Home / Posts Tagged "dolomiti"

Riproponiamo una recente intervista al fotografo friulano che racconta la sua passione per la montagna, in particolare per le Dolomiti

 

• Recentemente è uscito un servizio del Tgcom24 su di Lei e le Sue fotografie nella rubrica dedicata all’arte ai tempi del Coronavirus. Cosa ne pensa e come si sente?

Penso che questa sia una delle ottime iniziative che servono a distrarre un po’ dallo stress di stare continuamente a casa per tanto tempo. Di sicuro le particolari foto delle Dolomiti e del Nordest gioveranno a questo scopo, oltre che a pubblicizzarle per quando terminerà l’emergenza sanitaria. Sfruttare per questi motivi la mia arte mi fa stare bene. Mi rendo conto che sarà un piccolissimo contributo, ma è già qualcosa, e tanti di questi contributi messi insieme faranno la differenza.

 

• Lei ha preso in mano giovanissimo la macchina fotografica. C’è un modello a cui è particolarmente affezionato o qualcosa che ricorda con particolare piacere?

Ho ereditato la macchina fotografica da mio padre quando non c’erano ancora le foto a colori. Quando finalmente sono arrivate, ho immortalato gli uccellini che ho sempre allevato e mi sono reso conto di quanto si migliora in poco tempo. Poi, durante il servizio militare, con delle piccole Polaroid ho portato a casa parecchi ricordi. In quel periodo sono arrivate anche le videocamere che registravano filmati di 5 minuti e alla fine degli anni Ottanta avevo una videocamera con nastri che duravano mezz’ora per lato e allora mi sono filmato tutto il mio comune di Codroipo. Tutte le vie, casa per casa, e tutto il territorio.

 

• In passato ha realizzato anche degli MMS con le immagini del suo Friuli. Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

Dovrei partire da prima degli MMS per spiegare questa passione. Vede, nel 1997 è comparsa nei cieli del Friuli la bellissima stella cometa Hale-Bopp. Mai vista una cosa simile a memoria d’uomo, a dir poco fantastica. Rincorrendola nelle notti terse, mi ha dato il tempo di fotografarla accanto o sopra tutte le torri, i campanili, i monumenti importanti che mi circondavano. In quel periodo esposi quelle foto a Mortegliano (UD), sotto il campanile più alto d’Italia. Riscontrai di aver fatto un buon lavoro perché vidi arrivare davanti ai miei quadri fotografi importanti.

Nel 2003, grazie ai telefoni cellulari, oltre agli SMS era arrivata per tutti la possibilità con gli MMS di spedire per via postale delle cartoline con commenti, saluti ecc. Così io, da bravo filatelico, entro l’anno ho spedito una cartolina per ogni località riportata sull’elenco telefonico del Friuli “Terra di risorgive”.

 

• La Sua ricerca è divisa in fotografie realistiche e pittografie. Cosa l’ha portata a questa diversificazione? Nel suo lavoro c’è inoltre una forte relazione tra il viaggio e lo scatto. Quanto è importante l’attimo?

Nel Medio Friuli, guardando da Nord-Ovest, l’orizzonte è ricamato dai monti della Slovenia, del Friuli, delle Dolomiti fino ai monti padovani e vicentini. Fin da ragazzo mi sono interessato ai loro nomi e alla loro fisionomia per riconoscerli e viaggiando molto per lavoro ho notato che osservandoli in orari diversi con condizioni climatiche diverse, mostrano dei particolari alle volte curiosi, specie per me che ho un carattere allegro e scherzoso.

Mi porto appresso sempre la macchina fotografica perché credo fermamente nella capacità di sorprendere l’istante. Così ho iniziato a costruire “Mitici e Dolomitici” con migliaia di fotografie. Negli ultimi anni le fotocamere dispongono di un sacco di tecnologia, c’è la possibilità di ravvivare i colori, di dare tonalità diverse, fare immagini posterizzate… Con queste nuove funzioni si possono ottenere immagini reali con colori e sfumature irreali. Con l’esperienza le accentuo o attenuo finché vedo che mi piacciono, allora scatto e ottengo le mie pittografie che stimolano la fantasia e la condivisione.

 

• Ha dei modelli di riferimento oppure la natura è la sua insegnante?

Le mie insegnanti sono la natura e la continua attenzione alla tecnologia che ci permette di sperimentare sempre di più.

 

• Lo scorso anno ha esposto in numerose città con Spoleto Arte e tenuto due personali, una a Belluno, l’altra alla Milano Art Gallery (MI). Qual è ora la sua prossima mossa?

Nel 2019 ho partecipato con soddisfazione a parecchie mostre. Quest’anno intanto sono fermo per l’emergenza sanitaria del COVID-19 che si spera termini al più presto… Poi vedremo dove ci porterà questo imprevedibile mondo.

 

• Rispetto alla pittura, alla scultura, ai video o alle installazioni che cosa può offrire la fotografia oggi?

Tutte le arti sono importanti perché documentano, raccontano situazioni, stimolano l’interpretazione, dimostrano l’abilità umana… Anche la fotografia deve avere tutte queste peculiarità, più quella dell’immediatezza.

 

 

Photo Credits: Massimo Procopio

“La previsione fatta dal presidente della regione Veneto Luca Zaia di finanziamenti milionari a favore di collegamenti sciistici tra i diversi comprensori delle Dolomiti per realizzare un ‘grande carosello’, ovvero una specie di ragnatela di piste da sci impianti di risalita e impianti idrici di innevamento artificiale tutto attorno ai più bei gruppi dolomitici, può essere definita solamente una follia. Si tratta di un iper-sfruttamento delle risorse ambientali e paesaggistiche della caratteristica fascia 1600 – 2000 m che ne determinerà la banalizzazione e l’impoverimento.”
Scrivono in una nota gli esponenti di Europa Verde Veneto, che proseguono: “È una follia per l’enormità di soldi pubblici impiegati in un’opera di distruzione del paesaggio, di deturpazione dell’ambiente e di oltraggio a memorie storiche in un momento che richiederebbe invece una profonda riflessione per i cambiamenti climatici  in atto che stanno determinando un aumento delle temperature invernali, incertezza e riduzione della neve naturale, necessità di sempre più costosi ed impattanti sistemi di innevamento artificiale. I nuovi investimenti pubblici nel settore vanno valutati alla luce di un preciso e documentato ‘Rapporto sul clima della montagna veneta’ quale allegato fondamentale del ‘Piano neve’ e siano subordinati anche a precise garanzie costi/benefici oltre che di rispetto dei vincoli ambientali.”

“Vogliamo che il nuovo ‘Piano neve’ – proseguono gli ecologisti – si apra sempre di più e dia impulso a nuove forme più sostenibili di turismo invernale evitando di banalizzare la montagna invernale, in particolare dolomitica, con ulteriori collegamenti sciistici intervallivi.
Il presidente Zaia sta già tradendo la solenne promessa, fatta in particolare ai giovani, dei giochi invernali più sostenibili di sempre e fonte di ispirazione per cambiare la vita delle generazioni future. Dov’è la sostenibilità e dov’è il cambiamento per le generazioni future? Il cambiamento non sta di certo nel favorire speculazioni nel settore del turismo invernale con il pretesto di frenare lo spopolamento della montagna.

“Il futuro della nostra montagna sta nel rispetto di un giusto equilibrio tra impianti e piste per lo sci e tutela di ambiente e paesaggio, sta nella sua sicurezza idrogeologica e viabilistica, sta nel sostegno e nello sviluppo delle sue potenzialità agricole e forestali, sta nelle opportunità da cogliere subito in tema di servizi innovativi alla popolazione, di mobilità elettrica e collettiva, di edilizia in legno, di comunità energetiche. Sì Dolomiti patrimonio Unesco, no Dolomiti montagne russe!”

“I Suoni delle Dolomiti” è un festival di musica in quota, dove artisti internazionali si esibiscono in teatri naturali. Quest’anno l’ultimo concerto dell’edizione 2019 sarà tenuto da Malika Ayane alle ore 12.00 nel prato di Villa Welsperg in Val Canali, sede del parco del Panneveggio.

 

La Val Canali, una delle valli più belle del Trentino è la via d’accesso meridionale al gruppo dolomitico delle Pale di San Martino. Il nostro percorso inizierà dall’Agritur Dalaip dei Pape (1200 mt), dove lasceremo le auto. Dopo una breve salita ci troveremo di fronte allo spettacolo delle Pale di San Martino. Scenderemo per la strada forestale fino alla Val Canali per raggiungere il luogo del concerto. Terminato lo spettacolo ritorneremo per la stessa via risalendo fino all’agritur.

 

In questo splendido contesto, il 15 settembre l’associazione sportiva Strada Facendo outdoor – Nordic Walking Treviso intende organizzare una camminata.

 

Programma della giornata

Dislivello: 250 m
Inizio e fine evento: 07.30 – 15.30
Durata evento: 2,5 ore circa tra andata e ritorno, più la durata del concerto
Difficoltà: facile
Quota di partecipazione: € 5
Note: pranzo al sacco o presso “Agritur Dalaip dei Pape”

Iscrizioni entro venerdì 13 settembre.

La nota catena di supermercati Cadoro destinerà al corrente corrente della Regione Veneto il 10% del valore dei prodotti contrassegnati dal simbolo del “cuore”

Si allunga ancora la già corposa lista di imprese, catene ed esercizi commerciali che si impegnano direttamente per sostenere le popolazioni e i territori del Veneto gravemente colpiti dalla violenta ondata di maltempo di fine ottobre. All’elenco della generosità si è aggiunta la catena di supermercati Cadoro che, nei suoi punti vendita di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, dal 26 novembre al 10 dicembre prossimo, devolverà il 10% del valore dei prodotti acquistati e contrassegnati con il simbolo del “CUORE” direttamente nel conto corrente attivato dalla Regione Veneto presso Unicredit Banca Spa denominato “Regione Veneto – Veneto in ginocchio per il maltempo ott.-nov. 2018”.

 

“A nome prima di tutto della gente e dei territori colpiti – dice il Presidente della Regione Luca Zaia – esprimo gratitudine per la scelta di solidarietà di questa grande impresa commerciale veneta. Non ho mai avuto dubbi che la generosità di aziende e singole persone si sarebbe concretizzata alla grande, ma devo dire che le adesioni stanno avendo riscontri che vanno oltre le più rosee aspettative. Ogni contributo, grande o piccolo è un mattone in più per la ricostruzione. A Cadoro, come a tutti gli altri che sono scesi o scenderanno in campo, garantisco personalmente che ogni euro devoluto andrà direttamente ad aiutare le popolazioni e i territori colpiti”.

In diretta al Morning Show di Radio Padova, il vice presidente del Consiglio è tornato sul tema degli aiuti alle popolazioni colpite dall’alluvione

 

“Sono passate alcune ore e già questa settimana ci sarà un Consiglio dei ministri. Senza fare nuove leggi contiamo di mettere a disposizione i primi interventi in tutta Italia, che è un intervento che non ha precedenti e poi arriverà tutto ciò che serve”.
A ribadire l’impegno del Governo per le esigenze delle popolazioni colpite dall’alluvione che ha prostrato le popolazioni delle dolomiti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervenendo in diretta ieri mattina al Morning Show di Radio Padova.

 

 

“Sull’autonomia ci stanno lavorando bene da mesi il presidente della giunta del Veneto Zaia e quello della Lombardia Attilio Fontana – ha aggiunto Matteo Salvini e rispondendo alle domande su una eventuale autonomia d’emergenza per il Veneto, lasciando alla Regione quota parte dell’Iva come avviene alle regioni a Statuto Speciale – se chiedete a loro sono più sul pezzo di quanto possa essere io, il mio impegno è quello che entro la fine di quest’anno arrivi la questione autonomia in Consiglio dei Ministri“.

 

Sulla questione sollevata dalla stampa della rinuncia a 800 milioni di euro pronti in sede di Banca Europea degli investimenti per finanziare proprio opere di prevenzione di alluvioni e calamità naturali, Salvini ha detto: “Non conosco la vicenda; mi sembra strano che un ministro a fronte di 800 milioni che gli possono essere prestati dica “no grazie, non mi interessa”. Ne parlerò con il ministro. Se ci sono questi 800 milioni di euro e ci sono dei progetti utili e intelligenti è ovvio che verranno presi”.

 

Sulle competenze regionali che sono prevalenti rispetto a quelle nazionali in una Regione come il Veneto, governata dalla Lega negli ultimi 25 anni, Salvini ha chiarito il suo ragionamento sui fiumi da dragare e gli “alberelli” da tagliare. “Ieri sono stato con il sindaco di Rocca Pietore e con quello di San Pietro di Cadore, e non mi chiedono di chi è la colpa su quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto; mi chiedono di fare qualcosa adesso e quindi come Regione e come Governo stiamo lavorando da ore per capire cosa fare adesso”.

“Una decisione arbitraria, unilaterale e lesiva di precedenti sentenze e accordi condivisi,”. L’assessore al Turismo e agli Impianti a fune della Regione Veneto, Federico Caner, contesta la decisione dell’Agenzia del Territorio di spostare il confine catastale tra Veneto e Trentino sulla Marmolada, secondo un nuovo tracciato diverso da quello concordato nel 2002 tra i presidenti della Regione Veneto e della Provincia autonoma di Trento e dalla sentenza del Consiglio di Stato del 1998.

 

Lascia davvero sconcertati – reagisce Caner – aver ricevuto solo dopo un mese la comunicazione della decisione adottata dall’Agenzia del territorio il 24 maggio, quando il governo non era ancora stato costituito. Davvero uno strano tempismo per un organo governativo!”. Caner considera inoltre inopportuna una decisione, “che ha per ora solo un valore catastale e non amministrativo”, adottata mentre è ancora aperto il contenzioso davanti al Consiglio di Stato tra Veneto e Trentino sulla lunga e controversa vicenda dei confini sulla Marmolada”.

 

“Si dice che a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca – dichiara l’assessore veneto – e in questo caso mi chiedo da quali interessi sia stata indotta l’Agenzia del catasto a introdurre questa nuova linea geografica che non trova corrispondenza in nessun atto della ‘querelle’. Non vorrei che la nuova demarcazione catastale fosse motivata dall’esigenza di rendere possibile il ventilato progetto del comune di Canazei di realizzare un nuovo impianto di risaluta alla vetta della Marmolada, tutto in territorio trentino”.

 

“Insieme al presidente Zaia – prospetta Caner – stiamo valutando tutte le azioni necessarie da intraprendere a livello legale, giudiziario e amministrativo per tutelare non solo gli interessi del Veneto, ma soprattutto il preminente interesse del simbolo stesso delle Dolomiti patrimonio dell’umanità. Ricordo che la Marmolada è la vetta più alta della corona alpina tutelata dall’Unesco e, se venissero costruiti ulteriori impianti e strutture impattanti, l’Unesco potrebbe depennare le Dolomiti dalla lista dei siti tutelati”.

“Questa tappa la paga il Veneto ed è un grande evento sportivo che noi doniamo al Friuli Venezia Giulia e soprattutto alla comunità sappadina. Una Regione a statuto ordinario, la nostra, che fa un regalo a una Regione a statuto speciale: già questa è una notizia”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, partecipando oggi a Ca’ del Poggio, luogo simbolo del ciclismo, a San Pietro di Feletto, in provincia di Treviso, alla conferenza stampa organizzata dal Comune di Sappada per presentare la ‘Tolmezzo-Sappada’, 15^ tappa del 101° Giro d’Italia, alla quale erano presenti il sindaco sappadino, Manuel Piller Hoffer, il responsabile del comitato di tappa, Alessandro De Zordo e il campione olimpico di sci di fondo, Silvio Fauner (anch’egli componente del comitato di tappa).

 

“Ringrazio il sindaco Piller Hoffer per l’invito a questa presentazione – ha aggiunto Zaia –. Io sono qui in punta di piedi, da ospite, non ci sono altri significati da dare a questa mia partecipazione. È vero che potevamo alzare il piede dall’acceleratore dopo il referendum che ha portato Sappada nel Friuli, ma non è nel nostro stile: riconosciamo la bellezza di questi luoghi e il Giro d’Italia, che qui si è fermato ben 31 anni fa, contribuirà a valorizzarli ulteriormente. L’augurio che rivolgo di cuore è che questo appuntamento porti tanta fortuna e tanti turisti, sia in estate e che in inverno, a Sappada: siete partiti nel modo giusto, con entusiasmo e con la voglia di mostrare il meglio della vostra realtà”.

 

Zaia ha annunciato che sarà presente sul palco delle premiazioni sia all’arrivo di Sappada, domenica 20 maggio, che a quello di Nervesa della Battaglia (TV), in occasione della 13.a tappa della Corsa Rosa, venerdì 18 maggio.
“Siamo molto riconoscenti al presidente Zaia – ha detto il sindaco Piller Hoffer –, perché è grazie a lui se questo progetto, partito tre anni fa, si concretizza e se, dopo l’arrivo del 1987, la carovana della grande corsa ciclistica torna protagonista nella nostra terra. Per noi non è una manifestazione qualsiasi, è l’evento, è un appuntamento molto gravoso sul piano organizzativo, che ci ripagherà con un ritorno di immagine straordinario”.

 

La tappa dolomitica ‘Tolmezzo-Sappada’ avrà quattro Gran Premi della Montagna: 176 chilometri complessivi, quasi tutti in territorio veneto, in un continuo saliscendi nelle valli del Cadore. “Un percorso impegnativo, non lunghissimo, con salite non proibitive – ha spiegato Fauner, illustrando le caratteristiche tecniche della tappa –, ma che può far male a che non lo affronterà nel modo giusto”.

 

Zaia, in conclusione, è tornato sulla candidatura di Cortina alle Olimpiadi del 2026: “Non è una candidatura contro qualcuno – ha ribadito con forza –, ci rimettiamo alle decisioni del CONI e del governo che verrà. Concorreremo prima con le città metropolitane italiane che si sono proposte e poi, ci auguriamo, con le altre località
estere candidate, sapendo di essere molto competitivi sia in ambito nazionale che mondiale. Abbiamo carte vincenti da giocarci: Cortina, un biglietto da visita internazionale, il più grande comprensorio sciistico del mondo insieme al Trentino e all’Alto Adige, strutture e servizi già esistenti e collaudati e soprattutto l’incomparabile patrimonio UNESCO delle Dolomiti. Questo è il regno naturale della neve e degli sport invernali. Nel 2026 saranno trascorsi esattamente 70 anni dalle prime storiche Olimpiadi di Cortina: è tempo che la bandiera dei cinque cerchi torni a
sventolare sulle nostre montagne”.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni