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Nicola Lagioia e il valore della Letteratura

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A Racconti e Raccolti una presenza di valore

In una calda sera d’estate, dove andare per corroborarsi un po’?

Una valida alternativa è l’azienda agricola di Nonno Andrea, divenuta famosa nel periodo delle zucche per Halloween, ma che poi riserva in ogni stagione le meraviglie della natura: tulipani in primavera e girasoli in estate.

In questo contesto così idilliaco la libreria Lovat ha pensato di organizzare quattro serate speciali, dedicate alla bellezza delle parole e dei luoghi, intitolate Racconti e Raccolti, in cui ci si ritrova per condividere un’esperienza unica, sotto le stelle e tra i girasoli. Lo slogan di questi incontri è

“Portate una copertina, noi ci mettiamo i fiori e i libri”, perché al di là delle panche predisposte per il pubblico, ci si può anche distendere sull’erba.

In questo contesto così idilliaco la libreria Lovat ha pensato di organizzare quattro serate speciali, dedicate alla bellezza delle parole e dei luoghi, intitolate Racconti e Raccolti, in cui ci si ritrova perrtina, noi ci mettiamo i fiori e i libri”, perché al di là delle panche predisposte per il pubblico, ci si può anche distendere sull’erba.

Ed infatti si arriva in un parcheggio affollatissimo, perché contemporaneamente all’incontro con l’autore, da Nonno Andrea vi sono i punti di ristoro, il trenino e soprattutto la raccolta dei girasoli, che dura fino alla mezzanotte, con l’offerta di una cesoia con una cauzione di 5 euro.

Il tempo di dare un’occhiata allo stand dei libri di Lovat, non solo quelli dell’autore, ma anche quelli che lui citerà nella sua conversazione, ed è iniziata la conferenza di Nicola Lagioia, intitolata Presto sapro’ chi sono.

L’autore, scrittore e intellettuale tra più autorevoli del panorama culturale italiano contemporaneo. Vincitore del Premio Strega con La ferocia, è stato direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino dal 2017 al 2023, ha parlato da un palco ricoperto di balle di fieno e girasoli, esordisce citando due poesie celebri, una di Montale , intitolata Portami il girasole, e quindi in tema con la serata, e quella famosa di Ungaretti che parla della notte che ha trascorso al fronte accanto al cadavere di un suo compagno, e per assurdo in quel momento non ha mai amato così tanto la vita.

Questo incipit l’ho aiutato a evidenziare come solo la letteratura può fare la magia di raccontare, perché tutte le altre arti come la musica o il cinema vanno sentiti e visti con un mezzo specifico. L’arte può essere raccontata ma deve essere vista; invece la letteratura ha come media la mente umana.

Inoltre la letteratura non ci dà solo delle informazioni. Come diceva il celebre Eduardo De Filippo, drammaturgo, regista, attore e poeta italiano, “Se avessi voluto dare un messaggio avrei fatto il postino”. La letteratura dà invece emozioni e queste sono molto scivolose da comunicare, perché ci raccontano come esseri contraddittori. Come diceva Walt Whitman,

“Mi contraddico? Certo che mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini.” 

Infatti leggendo un libro spesso ritroviamo le nostre emozioni più nascoste e ci rassereniamo, perché non ci sentiamo più soli e così pure quando ci approcciamo alla poesia: ritroviamo espresse delle emozioni e delle sensazioni che avevamo provato, ma che non sapevamo come esprimere.

E per fare questo la letteratura deve partire dai fondamentali: ad esempio la poesia citata di Ungaretti usa l’immaginazione, partendo con le parole “ Per un’ intera nottata”. Inoltre mette in relazione due elementi più che concreti: dalla bocca digrignata verso la luna piena. E così pure “ la congestione delle mani penetrate nel mio silenzio”.

Poi Nicola Lagioia si domanda quand’è l’anno di nascita della letteratura. La sua risposta è quella di Vladimir NaboKov che scrisse Lolita, che ha detto che nacque quando un ragazzino ha gridato: “al lupo al lupo”. E questo che cosa ci dice: che la letteratura è senz’altro invenzione.

Ma sostanzialmente la letteratura è una menzogna onesta. Basti pensare a La metamorfosi di Kafka, che certamente non aveva avuto l’esperienza di essersi trasformato in un insetto. O allo stesso Dante che sembra quasi un megalomane nel farsi accompagnare nel suo viaggio da uno dei più grandi poeti dell’antichità. Questo però permette al lettore di avere una sospensione di incredulità, quello che non ci permettono quelli che pretendono di dirci la verità: e questo non è altro che è il linguaggio del potere.

Secondo aspetto che caratterizza la letteratura: come fare a convincere tutti che il lupo c’è. Quindi l’abilità nella descrizione. Ma non è ancora sufficiente: devi simulare lo stato d’animo. E qui entra in campo la capacità quasi demoniaca dello scrittore, che pur non avendo mai sperimentato una situazione, riesce perfettamente a descriverla ed ad immedesimarsi. Pensiamo a Dostoeskij in Delitto e Castigo, dove parla delle emozioni di un assassino. Ma lui certamente non lo è mai stato.

Nicola Lagioia ha poi parlato del libro più odiato a scuola: I promessi sposi. E qui ha sottolineato come dall’incipit del romanzo in cui vi è descrizione dell’ambiente si arrivi al puro cinema dell’incontro tra Don Abbondio ed i bravi, che secondo lui sarebbe efficace anche se tradotto in tutti i dialetti.

“Mise l’indice e il medio dentro il collare e guardava indietro” e ancora Don Abbondio risponde alle domande incalzanti dei bravi con un cioè, che non rappresenta altro che il momento in cui il curato mette tra il suo se stesso e la sua perdita di dignità.

Terzo aspetto della letteratura: nasce orale. L’esempio eclatante è il grido è “al lupo, al lupo”. E proprio per questo l’atto di nascita della letteratura occidentale, Iliade ed Odissea, racconti di guerra e di viaggio, che nascono dal racconto orale degli aedi.

Ancora la scrittura ha una cosa in più. C’è sempre un pezzo mancante. O lo scrittore è morto, o il lettore non c’è ancora. Inoltre noi di solito andiamo a letto con i libri: e tutto ciò risulta molto intimo. L’autore ha poi concluso chiedendosi: a che serve la trasmissione di emozioni? Serve forse a cambiare il mondo? Certamente no perché purtroppo autori come Thomas Mann con la sua Montagna incantata hanno potuto solo essere delle cassandre in una nazione come la Germania, che poi è andata incontro alla tragedia del Nazismo e della guerra.

Ma è proprio grazie agli scrittori se ci riconosciamo ancora come essersi umani, come il fatto di testimoniare per chi non può farlo. Perché la letteratura ci rende migliori. Nicola Lagioia ha intercalato questo suo ragionamento così sottile e sopraffino, con aneddoti personali (la nonna di 107 anni, la sua prima esperienza radiofonica, il suo incontro con il celebre editore e scritto Roberto Calasso), che hanno divertito il pubblico e lo hanno fatto riflettere con il sorriso.

Una serata in armonia con la natura, sotto le stelle e tra i girasoli, che oltre a ritrovare una situazione armonica e naturale per i corpi, ha permesso anche alle menti ed ai cuori di nutrirsi di Bellezza ed Intelligenza.

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