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Gran finale per Mythos – Olympia 2026 a Possagno

4 minuti di lettura

Il Festival Mythos – Olympia 2026 si prepara a un gran finale, chiudendo la sua quinta edizione con un evento imperdibile. Sabato 18 luglio, il Museo Canova di Possagno ospiterà l’ultima replica dello spettacolo \”Cinisca, la principessa che parlava ai cavalli\”, preceduta da una visita guidata serale.

POSSAGNO. Il Festival di Teatro Classico Mythos – Olympia 2026 si appresta a concludere con un successo strepitoso la sua quinta edizione, scegliendo la suggestiva e prestigiosa cornice del Museo Canova di Possagno per l’evento finale. La serata di chiusura, fissata per sabato 18 luglio, vedrà in scena alle ore 21 l’ultima replica di quello che è stato definito lo spettacolo di punta della rassegna: \”Cinisca, la principessa che parlava ai cavalli\”. Questa produzione, frutto dell’ingegno di Giovanna Cordova, che ne ha curato sia il testo che la regia, rappresenta il cuore pulsante di un festival che, anche in questa edizione, ha saputo animare il panorama culturale con circa ottanta eventi distribuiti tra il Veneto e la vibrante città di Milano. Un impegno organizzativo di tale portata è stato reso possibile anche grazie al prezioso sostegno di Banca Prealpi SanBiagio, un partner fondamentale per la realizzazione di iniziative culturali di alto profilo.

L’evento di chiusura è il risultato di una proficua collaborazione tra Tema Cultura, il Comune di Possagno e il Museo Canova, un’alleanza che ha permesso di riportare il fascino del teatro nello splendido giardino di Casa Canova. Questa location d’eccezione si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per una serata unica, interamente dedicata al dialogo profondo e atemporale tra l’arte teatrale e la scultura. Gli attori di Tema Academy, guidati dalle raffinate coreografie di Silvia Bennet, daranno vita a una performance intensa e coinvolgente. Lo spettacolo è incentrato sulla figura straordinaria di Cinisca, una principessa spartana che ha segnato la storia come la prima donna a conquistare una vittoria in una competizione olimpica. Attraverso un sapiente intreccio di parola, movimento e forza espressiva, la rappresentazione riporterà in vita quei corpi, quella tensione e quell’ideale di bellezza che, ancora oggi, continuano ad animare e a rendere eterni i capolavori scultorei di Antonio Canova, custoditi gelosamente nel museo.

Per celebrare in modo ancora più significativo questo connubio tra storia, arte e performance, il Museo Canova aprirà eccezionalmente le sue porte in orario serale. A partire dalle 19:45, i visitatori avranno la possibilità di esplorare la ricca collezione permanente del museo, scegliendo tra una visita guidata, che offrirà approfondimenti e contestualizzazioni, o una visita libera, per un’esperienza più personale e contemplativa. Il programma dettagliato della serata prevede l’apertura straordinaria del Museo alle 19:45, seguita alle 20:00 dalla visita guidata alla collezione permanente, un’opzione facoltativa ma fortemente consigliata, per la quale è richiesta la prenotazione. In alternativa, sarà possibile effettuare una visita libera al Museo. Alle 21:00, l’attenzione si sposterà nel giardino del museo, dove avrà inizio l’attesissimo spettacolo \”Cinisca. La principessa che parlava ai cavalli\”.

L’acquisto dei biglietti è facilitato tramite il sito www.museocanova.it. Il biglietto intero, che include la visita guidata, ha un costo di 25 euro. Per chi preferisce assistere solo allo spettacolo e optare per una visita libera al museo, il costo è di 20 euro. Sono previste agevolazioni: uno sconto di 5 euro è riservato a member, under 14 e persone con disabilità, da richiedere via mail all’indirizzo [email protected]. Un gesto di inclusione e valorizzazione del territorio è l’ingresso gratuito per tutti i residenti nel Comune di Possagno, un’opportunità per la comunità locale di partecipare attivamente a questo evento culturale di spicco. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata via mail o telefonicamente al numero 0423 544323 o all’indirizzo [email protected].

Lo spettacolo \”Cinisca, la principessa che parlava ai cavalli\” narra la vicenda affascinante di Cinisca, figlia di Archidamo II, re di Sparta. Questa figura storica si distinse per essere la prima donna nella storia a conquistare una vittoria olimpica, un trionfo ottenuto nella prestigiosa corsa delle quadrighe ai Giochi del 396 a.C. La rappresentazione ripercorre con sensibilità e forza la storia di una donna che, con determinazione e coraggio, riuscì ad affermarsi in un’epoca e in un contesto sociale profondamente dominati dagli uomini, sfidando apertamente convenzioni e radicati pregiudizi. La sua epopea si intreccia con due temi di profonda risonanza simbolica: il primo è il rapporto intrinseco e ancestrale tra l’essere umano e il cavallo, un animale che da sempre incarna ideali di forza indomita, libertà sconfinata e armonia perfetta. Il secondo tema esplorato è quello tra il cavallo e l’acqua, un elemento primordiale che simboleggia la trasformazione, la purificazione e la rinascita, aggiungendo ulteriori strati di significato alla narrazione.

Attraverso l’efficace fusione di teatro, danza e movimento, la figura di Cinisca stabilisce un dialogo ideale e potente con le opere scultoree di Antonio Canova. Nelle creazioni del celebre scultore, il corpo umano non è solo forma, ma diventa un linguaggio universale, capace di esprimere energia vitale, equilibrio perfetto e una bellezza che trascende il tempo. Lo spettacolo, quindi, non è solo una rievocazione storica, ma una meditazione sull’arte, sulla resilienza femminile e sulla capacità dell’individuo di superare i limiti imposti dalla società e dalla storia. Il cast artistico, composto dalla Compagnia Tema Cultura, vede Giovanna Cordova come autrice del testo e regista, Silvia Bennet alle coreografie, Gianluca Cioccolini al disegno luci e Stefano Nicolao ai costumi. La segreteria di produzione è affidata a Peter Gulbiš, mentre la produzione generale è curata da Tema Cultura. Questo evento conclusivo non è solo la fine di un festival, ma un’occasione per riflettere sull’eredità del passato e sulla sua continua risonanza nel presente, celebrando l’arte in tutte le sue forme e la forza dello spirito umano.

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