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Saranno celebrati domani, alle ore 16, nella chiesa di Musano di Trevignano, i funerali di Marilisa Bortoletto. La 61enne è stata travolta da un autoarticolato poco distante da casa, mentre procedeva in bicicletta. Dopo due giorni di agonia all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, Marilisa è deceduta.

 

Indagato l’autotrasportatore, un 28enne burkinese

Ieri, martedì 23 luglio, è giunto il nulla osta da parte dell’autorità giudiziaria, che non ha ritenuto necessario disporre l’esame autoptico, e si è così potuta fissare la data delle esequie. La Procura di Treviso, per il tramite del Sostituto Procuratore, dott. Davide Romanelli, ha aperto, come da prassi, un procedimento penale per omicidio stradale. Nel documento figura indagato il conducente del mezzo pesante, della Bragatto s.r.l di San Stino di Livenza. Si tratta di N. M, 28 anni, originario del Burkina Faso e residente a Caneva, in provincia di Pordenone.

 

Le dinamiche dell’incidente

I familiari della vittima, distrutti dal dolore, chiedono con forza che sia fatta piena luce sul tragico incidente, prima ancora che giustizia, e per questo si sono affidati, attraverso il consulente personale Diego Tiso, a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, oltre che all’Avv. Andrea Piccoli, del Foro di Treviso. In particolare, i congiunti della signora Bortoletto non riescono a capacitarsi, per dirla con il figlio Omar, della “distrazione fatale” del camionista. Il quale, pur in condizioni di guida ideali – bella giornata di sole e luminosità ancora piena alle 19.55, l’ora in cui è avvenuto il sinistro, di una giornata d’estate – non si sarebbe inspiegabilmente accorto della ciclista che lo precedeva e che, provenendo da via Postioma a Trivignano, aveva regolarmente impegnato la corsia di accelerazione per immettersi sulla nuova variante di Postioma, la SP 102 “Postumia Romana”. L’autoarticolato in buona sostanza ha tamponato la bicicletta della sessantunenne, con conseguenze letali. Trasportata all’ospedale di Treviso in condizioni disperate e in prognosi riservata, la donna purtroppo non ce l’ha fatta ed è spirata giovedì 18 luglio in seguito ai gravissimi politraumi riportati.

 

Chi era Marilisa Bortoletto

Originaria del capoluogo della Marca, del quartiere Monigo, e rimasta vedova 14 anni fa, Marilisa Bortoletto si era dovuta rimboccare le maniche per mantenere la sua famiglia e aveva lavorato per 15 anni nell’impresa di pulizie che opera all’ospedale di Montebelluna. “Mia mamma ha avuto una vita dura, ma si è sempre data da fare ed era una grande lavoratrice: non meritava questo destino – la piange il figlio Omar Schiavon – L’unica consolazione è che ha donato gli organi: il cuore, i reni e i tessuti, le cornee e i vasi sanguigni. Almeno qualcosa di lei vivrà ancora a vantaggio di tanti malati”.

Oltre ad Omar, la signora Bortoletto lascia anche un altro figlio, Luca, l’anziana mamma Ines, un fratello e tre sorelle una delle quali gemella. Mercoledì sera, alle 20, sempre in chiesa a Musano, sarà recitato anche il rosario.

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Nell’ambito del procedimento penale per omicidio stradale per la tragica morte di Eder Lucio Zuanazzi, il Pubblico Ministero della Procura di Treviso titolare del fascicolo, la dott.ssa Anna Andreatta, ha iscritto nel registro degli indagati L. P., 69 anni, di Gorgo al Monticano. Lo scorso venerdì 12 luglio, poco dopo mezzogiorno, la conducente della vettura entrava in collisione con la Ducati 999 del 39enne vittima dell’incidente.

 

Il Sostituto Procuratore, che ha anche convalidato il sequestro dei mezzi, ha disposto la perizia cinematica per ricostruire la dinamica, le cause e le responsabilità del drammatico incidente successo a Chiarano, poco distante dall’abitazione dell’imprenditore di origini brasiliane. In Italia da oltre 15 anni, Eder Lucio aveva un’attività di contratti di cittadinanza a Jesolo, dov’era molto conosciuto, e aiutava i connazionali che volevano raggiungere il nostro Paese. L’incarico sarà conferito venerdì 19 luglio, alle 10, presso il tribunale di Treviso all’ing. Enrico Bellomo, con studio a Concordia Sagittaria.

 

 

Il Pubblico Ministero della Procura di Treviso ha anche disposto la perizia cinematica sul sinistro. Giovedì i funerali della vittima

Zuanazzi lascia la moglie Dulcinea e tre figli (Eduardo Daniel di 16 anni, Giovanna di 14 e Liz Mariah di appena un anno e mezzo), oltre a mamma, papà e 13 fratelli. I suoi famigliari si sono affidati a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha messo a disposizione come consulente di parte per le operazioni peritali l’ing. Pierluigi Zamurer.

 

Il Ctu dovrà ora stabilire esattamente cosa sia successo all’intersezione tra via Magnadola, il tratto della SP 42 che il centauro stava percorrendo da Cessalto verso Chiarano per rincasare, e via Calnova, la laterale da cui è uscita la Ford B Max dell’indagata per immettersi sulla Provinciale nella stessa direzione di marcia della moto, con la quale vi è stato il contatto fatale.

 

Zuanazzi, infatti, dopo aver frenato per evitare l’impatto, è stato sbalzato dalla motocicletta finendo contro un cartello stradale e di qui nel fossato pieno d’acqua. Una rovinosa caduta in seguito alla quale ha riportato gravissimi politraumi, spirando poco dopo.

 

La dott.ssa Andreatta, che non ha ritenuto necessario disporre l’esame autoptico, ha già dato il nulla osta per i funerali, che saranno celebrati con rito cristiano evangelico domani, giovedì 18 luglio, alle ore 10, nella sala del commiato della casa funeraria Frè di Gorgo al Monticano. Eder Lucio riposerà poi nel cimitero di Chiarano.

Sabato 26 maggio, alle ore 9.30, in Villa Torni a Mogliano Veneto si terrà il convegno Strade sicure? Ricordare per cambiare.

L’evento è organizzato dall’Associazione AVISL con il patrocinio del Comune di Mogliano Veneto e la collaborazione del liceo artistico Modigliani di Padova.

 

Dopo i saluti del sindaco Carola Arena, il dott. Stefano Forte (comandante della Polizia locale di Mogliano) rivelerà dati e statistiche dell’incidentalità stradale.

 

Proseguirà poi l’avv. Domenico Musicco (presidente AVISL), parlando degli aspetti giuridici e preventivi, prima di lasciare la parola al dott. Giulio Caprarola (sostituto procuratore del Tribunale di Treviso), che esporrà le proprie riflessioni di ordine interpretativo in merito alla nuova legge sull’omicidio stradale.

 

A chiudere l’incontro interverranno Patrizia Pisi e Stefano Benato, Marina Spinello ed Elisabetta Barbacci – tutti famigliari di vittime della strada -, che condivideranno la propria testimonianza.

 

Il convegno sarà moderato da Mirco Cavallin, giornalista collaboratore della Difesa del Popolo.

 

Per info:

348 0304142 Elisabetta

340 1421565 Francesca

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