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In contemporanea con l’annuncio su Facebook del Presidente Zaia, di aver inviato al ministro per gli affari regionali la proposta di legge delega per l’autonomia del Veneto, abbiamo letto sulle agenzie l’annuncio del presidente della Liguria Toti di avvio del percorso dell’autonomia come scelta strategica sul fronte della portualità, affinché Genova diventi ‘il principale crocevia delle merci in movimento nel Mediterraneo e verso i mercati del centro e nord Europa’.

 

Non sembra invece che chi governa il Veneto abbia presente quanto sia altrettanto strategico restituire al porto di Venezia l’accessibilità nautica, sacrificata sull’altare della salvaguardia affidata al sistema MOSE, per cogliere la straordinaria opportunità che esso sia il punto di arrivo della via commerciale della Seta e possa competere alla pari con i porti del Nord Europa (oltre che di Atene e Instanbul). Accessibilità possibile solo con la realizzazione del VOOPS (Venice offshore onshore port system), di cui però Zaia non sembra interessarsi.

 

Eppure, senza difendere fermamente la centralità per tutto il Nordest del rilancio di quello che fu per secoli l’asset strategico della potenza della Serenissima, cioè il suo porto tra Europa e Oriente, neppure il valore dell’autonomia e dell’autogoverno che Zaia si accinge ad esigere potranno esprimere tutte le ricadute positive che auspichiamo per il bene dei Veneti di oggi e delle future generazioni. Rimanendo fedeli alla vocazione di Venezia, città che – riprendendo le parole rivolte nel 1198 da una delegazione di messi veneziani a Papa Innocenzo III – “non si preoccupa d’agricoltura, ma piuttosto rivolge i propri sforzi alla navigazione e ai commerci”.

(“Nostra civitas non agricolturis inservit, sed navigiis potius et mercimoniis est intenta”).

 

Simonetta Rubinato

È stato rinnovato anche quest’anno l’accordo volontario “Venice Blue Flag”. A sottoscrivere l’accordo sono stati questa mattina a Ca’ Farsetti l’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano De Martin per il Comune di Venezia, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico, Pino Musolino, e i rappresentanti delle 40 compagnie di navigazione che operano in Laguna. Alla firma è seguita la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa alla quale sono intervenuti anche il direttore di Clia Italia, Francesco Galietti, il comandante della sezione tecnica Fabrizio Marilli e il capitano di vascello Andrea Conte in rappresentanza della Capitaneria di Porto.

 

L’accordo impegna le compagnie di crociera aderenti a far funzionare i motori principali e ausiliari delle loro navi con combustibile per uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1 % in massa, non solo all’ormeggio, ma anche durante la navigazione e le fasi di manovra all’interno dell’area portuale di Venezia. Inoltre, le macchine di bordo dovranno essere gestite in modo da ridurre il più possibile le emissioni nocive dei gas di scarico.

 

“Venice Blue Flag – ha ricordato De Martin – è un accordo volontario, un impegno in più che le compagnie di navigazione si assumono pur non essendo obbligate per dare il loro contributo concreto in termini di sostenibilità ambientale. Un’attenzione che come Amministrazione comunale intendiamo ribadire con la firma dell’accordo, valido per tutto l’anno e non solo per i mesi in cui di solito si concentra l’attività”. Sottolineando il ruolo determinante della Capitaneria di Porto, De Martin ha poi ricordato come lo scorso anno su 99 attività ispettive svolte, solo una abbia rilevato irregolarità, a testimonianza della serietà con cui l’accordo viene applicato”.

 

L’assessore ha infine rivolto un invito ai rappresentanti delle varie compagnie di navigazione perché già prima dello sbarco a Venezia possa iniziare la campagna di sensibilizzazione dei visitatori, per orientarli all’adozione di comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente, del paesaggio, delle bellezze artistiche e dei suoi abitanti.

 

Di grande unità di intenti fra gli enti coinvolti ha parlato poi il presidente Musolino, sottolineando come l’impegno comune delle compagnie di navigazione, Porto, Comune di Venezia e Capitaneria di Porto stia ottenendo risultati concreti in termini di sostenibilità ambientale ma anche economica e sociale. “Oltre alle compagnie crocieristiche – ha poi sottolineato Musolino – quest’anno si adegueranno ai parametri richiesti dall’accordo anche 15 rimorchiatori”.

 

Il capitano di vascello Andrea Conte ha sottolineato come la Capitaneria di Porto continuerà ad avere un ruolo di controllo sui risultati del protocollo e che il Blue Flag è stato considerato tra gli elementi di incidenza e premiali anche nell’ordinanza sul transito delle grandi navi che sta terminando il suo procedimento amministrativo in questi giorni.

“L’industria crocieristica – ha dichiarato il direttore di Clia Italia Galietti – pur rappresentando meno del 10% del traffico marittimo complessivo, è da sempre attenta alla tutela dell’ambiente attraverso carburanti più sempre puliti, abbassamento costante delle emissioni, motori meno inquinanti e più severe norme sullo scarico delle acque reflue. Tanto che tutto il settore è impegnato nella compliance della normativa ambientale con standard che sono migliori di quanto previsto dai requisiti italiani ed internazionali. Se questo poi avviene a Venezia e nella sua Laguna, con la sua immensa bellezza ma anche il suo fragile ecosistema, ci rende assolutamente orgogliosi”.

 

A conclusione dell’incontro ai rappresentanti delle compagnie crocieristiche firmatarie dell’accordo è stata consegnata una targa nominativa che riporta la dicitura “Venice Blue Flag, Safeguarding the City’s Environment”.

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