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Il musicista, l’infermiera, il mastro vetraio, lo scrittore, il compositore; ma anche il manager nel settore della ristorazione e dell’hotellerie, il pescatore, lo storico, l’architetto, il filmaker. Sono 31 in tutto i veneziani ritratti dal fotografo Paolo della Corte; “(R)esistere a Venezia” è il progetto fotografico che sarà presentato sabato 13 aprile, dalle 18.00 alla Scoletta San Giovanni in Bragora a Venezia (Campo Bandiera e Moro).

 

«L’obiettivo è far capire attraverso le immagini come si vive a Venezia: il mio è un messaggio documentaristico. Non ho soluzioni, ma con le fotografie cerco di comunicare la sofferenza di questa città e dei suoi residenti, quelli che la amano, che sono rimasti, oppure tornati a vivere qui e rimangono in silenzio, sopportando una situazione diventata oramai insostenibile». Spiega il fotografo.

 

«Siamo felici e orgogliosi di ospitare alla Scoletta San Giovanni Bragora. Questa esposizione fotografica che attraverso la forza delle immagini e la qualità artistica del percorso proposto ai visitatori, si colloca nel medesimo solco della campagna di “Venezia è il mio futuro”». Spiega Marco Gasparinetti, portavoce dell’Associazione.

 

 

L’idea di base della mostra

Il fotografo veneziano ha catturato l’immagine dei cittadini, resilienti, che vivono e lavorano a Venezia; l’ha fatto ritraendo come questi resistano alle orde di turisti “mordi e fuggi”, che ogni anno visitano la città. I veneziani sono ritratti avvolti dalla folla di turisti, tra una vertigine di forme e di colori che sembrano quasi sprigionare brusii, strepitii, grida, a rappresentare “il magma sonoro nel quale di giorno s’immerge la città dei foresti”.

 

«L’idea era di rappresentare l’onda umana di turisti, come un muro, esaltando l’immagine dei residenti che appaiono quasi come un fascio di luce tra la folla in movimento». Per far ciò Paolo della Corte ha utilizzato il filtro a densità neutra per allungare i tempi di esposizione; così creando e desaturando i colori delle immagini che ritraggono le persone, mantenendo però la luce autentica di Venezia.

 

«Ho cercato di far capire come mi sento io e come si sentono i veneziani a camminare, vivere, lavorare, in questa città che è alienante, quasi soffocante in alcuni periodi dell’anno». Così Della Corte che ha lavorato le fotografie in postproduzione per riuscire a trasmettere il suo messaggio.

 

 

“(R)esistere a Venezia” documenta la realtà quotidiana dei residenti. Della Corte ammette di non aver avuto difficoltà a raccogliere le “storie” da raccontare. «È stato più difficile scegliere i luoghi che cercare le persone da ritrarre: conosco i soggetti delle fotografie, le loro storie». Poi continua: «È vero ci sono zone in cui si fa sentire di più la presenza dei turisti. Ad esempio quasi ogni giorno percorro il tratto tra San Marco e Rialto, dove ho lo studio, ed è una lotta continua e quotidiana per camminare, conquistare uno spazio, non perdere tempo».

 

Quali sono i volti delle persone che hanno scelto di rimanere a Venezia? Perché hanno fatto questa scelta e cosa provano a vivere ogni giorno il flusso del turismo di massa? Paolo della Corte ha ritratto le persone in ventisette luoghi tra loro differenti; fra questi vi sono: il Ponte di Rialto, Piazza San Marco, Ponte della Paglia, San Trovaso, Strada Nuova, Ponte della Costituzione e Ponte de le Meravegie. Zone considerate ad alta attrazione turistica e spesso affollate.

 

Il progetto “(R)esistere a Venezia”  fa parte di una triologia, iniziata circa tre anni fa con la mostra “Vivere a Venezia. Trasparenze. Storie di Uomini e Anfibi”, al quale è poi seguito “Vivere a Venezia: la Comunità Ebraica”.

 

«Venezia vive ed è unica, bellissima, desiderata e posseduta da venticinque milioni di turisti l’anno… Ma vivono, oppure sopravvivono i cinquantamila veneziani che la abitano ancora? Che cosa li fa resistere all’alluvione di gente che un tempo aveva le sue stagioni e i suoi picchi, come Carnevale, Pasqua e Capodanno, ed ora non si ferma quasi mai?». Scrive il giornalista Alberto Sinigaglia nella prefazione al catalogo della mostra.

 

 

I soggetti fotografati

Tra le persone fotografate si sono volti più o meno noti. Accanto a nomi più conosciuti, come, per citarne alcuni (la lista completa è in allegato) Raffaele Alajmo, Ceo della società Alajmo Spa assieme al fratello Chef Massimiliano, ritratto in Piazza San Marco; invece Alessandro Bressanello, regista, attore e musicista, è stato fotografato in Corte Seconda del Milion; Franca Coin, presidente della Venice International Foundation, Alberto Toso Fei, scrittore, Nuria e Serena Nono, presidente Fondazione Luigi Nono e Artista.

 

Ci sono residenti che hanno scelto di rimanere, oppure di tornare a Venezia, per scelta, per amore, per senso di appartenenza. Tra questi, Claudia Haglich, 24 anni infermiera dell’Ospedale civile di Venezia, residente a Castello; dopo la laurea in infermieristica è stata chiamata a lavorare in Inghilterra. Però la voglia di ritornare nella “sua amata Venezia” è stata più forte.

 

Poi Laura Barozzi, psicologa, esperta in comunicazione, cura con passione progetti ed eventi di educazione sentimentale con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza sulle donne; c’è Alessandro Zane che dal 1986 lavora a Rialto in pescheria. C’è poi Piero Dri, quarto e più giovane remèr di Venezia; egli nel nuovo laboratorio “Il Forcolaio Matto“, dietro la Strada Nova, ha iniziato il suo percorso di lavoro autonomo, realizzando remi e forcole per i vicini gondolieri di S.Sofia, per i regatanti, le remiere.

 

 

Info

Esce in contemporanea con la mostra il libro “(R)esistere a Venezia” in limited edition firmato e numerato, curato da TraRari TIPI edizioni, casa editrice specializzata in pubblicazioni d’arte di Debora Ferrari e Luca Traini, con testi di Alberto SinigagliaGiovanni MontanaroSerena Guidobaldi.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 14 aprile al 30 giugno 2019, l’ingresso è libero.

 

Orario: dal mercoledì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00, la domenica dalle 16.00 alle 19.00.
Info. [email protected]www.paolodellacorte.eu.

 

 

Chi è Paolo della Corte

Veneziano d’origine, dopo la laurea in Storie dell’Arte all’Università di Ca’ Foscari, ha dedicato al sua vita alla fotografia professionale. Attualmente è docente in fotografia digitale presso l’Accademia delle Belle Arti. Alla Mostra d’arte della Biennale di Venezia e a New York ha realizzato i ritratti di alcuni dei più grandi nomi internazionali: Louise Bourgeois, Jim Dine, Jannis Kounellis, Roy Lichtenstein, James Rosenquist, George Segal, e gli italiani Luciano Fabro, Mario Merz, Fabrizio Plessi , Emilio Vedova e Giuliano Vangi. I suoi archivi conservano fotografie di personaggi famosi e illustri del mondo dell’arte, della cultura, della letteratura. I suoi reportage sono stati pubblicati dalle maggiori riviste italiane e internazionali: “Specchio” de “La Stampa”, “Venerdì” de “La Repubblica”, “Sette” del “Corriere della Sera”, poi Paris Match, Le Monde, Next, Official Voyage, Gault Millau, Hachette, Onnivoro, Paris Match, Liberation, Die Zeit, Feed, Sobremesa, The Guardian.

Ieri il sindaco Luigi Brugnaro ha spiegato la delibera sul “regolamento per l’istituzione e la disciplina del contributo d’accesso a qualsiasi vettore alla città del Comune di Venezia ed alle altre isole minori della laguna”. La delibera dovrà essere sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale.

 

Con questa delibera l’intenzione è redigere un regolamento per l’introduzione e la gestione del contributo di accesso alla città di Venezia. Il tutto entrerà in funzione dal 1° gennaio 2020 e dovrà essere corrisposto da coloro che soggiorneranno nelle strutture ricettive della Città Metropolitana e della Regione Veneto.

 

Inoltre il Ponte della Libertà dovrebbe diventare Zona a Traffico Limitato (ZTL) per regolamentare i flussi di traffico di chi arriva con mezzi motorizzati propri. Si dovrà pagare un importo per il transito.

 

Il contributo di accesso sarà alternativo alla tassa di soggiorno e sarà corrisposto da ogni persona che entra nella città antica di Venezia e nelle isole minori della laguna.

 

COSTO

Il costo del contributo sarà di 6 euro per tutti i giorni dell’anno. Tuttavia è previsto un costo diverso in base a tre tipi di bollini: bollino verde, giorni con previsti limitati afflussi di gente (costo 3 euro), bollino roso, nei giorni con prevista criticità di afflussi (costo 8 euro), bollino nero, nei giorni con prevista criticità eccezionale di afflussi (costo 10 euro).

Per l’anno in corso il contributo di accesso è stabilito in 3 euro.

 

ESCLUSIONI

Sono esclusi dal pagamento del contributo: i residenti del Comune di Venezia, i lavoratori pendolari, gli studenti delle scuole della città antica di Venezia  delle isole, coloro che hanno pagato l’IMU nel comune di Venezia.

Per l’esclusione basta l’autocertificazione.

 

ESENZIONI

Sono esenti coloro che soggiornano in strutture ricettive del territorio comunale, i residenti della Città Metropolitana e nella Regione Veneto, i bambini al di sotto dei 6 anni, i disabili gravi e i loro accompagnatori, coloro che praticano terapie riabilitative in città e nelle isole, chi accompagna degenti nelle strutture sanitarie, chi partecipa a competizioni sportive, gli amministratori e le autorità nell’esercizio delle loro funzioni, volontari impegnati in manifestazioni organizzate o patrocinate dal Comune o in attività di emergenza, Forze dell’Ordine, dell’Esercito o Vigili del Fuoco presenti per esigenze di servizio, i componenti del nucleo familiare di chi ha stipulato contratto di locazione di immobile nella città antica o nelle isole, il coniuge, il convivente e i parenti sino al 3° grado di residenti nelle aree dove vale il contributo, i parenti di coloro che sono ospitati nelle case di detenzione della città antica, i parenti che partecipano a funerali nella città antica o nelle isole.

Il contributo di accesso sarà pagato tramite il vettore con cui si arriva nella città antica di Venezia. Sono previste sanzioni per coloro che daranno dichiarazioni false al fine di non pagare il contributo e per chi ritarda il pagamento dello stesso.

Ieri mattina, l’amministrazione comunale e il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza si sono riuniti in Prefettura per valutare un calendario delle giornate di maggior criticità per il periodo estivo che va dal 1 giugno al 2 settembre del 2018.
L’iniziativa segue la sperimentazione attuata nel fine settimana del 1° maggio scorso e sarà oggetto di continuo monitoraggio, al fine di poter adattare tempestivamente le misure programmate all’effettivo andamento degli arrivi turistici e all’evolversi della complessiva situazione di sicurezza in città.

 

Sono state identificate in particolare 55 giornate, contraddistinte da 3 tipi di bollini con specifica colorazione:
Bollino giallo: presenza degli steward e totem direzionali, con disponibilità di transenne per la gestione temporanea dei flussi in caso di necessità valutata dalla Polizia locale (09-10, 16-17, 23-24, 30 giugno e 1, 7-8 luglio, 25-26 agosto).
Bollino rosso: presenza degli steward e totem direzionali, con allestimento dei varchi presso Ponte della Costituzione e Lista di Spagna per la gestione dei flussi in caso di necessità valutata dalla Polizia Locale (13-20, 23-27, 30-31 luglio, 01-03, 06-10, 13-17 agosto e 1-2 settembre).
Bollino nero: presenza degli steward e totem direzionali, con allestimento dei varchi presso Ponte della Costituzione e Lista di Spagna per la gestione dei flussi, in caso di necessità valutata dalla polizia locale, e obbligo di sbarco alle Fondamenta Nove per i “lancioni gran turismo” provenienti dai Comuni di Cavallino-Treporti, Jesolo, Musile di Piave, Quarto d’Altino (01-03 giugno, 21-22 e 28-29 luglio, 04 05, 11-12 e 18-19 agosto).

 

Il Sindaco Luigi Brugnaro, come riporta La Nuova Venezia, ha così commentato: «La scelta è stata quella di definire per tempo un calendario di giornate, contraddistinte da bollini di colore diverso, che permettano a chi sta programmando una visita a Venezia e nelle isole di scegliere il periodo meno affollato. Un lavoro fatto in sinergia con prefettura, forze dell’ordine e tutte le istituzioni presenti al Comitato, a tutela della città e di chi vive e lavora a Venezia. È il massimo che le attuali norme ci consentono di attuare. Nessun tornello, ma varchi presidiati per un totale di 43 giorni per rispondere all’esigenza, non più prorogabile, di gestire i flussi di turisti, come già previsto nel piano presentato all’Unesco nel gennaio 2017. Abbiamo il coraggio, a differenza del passato, di sperimentare nuovi sistemi che permettano di conciliare la vita dei residenti e dei lavoratori con quella di migliaia di ospiti provenienti da tutto il mondo. Sistemi che, con umiltà, mettiamo a disposizione del Ministero per il “Piano strategico nazionale del turismo”».

 

Qui è possibile consultare e scaricare il calendario.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha firmato qualche giorno fa un’ordinanza con “misure urgenti per garantire l’incolumità pubblica, la sicurezza e la vivibilità nella città storica di Venezia in occasione del Ponte della festività del 1° maggio 2018“. Nello specifico, si autorizza il Comando di Polizia Locale a porre in essere, modulandole secondo le effettive necessità e con il monitoraggio continuo dalle telecamere della Centrale operativa, una serie di misure per domani, sabato 28, domenica 29, lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio 2018, nelle quali è prevista un’affluenza straordinaria di visitatori nella città storica di Venezia.

 

In quelle giornate potrà essere deviato l’accesso pedonale sulla direttrice Piazzale Roma, Piazzale della Stazione di Santa Lucia, Strada Nuova, consentendone l’accesso ai soli residenti e frequentatori abituali della città (muniti di carta Venezia Unica) e, compatibilmente con gli affollamenti in essere, ai visitatori diretti nel sestiere di Cannaregio e nella porzione del sestiere di Castello limitrofa a San Giovanni e Paolo.

I flussi turistici che hanno come direzione Rialto o San Marco saranno fatti proseguire su percorsi alternativi.

 

Per quanto riguarda i lancioni gran turismo provenienti dai Comuni di Cavallino – Treporti, Jesolo, Musile di Piave e Quarto d’Altino avranno il divieto di sbarco negli abituali approdi di Riva degli Schiavoni (fronte la caserma Cornoldi) e dovranno indirizzarsi verso gli appositamente allestiti alle Fondamente Nuove.

 

Inoltre, il Ponte della Libertà potrà essere limitato alla circolazione dei soli veicoli di chi è abbonato alle autorimesse di Piazzale Roma e Tronchetto, ai taxi, ai veicoli dei noleggiatori nonché agli autobus di linea e non di linea oltre ovviamente ai veicoli delle Forze di Polizia, del Soccorso Pubblico e dei servizi pubblici per evitare congestioni in Piazzale Roma.

 

“In vista di un weekend delicato per la Città – commenta il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – ho voluto firmare un’ordinanza, forse la prima in Italia, in cui si decreta uno stato di “bollino nero” per Venezia, con lo scopo di gestire il traffico sia pedonale che acqueo e smistare i flussi delle persone. Il nostro obiettivo è informare quanti vogliono venire a visitare la Città che nei prossimi giorni potrebbe esserci un’affluenza straordinaria di persone tale da renderne difficoltosa la visita. Sappiano tutti i turisti che, se vengono rispettando la città, sono i benvenuti. Al tempo stesso, però, abbiamo il compito di salvaguardare Venezia ed è per questo che abbiamo adottato delle misure possibili in base a quanto consentito dall’attuale ordinamento in merito a aumento dei flussi tali da rendere il prossimo weekend un’occasione per sperimentare un nuovo sistema di gestione del turismo. Un impegno che ci siamo presi con Unesco ma, soprattuto, con i tanti residenti di questa città”.

 

Il Comune di Venezia, in base alle notizie che saranno fornite dalla Polizia Locale, aggiornerà costantemente gli utenti in merito alle possibili deviazioni di percorso, e ogni altra misura resasi necessaria, attraverso i propri profili Facebook e Twitter e i siti istituzionali.

 

Per maggiori informazioni, si può leggere il testo dell’ordinanza.

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