MOGLIANO VENETO – Da oltre due anni a Mogliano Veneto è in atto il progetto “Media.Azione”, ideato e fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale nel periodi post Covid, con l’intento di proporre un aiuto concreto ai giovani. L’obiettivo è offrire agli adolescenti, nell’intervallo di età 11-14 spazi, opportunità di crescita, riflessione e ascolto, attraverso un percorso di prevenzione e promozione del benessere sociale, e anche rafforzare la loro identità, nonché la consapevolezza delle proprie risorse e del proprio valore.
Tra le attività coadiuvate dalla Cooperativa La Esse, che gestisce l’operatività di strada con il sostegno del Comune di Mogliano Veneto, in collaborazione con gli istituti comprensivi Mandela e Minerbi, nell’anno scolastico 2022/2023 è stato attivato in via sperimentale, nelle scuole secondarie di primo grado, uno sportello di ascolto per i ragazzi denominato POV (acronimo di Point Of View, in italiano punto di vista), ove essi in orario curricolare, in modo informale e riservato, hanno potuto incontrare e parlare – a loro scelta – con un educatore o un’educatrice: le tematiche rilevate hanno riguardato la relazione tra pari, le dinamiche di classe, la poca motivazione scolastica, l’orientamento scolastico e la relazione con il mondo adulto. Si tratta di 40 studenti nel comprensivo Minerbi e 44 al Mandela, per un totale di 114 colloqui, in quanto certe situazioni hanno necessitato di più incontri.
Se da un lato il POV si è rivelato per gli studenti un’opportunità, tradotto in luogo di accoglienza, rielaborazione e individuazione di nuove soluzioni rispetto ai problemi espressi, dall’altro si è dimostrato uno strumento particolarmente utile per intercettare criticità e fragilità del mondo giovanile.
Educare è un atto collettivo
È in questo contesto che è maturata la necessità di un coordinamento a più voci tra i soggetti che a vario titolo si occupano di ragazzi, a partire dall’Amministrazione Comunale e gli Istituti comprensivi, al fine di attivare una sinergia operativa che potesse – una volta intercettate le emergenze educative – proporre soluzioni in ottica preventiva ed intervenire efficacemente in caso di situazioni complesse. Sempre più evidenti sono infatti le difficoltà che famiglie, scuola, agenzie educative e servizi incontrano nel rispondere ai compiti educativi, nell’accompagnare bambini e ragazzi nel percorso di crescita.
Con la stesura e la firma del protocollo d’intesa si è formalizzata la collaborazione tra Comune di Mogliano Veneto, istituti comprensivi Mandela e Minerbi, e Cooperativa La Esse. Detto protocollo mira a definire il progetto, le modalità operative per garantirne maggior efficacia e trasparenza, i ruoli e il coinvolgimento dei diversi partner, sia nella gestione ordinaria del progetto, sia in relazione alle situazioni che richiedono la collaborazione di altri servizi territoriali che si occupano della salute e/o della tutela del minore.
Alla base dell’intesa e della collaborazione descritte nel protocollo, vi è il convincimento che la responsabilità educativa, nella sua dimensione pubblica, debba essere vista come un continuum tra scuola, famiglie, servizi e territorio; solo il lavoro congiunto tra dette realtà potrà offrire migliori opportunità per i ragazzi che, a loro volta, offriranno agli operatori le giuste chiavi di lettura per orientare le politiche giovanili.
Prevenire situazioni di criticità nei giovani d’oggi
Il protocollo segna un piccolo cambio di prospettiva: da un lavoro individuale, ad un lavoro in team. Pur nella consapevolezza che questa collaborazione tra istituzioni rappresenta un piccolo passo, sono certi che sia il primo di una lunga serie che affiancano quelli che compiono ogni giorno i ragazzi, nell’ottica di un camminare insieme.
Il Sindaco Davide Bortolato, l’Assessore alle Politiche Educative Martina Cocito, l’Assessore alle Politiche Sociali Francesca Caccin e il Consigliere delegato alle Politiche Giovanili Edoardo Bison si dichiarano profondamente convinti della bontà del percorso intrapreso (per il quale hanno stanziato circa 140mila euro), sottolineando l’entusiasmo dimostrato dai soggetti coinvolti e il loro ruolo di responsabilità nella crescita e nella cura dei ragazzi.
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