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Basta un piccolo, semplice gesto per proteggere te stesso, chi ami e anche chi non conosci: indossare la mascherina, anche all’aperto. In questo particolare momento, ciascuno di noi è chiamato fare la sua parte.

 

Le Associazioni delle PMI della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Treviso mettono a disposizione dei propri associati dei servizi sanitari a tariffa convenzionata presso “Giovanni XXIII” di Monastier di Treviso, Presidio Ospedaliero di grande eccellenza veneta e nazionale. I sanitari della struttura a “domicilio” nelle aziende per fare test e tamponi.
Si è svolto Lunedì 13 Luglio u.s., presso la sede di Monastier di Treviso, l’atto della firma di una Convenzione tra Apindustria Venezia e Confapi Treviso con il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier (TV), alla presenza dei rispettivi Presidenti Marco Zecchinel, Federica Polloni e dell’Amministrazione Delegato del Giovanni XXIII Gabriele Geretto, del Presidente di Sogedin Massimo Calvani e del Vice Presidente Sogedin Fabrizio Calvani.

 

Cosa prevede l’accordo

È un accordo volto a favorire l’accesso, per oltre 14.000 persone tra lavoratori delle 500 aziende associate e i propri familiari, ad alcuni importanti servizi sanitari quello raggiunto tra le Associazioni delle Piccole e Medie Imprese della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Treviso con il Covid Free Hospital “Giovanni XXIII”, per mezzo della stipula della convenzione che riguarda specifiche prestazioni. Tra queste: screening Covid-19 con Test sierologico venoso e tampone, Servizio di Medicina del Lavoro, costruzione di piani welfare e un nuovo progetto sulla prevenzione che riguarderà tutti i dipendenti e i loro familiari. Previsto inoltre il convenzionamento con enti bilaterali Confapi coadiuvato da attività divulgativa/informativa alle Aziende
Partendo dal primo servizio, la necessità di discriminare nell’universo della infezione Coronavirus fra soggetti malati, portatori del virus o soggetti che lo hanno avuto, anche in forma asintomatica o paucisintomatica, è oggi di rilevante e fondamentale necessità.

 

I due test di screening che verranno effettuati sono: il prelievo venoso e il tampone faringeo e qualora l’azienda lo richiedesse la struttura di Monastier è in grado di effettuare, attraverso i propri sanitari, i prelievi direttamente nelle aziende consentendo quindi ai lavoratori di evitare viaggi con minor costi e riduzione dei tempi.
Il Servizio di Medicina del Lavoro, poi, si propone di tutelare la salute dei lavoratori delle aziende nelle quali è nominato un Professionista, attraverso una serie di attività volte a prevenire le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro.
Oltre all’esecuzione delle visite mediche preventive e periodiche del personale dipendente, esso si occupa di tutte le alterazioni legate all’attività lavorativa, gli incidenti e i conseguenti infortuni che possono verificarsi sul luogo di lavoro, provvedendo a rilasciare il “certificato medico del lavoro” o idoneità lavorativa al lavoratore visitato.
La convenzione prevede pure lo sviluppo di un nuovo “progetto prevenzione”: una serie di incontri dedicati alla salute e alla prevenzione. Esso ha come obiettivo unico e mirato la salvaguardia della salute della persona attraverso la diagnosi precoce delle patologie con strumentazione, quella presente nel Presidio Ospedaliero di Monastier, di ultima generazione e ad alto livello tecnologico; tutto ciò, con la competenza dei professionisti presenti consente di individuare in fase precoce neoplasie che potrebbero mettere a repentaglio la salute della persona.

 

Prevenzione, sensibilizzazione e informazione al centro del progetto

Circa i nuovi piani di welfare e tutte le disposizioni approvate, esse dimostrano un’attenzione crescente per il benessere e la qualità della vita dei collaboratori, e a godere dei servizi di welfare sono quindi anche le loro famiglie. Considerato il valore consentito da ciascun dipendente e le prestazioni sanitarie comprese nel welfare, la Struttura sottopone, pertanto, una serie di screening utilizzabili dal dipendente e dal familiare.
Con gli enti bilaterali della Confederazione nazionale delle Associazioni delle Piccole e Medie Industrie private, infine, si espandono ed integrano i convenzionamenti, grazie all’interazione tra uffici competenti.
Soddisfatti del risultato raggiunto, il Presidente di Apindustria Venezia, Marco Zecchinel, commenta: “Da tempo la nostra associazione supporta gli imprenditori in un percorso di diffusione del benessere all’interno dell’azienda e per i dipendenti, coinvolgendo anche le loro famiglie. La nostra esperienza dimostra che le imprese che credono in questa filosofia ne ricavano un concreto beneficio in termini di soddisfazione e miglioramento della performance del lavoratore.
“Casa di Cura Giovanni XXIII” è una struttura all’avanguardia, in grado di fornire un’ampia gamma di servizi sanitari e diagnostici; la convenzione che ci pregiamo di firmare oggi è un ulteriore passo nel perfezionamento della proposta di welfare che poniamo a disposizione della platea dei nostri associati.”

 

La Presidente di Confapi Treviso, Federica Polloni, sottolinea: Ad un anno dal ritorno della nostra associazione nella provincia di Treviso questa convenzione rappresenta un ulteriore ed importante passo che assume una duplice valenza; da un lato la continuazione di un percorso di crescita che mira alla costruzione di sinergie e network tra e con le aziende del territorio di cui la Giovanni ventitreesimo’ rappresenta un’eccellenza e punto di riferimento indiscusso. Dall’altro, la cui importanza accresce alla luce della recente emergenza sanitaria che non possiamo ancora considerare superata, la volontà di affiancarsi ad un partner che permetta di valorizzare ulteriormente l’attività a supporto dei nostri associati sui temi della salute e prevenzione. Dobbiamo aiutare le nostre aziende ad essere pronte e sempre più preparate nell’affrontare situazioni che possono comprometterne la continuità aziendale affiancandole in maniera concreta nella tutela dei loro collaboratori e della loro salute.”

 

Il dottor Maurizio D’Aquino, Primario di Medicina del Presidio “Giovanni XXIII”, apporta il proprio contributo alla discussione: “Le indagini di medicina preventiva consentono di individuare nelle persone sane fattori di rischio soprattutto per la patologia cardiovascolare, e quindi casomai modificabili, e possono essere fatte diagnosi precoci di patologie nascoste anche asintomatiche. Patologie che se individuate in tempo si possono curare efficacemente e questo può quindi salvare la vita al paziente.
Nelle persone che hanno avuto il covid-19, che ne avranno poi la testimonianza sierologica – visti gli screening che il Giovanni XXIII, qualora venisse richiesto è in grado di andare ad effettuare direttamente nelle aziende – c’è la possibilità dal punto di vista curativo di andare a migliorare gli eventuali danni a carico del loro organismo, considerando che la maggior parte di esse possono sviluppare un problema di natura respiratoria”.

 

“Ringraziamo per la fiducia che le Associazioni ci hanno accordato. Siamo una realtà che da 50 anni è a servizio della collettività e negli ultimi decenni grazie a figure sanitarie di alto livello siamo diventati punto di riferimento per pazienti che arrivano da tutta Italia – fa sapere Gabriele Geretto, Amministratore Delegato del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier-. La nostra missione è quella di far star bene le persone andando incontro alle loro esigenze mettendo a disposizione la competenza dei nostri professionisti e la tecnologia all’avanguardia che insieme consentono diagnosi precoce di patologie importanti e umanità nelle cure”
La stipula della Convenzione rientra all’interno di una più ampia progettualità associativa locale, la quale mira a fornire servizi specifici e puntuali alle proprie aziende iscritte, partendo dalle loro singole e particolari necessità e richieste, traducendole in provvedimenti e atti concreti a loro beneficio.
Il ruolo dell’associazione di categoria, infatti, è quello di ascoltare e risolvere le problematiche di chi tutti i giorni fa impresa con sacrificio e determinazione, credendo fortemente nel valore di fare squadra e nella necessità di costruire relazioni forti e durature con gli stakeholder economici ed istituzionali del territorio.

L’umanitario e filosofo L. Ron Hubbard scrisse: “Un’oncia di prevenzione vale una tonnellata di cura”

 

La Chiesa di Scientology ha creato un centro risorse online costituito per fornire informazioni di base su ciò che si può fare per contribuire a mantenere se stessi e gli altri in buona salute, sulla pulizia e igienizzazione, su come occuparsi della malattia e dei suoi sintomi e la struttura delle epidemia. È possibile scaricare tutto il materiale, compresi gli opuscoli, da consultare e condividere con altre persone.

 

Perché la prevenzione è importante?

Si ritiene che alcune malattie siano causate da batteri o virus dannosi, comunemente chiamati germi. Le infezioni causate da germi possono essere lievi, come il comune raffreddore, ma altre possono essere gravi o addirittura mortali, come l’influenza, l’intossicazione alimentare e la faringite streptococcica.

 

I germi possono essere passati da persona a persona, ad esempio quando si tossisce, si starnutisce o ci si stringe la mano. I germi possono essere trasmessi anche toccando qualcosa che è stato toccato da una persona infetta, come ad esempio il ripiano di un bancone. La diffusione dei germi può avvenire anche attraverso il consumo di alimenti o bevande infetti.

 

Ciò che potrebbe non essere noto è che esista la possibilità di contagio durante il periodo di incubazione, ovvero il periodo precedente a che la persona mostri dei sintomi e si renda conto di essere malata. Pertanto le precauzioni di sicurezza devono essere sempre in vigore per ridurre il rischio di diffusione di malattie.

 

Mantenere una buona igiene personale è un modo efficace per prevenire la diffusione di germi e per prevenire la trasmissione di malattie contagiose.

 

Lavarsi spesso le mani è uno dei modi più efficaci per prevenire la diffusione dei germi.

Laviamoci quindi le mani regolarmente, in particolare dopo le seguenti attività:

a. Soffiarsi il naso, tossire o starnutire

b. Usare il bagno

c. Prima, durante e dopo la preparazione del pasto

d. Prima e dopo aver mangiato

e. Prima e dopo essersi presi cura di una persona malata

f. Prima e dopo il trattamento di un taglio o di una ferita

g. Dopo che ci si è occupati della spazzatura

h. Dopo aver toccato un animale, il suo cibo o i suoi escrementi

 

Quando ci laviamo le mani, usiamo sapone e acqua calda. Strofiniamo le mani a fondo per almeno venti secondi, poi sciacquiamole e asciughiamole usando una salvietta pulita oppure asciugale all’aria. Usiamo una salvietta per chiudere il rubinetto. Usiamo igienizzanti per le mani con almeno il 60% di alcol, anche se non sostituiscono il lavaggio delle mani.

 

Limitare la condivisione di oggetti personali

Per evitare la diffusione di germi, non bisogna condividere utensili, bicchieri, tazze o altre stoviglie. Non bisogna condividere neanche asciugamani, biancheria da letto, pettini, spazzole, rasoi o altri oggetti personali.

5. Evitare di toccarsi il viso con le mani.

6. La pelle funge da barriera contro i germi; tuttavia gli occhi, il naso e la bocca sono più vulnerabili. Lavarsi quindi le mani a fondo prima di toccarsi il viso, di mangiare o di bere.

7. Evitare le persone malate e insistere che si isolino dagli altri fino a quando non si siano riprese e non abbiano più sintomi.

A Treviso l’iniziativa toccherà le case di cura “Giovanni XXIII” a Monastier,“Park Villa Napoleon” a Preganziol e l’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione a Motta di Livenza

 

Le case di cura aderenti ad Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) si illumineranno di rosa in occasione della prossima festa della donna, dando così il via simbolicamente a una serie di iniziative organizzate dalla sezione giovani della associazione per la prevenzione del carcinoma alla mammella che si snoderanno lungo tutto il 2020. A Treviso l’iniziativa toccherà le case di cura “Giovanni XXIII” a Monastier, “Park Villa Napoleon” a Preganziol e l’“Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione” a Motta di Livenza.

 

Al via #INSIEMEÈPIUFACILE, con la prima iniziativa è “CHECKYOURBREAST

“Questa campagna – spiega la presidente di Aiop giovani Veneto Francesca Puntin – nasce dalla consapevolezza che sui temi importanti come quello della prevenzione al cancro sia necessario fare rete tra noi perché la buona sanità non dipende dalle singole strutture, ma dalla capacità di agire compatti per l’interesse comune. Ed è per questo che #insiemeèpiùfacile si articola in una serie di iniziative rivolte a far conoscere vari temi legati alla salute. La prima, CheckYourBreast, avrà inizio in occasione della festa della donna, è improntata alla prevenzione del cancro alla mammella”.

 

L’iniziativa riguarderà le case di cura del Veneto, del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, coinvolgendo 33 strutture dal 6 all’8 marzo; inoltre gode del patrocinio dell’associazione Lilt Treviso (Lega Italiana per la lotta contro il tumore) e si avvale della collaborazione di Andos (Associazione donne operate al seno).

 

“Il carcinoma della mammella – spiega presidente di Lilt Treviso, Alessandro Gava – è di gran lunga la neoplasia più frequente nel sesso femminile rappresentando circa un terzo dei tumori della donna. Vi è stato un lento progressivo aumento di questo tumore negli ultimi 20 anni e attualmente nella nostra regione oltre 1000 casi ogni anno vengono diagnosticati in donne giovani, in età pre-screening, per cui è importante seguire un programma di diagnosi precoce basato su indicazioni personalizzate, anche in queste fasce di età”.

 

 

Aiop Giovani, Lilt e Andos insieme contro il tumore al seno

“Come giovani imprenditori abbiamo quindi il dovere di andare ad informare anche le nuove generazioni sull’importanza della prevenzione. Illuminare le strutture di rosa vuole essere anche un modo simbolico per “accendere” quella luce di riflessione su un tema troppo spesso sottovalutato da noi giovani – evidenzia il vicepresidente di Aiop Giovani Veneto Matteo Geretto – I dati, purtroppo, ci dicono che l’età di chi si ammala si sta abbassando e che il cancro al seno rappresenta da solo circa il 29% di tutti i tumori che colpiscono il genere femminile”.

 

Anche l’associazione delle donne operate al seno Andos sarà coinvolta nel progetto: i suoi volontari, assieme a quelli di Lilt, si sono resi disponibili ad incontrare le pazienti lungo tutto il 2020 per dare alle donne informazioni utili a renderle consapevoli delle loro scelte.

 

“Nel corso degli anni la nostra “mission” si è modificata ed integrata con attività di riabilitazione psicologica e soprattutto realizzando campagne di informazione ed educazione sanitaria inerenti la patologia neoplastica mammaria – spiega il vicepresidente nazionale di Andos, Claudio Pagliari. – Il “motore” dell’associazione è rappresentato soprattutto dalle volontarie, donne operate e non, che si attivano presso le varie strutture sanitarie portando la loro testimonianza ed il loro contributo in termini di supporto psicologico”.

 

“Contro chi spaccia vanno attivate azioni durissime perché, come da tempo ribadisco in ogni sede, la droga è una vera piaga tra i nostri giovani. Una piaga ancora più grave quando coinvolge ragazzi giovanissimi, come si legge nella cronaca giudiziaria di queste ultime ore”.

Così l’assessore regionale all’Istruzione del Veneto commenta la notizia del processo a carico di uno spacciatore trevigiano, poco più che ventenne, che riforniva anche un undicenne, già vittima del consumo di stupefacenti.

 

“Il consumo di droghe è una tra le emergenze sociali più devastanti, alla pari delle tragiche morti sulla strada che spesso sono provocate proprio dall’uso di sostanze stupefacenti. Bisogna squarciare il velo d’ipocrisia che copre questo tema, o saremo indicati come complici. Occorre, nei limiti e nell’ambito delle leggi e delle norme vigenti, e coinvolgendo sempre le famiglie, gli insegnanti e i capi d’istituto, attivare la possibilità di promuovere una fase di test nelle scuole per far capire ai giovani (e ai loro genitori) che la società, che li ama e che sta credendo in loro, li vuole proteggere: la prevenzione e la pedagogia fatte fino a oggi, stando alle notizie che emergono dalle cronache, paiono essere servite a poco o a nulla e per questo servono nuove misure di maggior impatto e rilevanza sociale”.

La cittadinanza casalese è invitata a partecipare al dibattito con il sindaco Stefano Giuliato, il Comandante della Stazione Carabinieri Mar. Magg, Salvadore Vena e il Comandante Polizia Locale Alfredo Nobili sulla situazione del nostro territorio, le cautele e le prevenzioni da adottare e i progetti di sorveglianza.

 

Calendario incontri

Giovedì 5 dicembre ore 20.30 a Casale Sul Sile
presso l’Auditorium – Via Vittorio Veneto 10
Lunedì 9 dicembre ore 20.30 a Conscio
presso sala “El Graner”
Mercoledì 18 dicembre ore 20.30 a Lughignano
presso sala polivalente “S. Martino”

 

Chi è il primo responsabile della nostra salute se non noi stessi? Cosa dobbiamo fare per prevenire malattie che se non sono prese in tempo possono compromettere la nostra vita?

 

A queste domande risponderà domani, venerdì 15 novembre a Monastier, nel corso di un incontro aperto alla cittadinanza un team di senologi, chirurghi e radiologi, della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier sul delicato tema della prevenzione del tumore al seno. Anche se ottobre rosa è terminato l’attenzione ai cambiamenti del proprio seno non deve mai venire meno. Oggi più di ieri siamo informati che l’arma migliore per combattere questa malattia è la prevenzione primaria e secondaria e la diagnosi precoce.

 

Il dottor Pasquale Piazzolla chirurgo-senologo e il dottor Bernardino Spaliviero radiologo-senologo della Brest Unit della “Giovanni XXIII” illustreranno le corrette metodologie di autopalpazione ma anche gli esami e la cadenza con cui effettuarli per individuare più precocemente possibile eventuali patologie. L’iniziativa rientra nell’ambito di Progetto Monastier Donna dell’Associazione “Un giro in Piazza” ed è patrocinata dal Comune di Monastier.

 

“Ogni giorno perdiamo di media 10 minuti per truccarci, altrettanti per la pulizia del viso ma spesso non educhiamo le nostre figlie a controllare una volta al mese per 5 minuti sotto la doccia il proprio seno – ha detto Giuliana Menegaldo – referente di “Un giro In piazza ”. Questa come la “Seconda Edizione di Monastier in rosa” e la sfilata di modelle che hanno vissuto una malattia senologica che si terrà la prossima primavera sono iniziative che vogliono sensibilizzare la cittadinanza a promuovere la prevenzione come stile di vita e conoscere i mezzi diagnostici e i piani di cura circa il tumore del seno”.

 

L’incontro di domani alle ore 20.00 presso il Centro Polivalente di Monastier in Piazza Marconi, 1, vedrà la testimonianza diretta di Michela Bardi, donna che ha superato la malattia. “La prevenzione è un regalo importante che facciamo a noi stesse. Passa attraverso tante emozioni: la paura, la conoscenza e la consapevolezza. Se al momento della mia diagnosi avessi avuto la conoscenza che ho adesso… sicuramente avrei avuto paura, ma sarei stata più consapevole di potercela fare. Non è un percorso facile! Del resto come tante cose inaspettate che ci capitano nella vita. La grande forza viene dalla consapevolezza di poter avere prospettive di cura” conclude Michela.

Combattere il tumore al seno con la partecipazione, facendo in modo che siano sempre più persone a parlarne, spingendo le dirette interessate a fare la diagnosi precoce, superando paure e pigrizia, perché stare ferme non vale, bisogna agire.

 

Nasce da queste considerazioni il progetto di sensibilizzazione del Gruppo Centro di medicina e Casa di cura Villa Maria, rete di strutture sanitarie private e convenzionate da oltre 35 anni, subito sposato dalle Lilt provinciali di Ferrara, Padova, Treviso, Venezia, Vicenza, culminato con la produzione del video “Gioca d’anticipo! scendi in campo con la prevenzione”, dove oltre 70 giocatrici di 6 squadre di diverse categorie di Veneto ed Emilia Romagna ci hanno messo la faccia.

 

Campagna in collaborazione con la lega Nazionale Dilettanti

Al pubblico è chiesto di vedere il video e condividerlo, oltre a farsi il selfie della prevenzione per ribadire i due hashtag ufficiali della campagna: #giocadanticipo #scendincampoconlaprevenzione.

 

La campagna fa leva anche su altri due pilastri: eventi informativi e divulgativi come le partite di calcio. Grazie alla collaborazione, siglata in un preciso protocollo, della lega Nazionale Dilettanti, alcune delle partite di serie C del campionato femminile si giocano in questo campionato proprio nel nome della prevenzione e della Lilt. Queste partite si giocano infatti con la finalità di raccogliere fondi per le delegazioni Lilt provinciali.

 

Domenica 3 novembre, alle 17, allo stadio comunale di Marcon scendono in campo il Calcio Femminile FC Venezia e l’Asd Accademia Spal Ferrara per una gara di campionato di serie C, che vale anche come raccolta fondi pro Lilt di Venezia.

 

Ogni incontro viene aperto dai volontari Lilt presenti per la divulgazione delle buone prassi della diagnosi precoce, che in questo caso significa per la donna in età a rischio sottoporsi all’esame strumentale della mammella, ovvero mammografia, ecografia e visita.

 

La sanità veneta è leader nazionale sul fronte dello screening contro il tumore alla mammella. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita.

 

Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio, tecnicamente definite “mutanti” (donne che hanno nella loro sequenza genetica una mutazione che eleva anche fino al 70-80% il rischio di contrarre il tumore al seno nel corso della vita). Il Progetto sperimentale, a cura dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo nel mondo, considerando che ce n’è uno simile negli Usa, ma ha tempi di attuazione più lunghi

Il plauso del Governatore Luca Zaia

“Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando all’Ospedale di Treviso, affiancato dall’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin e da illustri clinici come il Responsabile Scientifico della Rete Oncologica Regionale, professor Pierfranco Conte, la direttrice della Senologia Radiologica dello Iov, Francesca Caumo, la Direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Stefania Montemezzi, e il Direttore della Breast Unit dell’Ospedale di Treviso, Paolo Burelli, lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione in corso di svolgimento in tutta Italia.

 

Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello IOV ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, che da più parti fu molto criticata perché toglieva qualcosa a reparti che operavano poche decine di seni l’anno, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”.

 

Gli importanti clinici presenti oggi hanno anche messo una pietra tombale sul dibattito, purtroppo falsato da troppo web senza fondamento scientifico, riguardo all’età giusta nella quale avviare lo screening. Al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile (e ogni indagine radiologica inutile si tramuta in dannosa), tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni (età massima introdotta in Veneto, ma non ancora in buona parte d’Italia).

 

I dati diffusi hanno evidenziato la supremazia del Veneto in Italia non solo per lo screening della mammella, ma anche per gli altri due grandi screening antitumore: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto.

 

 

I dati sullo screening della cervice dell’utero

Lo screening della cervice dell’utero, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, più di 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose.

 

I dati sullo screening colorettale

Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati.

 

Il raffronto di sintesi tra il sistema sanitario veneto e quello nazionale in tema di screening, vede il Veneto primeggiare in tutti e tre.

Per la mammella, l’adesione in Veneto è del 68,1% contro il 55% in Italia.

Per la cervice dell’utero l’adesione in Veneto ha raggiunto il 57,8% contro il 39,9 in Italia.

Per il colon retto, l’adesione in Veneto è al 62,9% contro il 40,4% in Italia.

 

Per approfondire: clicca qui.

Un mese ricco di iniziative promosse dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII”, che apre anche il sabato per le donne che lavorano

 

In occasione di Ottobre Rosa 2019 ritorna per il quarto anno consecutivo la campagna di sensibilizzazione “Vinco Io”, promossa dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier allo scopo di combattere e prevenire il tumore al seno.

 

Molteplici le iniziative organizzate dalla struttura di Monastier che è partner, assieme ad altri 24 Centri di riferimento in Italia, dello Studio P.I.N.K.
La senologia della “Giovanni XXIII” è stata infatti accolta dal CNR di Pisa e dalla Fondazione Umberto Veronesi per partecipare all’indagine sulle metodologie di diagnosi integrate che consentono di ridurre la mortalità per cancro al seno.

 

Parte dei proventi alle associazioni trevigiane e veneziane che combattono il tumore al seno

La campagna “Vinco Io” ha un doppio scopo: quello di promuovere nelle donne la consapevolezza che prevenire il cancro significa “vincere” sul cancro e impadronirsi della propria salute per non lasciare che la malattia sconvolga la propria vita; e aiutare associazioni che operano nel territorio regionale come la LILT di Treviso e il Trifoglio Rosa di Mestre.

 

Anche per quest’anno, infatti la Casa di Cura “Giovanni XXIII” ha deciso di devolvere, nel mese di ottobre, parte del ricavato delle prestazioni effettuate in beneficenza.

 

Ma ciò su cui punta principalmente la struttura è l’informazione. Essere informate oggi su come e quando prevenire, può salvare la vita di una donna.

 

Le iniziative per l’Ottobre Rosa 2019 in tutto il territorio regionale e anche fuori regione

Quando a una donna viene diagnosticato il tumore al seno è inevitabile il coinvolgimento della famiglia. È per questo che la Casa di Cura ha deciso di farsi da promotrice per sensibilizzare anche i giovani sportivi appassionati di Calcio, Basket e Nuoto. A tal proposito sono stati organizzati due particolari open day.

 

A.C.D Treviso con il Consorzio Treviso Siamo noi

Il 29 settembre in occasione della partita di esordio allo Stadio Tenni del Treviso Calcio.

 

Palaverde con De’Longhi Treviso Basket

Un altro momento di incontro con la “prevenzione” è previsto per il 19 Ottobre al Palaverde di Villorba in occasione del Match che vedrà la De’ Longhi Treviso Basket contro la REYER Venezia.

 

Imoco Volley

Le campionesse italiane di volley durante l’incontro del 27 ottobre contro Pomì Casalmaggiore che si disputerà al Palaverde alle ore 17 nel pre-partita indosseranno la maglietta rosa di “Vinco io”.

 

Umana Reyer Venezia Femminile

Le giocatrici hanno deciso di sostenere la campagna di prevenzione appoggiando le iniziative che si stanno svolgendo nel mese di ottobre per sensibilizzare le donne alla prevenzione. Eccole in posa con il Fiocco Rosa “Vinco Io”.

 

Venezia, San Giuliano con la squadra di dragon Boat del Trifoglio Rosa

Durante tutto il mese di ottobre ogni sabato, a San Giuliano,  dalle 15 alle 18 le donne del Trifoglio Rosa di Mestre si metteranno a disposizione di quanti vorranno salire sul Dragon Boat per provare l’esperienza di uscire in laguna in barca ma soprattutto di raccogliere le sensazioni e gli stati d’animo, positivi, che le donne operate al seno hanno avuto aggregandosi alla squadra del Dragon Boat perché, nello stare insieme,  oltre ad avere un supporto fisico hanno anche un supporto psicologico che consente loro di affrontare i momenti di ansia dei controlli post operatori.

 

Convenzioni per Farmacia Internazionale di Silea

Per tutte le donne che hanno superato i 40 anni e che accederanno alla Farmacia Internazionale di Silea ci sarà la possibilità di sottoporsi allo screening mammografico in 3D ad una tariffa agevolata.

 

Incontri pubblici in Veneto e Friuli

Due incontri sono stati organizzati nel territorio triveneto per sensibilizzare le donne alla prevenzione del tumore al seno e alla prostata.

Il primo si è svolto il 26 settembre scorso a Fiume Veneto con un convegno aperto alla cittadinanza e ai medici che hanno avuto l’opportunità di essere maggiormente informati sulle Innovazioni tecnologiche nella prevenzione senologica come mammografia in 3D ed ecografia a 24 Mhz in grado di individuare le neoplasie in fase embrionale.

 

Incontro Informativo-Testimonianza il 26 ottobre a Roncade

Il secondo incontro, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà il 26 ottobre prossimo a Roncade sul tema “IL MIO SENO se lo conosco, lo proteggo”. Parteciperanno il dottor Bernardino Spaliviero, Radiologo Senologo, il dottor Pasquale Piazzola Chirurgo Senologo e ci sarà anche la testimonianza di una donna operata al seno, Michela Bardi dal titolo “Donne si nasce: guerriere si diventa”.

 

Mammografie anche al sabato per le donne che lavorano

Durante tutto il mese di ottobre la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier aprirà i propri ambulatori anche al sabato mattina per consentire alle donne che lavorano durante la settimana di sottoporsi all’esame clinico strumentale alla mammella.

 

“Giovanni XXIII” Rosa per festeggiare “il volersi bene”

Prevenire significa volere bene a sé stesse quindi un momento di gioia. È quello che vuole trasmettere per tutto il mese di ottobre la “Giovanni XXIII” di Monastier attraverso l’allestimento speciale dell’entrata della struttura contornata di fiocchi rosa.

 

Associazioni aderenti attraverso convenzione

Inoltre, in quanto convenzionate, aderiscono alla campagna di prevenzione “Vinco Io” e possono usufruire delle tariffe agevolate tutti gli associati e le loro famiglie delle seguenti associazioni:

  • Treviso Accademy
  • Consorzio “Treviso Siamo Noi”
  • De’ Longhi Treviso Basket
  • PDM Polisportiva Disabili di Marca
  • Consorzio Universo Treviso Basket
  • Natatorium Piscine Comunali Treviso-Selvana
  • Umana Reyer Venezia Basket
  • Imoco Volley
  • Treviso Atletica
  • Mogliano Rugby
  • Polisportiva Monastier 88
  • Polisportiva Casale
  • Pordenone Calcio

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