Atletica italiana da urlo a Savona. Nonostante il maltempo, una vera e propria pioggia di Record per gli azzurri con Zaynab Dosso, Leonardo Fabbri e Mattia Furlani.
SAVONA – Per un attimo sembrava di essere tornati a quella domenica assolata di agosto 2021. Ma questa volta non eravamo alle Olimpiadi di Tokyo ma a Savona in un mercoledì piovoso. Sono caduti due incredibili record italiani in un minuto e mezzo, seguiti da un record del mondo Under 20.
A soli 23 giorni dagli Europei di Roma 2024 (biglietti su roma2024.vivaticket.it) e a due mesi da Parigi 2024, l’atletica italiana vive una giornata da sogno che fa ben sperare in vista dei prossimi importantissimi appuntamenti.
Zaynab Dosso sfiora il muro degli 11 secondi
Zaynab Dosso abbatte per ben due volte il record italiano dei 100 metri femminili che già aveva conquistato l’anno scorso uguagliando la leggenda Manuela Levorato. Dopo l’11.12 della batteria (+1.4), in finale vola con un fantastico 11.02 (+0.9 il vento). L’atleta reggiana (che si allena a Roma) ora è la seconda europea dell’anno, pari merito con la britannica Imani Lansiquot, e solo quattro centesimi peggio della connazionale Daryll Neita, 10.98, tempo con cui ha vinto la tappa di Diamond League di Doha.
Nelle indoor Dosso partiva da 7.14 ed è scesa a 7.02 con dodici centesimi di progresso. All’aperto nonostante una giornata non certo favorevole (16 gradi, pista umida), e un tempo di reazione non certo fulmineo (0.235) scende già altrettanto, da 11.14 a 11.02, segnale che i margini siano ancora inesplorati.
La pioggia battente non la frena in batteria e ne esce un crono di 11.12 (+1.4). In finale, la folata da 0.9 è un valore aggiunto che la agevola nel suo magnifico 11.02. Non c’è scampo per le avversarie: 11.12 la lussemburghese Patrizia Van der Weken, 11.16 la trinidegna Michelle-Lee Ahye. Sabato al Roma Sprint Festival dello stadio dei Marmi si cimenterà sui 200.
Queste le sue parole post record:
“Molto felice, ne ero consapevole. Dopo la stagione indoor fremevo dalla voglia di esprimermi nei 100 e al debutto c’erano molte cose da mettere a posto, ma devo dire brava a me stessa perché non era facile né scontato correre così in queste condizioni.
Nella scorsa stagione mi ero infortunata in riscaldamento a Savona, per me un brutto ricordo, ma sono voluta ritornare per creare nuovi ricordi ed è andata bene. Punto molto agli Europei con tanta consapevolezza, ma non solo, nell’anno delle Olimpiadi. Il record di Fabbri? Un risultato tira l’altro, è questa la cosa bella dell’atletica italiana, stiamo crescendo come movimento”.
Fabbri lancia per la storia
A pochi giorni dal 22,88 del 1° maggio di Modena, cade lo storico primato italiano del peso. Un mostruoso Leonardo Fabbri con 22,95 supera di quattro centimetri dopo 37 anni il leggendario 22,91 del campione olimpico Alessandro Andrei. È il quinto lancio della storia al mondo e il secondo europeo di tutti i tempi, che lo conferma leader mondiale stagionale.
Leonardo Fabbri si esalta in una gara fantastica: non soltanto uno spaziale 22,95 che ne rafforza le ambizioni di anti-Crouser alle Olimpiadi, ma anche una serie strepitosa con altri tre lanci ben oltre i ventidue metri: 22,67, 22,47 e 22,45, prima della botta finale che riscrive ogni convinzione del peso azzurro ed europeo.
Al primato continentale, adesso, mancano soltanto undici centimetri: ha tremato come mai in precedenza il 23,06 del tedesco Ulf Timmermann del 1988. Fino all’avvento del duo Fabbri-Weir sembrava impensabile mandare in archivio il record di Andrei, campione olimpico a Los Angeles 1984, medaglia d’argento ai Mondiali di Roma 1987 poche settimane dopo quel memorabile 22,91 di Viareggio che è stato anche record del mondo fino al maggio successivo.
Ora è realtà. Con un Fabbri nella condizione della vita: aveva chiuso la stagione invernale con un personale di 22,37 e adesso è già oltre mezzo metro più avanti. Con il primo obiettivo raggiunto. Ora lo attendono le due gare più importanti dell’anno. E chissà…
Queste le parole del fiorentino:“Ci siamo abbracciati con Zaynab ed è stato bellissimo. Finalmente mi sono preso questo record provinciale sono veramente contento, ho visto piangere il mio allenatore Paolo Dal Soglio e ho pianto anch’io. Una roba pazzesca! Per me Alessandro Andrei significa tutto, se sono qui è grazie a lui. Ho sempre avuto la sua ombra crescendo, mi mancava solo questo record e ce l’ho fatta.
Sono felicissimo perché il livello si è alzato tantissimo e non era facile. Ho fatto tre gare l’anno scorso sopra i 22 metri e ora inizio a lanciare con facilità oltre i 22 e mezzo quindi sta andando veramente bene. Mi sono piaciuto molto perché ancora non sto benissimo, la parte superiore è sempre molto veloce e oggi ho dovuto un po’ aspettare i lanci. Sono tanto fiducioso, per ora va benissimo così”.
Furlani record mondiale Under 20
Mattia Furlani salta letteralmente nella storia del lungo e atterra dove nessun altro Under 20 era mai riuscito. Con 8,36 (+1.4) migliora il suo primato personale di due centimetri ma, soprattutto, migliora di un centimetro l’8,35 del russo Sergey Morgunov del 2012.
Il diciannovenne azzurro diventa il terzo italiano della storia dopo Andrew Howe (8,47) e Giovanni Evangelisti (8,43). Subito al primo balzo un buon 8,25 (+0.8). Al secondo salto, la storia. L’obiettivo del giorno è raggiunto, sulla pedana che lo scorso anno gli ha dato consapevolezza grazie all’8,44 ventoso.
Con questa misura sale al secondo posto delle liste mondiali unificate outdoor-indoor del 2024, al pari del campione olimpico Miltiadis Tentoglou: soltanto il giamaicano Wayne Pinnock (8,40) ha fatto meglio ma in inverno. A Savona è lontano il sudafricano Ruswahl Samaai (8,05/+2.2).
Il lungo azzurro può sorridere anche con Daniele Inzoli (Atl. Riccardi Milano 1946): saltare 7,90 (+1.4) a quindici anni è qualcosa di enorme, considerato anche che prima di lui si è arrivati al massimo a 7,85 (il cubano Maykel Massó). Inzoli è quinto, quarto è Filippo Randazzo (Fiamme Gialle) con 7,92 (+1.2). In luce il rientrante Gabriele Chilà (Fiamme Gialle) sesto con 7,89 (+1.8).
Queste le parole del giovane figlio d’arte, allenato dalla madre, ex velocista, Khaty Seck:
“Finalmente! Cercavo questo risultato da parecchio tempo e vuol dire tanto, significa che stiamo lavorando bene e sulla strada giusta, alle porte di due eventi molto importanti come gli Europei di Roma e le Olimpiadi di Parigi. Era quello che mi aspettavo, lo avevo già fatto indoor, c’è ancora tanto margine visto che siamo all’inizio della stagione. Ho fatto due salti oggi anche perché sabato sarò in pedana ad Atlanta, negli Stati Uniti.
Oggi è stata una gara spettacolare, tutto perfetto con il vento giusto, peccato solo per un po’ di pioggia ma va benissimo così. La pressione c’è sempre, quando si è in crescita, ma bisogna gestirla. Entro in campo con determinazione, pensando a tutti i lavori che svolto, e sicuro delle mie potenzialità. Ci potranno essere anche giorni brutti, come quelli che sono già successi, ma si deve andare avanti un passo alla volta. Gli Europei in casa? Tanta roba, mi fa un po’ strano, ma sarà divertente. Devo solo restare concentrato e tranquillo, continuando a lavorare”.
Photo Credits: Colombo/Meeting di Savona
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