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“L’ok al masterplan del Canova è una vera e propria doccia fredda per Treviso. È grave non aver considerato che viviamo in una situazione di emergenza sanitaria e illegalità dieci mesi l’anno, poiché già a marzo superiamo il tetto massimo di 35 giorni di sforamento per l’inquinamento da polveri sottili”.

 

 

A dirlo è il consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Zanoni a proposito delle indiscrezioni sull’approvazione da parte della commissione Via del masterplan dello scalo trevigiano; questo prevederebbe meno voli su Quinto di Treviso e un aumento dei passaggi sopra il quartiere di San Zeno, il 21% dei 22.500 decolli complessivi.

 

 

L’accusa

 

“Già adesso ‘bruciamo’ i 35 giorni di bonus in due mesi, se consideriamo che un solo aereo inquina come 600 vecchie auto Euro 0. Viene naturale chiedere che impatto possa avere un così cospicuo incremento di voli, quando solo qualche anno fa lo stesso ministero dell’Ambiente indicava in 16.200 la cifra massima sostenibile. Il Canova, va ricordato ai troppi che si girano dall’altra parte, è la principale fonte di inquinamento per Treviso.  Si continua a far finta di niente, ma lo smog uccide ogni anno in Italia 80mila persone”, continua Zanoni.

 

 

Tra l’altro il consigliere lo scorso 10 gennaio ha inoltrato una denuncia alla Commissione Europea nei confronti della Regione per la violazione della Direttiva 2008/50/CE del 21 maggio 2008; questa relativa alla ‘Qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa’.

 

 

“L’ampliamento dell’aeroporto è una sconfitta della Lega e soprattutto del M5S che si era fatto paladino dei diritti della cittadinanza. I grillini a parole si sono sempre dichiarati contrari all’incremento dei voli e avevano illuso i trevigiani con il governo amico e il loro ministro all’Ambiente, che, tra l’altro, ha voluto rinnovare la commissione Via e avrebbe dovuto avere voce in capitolo, mitigando il Piano di Save”. 

 

 

Queste le parole di Zanoni, che in seguito aggiunge:

 

 

“Ancora una volta dal Movimento Cinque Stelle tante chiacchiere pochi fatti. Ci voleva proprio l’esecutivo gialloverde per dare il via libera al masterplan senza nessuna mediazione, una vittoria assoluta per Save”.

 

 

La denuncia

 

“Infine non si può non sottolineare l’assenza di una regia regionale anche sui flussi turistici. Aumentano gli arrivi a Treviso soprattutto per andare a Venezia, dove però la situazione è già satura, tanto che si mette il numero chiuso con tanto di tornelli e addirittura una tassa per disincentivare l’afflusso. Come al solito in Veneto la mano destra non sa quello che fa la sinistra…”. Così conclude Zanoni.

 

 

“Lo spostamento del 20% dei voli dell’aeroporto sui quartieri sud della città ci preoccupa molto. Chiediamo che il sindaco si impegni per una trattativa serrata con Save.  L’amministrazione Conte ha cancellato dall’ultimo bilancio comunale i fondi relativi alla variazione del Piano di Rischio Aeroportuale e conseguente variante al Piano degli Interventi”. Dice il capogruppo PD Stefano Pelloni.

 

 

“Oggi più che mai appare fondamentale inserire nuove forme di tutela per i cittadini di Treviso. Certamente l’aeroporto è un’opportunità per la città, ma la sostenibilità ambientale e la tutela dei cittadini devono essere l’assoluta priorità per l’amministrazione”. 

“A causa delle condizioni meteo, che hanno determinato da più giorni il ristagno degli inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera, in Veneto si stanno registrando numerosi superamenti consecutivi del valore limite giornaliero di PM10. È una situazione complicata che richiede attenzione e comportamenti responsabili; per questo ci appelliamo a tutti i cittadini perché anche con azioni e piccoli gesti, che solo apparentemente sembrano di poco conto, possono contribuire a diminuire le emissioni in atmosfera”.

 

A dirlo è l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin in merito alla situazione delle concentrazioni giornaliere di PM10 rilevate dall’ARPAV, e all’applicazione delle relative misure previste in caso di allerta.

 

“Tanto per fare qualche esempio, visto che il 60% di PM10 è dovuto al riscaldamento domestico, in queste giornate la temperatura in casa dovrebbe restare sotto i 19 gradi. Ma è bene abbassare ulteriormente la temperatura quando si esce di casa. Così come è cosa utile che anche gli automezzi che rientrano fra quelli a cui è consentita la circolazione quando si fermano ad un semaforo spengano il motore. Tutto insomma può servire a limitare gli scarichi in atmosfera”.

 

“Vedremo come si evolverà la situazione meteorologica – conclude Bottacin – ma nel frattempo stiamo valutando anche una convocazione straordinaria del CIS, il Comitato di Indirizzo e Sorveglianza in materia di inquinamento atmosferico, composto dai rappresentanti delle Province e dei comuni capoluogo”.

Il clima piacevole di questi giorni ha purtroppo creato le condizioni per un allerta meteo arancione, di livello 1, per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico da PM10.

 

L’allerta è stato lanciato dall’Arpav per l’agglomerato di Venezia e Treviso (di cui Mogliano fa parte), e di conseguenza da oggi, martedì 19 febbraio, scattano le limitazioni previste in questi casi dall’Ordinanza per il contenimento dell’inquinamento atmosferico dello scorso dicembre.

 

Limitazioni a Mogliano Veneto

In particolare, col livello arancione l’ordinanza prevede il divieto di circolazione tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30 per i veicoli provati e commerciali, alimentati a benzina e diesel, Euro 2.

 

L’ordinanza prevede alcune deroghe, in particolare per:

• i veicoli alimentati a GPL o Metano

• quelli elettrici e ibridi funzionanti a motore elettrico

• quelli che hanno almeno tre persone a bordo compreso il conducente

• il servizio di disabili col contrassegno

• servizio di soccorso

• il trasporto di persone presso strutture sanitarie, o di lavoratori che non possono avvalersi del trasporto pubblico locale.

 

L’allerta viene attivato da ARPAV dopo 4 giorni consecutivi di superamento nella stazione di riferimento del valore limite di 50 µg/m3 sulla base della verifica effettuata il lunedì e giovedì (giorni di controllo) sui quattro giorni antecedenti. I livelli di allerta restano in vigore fino al giorno di controllo successivo compreso.

 

 

 

L’ordinanza  di Mogliano prevede anche limitazioni e disposizioni da attuare, fino a fine marzo, anche in caso non ci sia allerta. E in particolare vieta l’utilizzo di generatori di calore a biomassa ci classe inferiore alle “3 stelle” (in base alla classificazione regionale), la combustione all’aperto anche in ambito agricolo e di cantiere, vieta di superare la temperatura di 18 gradi (con una tolleranza di + 2 gradi), in residenze, uffici, locali commerciali o utilizzati per attività sportive, e nelle scuole, mentre vieta la temperatura superiore ai 17 gradi (+ 2 di tolleranza) nei locali industriali, e artigianali.

 

 

 

 

 

 

È sempre in vigore, indipendentemente dal livello raggiunto, la circolazione di veicoli privati e commerciali Euro 0 ed Euro 1 a benzina, ed Euro 0 – 1 – 2 diesel, su tutto il territorio comunale escluso il Terraglio e la circonvallazione nord (sp 106).

 

“Queste misure si aggiungono alle nostre politiche per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. In particolare il PAES ha dato il via ad un lavoro intenso per l’efficientamento energetico di edifici pubblici, scuole e palestre, degli impianti sportivi, per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L’Amministrazione ha concesso incentivi economici che hanno portato al cambio di 278 caldaie domestiche vecchie con altre a nuova tecnologia meno inquinante, incentivato la mobilità dolce, realizzando nuove piste ciclabili e il Pedibus, puntato sul miglioramento della raccolta differenziata al fine di sottrarre agli inceneritori che avvelenano l’aria molte tonnellate di materiali riciclabili, promosso un’agricoltura sostenibile a basso uso di prodotti fitosanitari di sintesi, realizzato un primo bosco, installato casette dell’acqua, aperto lo sportello energia per aiutare i cittadini a compiere le loro scelte in modo consapevole e avviato molte altre iniziative” hanno dichiarato il Sindaco Carola Arena e l’assessore all’Ambiente Oscar Mancini.

 

 

Limitazioni a Venezia

Anche nel Comune di Venezia, da oggi e fino a nuova comunicazione, entrano in vigore le misure di limitazione alla circolazione veicolare per il contenimento degli inquinanti atmosferici previste.

 

Nello specifico il livello 1 “Arancio” vieta la circolazione per tutti i giorni della settimana, compresi quindi anche sabato e domenica, dalle 8.30 alle 18.30, di ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi, di autovetture ad uso proprio alimentate a benzina Euro 0 e 1 e diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4 e dei veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a diesel Euro 1, 2 e 3. Per quanto riguarda l’utilizzo degli impianti termici e delle combustioni, in questi giorni sarà vietato utilizzare impianti termici a biomassa di classe inferiore alle 3 stelle e sarà vietato effettuare combustioni all’aperto. Si ricorda inoltre che non è possibile, in livello arancione, effettuare lo spandimento di liquami zootecnici, in quanto rilasciano composti azotati precursori della formazione di polveri sottili in atmosfera.

 

Il divieto, come anticipato, sarà valido fino al prossimo giorno di controllo previsto per giovedì prossimo, quando il nuovo bollettino Arpav segnalerà se mantenere il livello 1, se passare a livello 2 o se retrocedere a livello 0 “Verde”, se le concentrazioni di PM10 presenti in atmosfera saranno rientrate al di sotto della soglia dei 50 microgrammi/m3.

 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti vi invitiamo a consultare la pagina web dedicata.

Non solo Treviso, ma anche Venezia e Mestre hanno toccato il livello arancione in questi giorni a causa delle Pm 10 che, per quattro giorni consecutivi, hanno superato i limiti consentiti.

 

Di conseguenza è scattato il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30, per tutti giorni della settimana.
I veicoli oggetto del divieto sono le auto a uso privato alimentate a benzina (euro 0 e 1) e diesel (euro 1, 2, 3 e 4), così come i veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a diesel (euro 1, 2 e 3) e tutti i ciclomotori euro 0 a due tempi.

 

Per quanto riguarda gli impianti termici, è proibito utilizzare quelli a biomassa inferiori come classe alle 3 stelle.
Lunedì sarà effettuato un nuovo controllo dell’aria, che stabilirà il miglioramento o meno della situazione.

“Per abbattere drasticamente le emissioni in atmosfera bisogna puntare a un accordo tra Unione Europea, Governo, Regioni e Comuni e poter contare su risorse adeguate. Servono a poco le giornate di blocco del traffico se non ci sono incentivi per sostituire le auto inquinanti. Gli interventi per mettersi a posto la coscienza trovano il tempo che trovano”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e all’Energia della Regione del Veneto Roberto Marcato, intervenendo alla tavola rotonda sul tema “La qualità dell’aria e i diritti dei cittadini”, nell’ambito dell’assemblea annuale 2018 dell’Unione Petrolifera che si è tenuta a Roma.

 

Nel corso del dibattito, introdotto dal presidente dell’Unione Petrolifera Claudio Spinaci, Marcato ha sottolineato che il Veneto ha messo in campo un robusto piano di lotta all’inquinamento atmosferico. Il piano aria del Veneto ha fatto da modello per l’accordo per il bacino padano, siglato con il Ministero dell’ambiente per rendere omogenee le azioni di lotta allo smog e che coinvolge anche le Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Il Veneto ha approvato l’anno scorso il primo piano industriale con ingenti investimenti per le imprese per fare ricerca e innovazione e sono stati aperti bandi per l’efficientamento energetico e la riduzione delle emissioni delle PMI con una dotazione finanziaria di 24 milioni di euro. Altre azioni hanno riguardato l’efficientamento energetico degli edifici pubblici con una dotazione di 45 milioni di euro dei fondi POR FESR 2014-2020.

 

Nell’ultimo biennio sono stati previsti contributi per la rottamazione dei veicoli inquinanti e la loro sostituzione con auto a basso impatto ambientale. Tra i tanti incentivi, è stato approvato anche un bando dedicato alla rottamazione di apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a biomassa, tecnologicamente non in linea con gli standard europei. Inoltre ha iniziato il suo iter in commissione consiliare un disegno di legge per promuovere la diffusione di carburanti a basso impatto ambientale.

 

“In questo contesto – ha concluso Marcato – una battaglia da fare è anche quella contro le fake news e il fondamentalismo ambientale, che non consente di avere una visione razionale ed efficiente del problema se davvero vogliamo vincere questa sfida. E noi vogliamo vincerla”.

“È ormai una costante che il consigliere Zanoni non veda, o non voglia vedere, al di là del proprio naso e anche in questa occasione straparla”. L’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin replica così al consigliere regionale Andrea Zanoni, secondo il quale la giunta veneta avrebbe finora investito briciole per combattere l’inquinamento atmosferico, citando come esempio virtuoso l’Emilia Romagna.

 

“Quelle di Zanoni – risponde Bottacin – sono dichiarazioni prive di fondamento e politicamente orientate. Dimentica infatti di dire che il Veneto e la Lombardia sono state le prime Regioni del bacino padano ad approvare il piano aria che ha fatto da modello per il successivo accordo siglato con il ministero dell’Ambiente per rendere omogenee le azioni di lotta allo smog. L’Emilia Romagna ci ha seguito sulla strada da noi indicata. Inoltre dire che i comuni vanno in ordine sparso, significa che Zanoni è fuori dalla realtà, perché proprio con quell’accordo le regole sono ora identiche in tutte le Regioni del bacino padano.”

 

“Nell’enumerare gli investimenti della Regione Emilia Romagna – aggiunge – Zanoni fa l’elenco di tutti gli interventi infrastrutturali realizzati nei trasporti. Ma se il calcolo si fa su queste basi, il Veneto non è da meno. La Regione infatti con i fondi a sua disposizione ha già investito e investe ancora: abbiamo finanziato le colonnine per le auto elettriche, acquistato treni di nuova generazione, autobus a basso impatto ambientale, assegnato incentivi per il bike sharing e contributi per la rottamazione di vecchi autoveicoli e ora per la rottamazione delle vecchie stufe”.

 

“Del resto che non si tratti di chiacchiere, come dice Zanoni, lo dimostrano i dati”, conclude Bottacin. “Per quanto riguarda la situazione dell’aria in Veneto i livelli degli inquinanti negli ultimi dieci anni sono calati del 40% proprio grazie agli interventi messi in campo”.

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