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Questa mattina, durante la conferenza stampa e il consueto aggiornamento sui dati dell’epidemia di Covid-19 nel Veneto, il Presidente Zaia ha parlato del nuovo focolaio di 10 persone dovuto a una badante positiva al Covid-19: «Ho fatto partire una lettera a tutti i Dipartimenti e faremo gratuitamente un tampone a tutte le badanti che tornano, per difendere anziani e lavoratori». Si tratterà di un test obbligatorio tramite la Sanità Veneta, ha spiegato il Governatore.

 

Recentemente una badante è stata trovata positiva dopo essere rientrata dalla Moldavia con un pullman. Da lei è poi scaturito il focolaio, con 10 positivi nel padovano. Risultano infatti positiva la signora assistita dalla badante, sua figlia, una coppia di moldavi, una signora che viaggiava sullo stesso pullman e una famiglia moldava collegata a questi ultimi casi.

 

Attualmente in Veneto ci sono 22 focolai. Guardando il trend settimanale a partire dal 25 maggio contiamo 135 focolai, scesi poi a 75, 56, 35 e ora a 22. Quindi non è vero che sono aumentati i focolai. Attualmente, dei 22, 13 sono in famiglie e 9 in strutture per anziani. I due focolai che preoccupano maggiormente sono quello di Feltre e quello definito delle badanti perché sviluppatosi tra otto badanti che hanno viaggiato assieme in un pullman dalla Romania all’Italia”, ha dichiarato Zaia nel corso del consueto punto stampa.

“In Veneto si curano le persone a prescindere da ogni documento, credo religioso, orientamento sessuale, colore della pelle e posizione lavorativa”, ha poi aggiunto rispondendo al giornalista che sottolineava il fatto che molte non siano in regola.

 

Silvia Moscati

Sono terminati i lavori di ristrutturazione all’edificio “Campo dei Sassi”, in via Fornace, che ora ospiterà il progetto innovativo di assistenza familiare.  

 

È del 1932 lo stabile con pianta a forma di U originariamente denominato “Corte dei sassi”. Il complesso di appartamenti restaurati ha una vasta corte interna, con giardino, nuovi ascensori e impianto fotovoltaico. Al suo interno si trovano anche un paio di abitazioni di proprietà privata.

 

Le 37 “case intelligenti” saranno destinate all’Erp (Edilizia residenziale pubblica) e, più precisamente, a soggetti fragili, per età e condizioni socio-economiche: 26 abitazioni saranno assegnate a utenti anziani, 6 a soggetti con disabilità, mentre un appartamento ospiterà le “badanti di condominio”, operatrici scelte dai Servizi Sociali del Comune di Venezia che si turneranno nell’assistenza ai residenti, giorno e notte.

 

Oltre a questi 33 nuovi alloggi, per cui sono già stati predisposti dal Comune i bandi di assegnazione e assistenza, vi sono altri 4 appartamenti restaurati che andranno a famiglie della stessa fascia.

 

È il primo edificio dell’Ater con appartamenti strutturati e ammodernati per andare incontro alle esigenze di chi ha problemi di mobilità, così da permetterne l’assistenza in loco.

 

 

 

Le badanti avranno come “ufficio” uno degli appartamenti nello stabile, munito di due camere da letto, due bagno e cucina, oltre alla “control room”, una sala di controllo che permette di monitorare i sistemi di allarme e velocizzare gli interventi.

 

Il tutto è gestito da un software che permette la visione, su vari schermi, delle immagini di videosorveglianza esterna, ma anche dello stato dei numerosi dispositivi interni agli alloggi: quelli di domotica e quelli di riscaldamento e raffrescamento a terra, quelli anti-allagamento e anti-intruso, oltre ai rilevatori di gas e fumo.

 

Ogni bagno e camera da letto sono infatti dotati di allarmi che, se azionati dai residenti, suoneranno nella “control room”.

 

 

Per le badanti sarà possibile rispondere alle richieste degli inquilini anche attraverso citofoni collegati tra loro, presenti in tutti gli appartamenti.

 

Grazie a questi strumenti si potrà intervenire tempestivamente in caso di necessità: alle operatrici basterà affacciarsi sul pianerottolo, scendere  le scale e raggiungere i residenti in difficoltà nei propri appartamenti.

 

È stato inoltre realizzato un impianto d’illuminazione di emergenza e sicurezza: il concetto di “casa intelligente” consente da una parte il servizio di assistenza medico sanitaria ai residenti che necessitano di cure, e dall’altra una maggiore sorveglianza contro i furti.

 

 

“Questo complesso completamente rinnovato può candidarsi ad essere una struttura di assistenza domiciliare per Venezia – spiega il presidente di Ater Raffaele Speranzon – è significativa la dotazione dei dispositivi domotici in ogni casa, finalizzati a facilitare la gestione del quotidiano da parte dell’utenza. Grazie alla tecnologia e alla complementare rete di assistenza garantita dai Servizi Sociali del Comune di Venezia, sarà così possibile allontanare, e se possibile evitare, il ricovero in case di cura o altre strutture ospedaliere o paraospedaliere. Infatti, la presenza del personale specializzato all’interno del condominio permette un’assistenza e un presidio costante, 24 ore su 24, fondamentale per anziani e disabili, e si sostituisce, con costi notevolmente minori, ad una residenza assistita o a una struttura sanitaria”.

 

La ristrutturazione all’edificio “Campo dei Sassi”, alle parti interne ed esterne del complesso, è stata finanziata con 7,4 milioni di euro, di cui 5 da fondi ministeriali e 2,4 da fondi dell’Ater di Venezia.

 

I 37 alloggi Ater hanno visto la fine dei lavori nei giorni scorsi, e in base alla graduatoria definitiva dei bandi pubblicati dal Comune di Venezia potranno essere presto assegnati agli utenti aventi diritto.

 

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