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Centri Commerciali a Mestre, modello in crisi?

Il campanello d’allarme sta suonando da tempo negli Stati Uniti d’America: l’ascesa dell’e-commerce condanna a morte i famosi “malls” statunitensi, trasformandoli da centri di aggregazione e fulcro del commercio degli anni ‘90, a cattedrali di cemento abbandonate.
 
Secondo una ricerca del Georgia Tech, un terzo dei circa 1.200 shopping center del nord America ha chiuso o sta per chiudere. Complice la crisi economica, che ha spesso ridotto o azzerato quella fascia di popolazione che vi amava trascorrere i week end, i centri commerciali hanno iniziato a spopolarsi. Il colpo più duro l’avrebbe tuttavia sferrato il commercio on-line.
 
Ezio Micelli, docente di Estimo all’università Iuav di Venezia ed ex assessore all’Urbanistica a Venezia lancia un messaggio agli amministratori locali:” Quel che da tempo sta avvenendo in Usa, prima o poi succederà da noi. Il sistema dei centri commerciali in America è da tempo in crisi, con chiusure e abbandoni di spazi e il problema dobbiamo porcelo anche noi: la digitalizzazione e l’avanzata degli acquisti online portano a chiudere attività legate alla vendita di elettrodomestici, all’elettronica di consumo perché l’acquisto non avviene più con il rapporto diretto con il negozio”.
 
Micelli teme che in un futuro prossimo a Mestre, circondata da shopping center, la riqualificazione non riguarderà solo le fabbriche dismesse, ma anche alcuni spazi commerciali. Trony, Mediaworld, Footlooker sono le prime aziende di commercio all’ingrosso che stanno lanciando segnali di evidente difficoltà. La Confesercenti di Venezia, in un’indagine nazionale, ha calcolato che le vendite online in Italia tra 2007 e 2016 sono salite del 75,4 %.
 
La Regione Veneto nel 2017 ha varato norme per fermare il consumo di suolo, disposizioni che tuttavia non riguardano procedimenti edilizi in corso. Maurizio Franceschi di Confesercenti si rivolge direttamente agli interessati: “Amministrazioni locali, costruttori e proprietari di grandi spazi commerciali, devono mettere un fermo puntando sul riuso e la riconversione degli spazi dismessi”.

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