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Il 2 agosto saranno cinque anni. Cinque anni da quel giorno maledetto, in cui al Molinetto della Croda quattro persone vennero uccise dall’onda di acqua e fango del torrente Lierza che straripò a causa della violenta pioggia caduta quella sera, mentre sul prato era in corso la “festa dei omi”.

Guido Fantin

Tra i superstiti della tragedia c’è Guido Fantin, di Pieve di Soligo, che rimase aggrappato al guard-rail di via Molinetto, a sud del piazzale che ospitava il tendone che e venne travolto per un tempo interminabile dai detriti portati dalla corrente. Ne uscì vivo per miracolo, riportando però gravi ferite alla gamba e al braccio destro; questo lo costrinse a rimanere in ospedale per oltre due mesi e a subire un’infinità di interventi chirurgici.

“Ben otto – spiega Fantin, oggi 54enne -. L’ultimo, il 19 febbraio scorso. La gamba era andata subito in cancrena, i medici non sapevano come fare per fermare l’infezione. Nei primi 40 giorni sono finito sotto i ferri per sei volte. Ma le lesioni non sono tutto: durante il ricovero mi è stato diagnosticato anche il diabete. Sono arrivato a dover assumere 17 pastiglie al giorno. Ho dovuto abbandonare il mio lavoro di macellaio. Ancora oggi non riesco a stare in piedi a lungo, anche se fortunatamente ho recuperato l’uso della mano”.

Il soccorso e la riabilitazione

Fantin deve ringraziare in particolar modo due persone, il dottor Giorgio Berna, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica al Ca’ Foncello di Treviso, il medico che lo ha operato più volte, e il dottor Sandro Cinquetti, dirigente medico presso l’ASL di Pieve di Soligo, che si è adoperato per far riconoscere a Fantin la pensione di invalidità.

La Prosecci Cycling

È stato proprio il professor Berna, dopo l’ultimo intervento chirurgico, a consigliare a Fantin l’uso graduale della bici nella terapia di riabilitazione alla gamba destra. Il Governatore del Veneto, Luca Zaia, particolarmente vicino alle vittime della tragedia del Molinetto della Croda, è venuto a conoscenza delle necessità di Fantin e ha pensato ad un gesto di solidarietà che ha coinvolto anche la Prosecco Cycling, evento ciclistico che in 15 anni ha portato a pedalare nel cuore delle colline trevigiane oltre 40 mila appassionati provenienti da tutto il mondo.

Lungo il suo percorso, la Prosecco Cycling tocca 12 dei 15 Comuni della Docg e anche l’edizione 2019, in programma domenica 29 settembre, transiterà nelle vicinanze del Molinetto della Croda, teatro della tragedia di cinque anni fa. Prosecco Cycling, in collaborazione con Fun Active Tours, ha così messo a disposizione di Guido Fantin la bici a pedalata assistita che lo aiuterà nella riabilitazione della gamba ferita.

La bici

La bici è stata consegnata a Fantin, al Municipio di San Vendemiano, nel corso di una breve cerimonia in cui sono intervenuti anche il Governatore Zaia e i medici che sono stati vicini a Guido.

“Ringraziamo il presidente Zaia – ha commentato Massimo Stefani, ideatore della Prosecco Cycling -. Il suo intervento ha permesso alla Prosecco Cycling di contribuire ad una causa importante. Un grande evento del territorio, come la Prosecco Cycling, sempre disponibile ad iniziative solidali, non può che essere presente in una circostanza così significativa”.

A quarant’anni dalla scomparsa, la città natale dello scrittore moglianese lo ricorda con un programma di iniziative dal 22 al 30 ottobre

 

La scrittura e il racconto come testimonianza erano le armi di Berto per non arrendersi definitivamente al “male universale” e con questo stato d’animo, con questa lucida coscienza, egli continuò a praticarli lealmente e ostinatamente come un “dovere” per quarant’anni, solo che la salute glielo consentisse, ogni volta ripartendo da capo l’esplorazione della vita e dei sentimenti, dell’animo e delle sofferenze, restio a sviluppare una propria poetica, a imbastire qualsiasi teoria, persino a difendersi dalle altrui maldicenze: per questo allora, in quel terribile 1978, scrisse “La gloria”, un testo cioè che nulla aveva a che fare con il vissuto o l’esperienza e piuttosto […] cercava di esprimersi allusivamente, se non addirittura allegoricamente, al punto che nel suo Giuda specchia candidamente se stesso, anch’egli quindi “traditore” della verità, che è comunque il messaggio di Cristo: “Io dico parole di verità”.

Cesare De Michelis, prefazione a La gloria, BUR, novembre 2014

 

Fu proprio nell’anno della sua morte, il 1978, che Giuseppe Berto scrisse il suo ultimo romanzo, La gloria, un’opera che “resiste imperterrita al tempo che corre”. Così la definì Cesare De Michelis, l’editore recentemente scomparso e che amiamo ricordare, tra i più appassionati studiosi di Berto, colui che diede un impulso significativo alla ristampa delle sue opere a partire dal 2014 e che, senza alcuna incertezza, definì l’autore del Male oscuro “il più grande scrittore della seconda parte del Novecento italiano”.

 

Nell’anno in cui ricorre il quarantesimo della scomparsa del celebre scrittore moglianese, che si spense il 1° novembre, La gloria occupa un ruolo di rilievo nel programma delle celebrazioni che la sua città natale gli dedica.
Il programma di iniziative che si svolgeranno dal 22 al 30 ottobre è promosso dall’Amministrazione comunale insieme all’Associazione Culturale Giuseppe Berto, al Liceo Statale “Giuseppe Berto”, all’Università della Terza Età UNITRE e al Cinema Teatro Busan.

 

“Questo anniversario è per noi occasione di lasciare un segno concreto nei luoghi della nostra città che furono i luoghi di Giuseppe Berto, perché sia patrimonio di tutti noi e di coloro che nel suo nome e nella passione per le sue opere vorranno venire a Mogliano a capire qualcosa di più del nostro grande scrittore. Questo scopo hanno i cartigli, le iscrizioni che apporremo nei luoghi che ancora rimangono o che furono e non sono più come allora, di cui si trova citazione nelle opere di Berto, o rimasti nella memoria e nella testimonianza. Il primo passo di un percorso di valorizzazione di Giuseppe Berto che intendiamo portare avanti negli anni futuri”, commentano il sindaco di Mogliano Carola Arena e l’assessore alla Cultura, Ferdinando Minello.

 

Il posizionamento di undici cartigli e il loro ideale scoprimento darà il via alla settimana di celebrazioni per questo quarantesimo anniversario della scomparsa dello scrittore moglianese. Lunedì mattina (22 ottobre), con partenza alle 11.00 dal Municipio, Amministrazione comunale, Associazione Berto, Unitre con gli studenti del Liceo Berto, presente anche Antonia Berto, figlia di Giuseppe, percorreranno le tappe principali di questo percorso, con letture da parte degli studenti, dei brani tratti dalle opere. I Cartigli saranno posizionati in Municipio, al Cimitero, lungo il Terraglio (“il mio paese è una strada”), dove c’era il Bar Venezia, dove si trovava il negozio di cappelli del padre, in Piazza Duca d’Aosta (fermata del tram), in via XXVIII aprile, dove c’era la casa natale di Berto e anche la fabbrica del pepe, al Collegio Astori, dove Berto studiò, a Marocco presso l’Hotel dei Dogi, ora Villa Marcello Giustinian, e in Villa Benetton, l’artista del ferro che fu amico di Berto e dove si sono svolte numerose edizioni delle finali del Premio Berto.
Un dodicesimo cartiglio sarà donato alla città di Ricadi, definita da Berto “città bella dove vivere e dove morire”, dove effettivamente Berto visse gli ultimi anni della sua vita e dov’è sepolto. Una relazione, quella tra Mogliano e Ricadi, sviluppatasi per decenni nel nome dello scrittore nella collaborazione per la gestione del Premio Berto, ospitato dal 1988, e proprio in questi giorni suggellata da un gemellaggio che è stato sancito dalle delibere dei rispettivi Consigli comunali.
Martedì (23 ottobre) un vincitore del Premio Berto, ora affermato scrittore, Giuseppe Lupo, conduce un incontro con i tre ultimi vincitori del Premio, Sergio Baratto, Giulia Caminito e Francesco Targhetta (alle 17.00, Sala Don Bosco del Collegio Astori).

 

Anche il Teatro parlerà di Berto, con una rappresentazione (venerdì 26 ottobre ore 21.00) dedicata al suo ultimo libro, “La Gloria”, di cui in prima assoluta nazionale sarà presentato un adattamento drammaturgico curato da Nicola De Cilia, prodotto dal Teatro Busan di Mogliano Veneto, con l’interpretazione di Alberto Fasoli e la regia di Giuseppe Emiliani (ingresso 18 euro, ridotti 16 euro).
Infine si chiuderà col cinema, altro territorio nel quale Berto si cimentò come sceneggiatore, e che dalle opere di Berto trasse spunto per alcune importanti pellicole. Martedì 30 ottobre alle 20.30, al Cinema Teatro Busan, sarà proiettato (ingresso libero) il Film Il cielo è rosso, di Claudio Gora, tratto dal romanzo omonimo di Berto, con presentazione a cura di Nicola De Cilia e letture a cura degli studenti del biennio del Liceo Giuseppe Berto.

 

 

PROGRAMMA

Lunedì 22 ottobre
I LUOGHI
ore 11.00 “Berto nella città” – 11 cartigli posizionati in luoghi moglianesi raccontati dallo scrittore. Partenza dal Municipio
Letture a cura degli studenti del Liceo Giuseppe Berto e dell’UNITRE

 

Martedì 23 ottobre
IL PREMIO
ore 17.00 Sala Don Bosco del Collegio Astori
Giuseppe Lupo introduce
Francesco Targhetta vincitore del Premio Letterario G. Berto ed. 2018
Giulia Caminito vincitrice del Premio Letterario G. Berto 2017
Sergio Baratto vincitore del Premio Letterario G. Berto 2016
a cura di UNITRE e Associazione Culturale Giuseppe Berto
ingresso libero

 

Mercoledì 24 ottobre
ore 16.30 Aula magna Liceo Giuseppe Berto
Letture animate delle novelle: “Nonna Assunta” – “Esame di maturità”
da Un po’ di successo di Giuseppe Berto
a cura degli studenti del Liceo Giuseppe Berto e dell’UNITRE
ingresso libero

 

Venerdì 26 ottobre
IL TEATRO
ore 10.30 Teatro Busan
Alberto Fasoli
La gloria
regia: Giuseppe Emiliani
adattamento drammaturgico: Nicola De Cilia
produzione Teatro Busan
riservato agli studenti del triennio del Liceo Giuseppe Berto

ore 21.00 Teatro Busan
Alberto Fasoli
La gloria
regia: Giuseppe Emiliani
adattamento drammaturgico: Nicola De Cilia
produzione Teatro Busan
ingresso: 18 euro intero; 16 euro ridotto

 

Sabato 27 ottobre
IL TEATRO
ore 10.30 Teatro Busan
Alberto Fasoli
La gloria
regia: Giuseppe Emiliani
adattamento drammaturgico: Nicola De Cilia
produzione Teatro Busan
riservato agli studenti del triennio del Liceo Giuseppe Berto

 

Martedì 30 ottobre
IL CINEMA
ore 20.30 Cinema Teatro Busan
Film Il cielo è rosso di Claudio Gora
tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Berto
Presentazione a cura di Nicola De Cilia
Letture a cura degli studenti del biennio del Liceo Giuseppe Berto
ingresso libero.

 

 

Si è conclusa anche la nona edizione di Home Festival, un’edizione che ha scritto la storia. Per un festival italiano, infatti, resistere a più di 48 ore di pioggia battente è un vero record, che dimostra ancor di più l’avvicinarsi agli standard europei, pensiamo ad esempio al Glastonbury Festival. Home si è dimostrato capace di gestire tutte le emergenze con uno sforzo immane, che però ha creato una certezza: l’Italia è entrata dopo un percorso di crescita e sviluppo nella dimensione internazionale dei Festival. Nove anni che hanno educato un popolo a non temere la pioggia, a ballare e vivere anche sotto il nubifragio. Basta una giacca, un poncio e un sorriso e l’emozione non si spegne.

 

Oltretutto dopo le polemiche della passata edizione, è la riprova dell’efficienza della macchina organizzativa. I numeri danno ragione ad Home: dopo i 23mila ingressi di mercoledì, i 12 mila del Day1, i 16 mila del Day2 e le stupende serate di sabato (15mila ingressi) e domenica (13mila) abbiamo raggiunto ancora una volta quota 80mila nonostante i nubifragi.

 

Numeri che danno consapevolezza e certezza dell’esistenza e della maturità del popolo che frequenta i festival. In virtù di questo risultato, le novità non mancheranno. A partire dallo storico esordio al Parco San Giuliano di Mestre dal 12 al 14 luglio, una nuova sfida che porrà Home Festival ancora di più al centro della scena dei grandi eventi come il Coachella e il Primavera Sound Festival. Inoltre, l’anno prossimo la manifestazione in zona ex Dogana a Treviso cambia il periodo dell’anno nel quale sarà realizzata. Non sarà più l’ultimo festival estivo, ma il primo ad aprire l’estate. Un grande evento per festeggiare la decima edizione del Festival. Un “Dieci anni di…” che vedrà la casa aprirsi di nuovo nel weekend dal 7 al 9 giugno.

 

Il 2019 sarà un anno davvero di svolta per l’intrattenimento musicale e per le abitudini dei giovani turisti amanti della musica provenienti da tutta Europa, e nei prossimi anni sicuramente da tutto il mondo, che potranno godere di due eventi unici che proporranno le bellezze, la cultura e le eccellenze della nostra Regione.

Si è svolta oggi, nella sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Venezia a San Zaccaria, la Festa per il 204° anniversario dalla fondazione dell’Arma, alla presenza delle autorità civili, religiose e miliari, tra cui il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, la vicesindaco, Luciana Colle, e gli assessori comunali alla Coesione sociale, Simone Venturini, alla Sicurezza urbana e Polizia municipale, Giorgio D’Este.

 

La cerimonia si è aperta con onori al Gonfalone di Venezia e alla bandiera di guerra del IV Battaglione dei Carabinieri del Veneto; a seguire il vice prefetto vicario Sebastiano Cento ha passato in rassegna lo schieramento. È poi stato letto il messaggio augurale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel quale è stato sottolineato quanto i carabinieri, grazie alla loro vicinanza alla gente e alla capacità di garantire l’ordine e la legalità, svolgano un ruolo cruciale per la coesione sociale e la convivenza civile.

 

Infine, ha preso la parola il comandante dei Carabinieri Claudio Lunardo, il quale, dopo aver ricordato i caduti per la patria e, in particolare, il vice brigadiere Cristiano Scantamburlo e la giovane dottoranda italiana Valeria Solesin, ha ringraziato le istituzioni cittadine con le quali l’Arma collabora, citando espressamente la Polizia municipale, per il rapporto di amicizia e reciproca stima, nonché l’importante collaborazione con i centri antiviolenza e il Soroptimist Club.

 

Intervallata da esecuzioni del tenore Francesco Grollo (La Canzone del Piave, l’Inno di Mameli), la cerimonia è proseguita con la consegna, da parte delle autorità presenti, degli attestati di riconoscenza ai militari che si sono distinti nell’esercizio delle proprie funzioni.

 

Un riconoscimento particolare è andato però anche agli studenti del Liceo artistico Guggenheim di Venezia, che hanno realizzato la campagna di comunicazione contro la violenza sulle donne adottata in tutte le sedi del Comando provinciale di Venezia, e agli alunni della scuola media Convitto Foscarini e dell’Istituto comprensivo Pietro Loredan di Pellestrina, che hanno preso parte alla cerimonia odierna.

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