L’ottava edizione del festival letterario rende omaggio al grande poeta trevigiano.
“Fragole a boschi e pomi a perdizione” è la strepitosa frase che secondo Bruna Graziani, direttrice artistica di Carta Carbone Festival, rimane una delle più significative di Andrea Zanzotto, l’autore a cui è dedicata tutta l’ottava edizione della kermesse letteraria, che si sta svolgendo in questi giorni a Treviso.
Inaugurato giovedì 14 ottobre, Carta Carbone 2021 prevede in calendario più di cinquanta eventi, cento ospiti di fama internazionale, tra cui Pupi Avati, Melania Mazzucco, Antonio Bortoluzzi e molti altri, presentazioni, performance, spettacoli che uniscono le parole e la musica ad altre forme artistiche.
Tutti appuntamenti dislocati nelle vie del centro storico di Treviso, che si è dimostrata pronta a rendere omaggio, nel centenario della sua nascita, al poeta capace di immortalare nel modo più sublime il paesaggio della provincia.
“Questa immagine mi dà l’idea della natura, della freschezza, della vegetazione e Zanzotto era il cantore del paesaggio per eccellenza.” Racconta ancora Graziani “Ho avuto la fortuna di frequentarlo per una ventina d’anni prima della sua morte e ricordo le lunghe passeggiate a Pieve di Soligo e anche le telefonate attraverso cui declamava le sue nuove poesie. Per me era un grandissimo onore essere partecipe della poetica e della produzione di un personaggio come lui che è stato più volte candidato al Nobel.”
Il volere degli organizzatori è che questa edizione diventi una sorta di festa di compleanno dedicata al celebre autore, attraverso la lettura delle sue opere, ma anche attraverso eventi che ci presentano testi inediti e le traduzioni di colleghi illustri, edite da Mondadori.
Zanzotto e il suo paesaggio renderanno grande l’appuntamento annuale con la letteratura nella Marca, dopotutto rappresentano anch’essi il concetto stesso di narrazione che è il pilastro su cui si basa la ragione d’essere del Carta Carbone Festival: “Portare storie, portare narrazioni, fondamentali per la nostra esistenza”.
E allora, non dimentichiamoci di raccontare storie e non perdiamo l’occasione di ascoltarle, grazie ad esse potremmo continuare a evolvere, portando con noi la magia che solo la parola sa generare.
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