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In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel corso dell’estate 2019 e in particolare del Compartimento Polizia Postale “VENETO” è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale.

Contrasto alla pedopornografia

In particolare vi è una continua e assidua attività di monitoraggio contro il fenomeno della pedopornografia sulla rete, rilevandosi il persistere di casi di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico tramite internet, oltre al fenomeno dell’adescamento di minori online. Numerose infatti sono state le attività di perquisizione delegate dalla Autorità Giudiziaria lagunare per contrastare il triste fenomeno.

 

Si registra, inoltre, un aumento di denunce e segnalazioni di casi di violenza in rete riconducibili al revenge porn, alla sex estortion, alla diffamazione on-line, alle c.d. “truffe sentimentali”, molestie e sostituzione di persona. 

 

Contrasto alle truffe via mail

Non viene meno il fenomeno truffaldino delle mail estorsive, il quale non rappresenta un pericolo reale in quanto il truffatore che nella mail asserisce di essere in possesso di un video che ritrae la vittima in atteggiamenti sexy, chiedendo in cambio l’invio di Bitcoin, in realtà sfrutta lo shock emotivo ingenerato nel malcapitato che crede che il suo computer sia stato violato. Il malfattore, non dispone di alcun video della vittima né tantomeno è riuscito ad introdursi nel computer delle vittime, ma ha solamente la disponibilità di vecchie credenziali di accesso a noti portali, che sono state illecitamente sottratte da abili hacker ai portali medesimi. Proprio in questi giorni si registrano numerose segnalazioni del fenomeno. I consigli sono di non dar corso alle richieste contenute nelle mail, cambiare la password del profilo che si ritiene violato e procedere ad una scansione dei dispositivi con un buon antivirus.  

Da segnalare, inoltre, il riscontro di alcuni casi della truffa via mail di un sedicente amico che sostituendosi a reali contatti presenti nella rubrica del malcapitato, dice di trovarsi in grande difficoltà all’estero dopo aver subito il furto del portafoglio e dei documenti. In tali casi la persona avanza una richiesta di denaro alla controparte, raccomandando discrezione per non far preoccupare parenti e amici, con la promessa di restituire la somma non appena rientrato in Italia. Fortunatamente nella maggior parte dei casi si tratta di mail scritte in italiano sgrammaticato e quindi difficilmente in grado di trarre realmente in inganno la vittima; in ogni caso il consiglio della Polizia Postale è sempre quello di diffidare da tali richieste di aiuto e in caso di dubbio di contattare direttamente l’interessato.

 

 

Contrasto ai tentativi di phishing

Con riferimento al financial cybercrime, le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l’utilizzo di malware inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell’ambito dei rapporti commerciali. In tale contesto, si riscontra il verificarsi, anche in ambito locale, del fenomeno denominato BEC fraud (business e-mail compromise) o “man in the middle”, in cui l’attaccante, dopo aver guadagnato informazioni relative alle attività dell’azienda (come ad esempio il pagamento di fatture a certi fornitori) fa pervenire alla vittima una email confezionata ad arte in modo da dirottare il pagamento verso conti correnti nella disponibilità dei malviventi. 

 

In questi casi si rivela fondamentale la tempestività della denuncia, dal momento che vi può essere la possibilità di recuperare le somme illecitamente sottratte all’azienda grazie all’uso di piattaforme in collaborazione con il mondo bancario. Un accorgimento da adottare per le aziende è quindi quello di porre una particolare attenzione sulle caselle di posta elettronica e sulle email contenenti allegati, privilegiando il rapporto diretto anche telefonico con l’interlocutore per accertare la veridicità delle fatture allegate. L’attività di contrasto del Compatimento Polpost VENETO ha permesso recentemente il recupero complessivo di circa un milione di euro che i malfattori hanno tentato di sottrarre a realtà imprenditoriali venete. Il risultato è il frutto della ottima collaborazione anche con gli istituti di credito sui cui conti correnti approdano le somme illecitamente deviate.

 

Contrasto alle truffe di denaro

Continua altresì il fenomeno delle truffe effettuate cd. “inverse” mediante la ricarica delle carte di credito prepagate in seguito alla pubblicazione di un annuncio di vendita da parte della vittima. In particolare, a fronte di un annuncio di vendita su una piattaforma online, la vittima viene contattata dal presunto acquirente il quale propone il pagamento tramite la ricarica della carta di credito del venditore stesso mentre in realtà viene ricaricata quella del truffatore presunto acquirente. A tal proposito, si raccomanda di non cedere a proposte di pagamento non conosciute che prevedono l’asserita ricarica della carta bancomat, dal momento che attraverso tale strumento è possibile unicamente effettuare pagamenti e non ricevere ricariche di contante.

 

Le raccomandazioni della Polizia postale

In periodo di vacanze estive sembra doverosa la raccomandazione di non pubblicare sui social foto che facciano capire agli utenti della rete di trovarsi in luoghi lontani – magari per un arco temporale piuttosto lungo – in quanto è evidente che in questo modo si forniscono informazioni relative all’assenza dalle proprie abitazioni ad eventuali malintenzionati.

 

Attenzione al periodo estivo è stata riservata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, che ha disposto a livello nazionale nel decorso mese di luglio l’operazione denominata “Action Day” relativa al contrasto dell’abusivismo commerciale online. In tale contesto il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Friuli Venezia Giulia dopo un attento monitoraggio del fenomeno ha ottenuto dalla competente A.G. il sequestro preventivo, con conseguente oscuramento, di due siti internet truffaldini denominati “marashopping” e “prezzipazzi” che praticando prezzi estremamente bassi dopo il pagamento non inviavano la merce acquistata.

 

Lotta ai falsi operatori telefonici

Proseguendo nella disamina dei fenomeni di più stretta attualità, si segnala ancora la presenza di falsi operatori telefonici i quali, con la scusa di offrire delle condizioni di contratto a condizioni più convenienti, riescono ad ottenere dagli utenti, dopo un primo contatto telefonico, l’invio dei documenti di identità tramite Whatsapp. È evidente che in questo caso i documenti inviati possono con facilità essere usati per commettere degli illeciti e pertanto la Polizia Postale ne sconsiglia sempre l’invio.

 

Da ultimo, si evidenzia il riscontro nei giorni scorsi, a livello nazionale, di alcuni casi di singolari convocazioni provenienti da diversi Enti pubblici, rivelatesi poi inesistenti, che farebbero sorgere quantomeno il sospetto che ignoti abbiano cercato di far allontanare dalla propria abitazione alcuni utenti – perlopiù persone anziane e facoltose – al fine di avere a disposizione un discreto arco temporale di tempo per porre in essere qualche atto illecito. Le false convocazioni sono state disconosciute da vari Enti coinvolti, e grazie all’attività di prevenzione messa in atto, gli utenti non hanno aderito all’invito in quanto dopo aver ricontattato il vero ufficio, sono venuti a conoscenza dell’inesistenza della convocazione.

Si sono avvicendati in questi giorni i vertici dei compartimenti di Polizia Ferroviaria, Postale e di Frontiera della provincia.
Il Dirigente Superiore della Polizia di Stato Caterina Naso, dallo scorso 5 maggio scorso è Dirigente del Compartimento della Polizia Ferroviaria per il Veneto.

 

La dott.ssa Naso, originaria di Vibo Valentia, coniugata con due figli, laureata in Giurisprudenza e abilitata alla professione di Avvocato, è entrata in Polizia nel 1985 ed ha frequentato a Roma il corso di Vice Commissario nel 1986. Ha prestato servizio per diversi anni a Vibo Valentia, sia in Questura con l’incarico di Capo di Gabinetto, sia presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia, assumendone la direzione dal 2005 al 2006. Nel 2001 ha conseguito un master per la formazione dei formatori della Polizia di Stato presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2004 al 2005 ha frequentato il corso di perfezionamento per le Forze di Polizia presso l’omonima Scuola di
Polizia di Roma. Promossa Primo Dirigente ha diretto la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Crotone, ricoprendo anche l’incarico di responsabile dei servizi di vigilanza nei Centri di accoglienza per immigrati e di membro della Commissione territoriale per il conoscimento dello status di rifugiato politico. Ha rivestito successivamente le funzioni di Dirigente della Divisione PASI della Questura di Catanzaro e quelle di Vice Questore Vicario presso le Questure di Pesaro Urbino e Cosenza, prima della sua esperienza a Potenza nella quale è stata Vicario del Questore dal 2016.

 

Dopo tanti anni trascorsi a capo dell’Ufficio Scalo Marittimo di Trieste e un anno alla Divisione Polizia Anticrimine della Questura, il Primo Dirigente della Polizia di Stato dott.ssa Rosanna Conte ha lasciato il capoluogo giuliano per prendere le redini, dallo scorso 4 giugno, della dirigenza dell’Ufficio Polizia di Frontiera Marittima e Aerea di Venezia. Originaria di Avellino ma residente a Trieste, si è laureata in giurisprudenza nel 1991 presso l’università di Napoli, ha conseguito una specializzazione in diritto civile nel 95 ed ha frequentato un corso di perfezionamento in scienza criminologiche nel 2002 alla Sapienza di Roma. È entrata in polizia nel 1993 con il ruolo di ispettore, ha frequentato l’anno successivo il corso per Vice Commissari presso la Scuola Superiore di Polizia. Dopo una prima esperienza all’Ufficio Polizia di Frontiera di Trieste nel ’95, ha affrontato una nuova esperienza nei commissariati di Villa Opicina e di S. Sabba e all’Ufficio Minori della Questura di Trieste. Ha diretto nel 2000 i Commissariati di Volterra e Monfalcone, dove ha coordinato operazioni di polizia giudiziaria che hanno coinvolto soggetti della criminalità organizzata del napoletano (clan Mazzarella). È stata trasferita alla Polizia di Frontiera Marittima di Trieste nel 2007 ed ha ricoperto l’incarico, in supplenza, di Dirigente del Settore polizia di Frontiera Terrestre di Trieste. È stata negli anni docente di Procedura Penale presso la Scuola Allievi Agenti di Trieste, Valutatore Schengen per Frontex, Membro della Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Rifugiato Politico, presso la Prefettura di Gorizia (dal 2009 al 2017), Team Leader nella conduzione nei porti delle Visite Ispettive sulla sicurezza sussidiaria dal 2017.

 

Il Vice Questore dr.ssa Anna Lisa Lillini, dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Umbria ha assunto l’incarico di Dirigente facente funzioni del Compartimento di Polizia Postale di Venezia il 10 giugno u.s.. Nata a Perugia è stata Dirigente Digos della Questura di Lodi dal 1995 al 1999 anno in cui ha ricoperto anche il ruolo di Capo di Gabinetto. Dal 2000 al 2008 è stata Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Perugia e dal 2009 al 2019 Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Umbria. Nell’ambito dell’ultimo incarico ha portato a termine numerose attività d’indagine di rilevanza nazionale sulle materie di competenza della Specialità tra le quali nel 2013 l’operazione Cards & Bros con l’esecuzione di 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di cittadini nigeriani dediti alla clonazione e spendita di carte di credito e l’operazione Medusa con l’esecuzione di 22 ordinanze di custodie cautelari nei confronti di cittadini rumeni dediti alla manomissione degli sportelli ATM tramite skimmer; nel 2015 l’Operazione Triangle, in collaborazione con la Polizia Spagnola e Polacca ed il coordinamento di Europol ed Interpol, con l’arresto di 49 persone di cui 29 su ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura della Repubblica di Perugia nei confronti di un’associazione a delinquere transnazionale dedita ad attività di phishing e nel 2017 l’operazione Da’Wa conclusasi con l’esecuzione di 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di cittadini tunisini ed algerini costituenti una cellula terroristica jihadista dedita al proselitismo sul web.

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