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In questi giorni in Regione si sta avviando la stagione dell’alpeggio, migliaia di animali saranno trasferiti dalla pianura ai pascoli di montagna, nelle zone dove oramai da anni si sono insediati i lupi. Sarà quindi inevitabile che nelle situazioni dove non sono stati attivati i sistemi di prevenzione dalle predazioni, si assista agli attacchi dei lupi nei confronti degli animali privi di difese e non custoditi dai pastori.

 

“Ma oramai le predazioni sono un fenomeno che accade tutto l’anno – chiarisce Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV, Area Animali Selvatici – come dimostrato da quanto accaduto nei mesi scorsi in Lessinia e non potrebbe essere altrimenti visto che oramai i lupi sono entrati a far parte della fauna selvatica stanziale della Regione.”

 

Tuttavia, nonostante sia oramai chiaro che i lupi sono ricomparsi sul territorio per restarci, l’amministrazione regionale continua a trattare il fenomeno come si trattasse di arginare un’emergenza.

 

Per questo motivo LAV ha incontrato l’assessore regionale all’agricoltura Pan. Nel corso dell’incontro sono stati esposti i risultati raggiunti dalla piattaforma locale sulla convivenza tra lupo e attività umane, organizzata nei mesi scorsi a Grosseto per volontà dalla Commissione Europea alla quale la LAV ha dato un contributo fattivo e concreto. Fra le numerose azioni elaborate dalla piattaforma, che ha visto confrontarsi allevatori, cacciatori, caseifici, amministratori, associazioni ambientaliste e animaliste, è stata portata all’attenzione dell’assessore Pan la necessità che le istituzioni regionali riconoscano l’impegno di quegli allevatori che adottano i sistemi di prevenzione delle predazioni, anche favorendo il loro accesso ai finanziamenti erogati dal PSR.

 

Durante l’incontro la LAV, partendo dalla considerazione che le uccisioni dei lupi, oltre a essere illegali, non comportano alcuna riduzione delle predazioni, ha posto l’accento sulla necessità che l’impegno della Regione non possa essere limitato alla fornitura delle recinzioni anti-lupo, ma debba essere integrato da una costante azione di verifica della loro corretta messa in opera, pena l’inefficacia del sistema. Come dimostrato da una ricerca effettuata dal ministero dell’Ambiente della Slovenia, il quale ha verificato che solo la corretta installazione e manutenzione delle recinzioni elettrificate garantisce la totale protezione degli animali negli allevamenti dai lupi.

 

“Ciò che abbiamo voluto chiarire con l’assessore Pan – prosegue Vitturi – è il fatto che oramai il lupo è una presenza stabile sul territorio regionale e per questo le predazioni non possono più essere considerati fenomeni transitori”.

 

Per questo motivo è necessario che la Regione Veneto predisponga un progetto onnicomprensivo, attivo tutto l’anno sull’intero territorio regionale, che preveda azioni a più livelli per la prevenzione delle predazioni, attivando le soluzioni più efficaci e garantendone il corretto utilizzo e manutenzione.

 

“Il lupo è tornato su tutto l’arco alpino per restarci – conclude LAV – prima gli allevatori e le istituzioni prenderanno atto di questa realtà, adottando le misure di prevenzione conseguenti, prima saranno bloccate le predazioni e la convivenza potrà realizzarsi nel pieno rispetto del lupo”.

Gianluigi Bergamo dei Verdi Metropolitani/e Venezia condivide con la nostra redazione le seguenti serie preoccupazioni in merito al percorso e al periodo in cui si svolgerà l’ormai prossima quinta edizione della Lagoon Run

 

Domenica prossima, 17 marzo, è in programma la manifestazione di corsa podistica denominata Lagoon Run, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. A differenza delle ultime edizioni, stavolta gli organizzatori hanno predisposto la corsa in un periodo non felice per l’ambiente faunistico della zona.

 

Come pubblicizzato dagli stessi organizzatori coadiuvati dall’amministrazione comunale di Cavallino-Treporti, il percorso della competizione è “interamente immerso nelle bellezze naturali della laguna di Lio Piccolo. Si correrà circondati da uno scenario unico, regalato da un paesaggio naturalistico costituito da barene, corsi d’acqua, valli da pesca e la flora e fauna presenti tipicamente a Cavallino-Treporti”.

 

Dato il contesto ambientale del percorso all’interno della Laguna di Venezia in piena zona SIC-ZPS e Rete natura 2000, il nuovo periodo della corsa non si addice alla volontà di tutela e di valorizzazione ambientale del sito che da anni questa amministrazione va proponendo; senza contare poi l’importanza del periodo, poiché siamo nel pieno di nuovi insediamenti dall’avifauna migratrice e il tratto di percorso e di passaggio degli atleti – soprattutto lungo l’argine demaniale che costeggia la Valle Olivari e parte della Valle Liona – può creare disturbo a quelle specie che in questo momento sono nella fase dell’accoppiamento e preparazione del nido (germani reali, volpoche, pettegole, alzavole, beccaccie di mare).

 

 

Inoltre la conformità degli stessi argini non sembra idonea e sicura (per gli atleti stessi) per una corsa di tali dimensioni.

 

Quindi si chiede (e si richiede copia ai vari enti):
– se c’è stata la Valutazione d’INCidenza Ambientale VINCA, e da chi è stata redatta;
– se è stata fatta una valutazione di quante persone possono partecipare e se è stato posto un limite massimo di partecipanti;
– se c’è stata l’autorizzazione da parte del Ministero delle Infrastrutture, provveditorato interregionale per le opere pubbliche ex magistrato delle acque, per il passaggio e la sicurezza lungo gli argini;
– se c’è stato un incarico ad una ditta specializzata o un’autorizzazione al taglio delle piante lungo il percorso arginale che qualcuno ha effettuato nei giorni scorsi;
– se c’è un’informativa ai partecipanti di non gettare alcun rifiuto lungo il percorso e di non recare qualsiasi tipo di danno a cose o a elementi naturali e paesaggistici lungo il percorso.

 

 

Vista l’importanza della corsa, ma anche dell’ambiente circostante, sarebbe opportuno che per domenica prossima 17 marzo fosse almeno modificato il percorso (escludendo la parte arginale) e che per le prossime edizioni fosse ripristinato il periodo della corsa delle precedenti edizioni (fine agosto o settembre); un periodo sicuramente ottimale e più consono ai fini di non arrecare disturbo all’avifauna.

 

 

 

Fonte foto: Facebook @lagoonrun

“La nuova mappatura del Montello potrebbe mettere in pericolo l’unicità di una collina carica di storia e bellissima, nonché la sua tutela. Non vorrei che nelle more della nuova mappatura  si innescasse una corsa all’eliminazione di piante protette che crescono spontanee nei prati ed essenze pregiate del bosco con l’obiettivo di togliere i vincoli previsti dalla direttiva Habitat nei vari appezzamenti di terreno dei privati”. A denunciare questo rischio è il consigliere del Partito Democratico, e vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, Andrea Zanoni dopo l’incontro di lunedì sera a Volpago del Montello, dove la Regione ha annunciato il prossimo inizio dei rilievi sul campo per modificare la cartografia, risalente a venti anni fa, che riguarda il Montello tutelato dalla Direttiva Habitat come area di Rete Natura 2000.

 

 

“Gli esperti incaricati dalla Regione ispezioneranno i prati magri per verificare se c’è la presenza delle specie erbacee protette, la stessa cosa verrà fatta per i boschi per individuare la tipologia di alberi nonché per le specie di fauna. Sono preoccupato dal modo di procedere, non vorrei che si arrivasse a una sanatoria di abusi del passato e alla distruzione di habitat tipici di quest’area. Dobbiamo scongiurare il rischio che il Montello diventi un’enorme distesa di vigneti dove irrorare tonnellate di pesticidi di sintesi e sterilizzare tutto da ogni forma di vita: vegetazione spontanea, insetti, anfibi, uccelli e altro”, aggiunge Zanoni.

 

 

 

“Visti gli episodi registrati negli ultimi anni, con distruzione di boschi di querce e prati magri, sarebbe il caso che sindaci, amministratori locali e Regione si assumessero le loro responsabilità per preservare questa collina. La Giunta Zaia in testa dovrebbe informare i residenti su come accedere ai finanziamenti europei per la tutela e il mantenimento degli habitat tipici, in modo che i cittadini non vedano prati e boschi come un ostacolo all’economia, bensì come una forma di investimento e reddito. Mi appello poi alle associazioni di categoria agricole, come Coldiretti, a farsi parte attiva affinché la Regione investa finalmente sul Montello, evitando la monocoltura del Prosecco. Si tratta di un settore ormai saturo, come dimostrato anche dall’ultima stagione di vendemmia. Investire nella viticoltura, nonostante i generosi finanziamenti della Giunta Zaia, potrebbe rivelarsi tutt’altro che azzeccato, con la sovrapproduzione c’è il rischio di un crollo dei prezzi e di fare la fine dei pastori sardi”.

Riprendono le attività per la lettura critica del paesaggio con tre appuntamenti di grande suggestione. Le aree umide costituiscono un patrimonio di biodiversità e originale bellezza che ci regala il nostro territorio. La mano dell’uomo, una volta tanto saggia, ha contribuito a mantenere e a valorizzare gli ambienti unici proposti da queste tre escursioni: il 24 febbraio il percorso è a ridosso della laguna oltre Caorle, nella zona di bonifica a Sindacale e in prossimità della Valle Zignago.

 

Il 17 marzo la meta sarà nel vicino comune di Salzano, per visitare l’oasi chiamata Lycaena.

 

La terza uscita, alle cave di Gaggio, nell’oasi gestita dalla Lipu, è prevista per il 31 marzo.

 

 

Tutte e tre le visite saranno accompagnate dalla presenza di esperti, che avranno il piacere di illustrare gli interventi di realizzazione delle oasi, la flora e la fauna tipica. Il programma scaturisce da una collaborazione al progetto Io sì di Coop Alleanza 3.0 Destra Piave per la tutela delle acque con l’associazione A.C.R.A. di Mogliano Veneto a cui partecipano il Comitato a Difesa ex Cave di Marocco e Salviamo il Paesaggio.

 

Proprio a Mogliano Veneto esiste un progetto di trasformazione delle ex cave senili in un parco della biodiversità. Tale iniziativa è in attesa da anni della risoluzione di una situazione di stallo che vede contrapposti gli interessi del proprietario dell’area a quelli della comunità che ne reclama la fruizione come area umida di pregio.
I trasferimenti per queste visite guidate, adatte a tutti, nello stile dell’associazione Comitato a Difesa ex cave di Marocco, sono attuate con mezzi propri ottimizzati e partenza da Mogliano Veneto.

 

Per info:

329.9568311
391.7339529

Zanoni (PD): “Nuove Zone speciali di conservazione in Veneto, un passo in avanti importante per tutelare la natura. Ma senza sanzioni sarà tutto inutile”

 

“Finalmente saranno rafforzate le misure di conservazione per tutelare flora, fauna e i relativi habitat. La Regione ci arriva con un ritardo di 25 anni, adesso però completi l’opera e stabilisca delle sanzioni adeguate in modo da non rendere tutto vano”. Il sollecito arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico dopo il decreto firmato dal ministro dell’Ambiente Costa per la trasformazione in Zone speciali di conservazione (Zcs) di 96 Siti di importanza comunitaria (Sic), ai sensi della Direttiva comunitaria Habitat.

 

“Vengono finalmente rese attuative una serie di misure utili alla protezione di piante, animali e i luoghi dove vivono, prevedendo particolari divieti e tutele. Tra le Zcs troviamo, solo per fare pochi esempi, le Dolomiti di Ampezzo, il gruppo del Sella e della Marmolada, il massiccio del Grappa,  i Colli Berici, i Colli Asolani, il Montello, Colli Euganei-Monte Lozzo-Monte Ricco, i biotopi litoranei del lido di Venezia, la laguna medio-inferiore e superiore di Venezia, il Delta del Po. La Direttiva esiste dal 1992, siamo quindi in un ritardo mostruoso. Adesso la Regione entro sei mesi dall’emanazione del Decreto dovrà provvedere ad assicurare l’allineamento tra le misure di conservazione e la Banca dati Natura 2000 e comunicare al Ministero il soggetto gestore di ciascuna Zona. Tutto bene, ma è un’azione in realtà monca. In Veneto, infatti, non c’è una legge che preveda sanzioni per chi viola le norme relative alle misure di conservazione ambientale, ma ci si limita a dei consigli: praticamente è come non fare niente”.

 

“Perciò – conclude Zanoni – invito la Giunta a essere conseguente, a non lasciare il lavoro a metà: presenti un Pdl a completamento di questa importante operazione di tutela della natura con multe per i trasgressori. È l’unico modo per preservare in maniera adeguata angoli di natura che ci invidiano in tutto il mondo”.

“Basterebbero degli adesivi sulle barriere trasparenti della Superstrada Pedemontana per evitare la morìa di uccelli che vanno a sbatterci contro a tutta velocità. Il primo avvertimento lanciato dalla Lipu di Vicenza risale ormai a maggio 2016, i lavori sono partiti da qualche mese ma non è stato fatto niente”. A rinnovare il sollecito è il consigliere Andrea Zanoni (PD) che ha presentato insieme alle colleghe dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura, Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (M5S), un’interrogazione a risposta immediata dove si chiede quando verranno prese le misure utili per salvaguardare l’avifauna ‘vittima’ dei pannelli fonoassorbenti.

 

 

“La Regione deve fare qualcosa per prevenire l’uccisione di questi uccelli che si schiantano sulle barriere: sarebbero sufficienti degli adesivi per fargli capire la presenza di un ostacolo, che per loro è una trappola mortale. Nei giorni scorsi la Lipu ha recuperato nell’area tra Sarcedo e Breganze un esemplare maschio di capinera e uno di codirosso, entrambi morti dopo l’impatto sulle barriere. Barriere pensate in questo modo, e ce ne saranno chilometri e chilometri a Superstrada finita, possono provocare delle autentiche stragi – insiste Zanoni – a maggior ragione in un periodo delicato come l’attuale, la primavera, quando milioni di uccelli migratori attraversano la nostra regione di ritorno dall’Africa verso il Nord Europa”.

 

 

“Speriamo che la Giunta agisca immediatamente, anche perché si tratta di interventi rapidi. Mi sembra giusto ricordare che l’uccisione di queste specie di uccelli è considerata un reato dalla legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica, quindi c’è il rischio che la Regione possa ritrovarsi nelle aule di Tribunale se non dovesse prendere provvedimenti e si verificassero nuovi casi”.

 

 

“Non avrei mai pensato di fare un’interrogazione pure su questo, sono già 12 quelle che ho presentato sulla Superstrada Pedemontana Veneta, a testimonianza dei tanti problemi che sta causando e causerà al nostro territorio”, dice in conclusione Zanoni, che giovedì prossimo, 10 maggio, alle 20.45, parteciperà all’incontro-dibattito, in programma all’Auditorium comunale di Volpago del Montello (Treviso), ‘Dove va la Superstrada pedemontana?’ organizzato dal locale circolo del PD.

Domenica 22 aprile, l’oasi Lipu cave di Gaggio nord (Marcon) organizza due visite guidate per immergerci nella natura, osservare gli animali che ci vivono e ascoltare i loro canti.

 

Alle ore 10, Maurizio Dalla Via ci guiderà nell’oasi naturalistica delle cave di Gaggio nord, un sito ricco di biodiversità e di grande appeal per il mondo dei volatili, dove osserveremo farfalle, libellule e insetti che danzano nell’aria.

 

Nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, Moreno Chillon (responsabile dell’oasi) e Luigino Busatto (fotografo naturalista) ci condurranno in una piacevole passeggiata lungo i sentieri, alla scoperta della flora e fauna che popolano questo habitat.

 

L’evento è libero e aperto a tutti.

Per informazioni: [email protected]

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