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Al Django una serata revisionista sulle foibe

A poco meno di un mese dal giorno del ricordo (10 febbraio), al cosiddetto centro sociale Django viene organizzata, per sabato 19 gennaio, una serata con ospite il “collettivo Nicoletta Bourbaki”: un sedicente gruppo di lavoro che si autoproclama di lavorare al fine di contrastare riscritture e falsità storiche e che ha scritto un’utile guida che aiuta a riconoscere le bufale storiche e come difendersi da esse.
 

Il tema centrale della serata, infatti, saranno le foibe.

 

“Chissà con quali argomentazioni dirà che le foibe sono falsità o bufale storiche. Ma ancora, questo collettivo sta lavorando per ricostruire il caso di Giuseppina Ghersi, la 13enne stuprata, seviziata e uccisa da un gruppo di partigiani comunisti savonesi nel 1945. Anche qui, a suo dire, si tratterebbe di una bufala. Nonostante sia ormai appurato come andarono le cose, questi revisionisti provano a negare o a far vedere in un altro modo anche questo”, sostiene Davide Visentin, consigliere comunale gruppo Mario Conte sindaco.

 

In un momento in cui in Italia si parla di foibe e ne viene celebrato il Giorno del ricordo, c’è ancora chi nega l’esistenza della tragedia o, peggio ancora, la giustifica.

 

“Da italiano sono inorridito al solo pensiero che serate di questo tipo possano essere organizzate e seguite. Da amministratore spero che si possa fermare questa conferenza, che mi auguro sia solo una provocazione di cattivo gusto, nei confronti soprattutto di chi è stato vittima di quei momenti atroci. Le foibe sono una bruttissima pagina di storia del nostro Paese che va ricordata, proprio per non dimenticare le migliaia di martiri che morirono in maniera brutale con la sola colpa di essere italiani“, conclude il consigliere.

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