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Non solo Treviso, ma anche Venezia e Mestre hanno toccato il livello arancione in questi giorni a causa delle Pm 10 che, per quattro giorni consecutivi, hanno superato i limiti consentiti.

 

Di conseguenza è scattato il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30, per tutti giorni della settimana.
I veicoli oggetto del divieto sono le auto a uso privato alimentate a benzina (euro 0 e 1) e diesel (euro 1, 2, 3 e 4), così come i veicoli commerciali N1, N2, N3 alimentati a diesel (euro 1, 2 e 3) e tutti i ciclomotori euro 0 a due tempi.

 

Per quanto riguarda gli impianti termici, è proibito utilizzare quelli a biomassa inferiori come classe alle 3 stelle.
Lunedì sarà effettuato un nuovo controllo dell’aria, che stabilirà il miglioramento o meno della situazione.

“Per abbattere drasticamente le emissioni in atmosfera bisogna puntare a un accordo tra Unione Europea, Governo, Regioni e Comuni e poter contare su risorse adeguate. Servono a poco le giornate di blocco del traffico se non ci sono incentivi per sostituire le auto inquinanti. Gli interventi per mettersi a posto la coscienza trovano il tempo che trovano”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e all’Energia della Regione del Veneto Roberto Marcato, intervenendo alla tavola rotonda sul tema “La qualità dell’aria e i diritti dei cittadini”, nell’ambito dell’assemblea annuale 2018 dell’Unione Petrolifera che si è tenuta a Roma.

 

Nel corso del dibattito, introdotto dal presidente dell’Unione Petrolifera Claudio Spinaci, Marcato ha sottolineato che il Veneto ha messo in campo un robusto piano di lotta all’inquinamento atmosferico. Il piano aria del Veneto ha fatto da modello per l’accordo per il bacino padano, siglato con il Ministero dell’ambiente per rendere omogenee le azioni di lotta allo smog e che coinvolge anche le Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Il Veneto ha approvato l’anno scorso il primo piano industriale con ingenti investimenti per le imprese per fare ricerca e innovazione e sono stati aperti bandi per l’efficientamento energetico e la riduzione delle emissioni delle PMI con una dotazione finanziaria di 24 milioni di euro. Altre azioni hanno riguardato l’efficientamento energetico degli edifici pubblici con una dotazione di 45 milioni di euro dei fondi POR FESR 2014-2020.

 

Nell’ultimo biennio sono stati previsti contributi per la rottamazione dei veicoli inquinanti e la loro sostituzione con auto a basso impatto ambientale. Tra i tanti incentivi, è stato approvato anche un bando dedicato alla rottamazione di apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a biomassa, tecnologicamente non in linea con gli standard europei. Inoltre ha iniziato il suo iter in commissione consiliare un disegno di legge per promuovere la diffusione di carburanti a basso impatto ambientale.

 

“In questo contesto – ha concluso Marcato – una battaglia da fare è anche quella contro le fake news e il fondamentalismo ambientale, che non consente di avere una visione razionale ed efficiente del problema se davvero vogliamo vincere questa sfida. E noi vogliamo vincerla”.

“È ormai una costante che il consigliere Zanoni non veda, o non voglia vedere, al di là del proprio naso e anche in questa occasione straparla”. L’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin replica così al consigliere regionale Andrea Zanoni, secondo il quale la giunta veneta avrebbe finora investito briciole per combattere l’inquinamento atmosferico, citando come esempio virtuoso l’Emilia Romagna.

 

“Quelle di Zanoni – risponde Bottacin – sono dichiarazioni prive di fondamento e politicamente orientate. Dimentica infatti di dire che il Veneto e la Lombardia sono state le prime Regioni del bacino padano ad approvare il piano aria che ha fatto da modello per il successivo accordo siglato con il ministero dell’Ambiente per rendere omogenee le azioni di lotta allo smog. L’Emilia Romagna ci ha seguito sulla strada da noi indicata. Inoltre dire che i comuni vanno in ordine sparso, significa che Zanoni è fuori dalla realtà, perché proprio con quell’accordo le regole sono ora identiche in tutte le Regioni del bacino padano.”

 

“Nell’enumerare gli investimenti della Regione Emilia Romagna – aggiunge – Zanoni fa l’elenco di tutti gli interventi infrastrutturali realizzati nei trasporti. Ma se il calcolo si fa su queste basi, il Veneto non è da meno. La Regione infatti con i fondi a sua disposizione ha già investito e investe ancora: abbiamo finanziato le colonnine per le auto elettriche, acquistato treni di nuova generazione, autobus a basso impatto ambientale, assegnato incentivi per il bike sharing e contributi per la rottamazione di vecchi autoveicoli e ora per la rottamazione delle vecchie stufe”.

 

“Del resto che non si tratti di chiacchiere, come dice Zanoni, lo dimostrano i dati”, conclude Bottacin. “Per quanto riguarda la situazione dell’aria in Veneto i livelli degli inquinanti negli ultimi dieci anni sono calati del 40% proprio grazie agli interventi messi in campo”.

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