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Il tour per sensibilizzare sul futuro dei nostri litorali, dei laghi e del mare toccherà tutto lo Stivale e coinvolgerà anche i cittadini volontari, che potranno partecipare attivamente iscrivendosi all’iniziativa di proprio interesse sul sito

 

 

Fino al 17 ottobre Gruppo VéGé, primo gruppo della distribuzione moderna nato in Italia, porta sulle spiagge italiane il tour “Ripuliamo le spiagge, sviluppato in collaborazione con Legambiente, che prevede la pulizia straordinaria di 60 spiagge attraverso la rimozione dei rifiuti.

 

 

Pulizia in Veneto dall’8 al 12 ottobre 

Il Veneto ospiterà il tour con la pulizia, dall’8 al 12 ottobre, di alcune spiagge di Venezia e Rovigo.

 

L’iniziativa è rivolta non solo ai dipendenti di Gruppo VéGé ma anche ai cittadini, che potranno contribuire a ripulire 60 arenili da tonnellate di rifiuti ed evitare che entrino in mare. All’interno dei punti vendita delle imprese socie del Gruppo, infatti, i clienti saranno invitati a partecipare alla pulizia di una spiaggia sul loro territorio.

 

Questo il calendario delle iniziative in territorio veneto:

 

Data Regione Area / provincia Comune Spiaggia Orario iniziativa
08/10/2019 Veneto Venezia Caorle Spiaggia Brussa 15.00
09/10/2019 Veneto Venezia Bibione Zona Faro 15.00
09/10/2019 Veneto Venezia Eraclea Spiaggia Eraclea Mare, punta sud 10.00
10/10/2019 Veneto Rovigo Rosolina Porto Caleri (zona giardino botanico) 15.00
12/10/2019 Veneto Venezia Jesolo Spiaggia del Mort 15.00
12/10/2019 Veneto Venezia Jesolo Spiaggia del Faro 10.00

 

I rifiuti continuano a invadere i nostri litorali: 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia di cui l’81% rappresentato dalla plastica. L’usa e getta di plastica la fa da padrone: sulle 93 spiagge monitorate sono state monitorate 34 stoviglie ogni 100 metri di spiaggia (tra piatti, bicchieri, posate e cannucce) e raccolte oltre 10.000 tra bottiglie e contenitori di plastica per bevande, inclusi i tappi*.

 

Questi numeri testimoniano l’importanza della lotta all’utilizzo e alla dispersione nell’ambiente della plastica monouso. Proprio in quest’ottica nasce il progetto “Ripuliamo le spiagge”.

 

 

“Al diffondersi di un mare di plastica, Gruppo VéGé risponde con il progetto “Ripuliamo le Spiagge” e si mette in prima linea, insieme ai suoi imprenditori e dipendenti, promuovendo stili di consumo sostenibili,” – spiega Giorgio Santambrogio, amministratore delegato di Gruppo VéGé. – “Inoltre il Gruppo si è impegnato, all’interno dei punti di vendita, ad accelerare i tempi della programmata rimozione dagli scaffali delle stoviglie usa-e-getta, dismettendo definitivamente tutte le stoviglie in plastica monouso entro il 30 giugno 2020, quindi in netto anticipo rispetto all’entrata in vigore della legge che impone la loro rimozione dagli scaffali nel 2021”.

 

 

“Il coinvolgimento dei cittadini e dei consumatori è un passo fondamentale nel contrasto all’emergenza mondiale dei rifiuti in mare – dichiara Stefano CiafaniPresidente di Legambiente. Grazie a campagne di pulizia come questa, tutti possono fare un gesto concreto per l’ambiente. Al contempo, l’obiettivo è quello di prevenire l’arrivo dei rifiuti in mare e sulle spiagge, cambiando i nostri stili di vita e di consumo, quotidianamente. Il protagonismo e la responsabilità dei cittadini, insieme alle politiche dei governi nazionale e locali, delle imprese e dell’industria possono fare davvero la differenza nel ridurre i rifiuti, gestirli correttamente con l’economia circolare e arginare un fenomeno devastante per l’ecosistema marino, i suoi abitanti e l’economia del turismo”.

 

 

Per ulteriori informazioni sul progetto e per partecipare, si rimanda a: www.ripuliamolespiagge.it.

 


*Fonte Legambiente – Beach Litter 2019

Quando arte e ambiente si incontrano. Helidon e Jack, due esemplari di tartaruga Caretta Caretta sono stati curati e salvati nel Centro di Recupero tartarughe marine di Legambiente a Manfredonia e liberati in mare (guarda il video) a Mattinata (FG), grazie alla generosa donazione degli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia. I due artisti hanno aderito al progetto TartaLove, adottando simbolicamente i due animali e garantendo per un anno la copertura delle spese di medicinali e cibo per tutti gli esemplari ricoverati nel Centro di Recupero.

 

La donazione si intreccia con la sensibilità artistica di Xhixha e Braglia, che hanno da poco inaugurato in Canal Grande a Venezia l’installazione The Twin Bottles: Message in a Bottle. Due grandi sculture metalliche raffiguranti due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento dei mari del mondo.

 

Sensibilizzare sul tema inquinamento dei mari

“Con l’adozione delle due tartarughe marine – dichiarano Xhixha e Braglia – abbiamo voluto fare un gesto concreto per rafforzare ulteriormente il provocatorio messaggio ambientalista che abbiamo lanciato da Venezia con la nostra nuova opera The Twin Bottles: Message in a Bottle. Queste due enormi sculture galleggianti portano una forte attenzione sul tema dell’inquinamento dei mari del mondo contaminati dalle plastiche, argomento sempre più centrale e presente oggi nel dibattito sulla salvaguardia del pianeta e degli oceani“.

 

 

TartaLove. Il progetto di Legambiente

Per aiutare le tartarughe marine, Legambiente ha lanciato recentemente TartaLove, una campagna di raccolta fondi. Attraverso l’adozione simbolica di una tartaruga marina, l’associazione può continuare a curare questi animali, proteggere i loro nidi e sensibilizzare i pescatori affinché conferiscano le tartarughe catturate accidentalmente al più vicino Centro di Recupero.

 

 

Tartarughe salvate dalla plastica

Helidon e Jack, che hanno preso il nome dai loro benefattori, erano state pescate alcune settimane fa durante una battuta di pesca a strascico al largo di Mattinata e subito ricoverate al Centro Recupero Tartarughe Marine di Manfredonia. Lì si è scoperto che avevano ingerito oggetti di plastica che ne stavano compromettendo la vita, estremamente preziosa, trattandosi di esemplari in via d’estinzione. Da qui le cure e il loro salvataggio grazie alla donazione dei due artisti.

 

La plastica è una delle minacce più pericolose degli ultimi anni. “Sacchetti, resti di bottiglie e stoviglie, cotton fioc, lenze e imballaggi di vario tipo – commenta Stefano Di Marco, Coordinatore della campagna Tartalove di Legambiente – vengono sempre più spesso rinvenuti nello stomaco degli esemplari degli animali che, come Helidon e Jack, sono ricoverati nel Centro Recupero di Manfredonia. Qui i nostri operatori hanno documentato che più dell’80% degli esemplari recuperati ha ingoiato questi materiali. L’ingestione di questi materiali può essere letale perché può determinare la morte per soffocamento o per un blocco intestinale o ancora come nel caso dei due esemplari liberati oggi, provocare seri problemi di galleggiamento.”

Legambiente, nel suo rapporto annuale sull’inquinamento dell’atmosfera nel Veneto relativamente al 2017, ha rilevato che tutti i capoluoghi veneti ad eccezione di Belluno hanno superato di molto il limite massimo di 35 sforamenti annui imposto dalla legge per le polveri sottili.

 

Il limite massimo è stato superato da Padova, Venezia, Verona, Treviso, Rovigo e Vicenza. Padova ha avuto 102 sforamenti nel 2017, Venezia 94, Verona 90, Treviso 83, Rovigo 80 e Vicenza 73 contro i soli 19 sforamenti di Belluno.

 

La situazione è grave in tutta la Pianura Padana e nel 2018 le cose sono andate peggio.

Per limitare al massimo le emissioni di PM10, Legambiente chiede di ridurre la velocità dei veicoli in città a soli 30 chilometri orari, di aumentare le zone a verde pubblico e di riqualificare inoltre gli edifici pubblici per ridurre i consumi energetici.

 

Fonte: Veronasera.it

Il modello Treviso è diventato famoso in tutta Europa. Si tratta dell’eccezionale capacità dei trevigiani e di tutta la Marca in generale di effettuare la raccolta differenziata delle immondizie.

 

Treviso è il capoluogo italiano al primo posto in Italia con uno stupendo 84,5% di raccolta differenziata, notevolmente sopra alla media del Veneto, che si attesta al 72,91%.

Ma tutta la Marca è un’eccellenza, con Comuni all’87,7%, come Trivignano.

 

Contarina, società che si occupa della raccolta rifiuti, informa che i trevigiani nel 2016 hanno prodotto 386 kg di rifiuto pro capite, dato inferiore alla media Europea che è di 477 chilogrammi ed a quello nazionale che è di 497 kg pro capite.

 

Legambiente nella sua classifica per le regioni più virtuose per la raccolta differenziata dei rifiuti promuove il Veneto come regione leader in Italia.

“A Villorba il tracciato della Superstrada Pedemontana interesserà una discarica: cosa è stato fatto per tutelare la salute dei cittadini, considerato anche le preoccupazioni espresse a più riprese da residenti e associazioni, in primis Legambiente?”

La richiesta arriva dal consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, che sul sito di via Marconi, nel comune trevigiano, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata. “Sulla questione – spiega – sono stato sollecitato dai cittadini lo scorso 6 aprile, durante una conferenza pubblica organizzata dal locale circolo del PD proprio sulla Pedemontana”.

 

“Dobbiamo essere sicuri sui materiali presenti nell’area, il sito va bonificato prima dell’inizio dei lavori, come ribadito da Legambiente che ha anche scritto una lettera al presidente della Provincia di Treviso. Potrebbero esserci dei rifiuti tossici oppure amianto, per questo occorrono certezze e la massima trasparenza, non si può mettere a rischio la salute degli abitanti. Sono state eseguite delle operazioni  di carotaggio all’interno del cantiere e, in caso affermativo, quali sono gli esiti?”, chiede il vicepresidente della Seconda commissione.

 

E ancora: “Cosa intende fare la Giunta per evitare la dispersione di polveri inquinanti e potenzialmente pericolose? In assenza di garanzie è difficile stare tranquilli. Non dimentichiamo quanto messo nero su bianco dalla Commissione bicamerale sulle Ecomafie a proposito dell’illegalità diffusa in Veneto sul fronte dei rifiuti occultati in ogni dove”.

 

“Purtroppo per quanto riguarda le discariche emerse nei cantieri della Superstrada Pedemontana non si tratta di un caso isolato: una situazione analoga si è verificata a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. Pure qua ho chiesto chiarimenti alla Giunta con un’interrogazione sottoscritta  anche dal nostro capogruppo Stefano Fracasso, ma siamo sempre in attesa di risposta”.

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