Domani, venerdì 5 luglio, verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Alex Marangon, il ragazzo scomparso e poi ritrovato morto sul Piave
Marcon – Alex aveva deciso di fare un bagno nel Piave già nel pomeriggio di sabato, appena arrivato all’Abbazia di Vidor. Aveva saputo della festa tramite il passa parola con alcuni amici e non conosceva direttamente gli organizzatori. Questo almeno secondo le prime indiscrezioni dei partecipanti all’evento. erano una ventina di persone, probabilmente dedite come lui alla meditazione e all’ascolto di musica new age.
Le indagini
Ma allora perchè il bagno nel fiume l’ha fatto solo alle 3 del mattino, quando è uscito velocemente dall’abbazia di Vidor e, sempre secondo indiscrezioni, borbottando qualcosa? Naturalmente saranno le indagini ad accertarlo.
La procura, con il pubblico Ministero Giovanni Valmassoi, ha aperto un fascicolo come atto dovuto, per morte come conseguenza di altro reato. Non ci sono al momento persone indagate. Sarà l’autopsia che sarà effettuata dall’anatomopatologo Alberto Furlanetto, a chiarire le cause della morte del giovane. Venerdì Mattina in tribunale a Treviso gli verrà conferito l’incarico e lo stesso giorno sarà eseguito l’esame autoptico e tutti gli accertamenti tossicologici per accertare le condizioni psicofisiche del ragazzo.
Da un esame esterno della salma non si riscontrano segni evidenti di aggressione. Il corpo di Alex non ha nessuna ferita da difesa nella mani. Ha una lesione all’addome ed un morso, forse causato da un animale. Inoltre aveva l’occhio ed una parte del volto tumefatto. Ferite che potrebbero essere compatibili, con l’urto del corpo, trascinato dalla fortissima corrente del Piave per almeno quattro chilometri, fino a dove è stato trovato.
All’evento, che abbraccia la medicina e la cultura delle tradizioni sciamaniche, i partecipanti potrebbero aver assunto la ayahuasca, una pianta considerata curativa ma che se presa in quantità maggiori, potrebbe dare effetti allucinogeni. Tutte le ipotesi sono al vaglio degli inquirenti, nulla viene scartato né tralasciato.
Se Alex fosse stato sotto l’effetto di questa sostanza potrebbe essere uscito non perfettamente in grado di valutare la pericolosità del luogo: la zona è impervia e il Piave è da sempre pericoloso, soprattutto con il buio.
L’Ayahuasca
L’ayahuasca ( letteralmente “liana degli spiriti” o “liana dei morti”), è un decotto psichedelico a base di diverse piante amazzoniche in grado di indurre un effetto visionario e purgante.
Il ministero della Salute che, con un provvedimento per altro confermato dal Tar del Lazio, nel 2022 ha inserito l’ayahuasca nella lista delle sostanze stupefacenti o psicotrope.
Inoltre, il composto contiene anche inibitori delle monoaminossidasi che, se combinato con alimenti come formaggi o banane, può avere effetti avversi.
Il suo utilizzo, al quale sono da sempre state attribuite prerogative mistiche e terapeutiche, è caratteristico delle diverse forme di sciamanismo amazzonico praticate nei territori del sudamerica.
La pozione base, per essere farmacologicamente attiva, dev’essere prodotta facendo bollire assieme, per diverse ore, varie piante amazzoniche.
“Dovevo esserci anch’io, ma poi ho avuto paura. Era un rituale con l’ayahuasca” ha detto ieri sera in collegamento telefonico un amico di Alex che avrebbe dovuto partecipare all’evento presso l’Abbazia di Santa Bona.
Lo sciamano
Lo “sciamano” dell’evento pare sia stato Andrea Zuin, musicista e organizzatore, in arte ZuMusic Project. Sulla sua pagina personale si definisce “musicista, ricercatore musicale, narratore ed esploratore del suono”. Laureato in musicologia e diplomato in chitarra classica, specializzato dal 2013 nel’HandPan, viaggia in tutto il mondo per conoscere le persone attraverso la loro musica, utilizzando i suoi strumenti musicali come catalizzatori d’incontri.
Zuin parla dei concerti di “Musica Medicina” che organizzava come delle cerimonie tradizionali sudamericane, come delle occasioni di Musica Medicina, dove si porta i partecipanti verso la guarigione.
“Il suo potere curativo rilassa la mente ed ispira l’anima a guarire se stessa. Tramite le frequenze vibrazionali del suono, l’armonia e la giusta poesia, i musici medicina ci invitano a raggiungere la pace interiore e a collegarci al divino. Il contesto verde e accogliente del giardino dell’Abbazia farà il resto”.
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