Home / Posts Tagged "consigli"

Oggi si è conclusa, con un lieto fine, la disavventura di due turisti tedeschi che, durante la loro vacanza in un camping a Cavallino Treporti, si sono visti rubare due biciclette elettriche del valore di 2800 euro ciascuna. 

 

Il furto era avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 maggio scorso. La coppia di turisti tedeschi in vacanza a Jesolo si era vista privare di due mountain bike elettriche commercializzate da una ditta tedesca. Negli scorsi giorni, nell’ambito di più ampia attività di contrasto agli episodi di furto e ricettazione, i poliziotti del Commissariato di Mestre aveva recuperato, su segnalazione fiduciaria, da un garage mestrino, una serie di oggetti ricettati che, opportunamente smontati e imballati, erano già pronti per la vendita.

 

Tra questi vi era una falciatrice elettrica, un monopattino elettrico, già restituito al legittimo proprietario, una motosega e due biciclette. Le bici, modello mountain bike elettriche, di marca Haibike, con motore BOSCH, avevano impresso su telaio un numero seriale identificativo grazie al quale, con la collaborazione della casa costruttrice e del gestore di un camping, si è riusciti a risalire ai proprietari: una coppia di turisti tedeschi ai quali stamane sono state restituite le bici.

 

La ricerca dei proprietari è stata articolata e complessa posto che pur essendo stato impresso sui telai delle bici il numero seriale identificativo è stato necessario contattare diversi gestori di camping per risalire alla coppia derubata che, oggi, dopo la restituzione, ha potuto riprendere il soggiorno estivo.

 

Un cittadino ucraino invece è stato denunciato per ricettazione aggravata.

 

 

Consigli della Polizia di Stato

 

1. La biciletta non va mai lasciata incustodita.

Il consiglio nasce dall’esperienza di famosi bikers e appassionati di cicloturismo nonchè dai riscontri di Polizia. Normalmente infatti le persone che usano le bicilette sostano nei luoghi affollati lasciando anche temporaneamente il mezzo incustodito. È evidente che questo comportamento consente ai più scaltri di appropriarsi di bicilette il cui valore, alle volte, è ingente.

 

2. Laddove sia necessario lasciarla prediligere luoghi vigilati da telecamere o personale addetto e apporre una catena in modo tale da impedire la facile rimozione.

 

3. Conservare i documenti di proprietà.

Alcune case di fabbricazione rilasciano documenti di proprietà della biciletta in cui sono inserite caratteristiche del mezzo che ne rendono più facile la successiva identificazione ed eventuale restituzione.

 

4. Scattare delle foto della bicicletta.

È opportuno fare delle foto che mostrino componenti aggiuntive della bicicletta o eventuali scalfitture e graffi, utili in caso di ritrovo e riconoscimento del mezzo.

 

5. Verificare se la propria bicicletta ha un numero di telaio,

In questo caso comunicarlo in sede di denuncia.

 

6. Evitare di acquistare bici la cui provenienza non è certificabile o certa.

Il mercato delle bici rubate non deve essere incoraggiato da comportamenti inappropriati o incauti; 

 

7. Denunciare sempre il furto.

La denuncia è indispensabile per la restituzione dell’oggetto rubato in caso di ritrovamento.

Un’alimentazione sana per grandi e piccini prevede che siano consumati circa 5 o 6 pasti nel corso dell’intera giornata.

 

Oltre alla colazione e ai pasti principali, trovano spazio anche gli intervalli pomeridiani che sono comunemente chiamate merende.

 

Una pausa che può essere dolce o salata, sicuramente ricca di golosità, che però deve rappresentare uno spuntino equilibrato, che permetta di apportare il giusto nutrimento, saziare ma senza appesantire o apportare ingenti quantità caloriche all’organismo.

 

È importante per i bambini ma anche per gli adulti, scegliere una merenda che sia fatta con ingredienti sani e genuini, proprio per questo di seguito andremo a vedere 5 idee originali per portare in tavola una merenda equilibrata e golosa.

 

La prima che andiamo a vedere sono i sandwich in stile americano, l’idea giusta per una merenda corposa, che possono essere realizzati sia in versione dolce sia salata.

 

Per chi vuole qualcosa che assomigli a un antipasto e ricco di proteine, il pancarrè potrà essere accompagnato dal prosciutto, formaggio, e impreziosito da salse come la maionese.

 

Nella versione dolce, il pancarrè potrà essere farcito con delle gustose creme spalmabili americane, come la twix, la Fluff marshmello alla fragola, oppure al burro d’arachidi e marmellata d’uva, prodotti che sono acquistabili in Italia direttamente sul portale American Food Shop, che permette di acquistare anche nel nostro paese cibi americani originali introvabili.

 

Un’altra idea che rappresenta un classico delle merende, soprattutto quelle pomeridiane, è la crepes al cioccolato, facile e veloce da preparare e che può essere farcita in vari modi, in base ai propri gusti, per un risultato finale che sarà sicuramente apprezzato.

 

Nella stagione calda, un’altra merenda dolce e gustosa è sicuramente rappresentata dal gelato, una pausa che garantisce tanta freschezza e che può essere arricchita con le vitamine della frutta fresca stagionale.

 

Fare il gelato in casa può sembrare un’operazione complessa ma non è di certo così, basta avere un elettrodomestico apposito e qualche minuto di pazienza e potrete creare dei gelati dal gusto spettacolare.

 

Sempre in tema di frutta, un’altra idea interessante è quella di realizzare degli spiedini con diverse varietà stagionali e ricoprire quest’ultimi con del cioccolato, che può essere dolce, fondente o aromatizzato.

 

Un dessert che può essere realizzato in pochi minuti, molto appariscente e dal gusto certamente piacevole, per chi cerca una pausa dolce ma al contempo ricca degli elementi nutritivi della buona frutta.

 

La quinta e ultima idea, che unisce un carattere dolce a uno stile attento alla linea, è quello rappresentato dal muffin integrale, facili e veloci da realizzare e che sono cotti in forno in soli 15 minuti.

 

Grazie all’utilizzo della farina integrale, molto più digeribile e ricca di elementi che fanno bene all’organismo, si crea un gusto genuino che potrà essere arricchito da una farcitura interna di vario genere: cioccolato, caramello, oppure altre sicuramente più equilibrate come essenza di cannella.

In questi giorni è previsto l’arrivo di un’ondata di freddo polare, con temperature in picchiata fino a 10 gradi sottozero la notte e nelle prime ore del mattino. Freddo che porterà con sé il gelo, aumentando la difficoltà di alimentarsi per gli uccellini ma anche per gli animali randagi. Da qui la necessità di dare una mano ai nostri fratelli piumosi e pelosi in questi giorni difficili per loro: a spiegarlo è l’associazione animalista AIDAA in una nota in cui dispensa una serie di consigli semplici e utili per aiutarli.

 

UCCELLINI

Per loro è davvero dura in questi giorni di freddo procurarsi il cibo, dunque invitiamo tutti ad esporre sui balconi delle piccole mangiatoie (ne esistono di già pronte in legno o che possono essere realizzate in materiale di riciclo come ad esempio le bottiglie di plastica) contenenti piccoli pezzettini di grasso e carne avanzata, croste di formaggio, briciole di dolci, frutta fresca e secca e miscele di semi. Le mangiatoie vanno rifornite regolarmente ma senza riempirle fino all’orlo, in quanto a causa del freddo parte del cibo potrebbe deteriorarsi.

Le mangiatoie vanno messe in zona non raggiungibile dai gatti in quanto i felini dotati di un imponente scatto rischiano di catturare e uccidere gli uccellini che si fermano sul vostro balcone o nel vostro giardino per ristorarsi.

 

GATTI

Se sappiamo esserci una colonia felina, o semplicemente dei gatti randagi che sono in cerca di cibo e vivono nella nostra zona, ricordiamoci di mettere loro le ciotole del cibo secco e umido in una zona riparata. Infatti i croccantini con l’umidità rischiano di deteriorarsi, mentre la pappa umida potrebbe anche congelare, e i nostri amici felini affamati potrebbero mangiare del cibo che può fare loro male. Cambiare il cibo due volte al giorno e lasciare in luogo riparato anche la ciotola dell’acqua fresca (che di notte rischia regolarmente di gelare). Se vi va, lasciate aperta qualche finestra delle cantine o di locali dove non ci siano pericoli per i nostri amici a quattro zampe, in modo che possano ripararsi per la notte e combattere il freddo.

 

CANI

Anche per i cani randagi valgono le regole dei mici: mettete sempre una ciotola con cibo e una con acqua in un ambiente riparato e rifornitele quotidianamente, perché a causa del freddo il cibo lasciato troppo a lungo potrebbe deteriorarsi.

Anche per loro, se qualcuno ha possibilità, lasci aperta la porta di un sottoscala o di un locale dove non ci siano dei pericoli e mettere a terra delle coperte in modo che cani e gatti possano trovare un po’ di riparo, specialmente nelle notti più fredde.

 

 

ALTRI ANIMALI SELVATICI

Potete seguire eventuali consigli forniti dal corpo forestale dello stato. Rivolgetevi al 1515 prima di prendere qualunque iniziativa per favorire l’alimentazione, specialmente se si tratta di animali del bosco o di selvatici di grossa mole.

Vademecum dell’ENPA per proteggere gli animali domestici dalle alte temperature

 

A soffrire le conseguenze dell’intensa ondata di calore che in questi giorni sta interessando il Paese non sono soltanto gli esseri umani ma anche gli animali domestici. In particolare capita sovente che ci segnalano cani tenuti a catena e senza la possibilità di fruire di alcuna zona d’ombra, nel qual caso potrebbe configurarsi il reato di maltrattamento*.

 

Ecco 10 regole per preservare la salute degli animali nei giorni più caldi e per tutta l’estate – senza dimenticare gli ospiti selvatici che frequentano i nostri giardini!

 

1. Non lasciare mai un animale incustodito in auto.

Non “dimenticare” mai un animale incustodito dentro l’auto: in questo periodo la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e può raggiungere fino a 70°. Lasciarli nell’abitacolo dunque è una disattenzione che può ucciderlo. Un animale lasciato in queste condizioni può morire in poco tempo; bastano anche solo 10 minuti – il tempo di fare una spesa veloce – per condannarlo a una morte orribile.

 

2. E se si vede un animale chiuso in auto al sole…

Se si dovesse notare un animale chiuso all’interno di un’automobile prestare attenzione ai sintomi di un colpo di calore (se sembra abbattuto, ha problemi nella respirazione, o ha la bava alla bocca, probabilmente è già in serio). In questi casi un intervento immediato può salvargli la vita: se non si riuscisse a rintracciare il proprietario dell’autovettura, chiamare immediatamente le forze dell’ordine – compresa la Polizia Locale del comune interessato – che interverranno in caso di comprovata emergenza. I numeri di telefono 112 (Carabinieri), 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 1515 (Corpo Forestale) sono tutti utilizzabili anche per questi casi.

Fino al loro arrivo, è necessario cercare di creare ombra sistemando ad esempio alcuni giornali sul parabrezza e di versare dell’acqua all’interno per bagnare l’animale o, se possibile, di farlo bere attraverso un’eventuale fessura del finestrino. In casi estremi è accaduto che cittadini abbiano rotto il finestrino dell’automobile per soccorrere il quattrozampe ed evitargli una morte certa. In queste circostanze l’Enpa, considerando prevalente la salvezza dell’animale, offre il proprio sostegno legale. Tuttavia, tenete ben presente che rompere il finestrino deve essere un atto estremo, da compiere solo come ultima possibilità per scongiurare pericoli al cane. Rompere un finestrino con leggerezza senza aver valutato la situazione può portare solo guai, infatti:

– rompere il finestrino di un auto è reato
– il cane potrebbe spaventarsi e scappare una volta liberato (e anche essere investito)
– se lo portate via lo state “rubando” a tutti gli effetti. Si tratta di furto aggravato tra l’altro
– il proprietario potrebbe tornare dopo pochi minuti

 

L’unico articolo del codice penale che a nostro parere può aiutarci è il 54, che recita: Art.54 c.p. Stato di necessità. Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

 

Questo significa che in mancanza dell’intervento immediato delle forze dell’ordine, sfondare un finestrino dell’automobile per salvare la vita al cane chiuso all’interno, può essere ritenuto legittimo. Attenzione però: l’articolo parla di “danno grave alla persona”, e anche se più volte è stato interpretato estensivamente dai giudici, non è detto che accada sempre.

 

In caso di ipertermia (la pelle scotta, l’animale barcolla o ha difficoltà a respirare) è necessario abbassargli la temperatura bagnandoli con acqua fresca e applicando nell’interno coscia i siberini (i contenitori quadrati che contengono acqua ghiacciata e che vengono usati per tenere bassa la temperature dei frigoriferi portatili) coperti con una busta o con del tessuto per evitare di ferire la pelle dei quattrozampe.

 

3. Assicurarsi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza.

Questo è importante anche e soprattutto per i cani tenuti nelle ditte, negli orti o nei recinti (specie se a catena), e quindi meno controllati rispetto a quelli in appartamento. Riponete il contenitore (più grande è, meglio è) dell’acqua sempre all’ombra e cambiatela più volte al giorno.

Evitare sempre l’esposizione al sole diretto, anche nel caso dell’animale che passa alcune ore da solo in casa, in giardino/cortile o in terrazza. In caso di colpo di calore (ipertermia) – se ha la pelle che scotta, barcolla o cade a terra, e ha difficoltà a respirare – è necessario abbassargli la temperatura mettendogli abbondante acqua fresca su tutto il corpo e contattare immediatamente il veterinario.

 

4. Non costringere i cani a sforzi eccessivi.

Nei giorni più caldi portare il cane a passeggio di mattina e di sera per evitare che si bruci le zampe sul suolo caldo e per diminuire il rischio di ipertermia. A maggior ragione se si tratta di un animale anziano e/o con difficoltà respiratorie. Durante le passeggiate avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua e una ciotola.

Da evitare anche le gare o le attività sportive.

 

5. Prevenire le scottature.

Come le persone, anche gli animali possono scottarsi al sole! Per proteggerli, è sufficiente applicare una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche (specie le punte delle orecchie) del cane o gatto prima di farlo uscire.

 

6. Tenere l’acquario fuori dal sole diretto.

Per i pesciolini: l’Enpa ricorda che obbligare questi animali a vivere in un acquario significa infliggere loro inutili sofferenze. Tuttavia, chi dovesse possedere un acquario non dovrebbe esporlo al sole diretto. È inoltre importante cambiare l’acqua regolarmente avendo cura di togliere le alghe che si formano. Chi avesse un laghetto in giardino deve riempirlo regolarmente per compensare l’acqua che evapora e sostituire così l’ossigeno perso. Lo stesso vale per canarini e criceti che non dovrebbero essere costretti alla cattività e che, comunque, non dovrebbero mai essere lasciati sul balcone al sole diretto; le gabbiette vanno posizionate in un luogo fresco, arieggiato e ombreggiato.

 

7. Non lasciare il canarino sul balcone al sole diretto.

Assicurarsi che la gabbia dell’uccellino sia posizionata in un luogo fresco, arieggiato e ombreggiato.

 

8. Controllare per la presenza di parassiti esterni.

Con il caldo arrivano anche le pulci, le zecche e gli acari, quindi bisogna controllare regolarmente il pelo dei quattrozampe per verificare l’eventuale presenza di questi visitatori indesiderati. E’ consigliabile anche per questo motivo far tosare i cani a pelo lungo o semi-lungo all’inizio della stagione caldo.

Applicare preventivamente un antiparassitario idoneo per la sua specie e taglia. Consultare sempre il veterinario di fiducia per avere indicazioni e suggerimenti al riguardo; alcuni antiparassitari per cani, ad esempio, sono letali per i gatti..

 

9. Controllare ogni giorno gli animali per l’eventuale presenza di uova di mosche.

Le mosche possono depositare le proprie uova sul pelo sporco di feci o urina dei conigli, delle cavie, ma anche dei cani. È importante quindi ispezionare attentamente la zona anale (soprattutto nei cani molto anziani e con difficoltà a muoversi) e tenere ben pulito il luogo in cui sta, cambiando almeno una volta alla settimana la lettiera o fondo.

 

10. Prima di iniziare lavori in giardino, pensare alla fauna selvatica che lo frequenta!

Prestare particolare cautela quando si usano tosaerba o tagliabordi, poiché entrambi possono essere letali per animali che si muovono lentamente, e tenere fuori dalla portata degli animali i pesticidi. Infine, prima di accendere un falò, è consigliabile smuovere il materiale che si intende bruciare: le lucertole, i ricci, le rane e le bisce (animali assolutamente innocui, anzi molto utili) spesso si rintanano tra i mucchi di foglie o rifiuti da giardino.

 

In caso di dubbi è consigliabile consultare sempre il proprio veterinario di fiducia.

 

 

___________

* Art. 727 CP (detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze) è previsto l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

A supporto di ciò vedasi sentenze della Suprema Corte di Cassazione (sezione terza penale, sentenza n.20468) dove viene confermata la linea d’applicazione del Codice penale anche in assenza di volontà diretta a fare danno ad un animale ed, in particolare per l’esposizione al sole dell’animale, recita “[…] e, soprattutto, era lasciato tutto il giorno d’estate in una zona del cantiere priva di ombra e di alcun riparo che gli permettesse di ripararsi dall’elevata temperatura del sole di agosto, temperatura ugualmente, se non più elevata, all’interno della cuccia anch’essa esposta al sole. […] Tale comportamento se pure non era caratterizzato dalla ferocia e dalla volontà di arrecare al cane atroci sofferenze, e quindi non dava luogo a sevizie, era comunque produttivo di gravi sofferenze per l’animale”.

Ci sono due agenti immobiliari del miranese che da tempo propongono una formula molto particolare: vendiamo o ti paghiamo. Garantiscono cioè la vendita di ogni immobile entro 150 giorni. Se così non avviene, rimborsano i clienti stessi con una penale pattuita all’inizio della trattativa.

 

Loro sono Alex Bujor e Andrea Spolaore. Hanno entrambi 29 anni, si sono conosciuti attraverso un franchising immobiliare di zona per i quali entrambi lavoravano e dove pian piano hanno fatto carriera.

 

Per 8 anni hanno lavorato entrambi per quella realtà, arrivando a gestire in prima persona 3 di queste agenzie, divenendone titolari e pagando il marchio. A fine 2017 hanno deciso di staccarsi dal franchising e nel 2018 hanno creato il gruppo “Garanzia Immobiliare”.

 

Ad oggi possono contare su 8 collaboratori, 3 uffici, di cui la sede direzionale è a Mirano, gli altri a Spinea e Martellago.

 

Nel 2017 Alex e Andrea hanno venduto circa 100 immobili, con una media di 185.000 euro come importo di compravendita.

 

“Abbiamo deciso di focalizzare la nostra azienda – spiega Alex Bujor – sulla mediazione della compravendita di immobili residenziali e siamo gli unici nel nostro settore a garantire la vendita. Vendita che garantiamo o paghiamo una penale al cliente se non riusciamo a vendere entro 150 giorni. Elemento che riteniamo novità assoluta del mercato e che sta riscontrando molto successo.”

 

Oltre a questo però Alex e Andrea hanno lanciato una vera e propria “campagna verità”, smascherando di fatto i concorrenti sleali nel campo immobiliare e soprattutto per informare sui rischi legati ai venditori poco professionali o improvvisati. Perché comprare o vendere una casa non è come comperare un vestito: è un investimento importante, spesso per la vita. Per questo hanno scelto di descrivere alle persone quello che è “l’agente primitivo” , il classico agente immobiliare e differenziarsi.

 

“Talvolta – continua l’altro socio Andrea Spolaore – per inadeguatezza del metodo rispetto alle esigenze del mercato e in altri casi per malafede, il cliente si ritrova inguaiato in situazioni poco piacevoli. E queste sono situazioni che screditano una già poco amata professione come quella dell’agente immobiliare. Sono metodi poco
professionali che causano problemi enormi alle persone e su cui spesso c’è molta disinformazione.”

Uno degli esempi più eclatanti che Alex e Andrea portano spesso alla luce sono i problemi legati a case con difformità, che vengono inserite nel mercato mettendo tutto il rischio sulle spalle del proprietario, talvolta ignaro delle problematiche nascoste tra gli “incartamenti”.

 

“Questi problemi – continua Spolaore – creano liti e controversie tra acquirenti e venditori, ma non arrecano danno all’agente immobiliare, che si tutela precedentemente facendo firmare al proprietario il classico incarico di vendita. Un incarico che lascia al povero proprietario ogni incombenza di qualsiasi tipo.”

 

Mettendo assieme queste e altre problematiche legate al mondo immobiliare, Alex e Andrea hanno scritto addirittura un libro che è possibile acquistare sulla piattaforma Amazon. Il titolo è rappresentativo: Ignoranza Immobiliare, e si trovano appunto informazioni destinate a venditori e acquirenti per affrontare in totale serenità la compravendita, senza rischi di penali, di cause, di truffe.

 

Il riferimento normativo e deontologico per i due titolari di Garanzia Immobiliare è la prassi di riferimento che definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza relativi alla professione pubblicato dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali.
Nel documento, rispetto ai compiti e doveri che deve rispettare un agente immobiliare, c’è quello di informare tempestivamente il cliente delle problematiche dell’affare di cui è a conoscenza o di cui dovrebbe essere a conoscenza per le regole della diligenza professionale. “Eppure succede – prosegue Alex – che facendo firmare un incarico dove il proprietario dice che la sua casa è apposto, l’agente immobiliare la sua diligenza l’ha applicata. Ma perché non è possibile porre un obbligo di chiarezza su questo punto? Sono ormai quotidiane le notizie su truffe immobiliari e famiglie che si ritrovano in ginocchio a causa di queste situazioni poco piacevoli, così come numerose le persone che ci contattano per chiederci come muoversi per difendersi da tali abusi.”

 

Di qui anche l’idea di aprire una web tv dedicata a queste tematiche – Gruppo Garanzia Tv –, dove si possono trovare risposte a molte domande che gli stessi Alex e Andrea propongono, accompagnati spesso anche da professionisti diversi. Un esempio è quello della puntata assieme al Presidente del Consiglio Notarile di Venezia.

Dal 12 al 20 maggio scatta la campagna di informazione e di sensibilizzazione. La dottoressa Elisa Mancini del team scientifico Keyum®: “Prima di escludere cereali contenenti glutine dalla propria dieta è opportuno rivolgersi a un medico specializzato. Non ricorrete a test di auto-diagnosi”.

 

Dal 12 al 20 maggio 2018 si terrà la settimana nazionale della celiachia su iniziativa dell’Associazione Italiana Celiachia, la Onlus che cura i diritti del celiaco dal 1979, fornendo informazioni utili sia per il celiaco che per i suoi familiari. La celiachia è l’intolleranza alimentare più frequente a livello globale la sua prevalenza è stata stimata tra 0,5-1%, con maggiore incidenza nel mondo femminile. È un’infiammazione intestinale cronica, innescata dall’ingestione di glutine in individui geneticamente suscettibili ed è il risultato di un’interazione complessa e dinamica di più fattori: genetici, ambientali (glutine) e immunologici con la conseguente alterazione della morfologia, della permeabilità e della funzionalità intestinale. Secondo le più recenti stime, questa patologia interessa in Italia circa 600.000 persone di cui appena 190.000 diagnosticate.

 

La Dottoressa Elisa Mancini, biologa nutrizionista e coordinatrice e responsabile della piattaforma e del team scientifico di Keyum®, un rivoluzionario software nutrizionale unico in Europa, è un’esperta in materia. Ecco una guida per affrontare serenamente la celiachia senza rinunciare ai piaceri e ai benefici della cucina mediterranea.

 

“Durante la digestione i componenti degli alimenti vengono scissi in frammenti sempre più piccoli per poter essere assorbiti e utilizzati dall’organismo per svolgere il suo normale funzionamento – spiega Mancini – nella cariosside o chicco di alcuni cereali sono localizzate proteine quali gliadine e glutenine, che al momento della lavorazione dell’impasto, unendo farina ed acqua, formano un complesso alimentare definito “glutine”. Nel soggetto celiaco il glutine viene solo parzialmente scisso dagli enzimi digestivi e si comporta da trigger ambientale. Questi frammenti “indigeriti” sono infatti responsabili dell’induzione di reazioni infiammatorie croniche che attivano l’auto-immunità e causano lesioni a livello della mucosa intestinale. Successivamente si ha l’alterazione della funzione di assorbimento dei nutrienti (proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali), con un impatto negativo sullo stato nutrizionale del soggetto celiaco. Le condizioni di malassorbimento portano a carenze nutrizionali e/o sintomi gastrointestinali tipici o meno comuni”.

 

Vediamo allora quali sono i cereali permessi e quelli invece proibiti. Sotto la categoria “proibiti” troviamo il frumento (grano duro e tenero), l’orzo, Khorasan Kamut®, la segale, il farro e il triticale; mentre quelli concessi sono i tradizionali, come il riso, il mais e il sorgo, i cereali minori: Teff, miglio, teosinte e le Lacrime di Giobbe, infine i cosiddetti pseudocereali, ovvero il grano saraceno, la quinoa e l’amaranto.

 

Ma come comportarsi di fronte a una sospetta Celiachia? “Prima di escludere cereali contenenti glutine dalla propria dieta – sottolinea la biologa – è opportuno rivolgersi ad un medico specializzato, gastro-enterologo o medico di base di riferimento, che fornirà indicazioni sul corretto iter diagnostico da intraprendere per avere una diagnosi certa di celiachia, senza ricorrere a test di auto-diagnosi”.

 

“Il soggetto affetto da celiachia – rasserena Mancini – può seguire una dieta su base mediterranea, dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 2010 i cui principi fondano sul rispetto della territorialità, della biodiversità e della stagionalità, avendo l’accortezza di evitare oltre ai cereali contenenti “glutine”, i prodotti trasformati  quali pane, pasta, pizza, biscotti e cereali da colazione, alcune bevande alcoliche  come la birra e alimenti in cui il glutine è adoperato come additivo alimentare.”. E’ necessario pertanto effettuare degli acquisti consapevoli, scegliendo prodotti sicuri identificabili grazie al logo “marchio a spiga barrata” e quello autorizzato dal Ministero della Salute (D.Lgs. del 27 gennaio 1992) e/o consultando il Prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC).”.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni