Jannik Sinner batte in rimonta per 3-1 Carlos Alcaraz (4-6, 6-4, 6-4, 6-4) e diventa il primo italiano della storia a diventare Re di Wimbledon
WIMBLEDON – Con negli occhi ancora l’epica finale del Roland Garros e quella degli Internazionali di Roma, ci apprestiamo a vederne la rivincita dopo nemmeno un mese. Questa volta nel tempio del tennis, dove Carlos Alcaraz non perde da tre anni.
Primo set, Jannik Sinner mette a segno il primo break e si porta sul 4-2. Sembra che la partita inizi in discesa. E invece no. Carlos Alcaraz si prende quattro game di fila e vince 6-4. Chiunque avrebbe accusato il colpo. Quel classico momento della vita in cui sembra che tutto vada bene e poi ti arriva la mazzata.
Ma Sinner non è una persona comune. Non si diventa numero 1 al mondo per caso. Alcaraz ci prova con una serie di ace, ma l’altoatesino più passano i minuti e più acquista coraggio, determinazione. Si prende il fondo e da lì inizia a martellare incessantemente lo spagnolo. Si prende il secondo set, breakkando Alcaraz subito e cancellando il suo tentativo di controbreak. Per un niente non gli fa il secondo al settimo game. Stiamo decisamente vedendo un’altra partita, un altro giocatore.
Il terzo set si apre con la stessa situazione, ma questa volta l’iberico resiste fino al nono game. 2-1 Sinner. Alcaraz accusa il colpo, perde il servizio già al terzo game, sembra non ne abbia più, quasi rassegnato dal non riuscire a tenere quel pel di carota che ha battuto per cinque volte consecutive. Invece ecco il guizzo del campione, si porta sul 15-40. Ma questa è la notte di Jannik, che recupera e si porta avanti 5-3.
Decimo game. Sono circa le 20.20 in Italia. Tutti davanti al televisore a tifare per il proprio beniamino. Sinner, palla in mano e occhi della tigre, si porta facilmente sul 40-0. Tre match point per l’azzurro. Alcaraz risponde. Per un attimo riappaiono i fantasmi del Roland Garros, quando in situazione analoga (ma quella volta era lo spagnolo a battere) il campione iberico era riuscito a ribaltare il set e la partita, andando poi a vincere l’epica finale più lunga della storia. Ma questa volta non ce n’è per nessuno. La lezione è stata imparata per bene.
Jannik Sinner, dopo tre ore e sei minuti, è il primo italiano della storia a vincere Wimbledon. Carlos Alcaraz cede il trono d’Inghilterra dopo venti vittorie consecutive su erba.
Il ventitreenne di San Candido alza le braccia al cielo. In tribuna la famiglia e il suo staff sono commossi. In Italia i tifosi pure. Il cronista Paolo Bertolucci ci ricorda chi avrebbe pagato per poter raccontare questo giorno: Mario Belardinelli, Rino Tommasi, Gianni Clerici, Roberto Lombardi. Persone che hanno dedicato la vita al tennis e ce l’hanno raccontato per anni.
È una gioia diversa dalle altre tre vittorie negli Slam, per Sinner ma anche per chi lo segue. Il boato del pubblico, il saluto alla famiglia reale, la spilla di socio onorario dell’All England Club e il vedere il suo nome inciso sulla bacheca dei vincitori. È il sogno di ogni bambino che si approccia al tennis che si avvera.
E allora passano in secondo piano i numeri, il ranking che recita 58 settimane da numero 1 al mondo e i 3430 punti di vantaggio su Alcaraz. Non contano i venti successi nei major. Abbiamo visto “il sogno dei sogni“, come lo ha definito Sinner stesso in conferenza stampa, realizzarsi. E questa mattina il sorriso è ancora più luminoso pensando alla giovane età dei due contendenti e a quante emozioni ci potranno regalare per gli anni a venire.
Al terzo tentativo, dopo Matteo Berrettini nel 2021 e Jasmine Paolini nel 2024, un tennista italiano vince per la prima volta Wimbledon. E non è mai stato così bello poter sognare che sia la prima di molte altre vittorie.
Le parole di Sinner
Queste le parole di Jannik Sinner poco dopo la vittoria:
“La sconfitta di Parigi è stata durissima da digerire, però non importa come vinci o come perdi nei tornei importanti. Devi capire immediatamente cosa quello che non ha funzionato e lavorarci sopra: è uno dei motivi per cui sono qua con questo trofeo in mano. Sono grato per essere in salute ed essere circondato da quelle persone che sono importanti per me. L’ultimo game ho servito molto bene, sono contento per questo. Sono felice di essere riuscito a controllare i nervi, la sfida poteva cambiare in ogni istante. Voglio ringraziare il mio team e tutti quelli che sono venuti per me in questa giornata così speciale. Continuerò a insistere per diventare un tennista migliore ma anche una persona migliore”
In conferenza stampa poi il campione altoatesino ha dichiarato:
“È il torneo che ho sempre sognato e ora, essere qui con il trofeo… anche se il trofeo non c’è… è semplicemente fantastico. Questo torneo lo vedevo alla tv. Cosa ho provato quando mi sono inchinato? Ero molto emozionato, non ho pianto ma ero davvero molto emozionato. Solo io e chi mi è vicino sa quello che ho passato e aver trionfato nel torneo che rappresentava il sogno dei sogni fin da quando sono piccolo, e farlo davanti alla mia famiglia, è una cosa bellissima. È una sensazione impossibile da descrivere. Già arrivare negli ultimi giorni di un torneo, in particolare di uno Slam, è molto complicato… essere qui, da vincitore, è qualcosa di straordinario.
È stato importante per me vincere di nuovo contro di lui. Quando perdi tante volte diventa complicato anche se a dire il vero mi sono sentito sempre molto vicino, a Pechino, a Roma, al Roland Garros ho sempre avuto molte occasioni. Ma la cosa positiva è che non mi sono mai buttato giù, sono sempre tornato in campo con la voglia di lavorare più duramente possibile per provare a migliorare. Ora lui farà di tutto per battermi la prossima volta e io dovrò sempre farmi trovare pronto. E non solo con Carlos, arriveranno nuovi campioni e avremo sempre un mirino puntato addosso.
“Oggi le differenze sono state minime. In certi casi ho avuto un po’ di fortuna, questa volta è toccato a me, a Parigi era toccata a lui. Dal secondo set ho avuto un buon ritmo e anche sul servizio sono stato più preciso. Ci sono solo delle piccolissime differenze tra noi. La rivalità con Carlos mi dà grandi motivazioni, so che dovrò sempre farmi trovare pronto ed è bella la sensazione di poter tirare fuori la migliore versione di me stesso”.
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