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Sperduto tra le nuvole delle Alpi Apuane, a 660 m sul livello del mare, una sola strada per raggiungerlo, si trova la frazione di Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, le cui origini risalgono al 1500.

 

Un piccolo borgo costituito da case disseminate nella vallata ricamata da castagni e ulivi, abitate prevalentemente da pastori, Sant’Anna di Stazzema è riportato in molti libri di storia per essere stata teatro di un atroce eccidio compiuto il 12 agosto del 1944 per mano dei soldati tedeschi nazifascisti (ma tra gli arruolati vi erano anche molti italiani).

 

In questo paesino isolato dell’Alta Versilia, avevano trovato rifugio oltre duemila sfollati in fuga dalla guerra e dai bombardamenti che incombevano sulle vicine città toscane, speranzosi di trovare riparo dalle rotte degli eserciti.

 

E invece un giorno giunge loro la terribile notizia che i nazifascisti stanno salendo la vallata proprio verso quel paesino. Purtroppo i soldati arrivano davvero, ordinano loro di ammassarsi nella chiesa e, accatastati arredi e paglia, danno fuoco a tutto. E a tutti.

Le vittime accertate sono 560, in prevalenza donne e bambini, ma non si conoscerà mai il numero esatto di tale strage.

 

Quasi ottant’anni dopo, con un velo di tristezza perenne sul cuore, l’attuale sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, ha messo in moto la sua personale battaglia contro il fascismo e le sue ideologie, avviando una raccolta firme atta ad avanzare una proposta di legge di iniziativa popolare, per combattere la propaganda fascista e nazista.

Come riportato in un articolo della Gazzetta di Viareggio, “Ormai ovunque vediamo gadget che richiamano il fascismo. Negli stadi, nei palazzetti dello sport, nelle strade, sui muri, vediamo svastiche e simboli neonazisti. Così come nel linguaggio e nei toni”, argomenta il primo cittadino.

 

E continua: “Per troppi anni abbiamo sottovalutato. L’assuefazione e l’indifferenza a certi comportamenti sono le cose peggiori”.

 

Una raccolta firme: perché?

Come si legge nel modulo di raccolta firme, “nella scorsa legislatura solo un ramo del Parlamento aveva approvato una proposta di legge che sanzionava coloro che propagandavano le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco.

Questa proposta di legge riprende quelle finalità e aggiunge alcune ulteriori aggravanti per l’esposizione di simboli fascisti e nazisti nel corso di eventi pubblici”.

 

La considerazione che emerge è che si rende “necessario, di fronte all’esposizione, la vendita di oggetti e di simboli che si richiamano a quella ideologia, che la normativa non lasci spazi di tolleranza verso chi si cela dietro le libertà democratiche […] per diffondere i simboli di quel passato tragico”.

 

L’invito, allora è il seguente: “Ripartiamo da una iniziativa popolare dal basso per difendere la nostra Costituzione e i suoi valori”.

 

Il suddetto modulo è reperibile in ogni Comune d’Italia, presso l’ufficio Anagrafe del proprio municipio, e affinché la proposta di legge passi, servono 50mila firme entro il 31 marzo 2021.

 

Di fatto, per cosa si andrà a firmare? Nessuna nuova legge, bensì alcune integrazioni (riportate qui sotto) a leggi già esistenti in materia di contrasto al (nazi)fascismo e alle discriminazioni razziali, etniche e religiose:

 

 

Ricordiamoci di non dimenticare

Con l’avvicinarsi della Giornata della Memoria, mi sento di sottolineare maggiormente quanto ciascuno di noi dovrebbe fare appello al proprio senso civico per combattere la discriminazione dell’uomo contro altri uomini.

Il mio appello è di diffondere questa opportunità invitando parenti, amici e conoscenti a sottoscrivere questa raccolta firme.

 

Per ogni info è comunque possibile scrivere a: [email protected].

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