Incredibile impresa di Flora Tabanelli che con una lesione al legamento crociato anteriore vince il primo storico bronzo nel big air. Fontana quarta nei 1000 m
LIVIGNO – Se c’è una cosa che questi Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ci stanno insegnando è che per questi atleti e atlete nulla è impossibile. Soprattutto se sono donne. L’ennesima prova che il lavoro, la perseveranza ma soprattutto la passione possano essere più forti del dolore e delle avversità.
Il 7 novembre scorso la non ancora diciottenne Flora Tabanelli riporta la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante un allenamento a Stubai, in Austria. Le strade sono due: operarsi e saltare le tante agognate Olimpiadi o fare una terapia conservativa e seguire i propri sogni.
La stella del Big Air ci prova, in fondo vincere tutto il vincibile ancora prima di diventare maggiorenni non è cosa da tutti. Ecco così che la campionessa del mondo in carica di big air, nonché detentrice del globo di cristallo della Coppa del Mondo e campionessa olimpica giovanile agli YOG di Gangwon 2024, si reca al J Medical di Torino. Lì c’è anche una certa Federica Brignone che lotta contro il dolore e il tempo.
La stessa Tabanelli ha raccontato che proprio la Tigre di La Salle è stata la sua ispirazione, quel quid in più per dare il massimo e provarci fino all’ultimo.
E così è stato. Al Livigno Snow Park gli occhi sono tutti puntati su di lei. Dopo le tre run della sera precedente in cui si è qualificata come sesta (161.50 punti), è l’ora di giocarsi il tutto per tutto. La gara inizia con un’ora di ritardo a causa delle forti raffiche di vento e dell’ingente nevicata.
L’azzurra conquista un 90.00 con il primo trick. Il secondo è da 84.00. Serve un salto da urlo. E così è. La diciottenne sceglie un trick che ha provato solo tre volte. Un boato e il 94.25 che mette la campionessa modenese sul terzo gradino del podio, prima atleta azzurra di sempre a medaglia olimpica nel freestyle. Un punteggio complessivo di 178.25 inferiore solamente a quelli della canadese Megan Oldham (oro con 180.75) e della cinese Ailing Eileen Gu (argento con 179.00).
Arriva così la medaglia numero ventitré (otto ori, quattro argenti e undici bronzi) per l’Italia che consolida la seconda posizione del medagliere dietro alla Norvegia e davanti agli Stati Uniti.
Gli altri risultati
Missione compiuta per la staffetta maschile 5.000 metri. Il quartetto composto da Pietro Sighel, Luca Spechenhauser, Thomas Nadalini ed Andrea Cassinelli conquistano la finale alle spalle del Canada.
Quarto posto per Arianna Fontana nei 1.000 metri femminili. La trentacinquenne valtellinese ha concluso la finale A alle spalle dell’olandese Xandra Velzeboer (oro), della canadese Courtney Sarault (argento) e della sudcoreana Gilli Kim (bronzo). Decisivo a sfavore un contatto (ritenuto regolare) con la cinese Li Gong mentre l’azzurra stava per attaccare le prime posizioni.
Sesta overall Elisa Confortola, prima esclusa dall’ultimo atto per le medaglie ed in seguito vincitrice della finale B. Si è interrotta ai quarti di finale, invece, la gara di Chiara Betti.
Non riesce la rimonta alla coppia formata da Sara Conti e Niccolò Macii nel pattinaggio di figura. Gli azzurri recuperano dall’ottavo al sesto posto ma nulla possono viste anche le condizioni della pattinatrice lombarda reduce da un infortunio e col ginocchio fasciato.
Dodicesimi Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini (191.86). Vittoria epica (con standing ovation) per i giapponesi Riku Miura e Ryuichi Kihara (231.24), che hanno trionfato di fronte ai georgiani Anastasiia Metelkina e Luka Berulava (argento con 221.75) ed ai tedeschi Minerva Fabienne Hase e Nikita Volodin (bronzo con 219.09).
IL MEDAGLIERE DELL’ITALIA TEAM
Photo Credits: Luca Pagliaricci/Ferdinando Mezzelani/CONI
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