La giornalista Annalisa Mancini ha intrattenuto il pubblico sul tema del difficile percorso intrapreso dalle donne nel Novecento per affermarsi oltreché come artiste, anche come direttrici di musei e di gallerie d’arte. L’incontro, svoltosi nell’Aula Multifunzionale della Fondazione Oikia di Roma, ha avuto come protagonista, in qualità di esperta, la dottoressa Stefania Frezzotti, già storica dell’arte della Galleria Nazionale d’arte moderna di Roma.
La Fondazione Oikia, istituita a Roma nel 1993 con il proposito di contribuire allo sviluppo della personalità della donna e alla valorizzazione del genio femminile, è orientata allo Human Caring, al miglioramento della conciliazione e del welfare familiare. L’Oikia organizza corsi di formazione ma anche incontri culturali come quello tenutosi il 21 ottobre 2026, che ha esplorato il difficile percorso intrapreso dalle donne per affermarsi nel campo dell’arte.
Fino al Novecento i direttori di musei, di accademie, di atenei sono stati soltanto uomini, solo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sono subentrate direttrici donne, tra le più note Palma Bucarelli, che fu direttrice e sovrintendente della Galleria Nazionale D’Arte moderna di Roma ininterrottamente dal 1942 al 1975.
Fu una vera antesignana, seppe individuare le nuove tendenze dell’astrattismo e dell’informale, trasformando la Gnam secondo principi moderni.
La sua convinzione era che il museo non deve essere solo un deposito di opere, ma anche un centro di ricerca, formazione e divulgazione, con questo obiettivo acquistò molte opere di autori contemporanei intuendone la novità e la dirompente, rivoluzionaria espressività.
La dottoressa Stefania Frezzotti già funzionario, storico dell’arte della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, curatrice delle collezioni di pittura e scultura dell’Ottocento e direttore dell’Ufficio Catalogo, ha illustrato, con l’ausilio di belle immagini, il difficile percorso che ha segnato l’affermazione delle donne nel campo dell’arte. Un percorso che ha visto il giusto riconoscimento delle donne, anche in campo manageriale, solo nel Novecento.
La dottoressa Frezzotti ha sottolineato come la presenza di artiste, anche di elevata qualità, sia stata rara, sporadica, numericamente poco consistente, scarsamente considerata nei manuali di storia dell’arte. Solo a partire dal ‘900 pittrici, scultrici, fotografe, videoartiste, si sono affacciate sul panorama artistico nazionale con forza e continuità. Nel corso dell’incontro si sono ripercorse le tappe salienti che hanno portato le donne a queste conquiste con cui, per la prima volta, artiste, critiche d’arte, direttrici di musei pubblici di rilievo, curatrici di esposizioni internazionali, hanno contribuito a sfondare il cosiddetto “tetto di cristallo”, attestandosi su posizioni di comando come direttrici di musei e vere e proprie “manager” di Gallerie nazionali. Oggi però, ha soggiunto la dottoressa Frezzotti, più che la parità di genere, si deve lottare per difendere la dignità della persona umana dall’invadenza dell’intelligenza artificiale e dai rischi della tecnologia, valorizzando quella “Magnifica Humanitas” di cui parla il papa, Leone XIV nella prima lettera Enciclica del suo pontificato.
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