Home / Posts Tagged "monitoraggio livelli PM10"

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma dei Verdi Metropolitani Venezia

 

Nel 2017 quasi tutti i capoluogo di provincia del Veneto, tranne la città di Belluno, si confermano con livelli eccessi nello sforamento delle polveri sottili (Pm10). Venezia, in particolare, risulta essere al secondo posto tra le città più inquinate, per ben 94 volte al di fuori dei limiti imposti per legge (50 µg/m3), secondo i dati resi pubblici da Legambiente in riferimento all’inquinamento atmosferico regionale.

 

Prendendo riferimento questi numeri, considerando il rapporto Arpav in relazione alla qualità dell’aria 2017 nella provincia di Venezia, dove si legge nella parte conclusiva che “in tutte le stazioni di misura è stato ampiamente superato il numero di giorni consentiti dal Dlgs 155/10 (35 giorni) del valore limite di 24 ore per la protezione della salute umana, pari a 50 µg/m3. Quale riferimento di background urbano, a Parco Bissuola nel 2017 si sono contati 77 giorni in cui è stato misurato un superamento del suddetto valore limite”, il risultato è un quadro piuttosto preoccupante non solo per i residenti ma anche per tutto l’ambiente circostante.

 

Cosa fare? La risposta non è semplice, ma in questo caso la natura può dare una mano, pochi sanno che esistono dei veri e propri alberi mangia smog in grado di catturare quasi 4000 chili di anidride carbonica (CO2) nell’arco di vent’anni durante la loro vita, riuscendo a bloccare le polveri sottili (Pm10) e nel corso delle estati calde e afose, con la loro presenza, fanno sì che la temperatura ambientale della zona diminuisca portandola a livelli più accettabili.

 

Tra queste piante vi sono: l’acero ricci, il cerro, la betulla verrucosa, il ginkgo biloba, il bagolaro, il frassino comune, l’ontano nero, il tiglio (nostrano e quello selvatico) e l’olmo (studio di Coldiretti presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio sulle piante più adatte a battere l’inquinamento atmosferico secondo il CNR).

 

Per questo consigliamo alla città metropolitana di Venezia di prendere seriamente in considerazione la possibilità d’implementare aree verdi specifiche con l’inserimento di un numero consistente di alberi anti smog, non solo nelle zone critiche ma con una distribuzione capillare in tutto il territorio provinciale, per permettere di assorbire parte dell’inquinamento prodotto e ridare dei polmoni verdi e zone con aria pulita ai cittadini metropolitani, un investimento non solo ambientale ma anche in risposta alle problematiche esposte in questi giorni con soluzioni poco risolutive nel lungo periodo come il blocco del traffico.

Da oggi, lunedì 16 aprile 2018, decadono tutte le ordinanze atte a limitare la dispersione in atmosfera delle polveri sottili durante il periodo invernale, così come previsto dall’Accordo Padano siglato tra Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Nello specifico cessa la valenza delle ordinanze n. 747/2017 “Limitazioni termiche, combustioni all’aperto e spandimenti zootecnici” e la n. 749/2017 “Limitazione del traffico veicolare”.

 

Nello specifico, dal 23 ottobre 2017 al 15 aprile 2018, i giorni totali di limitazione sono stati di 114, di cui 99 con livello di allarme 0 – verde (attivo tutti i giorni dal lunedì al venerdì) e 15 con livello di allarme 1 – arancio (attivato con 4 giorni consecutivi di superamento del valore limite di 50 µg/m3). In nessun giorno si è arrivati a dover attivare il livello di allarme 2 – rosso, attivabile solo in seguito a un superamento, per 10 giorni consecutivi, del valore limite di 50 µg/m3.

 

Tornando al livello di allarme 1 – arancio, questo è stato raggiunto in tre occasioni: una in novembre per la durata di 4 giorni, una in dicembre della durata di 4 giorni e una in gennaio della durata di 7 giorni. Le condizioni meteo da febbraio ad ora sono state favorevoli alla dispersione delle polveri sottili con fenomeni piovosi frequenti e numerose giornate ventose.

 

Tutte le rilevazioni sono state effettuate dalla stazione “Bissuola” scelta da ARPAV come riferimento per il Comune di Venezia. Questa veniva costantemente monitorata dall’Agenzia regionale che, due volte a settimana, ha emesso un proprio Bollettino dove venivano riportati i livelli di allerta PM10.

Bollettini che complessivamente nel 2017 hanno evidenziato come, nella centralina “Bissuola” ci siano stati complessivamente 77 superamenti di 50 µg/m3, in Via Beccaria 88, a Sacca Fisola 71, in Via Tagliamento 94 e, in Rio Novo, attivata solo da settembre, 37. Per quanto riguarda invece il primo trimestre del 2018 sono stati registrati alla stazione “Bissuola” 20superamenti, in Via Beccaria 31, a Sacca Fisola 16, in Via Tagliamento 33 e in Rio Novo 17.

 

Per quanto riguarda invece i controlli, il Comando di Polizia Locale del Comune di Venezia ha fatto sapere di averne eseguiti circa 2000 su autoveicoli che hanno scaturito oltre 50 verbali di contravvenzione.

Durante i 99 giorni contraddistinti da livello di allarme 0 – verde, sono stati interessati alle limitazioni 1245 motoveicoli, 7507 autovetture a benzina e 2490 diesel per un totale di 11242 veicoli. Mezzi che, durante i 15 giorni con livello di allarme 1 – arancio, sono diventati 22.588 visto che si sono aggiunti 7.914 veicoli diesel e 3432 veicoli commerciali.

 

“Anche quest’anno si conclude la stagione termica – commenta l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin – che, nonostante un inizio contraddistinto da scarsità di piogge e bassa pressione, nell’ultimo periodo ha segnato livelli di Pm10 nell’aria tali da non costringere l’innalzamento dal livello 0 a quello 1 delle restrizioni al traffico veicolare. Per quanto è stato possibile, questa Amministrazione si è dimostrata efficiente nel dare attuazione all’Accordo Padano tanche che, anche il giorno di Natale, a seguito del bollettino Arpav che segnalava l’innalzamento del livello di allerta siamo stati pronti a darne comunicazione a tutta la Città anche grazie ai social media, ai pannelli stradali e ai tanti cartelli sparsi per il territorio.

 

Va evidenziato inoltre che il Comune di Venezia non solo ha aderito integralmente all’Accordo Padano ma ha scelto autonomamente, in continuità con l’anno precedente, di mantenere le limitazioni di circolazione del livello verde, che non erano espressamente prescritte nell’Accordo per la stagione invernale 2017-2018, dimostrando di essere tra le città con i vincoli più restrittivi.

 

Molto ancora resta da fare, soprattutto per quanto riguarda i gas inquinanti emessi dalle caldaie del riscaldamento domestico. É indispensabile che i cittadini aiutino, per quanto compete loro, a limitare i livelli di PM10 nell’atmosfera. Solo con la collaborazione di tutti – conclude De Martin – riusciremo a mantenere una qualità dell’aria più sana e respirabile, non solo per noi stessi ma soprattutto per i nostri figli che hanno tutto il diritto di crescere in una città dove si possa respirare bene”.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni