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“La nuova mappatura del Montello potrebbe mettere in pericolo l’unicità di una collina carica di storia e bellissima, nonché la sua tutela. Non vorrei che nelle more della nuova mappatura  si innescasse una corsa all’eliminazione di piante protette che crescono spontanee nei prati ed essenze pregiate del bosco con l’obiettivo di togliere i vincoli previsti dalla direttiva Habitat nei vari appezzamenti di terreno dei privati”. A denunciare questo rischio è il consigliere del Partito Democratico, e vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, Andrea Zanoni dopo l’incontro di lunedì sera a Volpago del Montello, dove la Regione ha annunciato il prossimo inizio dei rilievi sul campo per modificare la cartografia, risalente a venti anni fa, che riguarda il Montello tutelato dalla Direttiva Habitat come area di Rete Natura 2000.

 

 

“Gli esperti incaricati dalla Regione ispezioneranno i prati magri per verificare se c’è la presenza delle specie erbacee protette, la stessa cosa verrà fatta per i boschi per individuare la tipologia di alberi nonché per le specie di fauna. Sono preoccupato dal modo di procedere, non vorrei che si arrivasse a una sanatoria di abusi del passato e alla distruzione di habitat tipici di quest’area. Dobbiamo scongiurare il rischio che il Montello diventi un’enorme distesa di vigneti dove irrorare tonnellate di pesticidi di sintesi e sterilizzare tutto da ogni forma di vita: vegetazione spontanea, insetti, anfibi, uccelli e altro”, aggiunge Zanoni.

 

 

 

“Visti gli episodi registrati negli ultimi anni, con distruzione di boschi di querce e prati magri, sarebbe il caso che sindaci, amministratori locali e Regione si assumessero le loro responsabilità per preservare questa collina. La Giunta Zaia in testa dovrebbe informare i residenti su come accedere ai finanziamenti europei per la tutela e il mantenimento degli habitat tipici, in modo che i cittadini non vedano prati e boschi come un ostacolo all’economia, bensì come una forma di investimento e reddito. Mi appello poi alle associazioni di categoria agricole, come Coldiretti, a farsi parte attiva affinché la Regione investa finalmente sul Montello, evitando la monocoltura del Prosecco. Si tratta di un settore ormai saturo, come dimostrato anche dall’ultima stagione di vendemmia. Investire nella viticoltura, nonostante i generosi finanziamenti della Giunta Zaia, potrebbe rivelarsi tutt’altro che azzeccato, con la sovrapproduzione c’è il rischio di un crollo dei prezzi e di fare la fine dei pastori sardi”.

Riprendono le attività per la lettura critica del paesaggio con tre appuntamenti di grande suggestione. Le aree umide costituiscono un patrimonio di biodiversità e originale bellezza che ci regala il nostro territorio. La mano dell’uomo, una volta tanto saggia, ha contribuito a mantenere e a valorizzare gli ambienti unici proposti da queste tre escursioni: il 24 febbraio il percorso è a ridosso della laguna oltre Caorle, nella zona di bonifica a Sindacale e in prossimità della Valle Zignago.

 

Il 17 marzo la meta sarà nel vicino comune di Salzano, per visitare l’oasi chiamata Lycaena.

 

La terza uscita, alle cave di Gaggio, nell’oasi gestita dalla Lipu, è prevista per il 31 marzo.

 

 

Tutte e tre le visite saranno accompagnate dalla presenza di esperti, che avranno il piacere di illustrare gli interventi di realizzazione delle oasi, la flora e la fauna tipica. Il programma scaturisce da una collaborazione al progetto Io sì di Coop Alleanza 3.0 Destra Piave per la tutela delle acque con l’associazione A.C.R.A. di Mogliano Veneto a cui partecipano il Comitato a Difesa ex Cave di Marocco e Salviamo il Paesaggio.

 

Proprio a Mogliano Veneto esiste un progetto di trasformazione delle ex cave senili in un parco della biodiversità. Tale iniziativa è in attesa da anni della risoluzione di una situazione di stallo che vede contrapposti gli interessi del proprietario dell’area a quelli della comunità che ne reclama la fruizione come area umida di pregio.
I trasferimenti per queste visite guidate, adatte a tutti, nello stile dell’associazione Comitato a Difesa ex cave di Marocco, sono attuate con mezzi propri ottimizzati e partenza da Mogliano Veneto.

 

Per info:

329.9568311
391.7339529

Zanoni (PD): “Nuove Zone speciali di conservazione in Veneto, un passo in avanti importante per tutelare la natura. Ma senza sanzioni sarà tutto inutile”

 

“Finalmente saranno rafforzate le misure di conservazione per tutelare flora, fauna e i relativi habitat. La Regione ci arriva con un ritardo di 25 anni, adesso però completi l’opera e stabilisca delle sanzioni adeguate in modo da non rendere tutto vano”. Il sollecito arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico dopo il decreto firmato dal ministro dell’Ambiente Costa per la trasformazione in Zone speciali di conservazione (Zcs) di 96 Siti di importanza comunitaria (Sic), ai sensi della Direttiva comunitaria Habitat.

 

“Vengono finalmente rese attuative una serie di misure utili alla protezione di piante, animali e i luoghi dove vivono, prevedendo particolari divieti e tutele. Tra le Zcs troviamo, solo per fare pochi esempi, le Dolomiti di Ampezzo, il gruppo del Sella e della Marmolada, il massiccio del Grappa,  i Colli Berici, i Colli Asolani, il Montello, Colli Euganei-Monte Lozzo-Monte Ricco, i biotopi litoranei del lido di Venezia, la laguna medio-inferiore e superiore di Venezia, il Delta del Po. La Direttiva esiste dal 1992, siamo quindi in un ritardo mostruoso. Adesso la Regione entro sei mesi dall’emanazione del Decreto dovrà provvedere ad assicurare l’allineamento tra le misure di conservazione e la Banca dati Natura 2000 e comunicare al Ministero il soggetto gestore di ciascuna Zona. Tutto bene, ma è un’azione in realtà monca. In Veneto, infatti, non c’è una legge che preveda sanzioni per chi viola le norme relative alle misure di conservazione ambientale, ma ci si limita a dei consigli: praticamente è come non fare niente”.

 

“Perciò – conclude Zanoni – invito la Giunta a essere conseguente, a non lasciare il lavoro a metà: presenti un Pdl a completamento di questa importante operazione di tutela della natura con multe per i trasgressori. È l’unico modo per preservare in maniera adeguata angoli di natura che ci invidiano in tutto il mondo”.

Domenica 22 aprile, l’oasi Lipu cave di Gaggio nord (Marcon) organizza due visite guidate per immergerci nella natura, osservare gli animali che ci vivono e ascoltare i loro canti.

 

Alle ore 10, Maurizio Dalla Via ci guiderà nell’oasi naturalistica delle cave di Gaggio nord, un sito ricco di biodiversità e di grande appeal per il mondo dei volatili, dove osserveremo farfalle, libellule e insetti che danzano nell’aria.

 

Nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, Moreno Chillon (responsabile dell’oasi) e Luigino Busatto (fotografo naturalista) ci condurranno in una piacevole passeggiata lungo i sentieri, alla scoperta della flora e fauna che popolano questo habitat.

 

L’evento è libero e aperto a tutti.

Per informazioni: [email protected]

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