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Legambiente, nel suo rapporto annuale sull’inquinamento dell’atmosfera nel Veneto relativamente al 2017, ha rilevato che tutti i capoluoghi veneti ad eccezione di Belluno hanno superato di molto il limite massimo di 35 sforamenti annui imposto dalla legge per le polveri sottili.

 

Il limite massimo è stato superato da Padova, Venezia, Verona, Treviso, Rovigo e Vicenza. Padova ha avuto 102 sforamenti nel 2017, Venezia 94, Verona 90, Treviso 83, Rovigo 80 e Vicenza 73 contro i soli 19 sforamenti di Belluno.

 

La situazione è grave in tutta la Pianura Padana e nel 2018 le cose sono andate peggio.

Per limitare al massimo le emissioni di PM10, Legambiente chiede di ridurre la velocità dei veicoli in città a soli 30 chilometri orari, di aumentare le zone a verde pubblico e di riqualificare inoltre gli edifici pubblici per ridurre i consumi energetici.

 

Fonte: Veronasera.it

Il modello Treviso è diventato famoso in tutta Europa. Si tratta dell’eccezionale capacità dei trevigiani e di tutta la Marca in generale di effettuare la raccolta differenziata delle immondizie.

 

Treviso è il capoluogo italiano al primo posto in Italia con uno stupendo 84,5% di raccolta differenziata, notevolmente sopra alla media del Veneto, che si attesta al 72,91%.

Ma tutta la Marca è un’eccellenza, con Comuni all’87,7%, come Trivignano.

 

Contarina, società che si occupa della raccolta rifiuti, informa che i trevigiani nel 2016 hanno prodotto 386 kg di rifiuto pro capite, dato inferiore alla media Europea che è di 477 chilogrammi ed a quello nazionale che è di 497 kg pro capite.

 

Legambiente nella sua classifica per le regioni più virtuose per la raccolta differenziata dei rifiuti promuove il Veneto come regione leader in Italia.

“A Villorba il tracciato della Superstrada Pedemontana interesserà una discarica: cosa è stato fatto per tutelare la salute dei cittadini, considerato anche le preoccupazioni espresse a più riprese da residenti e associazioni, in primis Legambiente?”

La richiesta arriva dal consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, che sul sito di via Marconi, nel comune trevigiano, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata. “Sulla questione – spiega – sono stato sollecitato dai cittadini lo scorso 6 aprile, durante una conferenza pubblica organizzata dal locale circolo del PD proprio sulla Pedemontana”.

 

“Dobbiamo essere sicuri sui materiali presenti nell’area, il sito va bonificato prima dell’inizio dei lavori, come ribadito da Legambiente che ha anche scritto una lettera al presidente della Provincia di Treviso. Potrebbero esserci dei rifiuti tossici oppure amianto, per questo occorrono certezze e la massima trasparenza, non si può mettere a rischio la salute degli abitanti. Sono state eseguite delle operazioni  di carotaggio all’interno del cantiere e, in caso affermativo, quali sono gli esiti?”, chiede il vicepresidente della Seconda commissione.

 

E ancora: “Cosa intende fare la Giunta per evitare la dispersione di polveri inquinanti e potenzialmente pericolose? In assenza di garanzie è difficile stare tranquilli. Non dimentichiamo quanto messo nero su bianco dalla Commissione bicamerale sulle Ecomafie a proposito dell’illegalità diffusa in Veneto sul fronte dei rifiuti occultati in ogni dove”.

 

“Purtroppo per quanto riguarda le discariche emerse nei cantieri della Superstrada Pedemontana non si tratta di un caso isolato: una situazione analoga si è verificata a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. Pure qua ho chiesto chiarimenti alla Giunta con un’interrogazione sottoscritta  anche dal nostro capogruppo Stefano Fracasso, ma siamo sempre in attesa di risposta”.

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