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Negli ultimi giorni della settimana scorsa, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso, unitamente ai colleghi della Stazione Carabinieri di Cessalto (TV), hanno proceduto all’arresto in flagranza per sfruttamento del lavoro, reato previsto e punito dall’art. 603 bis c.p.,  di U. A., cittadino pakistano 27enne, residente a Cessalto, titolare di una ditta per lavori agricoli.

 

L’operazione, coordinata dalla dr.ssa Andreatta, Sostituto Procuratore  presso il tribunale di Treviso, ha preso avvio nei decorsi mesi di ottobre e novembre dall’osservazione e pedinamento di numerosi stranieri che “alloggiavano” a Cessalto presso la sede della ditta e di locali presi appositamente in affitto dal titolare aziendale per “ospitare” in condizioni di indigenza umana i lavoratori. Quest’ultimi oltre a versare in uno stato di estremo bisogno venivano reclutati, impiegati sfruttati nei campi coltivati a vigneti per la relativa potatura nelle provincie di Treviso, Venezia e Pordenone.

 

I lavoratori stranieri per lo più provenienti dal Pakistan, venivano trasportati nei campi con i furgoni della ditta di cui è titolare l’arrestato (privi di assicurazione e revisione e  con conducenti privi di patente di guida tra cui lo stesso arrestato) che, evidentemente, per evitare i controlli delle forze dell’ordine, effettuavano percorsi attraverso strade secondarie per raggiungere i luoghi di destinazione. 

 

Oltre a essere sottopagati sotto il livello minimo della contrattazione collettiva di categoria, nazionale e provinciale, prevista in 8,20 € all’ora, i lavoratori venivano retribuiti con 5,00 € all’ora, compenso al quale venivano sottratti 4,00 € al giorno per il trasporto sui campi, 50,00 € al mese per i pasti (quasi inesistenti, pane e fagioli) e 100,00 € al mese per il posto letto. Le condizioni abitative erano al di sotto degli standard minimi di pulizia e i servizi igienico-sanitari assolutamente precari. Dalle dichiarazioni dei braccianti è emerso che gli stessi, per poter usufruire dei bagni e cucina, la mattina venivano svegliati dall’imprenditore arrestato alle 04.30/05.00 in modo da poter essere pronti per la partenza nei campi un paio d’ore dopo.

 

Nel corso dell’attività ispettiva sono risultate completamente disattese anche le norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Ad esito dell’attività sono stati controllati 18 lavoratori, di cui 12 sono risultati esser impiegati in nero, tutti sottoposti a condizioni di sfruttamento. Conseguentemente è stato emesso un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

 

Al termine delle operazioni sono stati posti sotto sequestro due veicoli utilizzati per il trasporto dei lavoratori, applicate sanzioni amministrative previste pari a € 43.200,00, contestazione di ammende pari a € 14.400,00 e recuperati contributi mai versati per una somma complessiva di € 20.976,00.

 

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