del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, coinvolgendo 33 strutture dal 6 all’8 marzo; inoltre gode del patrocinio dell’associazione Lilt Treviso (Lega Italiana per la lotta contro il tumore) e si avvale della collaborazione di Andos (Associazione donne operate al seno).

 

“Il carcinoma della mammella – spiega presidente di Lilt Treviso, Alessandro Gava – è di gran lunga la neoplasia più frequente nel sesso femminile rappresentando circa un terzo dei tumori della donna. Vi è stato un lento progressivo aumento di questo tumore negli ultimi 20 anni e attualmente nella nostra regione oltre 1000 casi ogni anno vengono diagnosticati in donne giovani, in età pre-screening, per cui è importante seguire un programma di diagnosi precoce basato su indicazioni personalizzate, anche in queste fasce di età”.

 

 

Aiop Giovani, Lilt e Andos insieme contro il tumore al seno

“Come giovani imprenditori abbiamo quindi il dovere di andare ad informare anche le nuove generazioni sull’importanza della prevenzione. Illuminare le strutture di rosa vuole essere anche un modo simbolico per “accendere” quella luce di riflessione su un tema troppo spesso sottovalutato da noi giovani – evidenzia il vicepresidente di Aiop Giovani Veneto Matteo Geretto – I dati, purtroppo, ci dicono che l’età di chi si ammala si sta abbassando e che il cancro al seno rappresenta da solo circa il 29% di tutti i tumori che colpiscono il genere femminile”.

 

Anche l’associazione delle donne operate al seno Andos sarà coinvolta nel progetto: i suoi volontari, assieme a quelli di Lilt, si sono resi disponibili ad incontrare le pazienti lungo tutto il 2020 per dare alle donne informazioni utili a renderle consapevoli delle loro scelte.

 

“Nel corso degli anni la nostra “mission” si è modificata ed integrata con attività di riabilitazione psicologica e soprattutto realizzando campagne di informazione ed educazione sanitaria inerenti la patologia neoplastica mammaria – spiega il vicepresidente nazionale di Andos, Claudio Pagliari. – Il “motore” dell’associazione è rappresentato soprattutto dalle volontarie, donne operate e non, che si attivano presso le varie strutture sanitarie portando la loro testimonianza ed il loro contributo in termini di supporto psicologico”.

 

“Contro chi spaccia vanno attivate azioni durissime perché, come da tempo ribadisco in ogni sede, la droga è una vera piaga tra i nostri giovani. Una piaga ancora più grave quando coinvolge ragazzi giovanissimi, come si legge nella cronaca giudiziaria di queste ultime ore”.

Così l’assessore regionale all’Istruzione del Veneto commenta la notizia del processo a carico di uno spacciatore trevigiano, poco più che ventenne, che riforniva anche un undicenne, già vittima del consumo di stupefacenti.

 

“Il consumo di droghe è una tra le emergenze sociali più devastanti, alla pari delle tragiche morti sulla strada che spesso sono provocate proprio dall’uso di sostanze stupefacenti. Bisogna squarciare il velo d’ipocrisia che copre questo tema, o saremo indicati come complici. Occorre, nei limiti e nell’ambito delle leggi e delle norme vigenti, e coinvolgendo sempre le famiglie, gli insegnanti e i capi d’istituto, attivare la possibilità di promuovere una fase di test nelle scuole per far capire ai giovani (e ai loro genitori) che la società, che li ama e che sta credendo in loro, li vuole proteggere: la prevenzione e la pedagogia fatte fino a oggi, stando alle notizie che emergono dalle cronache, paiono essere servite a poco o a nulla e per questo servono nuove misure di maggior impatto e rilevanza sociale”.

La cittadinanza casalese è invitata a partecipare al dibattito con il sindaco Stefano Giuliato, il Comandante della Stazione Carabinieri Mar. Magg, Salvadore Vena e il Comandante Polizia Locale Alfredo Nobili sulla situazione del nostro territorio, le cautele e le prevenzioni da adottare e i progetti di sorveglianza.

 

Calendario incontri

Giovedì 5 dicembre ore 20.30 a Casale Sul Sile
presso l’Auditorium – Via Vittorio Veneto 10
Lunedì 9 dicembre ore 20.30 a Conscio
presso sala “El Graner”
Mercoledì 18 dicembre ore 20.30 a Lughignano
presso sala polivalente “S. Martino”

 

Chi è il primo responsabile della nostra salute se non noi stessi? Cosa dobbiamo fare per prevenire malattie che se non sono prese in tempo possono compromettere la nostra vita?

 

A queste domande risponderà domani, venerdì 15 novembre a Monastier, nel corso di un incontro aperto alla cittadinanza un team di senologi, chirurghi e radiologi, della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier sul delicato tema della prevenzione del tumore al seno. Anche se ottobre rosa è terminato l’attenzione ai cambiamenti del proprio seno non deve mai venire meno. Oggi più di ieri siamo informati che l’arma migliore per combattere questa malattia è la prevenzione primaria e secondaria e la diagnosi precoce.

 

Il dottor Pasquale Piazzolla chirurgo-senologo e il dottor Bernardino Spaliviero radiologo-senologo della Brest Unit della “Giovanni XXIII” illustreranno le corrette metodologie di autopalpazione ma anche gli esami e la cadenza con cui effettuarli per individuare più precocemente possibile eventuali patologie. L’iniziativa rientra nell’ambito di Progetto Monastier Donna dell’Associazione “Un giro in Piazza” ed è patrocinata dal Comune di Monastier.

 

“Ogni giorno perdiamo di media 10 minuti per truccarci, altrettanti per la pulizia del viso ma spesso non educhiamo le nostre figlie a controllare una volta al mese per 5 minuti sotto la doccia il proprio seno – ha detto Giuliana Menegaldo – referente di “Un giro In piazza ”. Questa come la “Seconda Edizione di Monastier in rosa” e la sfilata di modelle che hanno vissuto una malattia senologica che si terrà la prossima primavera sono iniziative che vogliono sensibilizzare la cittadinanza a promuovere la prevenzione come stile di vita e conoscere i mezzi diagnostici e i piani di cura circa il tumore del seno”.

 

L’incontro di domani alle ore 20.00 presso il Centro Polivalente di Monastier in Piazza Marconi, 1, vedrà la testimonianza diretta di Michela Bardi, donna che ha superato la malattia. “La prevenzione è un regalo importante che facciamo a noi stesse. Passa attraverso tante emozioni: la paura, la conoscenza e la consapevolezza. Se al momento della mia diagnosi avessi avuto la conoscenza che ho adesso… sicuramente avrei avuto paura, ma sarei stata più consapevole di potercela fare. Non è un percorso facile! Del resto come tante cose inaspettate che ci capitano nella vita. La grande forza viene dalla consapevolezza di poter avere prospettive di cura” conclude Michela.

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