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A un anno dai primi casi di Covid-19 in Veneto, nel Padovano, il Tenente Colonnello Marco Turrini – oggi Comandante del nucleo operativo dell’Arma dei Carabinieri di Treviso – ci racconta in una intervista la sua esperienza in prima linea al fianco di medici e infermieri, ma soprattutto dei Cittadini

 

Giusto un anno fa ieri, a Vò Euganeo, iniziava una vera e propria battaglia contro un virus allora sconosciuto che avrebbe cambiato le nostre vite e quella “normalità” che oggi tanto ci manca e che tutti ci auguriamo di riavere al più presto.

In un certo senso, possiamo infatti affermare che quel 21 febbraio 2020 è una data entrata nella storia, benché probabilmente un anno fa non tutti abbiano avvertito da subito la gravità della situazione che ci avrebbe travolti. 

 

In qualità di Forze dell’Ordine, come avete reagito e vissuto quei momenti in cui i primi casi di Covid riscontrati qui nel Veneto hanno cambiato tutto?

“È stato un momento molto particolare, peraltro perché in quel periodo l’attenzione nazionale era focalizzata su una epidemia proveniente dalla Cina. Quindi si è trattato di un avvenimento del tutto inaspettato il fatto di avere i primi due casi a livello italiano proprio nei nostri territori. La prima notizia riscontrava dei casi sospetti all’ospedale di Schiavonia e quindi c’è stata fin da subito la necessità di isolare l’ospedale.

D’intesa con l’autorità sanitaria e con la prefettura di Padova, la nostra prima attività è consistita proprio nel cinturare il nosocomio e garantire che vi fosse una sorta di cordone sanitario e sicurezza su tutti i fronti, impedendo i transiti da e per l’ospedale.

Ricordo che la sera stessa ci siamo recati nei pressi della struttura ospedaliera per cercare di avviare questa attività, oltre che per capire quello che veramente stava succedendo”.

 

In un momento come questo si cristallizza infatti all’improvviso una situazione totalmente diversa, rispetto a una struttura che in quel momento ha tutta una vita sua: persone impegnate in esami diagnostici, persone ricoverate, persone in ingresso o in uscita dal pronto soccorso…

 

Comandante Turrini, qual è stata allora la chiave di volta per intervenire così prontamente in una situazione tanto inaspettata e delicata?

“Sicuramente la conoscenza delle persone e della zona, in altre parole il fatto che noi siamo stati i primi e gli unici presenti in questa primissima fase, in un territorio che conoscevamo benissimo perché fino al giorno prima era parte del nostro lavoro quotidiano avere contatti con i medici, l’ospedale, il pronto soccorso… proprio in virtù degli interventi che normalmente seguiamo come corpo di polizia, gli incidenti stradali ne sono un esempio.

Però ecco che mai ci saremmo immaginati che da queste normali attività di istituto, il contatto con i sanitari si tramutasse in una simile emergenza.

Dopo un momento iniziale di apprensione, abbiamo preso in mano la situazione e l’abbiamo prontamente gestita”.

 

Da allora, nell’arco dell’ultimo anno la nostra vita e le nostre abitudini sono state veramente trasformate… Se in un primo momento – quando cioè la situazione era del tutto nuova e sconosciuta, e probabilmente anche sottovalutata – l’impressione è che le infrazioni commesse dai cittadini fossero scaturite perlopiù da una mancata sensibilità o consapevolezza verso l’emergenza, il motivo che oggi li induce a “sgarrare” sembrerebbe maggiormente dovuto a un riscatto di quella libertà di cui non siamo più padroni.

 

• Come è cambiato, secondo Lei, l’atteggiamento dei cittadini, da quel giorno?

“Sulle scelte individuali non mi sento di interloquire, nel senso che ogni persona ha delle sensibilità diverse. Resta però il fatto che noi, come Forze di polizia, ci troviamo ovviamente a dover assicurare il rigoroso rispetto delle prescrizioni dal punto di vista normativo, le quali promanano da quelle che sono le determinazioni a livello sanitario.

In questo senso si possono condividere – e noi l’abbiamo fatto fin dall’inizio – l’ansia, la preoccupazione e il disagio delle persone. Abbiamo poi cercato di supportarle in vari modi, per esempio è stata fatta una convenzione con Poste Italiane per recapitare le pensioni a casa degli anziani che per qualche motivo non potevano muoversi e abbiamo aiutato i Servizi Sociali a consegnare la spesa a casa delle persone sole. Non parlo solo di Treviso, ma anche di paesini più piccoli e isolati, con anziani in difficoltà.

Abbiamo quindi fornito e continuiamo a fornire una serie di informazioni al Cittadino, attraverso la nostra centrale operativa e i nostri Carabinieri, proprio per diffondere in maniera corretta quella che è la norma vigente, anche alla luce dei diversi DPCM che si sono susseguiti nel corso del tempo.

Il nostro supporto non è mancato, e a volte c’è la comprensione verso alcune situazioni, però è innegabile che il nostro fine primario sia orientato al rispetto delle norme e delle disposizioni. Inoltre, il fatto di essere sul territorio ci aiuta, perché ci fa assumere questa duplice veste: se da un lato siamo rigorosi tutori delle norme, dall’altro siamo anche vicini alla popolazione. Questa situazione l’abbiamo vissuta al fianco dei Cittadini, fin dal primo momento”.

 

• C’è un evento, un aneddoto, in quest’anno di pandemia, che l’ha particolarmente segnata? A livello professionale o anche umano.

“L’esperienza di Vò è stata unica, sia dal lato professionale che umano. In generale mi ha colpito proprio l’atteggiamento degli abitanti di questo paesino che, proiettati su un palcoscenico mondiale per una emergenza assoluta, hanno avuto una dignità, un senso civico e una compostezza davvero unici. Per esempio quando si sono sottoposti all’attività di screening, non solo nel loro stretto interesse per appurare se avessero contratto personalmente il virus, ma anche a scopo di ricerca, ovvero lo hanno fatto a fattor comune anche per gli altri, affinché tutti ne potessero beneficiare. E da questo punto di vista nutro una grande ammirazione.

E poi ho impressa un’immagine dall’elicottero, durante un sorvolo che mi è capitato di fare in pieno lockdown sopra alla zona di Abano e più in generale sulla provincia di Padova. È stato abbastanza impressionante osservare una circolazione di veicoli pressoché assente e dei territori che sembravano deserti o quasi disabitati. In testa ho questa fotografia di Padova vista dall’alto, in un modo così particolare”.

 

La sfida per il 2021: sensibilizzare giovani e giovanissimi sui pericoli della droga

• Un’ultima domanda che esula dal contesto Covid: un rapido confronto tra il Padovano, dove era in servizio fino a non molto tempo fa, e il Trevigiano, dove è in servizio ora, rispetto ai reati per droga, spaccio, furto, incursione.

“Padova e Treviso sono due province simili con comunità operose ed è chiaro che dove c’è un’economia così florida vi siano innegabilmente anche tanti rischi.

Questi due territori trovano delle similitudini anche nelle problematiche. Una di queste è il consumo di stupefacenti. Il comando provinciale di Treviso con il Colonnello Magro, Comandante provinciale, ha dato una spinta notevole nel campo del contrasto allo spaccio di stupefacenti, con particolare riguardo ai contesti giovanili. Questa è una problematica che proprio il Comandante Magro ha inteso affrontare e promuovere sia sotto il profilo della strategia di contrasto (quindi la repressione, i sequestri e gli arresti) che della prevenzione, cercando sempre più frequentemente di discutere questo pericolo attuale e concreto nelle scuole, al fine di educare e sensibilizzare i Cittadini ma in particolar modo le giovani generazioni”.

 

 

Photo Credits: padovaoggi.it

Da domani il Veneto torna in fascia gialla. E perciò, dopo tre mesi, si potrà tornare a visitare anche la grande esposizione Van Gogh. I colori della vita allestita al Centro San Gaetano di Padova.

 

La mostra, che riaprirà ufficialmente martedì 2 febbraio, per il momento, resterà aperta fino al 12 febbraio, data ultima di validità bisettimanale della valutazione ieri diffusa.
Le linee telefoniche sono già state prese d’assalto per l’acquisto dei biglietti per le prossime due settimane, così come il sito con centinaia di utenti collegati in contemporanea.

 

“Tre settimane di apertura in ottobre e poi tre mesi di chiusura. Adesso è come partire daccapo, da zero, con una memoria della bellezza delle opere di Van Gogh da costruire. Ora finalmente davanti ai quadri reali, dopo le tante ore di dirette Facebook che all’artista olandese ho dedicato negli ultimi tre mesi”, ha dichiarato il critico e curatore mostre d’arte, Marco Goldin.

 

Il Sindaco, Sergio Giordani, e l’assessore alla Cultura, Andrea Colasio, della città di Padova aggiungono insieme: “All’interno del sistema di proposte culturali di Padova, la mostra dedicata a Van Gogh si inserisce come una gemma preziosa ed è per questo motivo che siamo veramente felici di poter salutare la sua ripartenza in un tempo che rimane incerto ma che proprio per questo ha fortemente bisogno di bellezza. Van Gogh con le sue opere straordinarie ospitate al Centro San Gaetano offre a tutti proprio la bellezza e lo struggimento dei suoi colori”.

 

 

Orari della mostra “Van Gogh. I colori della vita”

I nuovi orari di visita della mostra saranno per ora i seguenti: dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30. Chiuso il sabato e la domenica.
Prenotazione è vivamente consigliata.

 

Le prenotazioni di biglietti d’ingresso, visite guidate, audioguide vanno fatte al call center di Linea d’ombra, allo 0422.429999, o all’indirizzo email biglietto.lineadombra.it.

 

Linea d’ombra, per opportuna cautela, pone in vendita biglietti per date di visita fino al 12 febbraio, data ultima di validità dell’attuale decreto ministeriale.

“Per l’alta formazione universitaria oggi è un giorno storico, che Regione e Università hanno costruito in piena sinergia fin dall’inizio. Un nuovo tassello di quella Treviso che vogliamo sempre più ‘piccola Atene’, culla di saperi, arte, cultura, storia, tradizioni”.

Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha salutato l’avvio del corso completo di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, sede di Treviso.

 

La svolta, che a regime porterà almeno 360 studenti a frequentare la facoltà “trevigiana”, è stata celebrata oggi, nella sala riunione dell’Ospedale Ca’ Foncello, dove il Governatore, il Magnifico Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, il Sindaco di Treviso Mario Conte, il Direttore Generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, e molti ragazzi con i clinici loro docenti a Treviso hanno simbolicamente dato il via al corso del primo anno, già full con 60 adesioni, che Zaia e Rizzuto non hanno escluso possano arrivare a 80 “perché – hanno detto in coro – già si guarda avanti”.

 

Le sale che verranno utilizzate per il corso di Laurea sono 4: una in Ospedale (Sala Piarda presso CRAL); due presso la sede dell’Ordine dei Medici; una presso l’Ex Distretto Militare di Treviso.

 

“Sono sedi già prestigiose, ma provvisorie – ha tenuto a sottolineare Zaia – perché sta per arrivare la nuova Cittadella Sanitaria di Treviso, un vero Policlinico con attività di cura e di formazione, che sarà anche la vera casa, il campus, delle attività del corso di Medicina e Chirurgia”.

 

Zaia e Rizzuto hanno quindi firmato la pergamena celebrativa dell’avvio dell’attività e si sono poi intrattenuti con gli studenti presenti, particolarmente motivati e soddisfatti della scelta fatta.

“Ancora una volta assistiamo all’intollerabile: cibi pericolosi destinati alle nostre tavole, con rischi per la nostra salute e danni per il lavoro dei nostri imprenditori. Per fortuna le Fiamme Gialle di Padova sono intervenute, dimostrando che non bisogna mai abbassare la guardia”.

Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta positivamente la notizia del maxi sequestro di 10 tonnellate di carne suina proveniente dalla Cina, introdotte in Europa in violazione delle norme e potenzialmente contaminate da peste suina.

 

“Chi pensa di arricchirsi sulla pelle dei veneti deve essere punito. Esprimo i miei complimenti alla Guardia di Finanza: hanno dimostrato di essere veramente degli angeli custodi, come tutte le forze dell’ordine che operano a tutela dei cittadini – continua il Governatore -. È ora di finirla, infatti, con l’arrivo nella nostra regione di cibi contraffatti e pericolosi; non va lasciato campo libero a questi trafficanti”.

Il prossimo venerdì 4 ottobre, alle ore 17.45, si terrà la presentazione del saggio Ricostruiamo la Politica. Orientarsi nel tempo del populismo, scritto da Padre Francesco Occhetta.

 

Quali sono le caratteristiche dei populismi europei? Quali riforme mancano al Paese? Quale contributo possono dare i credenti e la Chiesa in Italia alla vita pubblica?

Queste alcune domande che trovano risposta nel volume di Padre Francesco Occhetta, in cui il lettore ha l’opportunità di confrontarsi con i modelli di integrazione, la riforma del servizio pubblico e le riforme costituzionali bloccate, così come sulla riforma del lavoro, della giustizia e della pubblica amministrazione.

 

Non mancheranno tuttavia spunti e proposte concrete per comprendere le caratteristiche dei populismi europei e rilanciare il dibattito politico nei luoghi vitali della società e delle istituzioni.

 

L’incontro è organizzato dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice di diritto Vaticano. Gratuito e aperto a tutti, sarà ospitato presso il Four Points by SHERATON PADOVA, sito in Corso Argentina 5 (all’uscita A4 di Padova Est).

 

Dopo una breve introduzione a cura di Eutimio Tiliacos, Segretario generale della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice e Maurizio Gallo, referente padovano della Fondazione, il Vicario episcopale con delega alle relazioni del territorio di Padova Don Marco Cagol, il Prorettore dell’Università europea e presidente di “Scienza e Vita” Alberto Maria Gambino e l’Onorevole Domenico Menorello, Presidente dell’osservatorio parlamentare “Vera Lex?”, dialogheranno insieme all’autore.

 

Durante l’incontro saranno inoltre consegnate alcune copie del volume fino a esaurimento scorte.

 

 

L’autore

 

Francesco Occhetta, gesuita, fa parte della redazione della rivista La Civiltà Cattolica. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita a Milano, ha proseguito gli studi con una licenza in teologia morale a Madrid e il dottorato presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma. Specializzato in diritti umani all’Università degli Studi di Padova, ha completato la sua formazione a Santiago del Cile.

 

Giornalista professionista dal 2010, è consulente spirituale dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi).

 

Tra le sue pubblicazioni: Le radici della democrazia. I princìpi della Costituzione nel dibattito tra gesuiti e costituenti cattolici (2012); La giustizia capovolta. Dal dolore alla riconciliazione (2016). Il lavoro promesso. Libero, creativo, partecipativo e solidale (2017).

Un nuovo modo di affrontare il dramma del vivere in auto che potrebbe essere riproposto per i casi scoperti nella provincia di Treviso

 

Una giovane coppia di Lozzo Atestino, in provincia di Padova, da mesi era costretta a vivere in tenda a causa di problemi lavorativi e familiari. Finalmente ha trovato un alloggio grazie all’impegno del Presidente Nazionale di Più Italia, Fabrizio Pignalberi che aveva richiesto l’intervento dell’amministrazione comunale e delle Forze dell’ordine. Con la sua mediazione si è dipanata un’intricata matassa fatta di problemi economici e non solo.

 

La coppia, a cui si è unita la comunità di Lozzo Atestino, ha inviato un doveroso ringraziamento all’amministrazione comunale, in particolar modo al sindaco Fabio Ruffin, ai servizi sociali, nonché al Comandante dei Carabinieri Donato Recupero, che insieme al dott. Pignalberi, hanno contribuito a risolvere il complesso caso e dare loro un aiuto tangibile.

 

Si è trattato di un perfetto connubio tra famiglia e istituzioni, un protocollo nuovo che presto potrebbe essere riproposto anche in situazioni a noi molto vicine.

 

Silvia Moscati

“Si può solo immaginare come si possa essere sentita la signora Elena quando ha capito che era tornata a camminare dopo una frattura di femore a 104 anni. È una notizia che dovrebbe fare il giro del mondo, perché il futuro della medicina è almeno in parte inesplorato e il primario Enrico Sartorello e la sua equipe hanno acceso una nuova luce su questo domani”.

 

Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta l’eccezionale intervento realizzato all’Ospedale Sant’Antonio di Padova su un’anziana di 104 anni, che non sarebbe stata operabile nelle modalità tradizionali.

 

“In tante altre parti del mondo, di fronte al quadro complessivo della paziente si sarebbero fermati – dice Zaia – ma a Padova, com’è consuetudine nella sanità veneta, no. Sartorello e i suoi sono andati oltre, hanno sfruttato i progressi delle tecniche operatorie, lo studio di nuovi materiali, le migliori pratiche delle Scuole ortopediche, i progressi anestesiologici la disponibilità di nuovi farmaci, e raggiunto l’obbiettivo”.

 

Bravi e coraggiosi – conclude Zaia – al Sant’Antonio hanno confermato l’approccio mentale e clinico che rende grandi i nostri medici e la sanità veneta: non arrendersi mai, fare tutto il possibile per affrontare e risolvere le difficoltà, per quanto elevate esse siano, non arrendendosi mai, nemmeno di fronte all’apparentemente impossibile”.

 

 

Photo Credits: Ansa.it

Si chiama Sant’Antonio casamenteiro ed è un evento particolare quello che avrà luogo domani, sabato 22 giugno, alla Basilica del Santo di Padova.

 

Organizzato per il secondo anno nell’ambito del Giugno Antoniano, questo evento di preghiera e aggregazione accoglierà nella Basilica centinaia di single, indicativamente tra i 20 e i 50 anni, offrendo loro un’occasione di spiritualità, confronto e vicinanza.

 

A promuovere l’iniziativa è Padre Oliviero Svanera, rettore della Basilica. “Tante persone, superata la giovinezza, sentono di non aver ancora trovato la propria strada”, sostiene.

«Non siamo un’agenzia matrimoniale», scherza poi, e sottolinea piuttosto come questo evento voglia dare ai suoi partecipanti la possibilità  di fare nuove conoscenze. Chissà che l’intercessione del Santo riesca poi a creare una relazione stabile, per vivere un futuro sereno al fianco della persona giusta.

 

Il termine casamenteiro prende spunto da una forma di devozione popolare particolarmente diffusa in Portogallo, terra natale di Sant’Antonio, e nei Paesi dell’America Latina, in cui il Santo viene invocato per trovare marito o moglie, ovvero per “accasarsi”. Da qui l’appellativo di “casamenteiro”.

Al di là dell’accasarsi, lo scopo del Sant’Antonio casamenteiro è quello di dare spazio a chi non vuole restare da solo.

 

 

Come si svolgerà l’evento

L’incontro avrà inizio alle 16.30 con l’accoglienza dei partecipanti nello Studio teologico. Seguirà poi la testimonianza del “Gruppo Sale”, che darà occasione di confrontarsi sul tema della solitudine in età adulta.

Alle 19.00 ci si sposterà in Basilica per la Santa Messa, cui seguirà un apericena nel chiostro del beato Luca Belludi accompagnato dalle note della banda musicale di Selvazzano Dentro.

L’evento richiede l’iscrizione online.

 

 

Fonte: www.santantonio.org

Tigotà, insegna padovana leader della cosmetica e della pulizia della casa, apre il primo store di Favaro Veneto. È tra i più grandi della provincia di Venezia: più di 600 metri quadri di prodotti per la cura e l’igiene della persona e la pulizia della casa. Ad inaugurare oggi lo store di Via Altinia 168/T il Presidente della Municipalità di Favaro Veneto Marco Bellato e il Consigliere Gianpietro Trabuio.

 

Il nuovo store vede coinvolti 9 collaboratori di cui 3 neoassunti, età media 25 anni; anche loro fanno parte del grande team Tigotà: più di 4200 persone che tutti i giorni lavorano con passione ed entusiasmo per essere il punto di riferimento di chi ama prendersi cura di sé e della propria casa.

 

Lo store offre un vasto assortimento di prodotti per la cura e la bellezza della persona – tra le categorie più sviluppate profumeria e cosmesi – e per la pulizia della casa. Il negozio sarà aperto dal lunedì al sabato con orario continuato dalle 08.30 alle 20.00 e domenica dalle 9.00 alle 13. 

 

La strategia di sviluppo a Favaro Veneto conferma l’obiettivo del brand padovano: rafforzare la presenza di Tigotà attraverso una diffusione capillare sul territorio.

 

L’assortimento Tigotà è disponibile anche sul sito e-commerce tigota.it dove si può scegliere tra quasi 20.000 referenze e tre modalità di consegna degli acquisti: la consegna direttamente a casa, il ritiro degli acquisti nel punto vendita Tigotà preferito oppure in oltre 4000 edicole convenzionate in tutta Italia, di cui una a Favaro Veneto non distante dal Tigotà, in Via Altinia 123.

 

Tigotà è marchio di eccellenza di Gottardo S.p.A., azienda leader del comparto beauty e home care con sede a Padova. Con l’apertura di Favaro Veneto, il brand padovano arriva a contare 576 filiali diffuse su gran parte del territorio italiano.

Sono oltre 160 gli interventi dei Vigili del fuoco effettuati nella notte di sabato per il maltempo che ha interessato gran parte delle province del Veneto.

 

 

Verona: particolarmente interessata la zona di Peschiera del Garda, dove intorno alle 23 di sabato sera si è verificata una forte grandinata di oltre 10 cm, che ha provocato successivamente una serie di allagamenti in tutta la zona. Oltre a Peschiera interessati i comuni di Garda Bardolino e Lazise. Il forte vento ha provocato questa mattina la caduta di cipressi alti oltre venti metri lungo la gardesana, che è rimasta bloccata fino all’intervento delle squadre dei Vigili del fuoco. I pompieri sono anche intervenuti nella notte per soccorrere degli automobilisti rimasti bloccati con le auto in una importante pozzanghera formatasi lungo la Transpolesana SS 434 nel territorio di San Giovanni Lupatoto. A scopo precauzionale gli accessi in direzione sud sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Interventi anche a Costermano, Verona, Colognola ai Colli e Lavagno.

 

 

Venezia: 23 interventi dei Vigili del fuoco impegnati per prosciugamenti e taglio d’alberi, rimozione cornicioni e manufatti pericolanti. Interessati i comuni di Venezia, Spinea, Chioggia, Jesolo, San Donà, San Stino e Scorzè.

 

 

Treviso: 19 interventi dei Vigili del fuoco per taglio alberi, piccoli dissesti statici e rimozione ostacoli nei comuni di Asolo, Castelfranco, Motta di Livenza, Treviso, San Biagio di Callalta, Monastier, Loria, Cison Valmarino, Villorba, Oderzo, Maserada e Resana.

 

 

Vicenza: 25 interventi per danni d’acqua in genere, piante pericolanti nei comuni di Malo, Schio, Arzignano, Asiago, Arcugnano, Thiene, Roana, Santorso, Cogollo Vicenza, Valli del Pasubio.

 

 

Padova: 15 interventi per rimozione ostacoli e piante pericolanti nei comuni di Cadoneghe, Cinto Euganeo, Sant’Elena, Camposampiero, Albignasego ed Este.

 

 

Belluno: 14 interventi. I Vigili del fuoco hanno operato per la rimozioni di ostacoli alla circolazione e alberi pericolanti a Cesiomaggiore, Santo Stefano di Cadore, Ponte nelle Alpi, Vas, Quero, Vigo di Cadore, Limana, Feltre e Belluno.

 

 

Rovigo: 8 operazioni dei Vigili del fuoco, soprattutto per alberi pericolanti nei comuni di Canaro, Rovigo, Fratta Polesine e Polesella.

 

 

 

 

 

 

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